I – Post Immortal Era

Pubblicato il 12/12/2006 da
C’era il rischio che, una volta trapelata la notizia della reunion degli Immortal, questo debutto degli I passasse in secondo piano e venisse considerato nient’altro che uno dei tanti side project senza arte né parte che appestano l’attuale mercato discografico. Data però la qualità di “Between Two Worlds” si può tranquillamente scongiurare questo pericolo. Chiunque ascolti il debut di Abbath e soci non potrà non convenire sul fatto che si tratti di una vera e propria bomba che miscela il black, l’epic ed il rock and roll più sanguigno in un unico cocktail realmente esplosivo. Abbiamo incontrato Abbath a fine ottobre in un noto albergo milanese, dove, in mezzo a uomini d’affari giapponesi e vecchie incartapecorite e truccatissime, si distingueva con il suo look all black e per il suo cappellaccio da cowboy. Sfortunatamente il singer, stremato da giorni e giorni di interviste, è arrivato all’appuntamento stanco e affamato, quindi le sue risposte sono state piutosto telegrafiche, anche se sempre gentili e piene di humor. A causa di ciò l’intervista è stata fatta a quattro mani e chi scrive si è alternato nelle domande ad Andrea Magnani, valido writer della webzine Silent Scream, che ringraziamo per la collaborazione. Tra olive, patatine, birre e Campari questo è il resoconto della chiacchierata.


COME NASCE IL PROGETTO I?
“Dopo che gli Immortal si erano sciolti avevo tirato fuori del materiale che avevo scritto ma mai utilizzato e sentivo che questo era il momento giusto per utilizzarlo. Ero in contatto con Ice Dale che mi ha dato una grossa mano ad arrangiare il tutto. Successivamente sono arrivati Armagedda e TJ King e così il gruppo si era formato, è stata una cosa naturale”.

LA MUSICA CONTENUTA IN “BETWEEN TWO WORLDS” NASCE DIRETTAMENTE DAGLI ARRANGIAMENTI EPICI DEGLI ULTIMI IMMORTAL: SEI D’ACCORDO?
“Sì, sono abbastanza d’accordo: dentro l’album ci sono solo cose che fanno parte di me, come gli Immortal, l’old school heavy metal e il rock and roll più grezzo”.
COME PENSI CHE VI ACCOGLIERANNO I FAN DEGLI IMMORTAL?
“Credo bene, tutti coloro i quali hanno già ascoltato il materiale hanno espresso pareri positivi. Anche chi non è stato un fan degli Immortal potrebbe invece esserlo degli I: le canzoni non sono particolarmente brutali, ma in un certo senso sono più ascoltabili, aperte ad un’audience più vasta”.
ORA COSA PREFERISCI SUONARE: ROCK AND ROLL O IL VECCHIO MATERIALE?
“Ora come ora sto suonando rock and roll ma, a dire il vero, ho un po’ di nostalgia per le cose più veloci e brutali. Le vecchie tracce mi mancano un po’. Quando mi sono incontrato con Horgh dopo qualche anno ci siamo divertiti a suonare insieme le vecchie canzoni. Se decideremo di fare un altro album insieme come Immortal sarà davvero estremo, sulla falsariga di ‘Blizzard Beasts'”.
CHI TI HA ISPIRATO MAGGIORMENTE DURANTE LE REGISTRAZIONI: MI VENGONO IN MENTE I BATHORY.
“Sì, i Bathory mi hanno influenzato tantissimo, sono parte di me, era inevitabile. Poi anche i Kiss e i Motorhead. Adoro il rock and roll: quando ero piccolo i miei amici volevano diventare poliziotti o astronauti, ma io volevo essere Gene Simmons, forse è per quello che abbiamo adottato il make up (ride, ndR)”.

PERCHE AVETE SCELTO “I” COME MONICKER?
“L’idea del nome del gruppo è stata di Demonaz: è semplice, diretta, senza fronzoli e comunque richiama gli Immortal. Ci è parsa un’ottima idea”.

