Difficile descrivere nei dettagli la proposta degli Human Improvement Process, band emiliana che ha messo a segno un ottimo colpo con il proprio debut album “Deafening Dissonant Millennium”. Death metal, metal-core, progressive e tanto altro: un caleidoscopio di suoni ed emozioni che felicemente riesce a risultare coerente e fluido anche ad un ascolto poco attento. Li abbiamo paragonati a The Faceless, Decapitated e Misery Signals, ma siamo dell’idea che chiunque potrà trovare una propria collocazione per questi ragazzi, che sembrano intenzionati a darsi un gran da fare e a bruciare le tappe in una carriera ancora molto giovane. Siamo andati a conoscerli meglio con questa intervista, alla quale hanno risposto il bassista Marcello Tavernari e il chitarrista Fabio Carretti.
QUESTA È LA VOSTRA PRIMA INTERVISTA PER METALITALIA.COM. PER COLORO CHE ANCORA NON VI CONOSCONO, VI ANDREBBE DI INTRODURRE LE BAND AI NOSTRI LETTORI E DI RIASSUMERNE LA STORIA?
Marcello: “Certamente! La band è nata nel 2010 e abbiamo subito deciso le coordinate musicali verso cui muoverci uniti dalla passione per il metalcore, il melodic death metal e non solo. A inizio 2011 è uscito il nostro primo EP ‘Stars’, iniziando subito a muoverci sul fronte live in Italia. Una delle esperienze più belle di quell’anno è stata il tour in Russia e Ucraina con i grandi Dufresne, che ci ha fatto conoscere al di fuori dei confini nazionali. Tornati dal tour abbiamo subito scritto i due brani dell’EP ‘In Crystalline Worlds Beyond’, che sarebbe uscito a fine anno. Ci siamo poi concentrati sulla scrittura del full, cosa che ha occupato più di un anno di tempo, nonostante alcuni pezzi fossero già pronti in concomitanza con l’uscita del secondo EP. Siamo entrati in studio nei primi mesi del 2012 per poi finire le registrazioni, il mixaggio e il master alla fine dell’anno. Abbiamo quindi cercato un’etichetta che pubblicasse il nostro lavoro trovando in Memorial Records persone disponibili, attente ai bisogni dei gruppi e davvero interessate al nostro lavoro; così ‘Deafening Dissonant Millennium’ è finalmente uscito. Ora abbiamo anche completato la line-up, che era rimasta ‘decimata’ durante le registrazioni del disco, e siamo pronti a riprendere l’attività live portando dal vivo i nuovi brani”.
“DEAFENING DISSONANT MILLENNIUM” È APPUNTO IL TITOLO DELLA VOSTRA NUOVA FATICA. VI VA DI PRESENTARLA AI NOSTRI LETTORI? COME LA DESCRIVERESTE?
Marcello: “E’ un album ambizioso e particolare: probabilmente non verrà accettato a braccia aperte dai puristi del death metal, ma poco ci importa, sinceramente, dato che non avevamo la minima intenzione di riprendere alla lettera filoni già tracciati o di scrivere un disco riconducibile alle sonorità di un singolo genere o di un gruppo in particolare. E’ un album dove le contaminazioni sono essenziali, tanto quanto le differenti emozioni che accompagnano diversi riff, o sezioni di canzone. E’ senza dubbio un disco che va ascoltato da coloro che riescono ad avere una mente aperta e poco radicata nel pregiudizio”.
Fabio: “‘Deafening Dissonant Millennium’ è tutto tranne che un disco facile, non segue sentieri già battuti e prova a dire qualcosa di nuovo, precludendosi per definizione agli ascoltatori che ragionano coi paraocchi. E’ un lavoro che ci rappresenta totalmente, dove sonorità estreme e melodiche coesistono e si fondono, andando a creare il nostro sound”.
