HYADES – Thrash now, work later!

Pubblicato il 12/01/2006 da


“Thrash Now, Work Later” è il motto che i milanesi Hyades hannoadottato per descrivere il loro “modus vivendi”, totalmente dedito althrash metal. “Abuse Your Illusions” è il loro album d’esordio erecupera in toto sonorità ottantiane con una convinzione tale darisultare fresco ed attualissimo. Dell’album e di molto altro abbiamodiscusso con Lorenzo Testa e Mark Negonda, le due asce della band; eccodi seguito il resoonto.


INNANZITUTTO PARLATECI DELLE FASI DI LAVORAZIONE DI “ABUSE YOUR ILLUSIONS”…

Lorenzo: “Be’, che dire… finalmente è uscito! Che odissea, tra la fasedi songwriting e quella di registrazione vera e propria, ci abbiamomesso una vita. Alcuni dei brani sono parecchio datati, pensa che‘Smart Bombs, Dumb War’ l’ho scritta la mattina in cui gli States hannoattaccato l’Iraq… Ma è normale che il primo disco contenga brani giàsuonati mille volte dal vivo e pronti da anni, soprattutto se si è unasfigata band come noi che siamo in giro da nove anni e arriviamo soloora al debutto discografico (ride, ndR)! Le registrazioni le abbiamofatte ai Porky’s degli amici Hatework, per una serie di motivi, tra cuiil breve tour assieme agli Helstar, ci abbiamo messo più delprevisto…”.

A LIVELLO DI CRITICA L’ALBUM È STATO ACCOLTO BENISSIMO: AVETE GIÀ ANCHE QUALCHE RISCONTRO DELL’AUDIENCE?
Mark: “Abbiamo ricevuto molte recensioni fino ad ora e tutte davveromolto positive ed entusiasmanti da parte di addetti ai lavori dellastampa italiana ed europea. Tutti quelli che fino ad oggi hanno avutomodo di ascoltare ed acquistare il CD sono stati soddisfatti della loroscelta, speriamo quindi di continuare così il più a lungo possibile,almeno fino all’uscita del prossimo album!”.

FATECI UNA BREVE STORIA DELLA BAND PER FARVI CONOSCERE MEGLIO…
Lorenzo: “Gli Hyades nacquero ormai dieci anni or sono, quando eravamopoco più che dei ragazzetti sognatori e brufolosi dalla dubbiapadronanza degli strumenti. Quattro demo, una valanga di concerti, inormali cambi di line-up e poi finalmente un disco in cui nessunosperava più! In questi anni senza un contratto ci siamo comunque toltigrandi soddisfazioni e abbiamo avuto un ottimo seguitonell’underground; indubbiamente i momenti memorabili sono stati glishow assieme a Manilla Road, Helstar, Omen e di recente con gli Anvil,tutte band di cui siamo fan di vecchia data…”.

RECENTEMENTE AVETE AVUTO UN CAMBIO DI LINE UP, CON L’INNESTO DIRODEATH (SUBLIMINAL CRUSHER, S.R.L.): A COSA È DOVUTA LA SOSTITUZIONE?
Mark: “Più che di una ‘sostituzione’ si è trattato di un innestodettato dalle circostanze. Nel mese di marzo di questo anno il nostroprecedente batterista Mauro (in forza anche nei milanesi Soul Takers)ha deciso, con grande rammarico, di abbandonare la band in seguito adalcuni problemi personali che non gli permettevano di dedicare il temponecessario per continuare a suonare con noi. Dopo diversi mesi diricerca per un nuovo batterista abbiamo pensato di rivolgerci a Rod, ilquale è da anni un amico della band e che si è dimostrato subitoentusiasta e ben lieto di rivestire l’incarico. Nonostante la distanzache ci separa, il rapporto musicale che stiamo stabilendo è ottimo esperiamo vivamente di poter contare sul suo formidabile appoggio il piùa lungo possibile!”.