COSA CI PUOI DIRE RIGUARDO AI TESTI?
“Anche dei testi si è occupato Demonaz, in quanto io non sono molto bravo con le liriche (ride, ndR). Certo, avevo qualche idea di base, poi ne ho discusso con lui ed alla fine sono saltati fuori i magnifici testi delle canzoni”.
NEL PROMO LA COPERTINA E’ NERA CON UNA GRANDE “I” BLU: SARA’ QUESTA LA VERSIONE DEFINITIVA DELL’ARTWORK?
“No, non vi saranno cambiamenti, la copertina rimarrà così, semplice e diretta con questa grande ‘I’ in evidenza. Ne faremo una versione con cover argentata, foto e un paio di tracce bonus che nel progetto originale abbiamo dovuto tagliare in quanto sarebbe uscito un polpettone troppo lungo”.
PENSI DI SUONARE DAL VIVO CON QUESTO NUOVO PROGETTO?
“Sì, lo abbiamo già fatto all’Hole In The Sky di quest’anno ed abbiamo ottenuto dei buoni responsi. E’ andato tutto bene anche se, a causa di un dolore alla spalla, ho dovuto suonare dopo un paio di iniezioni di cortisone, facendo diventare il concerto un’esperienza alquanto dolorosa. Eventuali altri show verranno programmati dopo gli impegni estivi degli Immortal”.
QUANDO E DOVE SUONERETE CON GLI IMMORTAL?
“Saprete sicuramente che siamo già impegnati con alcuni grossi festival estivi, ad esempio il Wacken; altri eventi non sono ancora stati ufficializzati, ma ce ne saranno di sicuro”.
PERCHE’ AVETE DECISO DI RIMETTERE INSIEME GLI IMMORTAL?
“Perché abbiamo fame (ride, ndR). Scherzi a parte, ci hanno offerto un sacco di soldi per tornare a suonare nei festival e a noi facevano davvero comodo, anche se la maggior parte di essi li reinvestiremo negli spettacoli”.
PENSATE ANCHE DI REGISTRARE QUALCOSA DI NUOVO O VI SIETE RIFORMATI SOLO ESPEMPORANEAMENTE PER SUONARE DAL VIVO?
“Vedremo, vedremo…dopo l’estate capiremo meglio cosa vogliamo fare con gli Immortal”.
E PER GLI “I” VI SARA’ UN SEGUITO?
“Sì. insieme agli altri ragazzi stiamo già lavorando ad un paio di brani nuovi, ma ovviamente è ancora troppo presto per parlarne”.

NEL NUOVO ALBUM UNA DELLE MIE TRACCE PREFERITE E’ “FAR BEYOND THE QUIET”: CHE CI DICI DI QUESTA CANZONE?
“Grazie, anche a me piace tantissimo questa canzone: se volete potete considerarla un tributo al genio di Quorthon”.

CI SONO STATI DEI CAMBIAMENTI NEL TUO MODO DI VEDERE LA MUSICA ATTRAVERSO QUESTI ANNI, DA QUANDO HAI INIZIATO FINO AD OGGI?
“Non particolarmente, l’unica differenza che vedo in me stesso è che ho acquisito maggiore esperienza, anche se dentro di me sono sempre un teenager…un teenager esperto però (ride, ndR). Io amo questo lavoro, vedere crescere qualcosa creato dalla mia ispirazione e portato avanti con pervicacia anche nei momenti più duri. Ci sono stati dei brutti momenti, ma io rimango un fottuto metallaro nato per comporre e suonare musica e non c’è altra cosa al mondo che vorrei fare”.

COSA NE PENSI DELL’ATTUALE SCENA BLACK?
“Così-così. Ricordo quando abbiamo iniziato a suonare, il fermento dell’underground…ora non è più la stessa cosa, io sono rimasto tale e quale, ma il mondo attorno a me è cambiato, la musica è cambiata. Molte band stanno facendo scelte che ritengo sbagliate e questo non mi piace”.

GUARDANDO INDIETRO HAI DEI RIMPIANTI?
“Rimpiango di aver girato il video di ‘The Call Of The Wintermoon’ (ride, ndR). Poi abbaimo fatto parecchi errori di produzione, ad esempio non ci siamo presi abbastanza tempo per registrare ‘Blizzard Beasts’ ed è uscito un pessimo lavoro, che soffoca le grandi canzoni che contiene. Forse un giorno lo ri-registreremo, magari non l’intero album, ma qualche canzone sicuramente sì”.
 
QUALI SONO I DUE MONDI DEL TITOLO DELL’ALBUM?
“I due mondi sono il passato e il futuro: in mezzo ci sta il presente, ci stiamo noi. Alcuni hanno pensato al bene a al male, al paradiso e all’inferno: niente di tutto questo come vedete”.
COM’E’ LAVORARE PER LA NUCLEAR BLAST?
“E’ bello e gratificante, hanno una grande professionalità e promuovono in maniera eccezionale i loro lavori: mi trovo davvero bene”.
AVETE DELLE PRESSIONI DA LORO?
“Assolutamente no, siamo liberi di prenderci tutto il tempo che vogliamo e di registrare quello che esce dalle nostre penne e dai nostri cuori senza bisogno che nessuno dall’etichetta ci dica cosa dobbiamo o non dobbiamo fare”.

ABBIAMO FINITO, GRAZIE PER L’INTERVISTA.
“Grazie a voi e scusate per la stanchezza, ma sono tre giorni che rilascio interviste per dodici ore al giorno e sono davvero stravolto…e poi è quasi ora di cena e sono affamato (ride, ndR)”.

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