QUANDO E COME È STATO COMPOSTO IL MATERIALE CONTENUTO IN “DEAFENING…”? COME NASCE SOLITAMENTE UN BRANO DEGLI HUMAN IMPROVEMENT PROCESS? SIETE SOLITI PARTIRE DA UN’IDEA DI BASE, UNA MELODIA…?
Marcello: “Per questo disco è avvenuto un processo di composizione abbastanza singolare; nel senso che mi sono trovato a scrivere la maggior parte dei brani da solo, facendoli poi ascoltare agli altri della band e chiedendo un loro parere sul risultato finale. Altre canzoni sono invece state fatte con l’aiuto di Lorenzo, il nostro ex chitarrista. In molti brani siamo partiti da un riff portante costruendovi poi attorno il pezzo vero e proprio; altre volte, per quel che mi riguarda, magari è stata una particolare emozione o stato d’animo a far scattare l’idea per una canzone. Il nuovo processo compositivo è partito quasi allo stesso modo, questa volta però è Fabio ad aiutarmi con la stesura di alcuni riff”.
IL TITOLO DELL’ALBUM, COSÌ COME IL NOME DELLA BAND, SONO PIUTTOSTO PARTICOLARI. VI ANDREBBE DI SPENDERE QUALCHE PAROLA SUL MONIKER E SU COSA NORMALMENTE TRATTANO I VOSTRI TESTI?
Marcello: “Il nome del gruppo può essere inteso nel senso più materiale di miglioramento vero e proprio dell’uomo (fisico, mentale) riconducibile al filone fantascientifico, oppure, scavando più in profondità, si può pensare a un miglioramento nel senso della rinnovata consapevolezza dell’uomo e del suo ruolo sul pianeta. Il titolo del disco si rifà, collegato alla copertina e al nome del gruppo, alla tematica dell’uomo del futuro, in un nuovo millennio, e alla sua ricerca di identità all’interno di un mondo sempre più meccanizzato in cui i sentimenti umani veri e propri trovano sempre meno spazio. I testi riprendono queste varie tematiche, scagliandosi anche talvolta contro il dogma della religione e tutte quelle imposizioni che opprimono l’animo più puro dell’essere umano o che lo deviano”.
UNA COSA CHE MI HA COLPITO NEL VOSTRO SOUND È CHE SI PERCEPISCE MOLTO BENE UN SENSO DI LIBERTÀ MUSICALE ALL’INTERNO DELLE VOSTRE CANZONI. VI SENTITE UN GRUPPO DEATH METAL, UN GRUPPO METAL-CORE, PROG O SEMPLICEMENTE PREFERITE NON SENTIRVI INCANALATI IN QUALCHE CORRENTE MUSICALE?
Marcello: “Di questo argomento ne stavo giusto parlando con Fabio l’altra sera e nessuno dei due è effettivamente riuscito a etichettare il genere che suoniamo… Noi ci sentiamo un gruppo metal, al di là di ogni tipo di sfaccettatura che il nostro sound può avere. Siamo chiaramente influenzati maggiormente da alcuni filoni come il death metal, ma penso che non sia nemmeno del tutto giusto etichettarci come tali. Lasciamo agli ascoltatori il compito di inserirci in una determinata categoria secondo i propri gusti”.
Fabio: “Abbiamo dovuto etichettarci per forza di cose e abbiamo scelto ‘Experimental death metal’, ma sinceramente non sappiamo davvero come definire il nostro sound! Come ha già detto Marcello, possiamo dire che siamo un gruppo metal, che suoniamo e componiamo la musica che ci piace e che vogliamo suonare. Non conta nient’altro”.
VI RITENETE UN GRUPPO ORIGINALE? QUAL È L’ASPETTO DELLA VOSTRA MUSICA O DEL MODO IN CUI VI APPROCCIATE ALLA BAND CHE SECONDO VOI DOVRESTE MIGLIORARE?