PARLACI DEI TESTI DELL’ALBUM: DI COSA TRATTANO?
Mark: “Non c’è una tematica ricorrente o una specie di concept dietroai testi dell’album. Si passa dall’auto-ironica ‘Hyades’, in cui vienetracciata la storia avventurosa di questa band, fino ad una ‘No Man’sLand’ ispirata dal film omonimo di Danis Tanovic del 2001. I due branisono esemplari del nostro atteggiamento che vuole essere da un latoquello di divertirsi e far divertire, ma al tempo stesso quello diinvitare la gente a riflettere su tematiche che riteniamo fondamentalinella nostra società. Nel disco si trova un po’ di tutto questo esperiamo che la gente che legge i testi (se c’è qualcuno che lo fa!)possa raccogliere il nostro invito e concentrarsi non solo sull’aspettomusicale”.

QUALI SONO A VOSTRO PARERE I PUNTI DI FORZA E LE TRACCE MIGLIORIDELL’ALBUM? A ME AD ESEMPIO “SMART BOMBS, DUMB WAR” FA IMPAZZIRE NELLASUA SEMPLICITÀ…
Mark: “Credo sia un discorso soggettivo e trovo onestamente difficilepoter dare una risposta ad una domanda del genere. Nel senso chepensare a ciascuno dei pezzi che compongono l’album è come ripensare aduna fase della nostra storia recente, in quanto il materiale checompone ‘Abuse Your Illusions’ è il frutto di un paio di anni di lavoroe di crescita. Credo quindi i pezzi migliori siano quelli composti piùdi recente e che mostrano una maggior maturità, ma quali siano questipezzi rimane una questione privata!”.

A VEDERE LE VARIE FOTO SUL WEB SI DIREBBE CHE VOI VIVIATE IL THRASH IN OGNI SUO ASPETTO, NON SOLO QUELLO MUSICALE: È COSÌ?
Mark: “Viviamo l’esperienza di questa band semplicemente come ci vienemeglio, senza troppa cura verso le apparenze ma preoccupandoci dellasostanza. Le foto che compaiono sul sito oppure all’interno del CD sonoesattamente il riflesso del nostro atteggiamento, che è poi quello dipuro divertimento. Siamo realisti, non abbiamo ambizioni da rockstar,cerchiamo solo di divertirci e far divertire con la nostra musica,cercando di apparire semplicemente come in realtà siamo, senza pateticistereotipi e immagini standard di cui questa musica è sempre statainfarcita”.

QUALI SONO LE BAND CHE PIÙ VI HANNO INFLUENZATO?
Mark: “Non credo si possa citare una lista di band alla base dellenostre influenze. Ascoltiamo intensamente questa musica da più di 10anni oramai e indirettamente credo abbiamo attinto un po’ ovunque dallascena heavy a quella thrash. Ad un ascoltatore potrà sembrare diriconoscere maggiori influenze e riferimenti al sound di Exodus oAnthrax, ad un altro invece potrà sembrare di sentire i Megadeth deiprimi dischi… tutto questo è possibile in quanto abbiamo tutto questo emolto di più nel nostro background ed è normale che il tutto emerga poinei nostri brani, nei quali cerchiamo comunque di mantenere una nostralinea e sviluppare un nostro sound quanto più personale possibile”.

COME SIETE RIUSCITI A NON METTERE NEMMENO UNA NOTA “MODERNA” ALL’INTERNO DELL’ALBUM? NON È IMPRESA FACILE.
Mark: “La risposta a questa domanda è già presente nella precedente…non siamo grandi amanti del sound cosiddetto ‘moderno’, almeno nonnelle sue manifestazioni più estreme. Il sound vero e proprio del discoè stato scelto volutamente utilizzando una strumentazione il piùclassica possibile senza troppi modernismi; per quel che riguarda ibrani invece, in quanto riflesso di quello che più ascoltiamo, eraovvio suonassero in questa maniera e non come un disco dei The Hauntedo dei Soilwork”.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA MAUSOLEUM? SIETE SODDISFATTI DEL TRATTAMENTO CHE VI STA RISERVANDO?
Mark: “Il contatto è venuto da parte dell’etichetta dopo aver ricevutouno dei tanti pacchi promozionali che abbiamo cominciato a spedire unavolta finito di registrare il disco. La Mausoleum è un’etichettastorica che non ha bisogno di molte presentazioni, si è fatta avantioffrendoci un contratto per due album e con dei termini interessanti eabbiamo accettato di firmare in quanto sappiamo che in Europa il suonome è ancora molto rispettato. Il lavoro che stanno svolgendo è piùche sufficiente per una band all’esordio e per il tipo di etichetta,per il momento siamo soddisfatti, speriamo di poter continuareserenamente questo rapporto fino alla sua scadenza, e per il futurovedremo a che punto saremo tra un anno…”.

SEMBRATE MOLTO CRITICI VERSO LA SOCIETÀ ODIERNA E FILOAMERICANA:QUAL È IL VOSTRO PUNTO DI VISTA RIGUARDO A CIÒ CHE ACCADE OGGI NELMONDO?
Lorenzo: “Mah, guarda, non saprei da dove iniziare ad elencare leproblematiche e le colpe della nostra società capitalista e consumista.I fatti sono davanti agli occhi di tutti, ma la gente da un lato fingedi non vedere, dall’altro non è informata per via della parzialecopertura mediatica e del pressoché inesistente approfondimentogiornalistico da parte dei grandi media. Del quadro politico mondialeattuale cosa sa la gente? Che dei pazzi figli di puttana arabi cel’hanno senza motivo con noi e ci vogliono fare tutti secchi. Inutiledire che è quanto di più lontano ci sia dalla verità e che questasituazione è solo il frutto prevedibile di una politica che va avantida decenni. E che dire dell’amato libero mercato e di quel che ciò haportato a paesi quali l’Argentina? Viviamo nella terra del fuoco, dovegli scontri armati sono quotidiani, e non serve scomodare l’Iraq e lasua povera gente; pensiamo alla guerra per i giacimenti in Congo, allaCecenia, all’Indonesia o ancora alla Colombia, dove entrano in giocosempre e solo gli interessi di pochi, ma il tutto ci viene propinatocome uno ‘scontro di civiltà’ o ‘di religioni’ o altro ancora. Laverità è che è un mondo che non è in mano né alla gente né ai politici,ma alle Corporation, non può che sopravvivere in questo modo, con losfruttamento, la repressione e l’azione militare. Il nuovo Vietman,questo Iraq che era dato per vinto dopo due mesi, è solo l’esempio piùeclatante delle assurdità e dei crimini di cui si macchia il tantoglorificato Occidente civile e democratico”.

DAL PUNTO DI VISTA “SOCIALE”, OLTRE CHE MUSICALE, CI STA UN PARAGONE CON I SACRED REICH DI “SURF NICARAGUA”?
Lorenzo: “Sì, certo. I Sacred Reich in quel disco affrontarono un temascomodo che purtroppo i più non conoscono ancora; tutta la questionenicaraguese, con i Contras armati e finanziati dagli USA e dalla CIA,sarebbe potuta essere il più grande e vergognoso scandalo della storia,se solo non fosse accaduto nel paese più povero dell’America Centrale.Cosa vuoi che interessi alla gente se dall’altra parte dell’Atlantico inostri amichetti politici organizzano stragi e attentati? Nessuno quice l’ha con gli americani, con quella larga fetta di cittadini chevivono nella miseria e nell’odio razziale, con tutti quelli che abitanonelle periferie e sono esclusi dalla vita sociale, quelli a cui vieneimpedito di andare a votare. I loro politici non li rappresentano, sonostati votati da poco più di un quarto della popolazione statunitense, ein quella che si spaccia per la più grande e sviluppata democrazia delmondo questa è una vergogna”.