Marcello: “Sulla prima domanda, sinceramente, non saprei cosa risponderti: spetta agli ascoltatori e ai recensori giudicare l’originalità o meno del nostro lavoro. Essendo i brani stati scritti ormai più di un anno fa ho avuto già modo di accorgermi e pensare dove e come dovremmo migliorare, sia a livello di sonorità che di songwriting. Stiamo cercando di amalgamare meglio il nostro sound e incattivirlo ulteriormente, allo stesso tempo sperimentando nuove soluzioni”.
Fabio: “Parlare di originalità è ovviamente impossibile nel 2013, ma credo comunque che ‘Deafening Dissonant Millennium’ sia un disco molto personale. Nonostante sia uscito soltanto da poche settimane, il disco era pronto diversi mesi fa, quindi già oggi riusciamo a vedere i limiti di alcune soluzioni adottate e i margini di miglioramento per composizioni future. Al momento non abbiamo tanto in mano, ma possiamo già dire che ci stiamo spostando su sonorità più estreme, cupe ed oscure”.
“MATERIOSCURA” È UNA TRACCIA ACUSTICA CHE SI DISTACCA PARECCHIO DAL RESTO DEL DISCO. COME È NATA QUESTA CANZONE? DOBBIAMO CONSIDERARLA UNA PARENTESI O L’AVVISAGLIA DI ULTERIORI ESPERIMENTI?
Marcello: “La storia di ‘Materioscura’ è abbastanza semplice: sin dal concepimento della traccia che la precede, ossia ‘Artifical Savior’, eravamo dell’idea di terminare il brano con una parte atmosferica o arpeggiata. Un giorno Lorenzo, il nostro ex chitarrista, si presenta in studio e registra questa traccia di punto in bianco. Inutile dire che ci ha convinti da subito e abbiamo deciso di inserirla nella tracklist definitiva. Sinceramente è presto per poter dire con certezza che possa costituire un’avvisaglia di ulteriori esperimenti, ma staremo a vedere, visto che di voglia di sperimentare ne abbiamo parecchia”.
Fabio: “Ci è subito piaciuta l’idea di una traccia a metà disco che spezzasse la frenesia dei brani, facendo riposare l’ascoltatore e preparandolo agli ultimi cinque pezzi. Non sappiamo se riproporremo in futuro soluzioni simili, ma in ‘Deafening Dissonant Millennium’ funziona alla grande!”.
PARLATECI DELLE IDEE PER NUOVI BRANI O DELLA DIREZIONE CHE VI PIACEREBBE IMBOCCARE NEL PROSSIMO FUTURO…
Marcello: “Dato che non mi piace stare con le mani in mano, ho già iniziato da qualche mese a scrivere qualche riff e parte di canzone. Anche Fabio mi sta dando una mano con svariate idee. Come per la domanda precedente, è difficile dire con certezza ora quale direzione imboccheremo nel prossimo futuro, a noi piace far fluire la musica senza imposizioni particolari o limitazioni, oltre al fatto che, sino ad ora, il materiale scritto è troppo poco per poter definire una precisa nuova direzione. Ti posso solo anticipare che il materiale finora uscito è senz’altro più maligno e oscuro, a livello di atmosfere di quello contenuto in ‘Deafening Dissonant Millennium’, senza però abbandonare lo stile che ci contraddistingue”.
PROBABILMENTE PARECCHIE PERSONE SCARICHERANNO IL NUOVO DISCO DA INTERNET ILLEGALMENTE. QUAL È LA VOSTRA POSIZIONE SUL DOWNLOADING? LO VEDETE CON FASTIDIO O PENSATE CHE LA COSA PIÙ IMPORTANTE SIA CHE PIÙ GENTE POSSIBILE ASCOLTI LA VOSTRA MUSICA?