COME MAI AVETE SCELTO DI COVERIZZARE PROPRIO L’INNO GENERAZIONALE “FIGHT FOR YOUR RIGHT” DEI BEASTIE BOYS?
Mark: “Avevamo in mente di inserire una cover nell’album ma che nonappartenesse propriamente al thrash o al metal in generale. I BeastieBoys sono sempre stati una band molto apprezzata e rispettata da partenostra e il brano in questione rispecchia anche il nostro atteggiamentoe la vena ironica che ci contraddistingue. Aggiungiamoci che si trattadi uno dei pochi brani non prettamente hip hop della band e con unminimo di musicalità ed ecco il perché di questa scelta”.

COM’È LA VOSTRA ATTIVITÀ LIVE? PROGRAMMARE UN TOUR È DAVVERO UNA COSA IMPOSSIBILE?
Mark: “Al momento stiamo cercando di pianificare alcune date per iprossimi mesi ma senza spingerci troppo in là col tempo, in quantovorremmo cominciare la pre-produzione del nuovo disco verso la prossimaprimavera. Abbiamo sempre puntato molto sull’attività live, specienegli anni passati, ora cerchiamo di concentrarci più sulla qualità chesulla quantità. Un tour vero e proprio non ci è ancora capitato, ma tiposso dire si tratta ovviamente di una cosa molto complicata daorganizzare, soprattutto senza l’appoggio di un’agenzia o il supportodell’etichetta. Stiamo cercando di organizzare qualcosa di simile primadi fermarci per dedicarci al secondo album, ma ancora non abbiamo nulladi definitivo tra le mani…”.

SEGUITE LA SCENA ITALIANA? COSA NE PENSATE?
Lorenzo: “Ovviamente! Siamo prima di tutto fan, poi musicisti, o megliodire… dei musicanti ciaciaroni. La scena a livello qualitativo stabene, ci sono ottime band nell’underground; solo nel thrash abbiamo quivalidi gruppi quali Hatework, Warmonger, Ground Control e molti altriancora. Purtroppo il marasma di spocchiose e inutili band sinfoniche hacontribuito ad aumentare i pregiudizi all’estero nei confrontidell’italiane e così e difficile per tutti trovare uno straccio dicontratto se non per una delle tante etichette italiane nonprofessionali e che lavorano in maniera ridicola. Purtroppo anche inItalia il metal è un business come tutti, piegato alle leggi delmercato, e le responsabilità sono collettive: dei magazine sui cui devicomprarti gli spazi per le interviste, delle label che seguono i trend,e della massa acritica di ascoltatori che ascolta tutto ciò che vienepropinato”.

CREDO CHE SIANO ANCORA IN MOLTI, COMPRESO IL SOTTOSCRITTO, CHE VORREBBERO FAR LORO IL MOTTO “THRASH NOW, WORK LATER”…
Lorenzo: “(ride, ndR) Il motto per rappresenta la nostra proverbialeirresponsabilità e il fatto che prima venga il piacere, poi il dovere.Soprattutto se non si deve nulla a nessuno se non a se stessi. Inquesta band mi piace sempre ricordare il coraggio del nostro terronicobardo Rob, che dalla Sicilia se n’è venuto al Nord con quattro soldi,abbandonando tutto quello che aveva per trovare quattro amici con cuisuonare. Ma anche il buon Rodolfo non è da meno, visto che ogniconcerto si deve fare 600 km da Terni per venire qui a suonare. Sonoscelte di vita, non tutti lo farebbero; noi siamo così e siamoorgogliosi di questo spirito sincero e autentico”.

OK, CONCLUDETE PURE COME MEGLIO CREDETE L’INTERVISTA. GRAZIE PER LA DISPONIBILITÀ…
Mark: “Grazie mille a te per il tuo tempo e per lo spazio concesso!Vorrei chiudere invitando tutti i lettori che sono arrivati fino allafine dell’intervista a partecipare, il prossimo 14 gennaio, al partyper il decennale di attività della band che terremo in compagnia deinostri amici Vexed e Hatework presso la Comunità Giovanile di BustoArsizio (VA). Non mancate!”.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.