Marcello: “Sono del parere che il download sia la prima causa della crisi del disco degli ultimi anni, ma che allo stesso tempo abbia aperto molte porte a gruppi che hanno da dire la loro e che prima non sarebbero magari mai stati calcolati, dato che non avevano contratti con major e simili. Si sono aperti nuovi mercati, come quello della vendita di mp3, che per gente come me legata al disco fisico costituisce un vero e proprio abominio, ma pare funzionare molto bene. L’unica cosa certa è che nessuno di noi pensa di poter arrivare a vivere di musica (specialmente di metal estremo) e siamo del parere che talvolta sia preferibile vedere un disco scaricato e ascoltato da 100 persone piuttosto che comprato solo da cinque”.
Fabio: “Inizialmente il download fu devastante per il mercato discografico, ma oggi fortunatamente esistono tantissimi mezzi per arginare i danni. Spesso sono le band (noi in primis) a fornire l’intero album in free-streaming, senza contare i vari Spotify, Deezer, Last FM… Facendo diventare inutile il download illegale. Io personalmente sono della vecchia guardia: per me un album esiste solo su supporto fisico, ma sarebbe da stupidi retrogradi non aprirsi ai nuovi mercati”.
ALLO STATO ATTUALE, IL FATTO DI ESSERE ITALIANI RAPPRESENTA UN PRO O UN CONTRO PER GLI HUMAN IMPROVEMENT PROCESS?
Marcello: “Per fortuna le cose stanno cambiando: l’Italia sta cominciando a essere considerata parecchio in ambito internazionale, pur continuando a essere vista con diffidenza da svariate major. Se ipoteticamente un disco come questo fosse uscito anche solo 5 o 6 anni fa ,nessuno o quasi ci avrebbe calcolato al di fuori dei confini nazionali, dato che l’Italia godeva di troppa poca considerazione”.
Fabio: “Rispetto ad anni fa è molto meno penalizzante, ma non è di certo un valore aggiunto come poteva essere un ‘Norwegian’ black piuttosto che uno ‘Swedish’ death. Ad oggi sicuramente non rappresenta un pro, ma, per fortuna, nemmeno un contro”.
SIETE ATTIVI SU ALTRI FRONTI MUSICALI? E CHE COSA FATE OLTRE A DEDICARVI ALLA/E BAND?
Marcello: “Io sono attualmente attivo in altri due progetti: Logic Of Denial e Unbirth. Se usciamo dal discorso musicale, invece, sono studente universitario”.
Fabio: “Gli Human Improvement Process occupano tutto il mio impegno dedicato alla musica, nel tempo restante sono un web/mobile developer nerd 24/7”.
DOVE VEDETE GLI HUMAN IMPROVEMENT PROCESS IN CINQUE ANNI DA ORA?
Marcello: “Non vorrei perdermi troppo nelle fantasie (risate, ndR)! Fra cinque anni spero di essere in un tour di spalla a qualche grande gruppo o in un festival internazionale, magari con un terzo disco appena uscito”.
Fabio: “Il nostro primo full-length è uscito da appena tre settimane, ma siamo già al lavoro sul secondo album, e per ora l’obiettivo principale è dare il massimo per comporre il nuovo disco e portare ‘Deafening Dissonant Millennium’ dal vivo. Per come vanno le cose nel nostro paese, tra cinque anni probabilmente saremo ancora più disperati e morti di fame di quanto non lo siamo già ora, quindi meglio non pensarci”.
GRAZIE MILLE, SE VOLETE AGGIUNGERE QUALCOSA QUESTO E’ IL VOSTRO MOMENTO!
Marcello: “Grazie a voi per l’intervista e per averci dato la possibilità di condividere le nostre idee e opinioni. Continuate a supportarci e seguirci!”.
Fabio: “A breve annunceremo diverse date per la promozione di ‘Deafening Dissonant Millennium’: inutile dire che l’obiettivo è portare la nostra musica in sede live quante più volte ci sarà possibile. Ricordiamo a chi volesse supportarci l’indirizzo per acquistare la copia fisica del nostro disco in digipack: http://humanimprovementprocess.bigcartel.com“.

