ILLUSORY – La musica è la nostra catarsi

Pubblicato il 30/07/2021 da

Gli Illusory sono una heavy/power metal band greca le cui origini risalgono agli anni ’90 con il moniker di Ivory Tower, prima di dover cambiare nome in quello attuale per un’evidente omonimia con la formazione metal prog tedesca. Il loro terzo full-length pubblicato come Illusory, intitolato “Crimson Wreath” non è certo opera dunque di musicisti alle prime armi e abbiamo davvero apprezzato l’esperienza unita alla passione e alla qualità del songwriting che hanno dimostrato in questo loro nuovo lavoro. Abbiamo così contattato la band e si sono alternati nel rispondere alle nostre domande il cantante Dee Theodorou, il chitarrista George Papantonis e il batterista Costas Koulis.

LA BAND HA ORMAI UNA LUNGA STORIA, PRIMA COME THE IVORY TOWER E POI COME ILLUSORY: QUALI CONSIDERI ALCUNI DEI MOMENTI PIU’ IMPORTANTI DELLA VOSTRA CARRIERA?
Dee: Prima di tutto, vorremmo ringraziarti per quest’intervista e per l’opportunità di parlare della nostra band e della nostra musica. Riguardo alla nostra storia, in effetti è alquanto lunga. Nel 1992, quando ho scelto il nome Ivory Tower, non avrei mai pensato che la mia band sarebbe durata per tutta la vita! Dopo tutti quegli anni con quel nome, è stato durissimo per la band e soprattutto per me cambiarlo, ma non c’era altra scelta. Vedi, non mi è mai venuto in mente di registrare il nome ed è stato un errore. Un paio d’anni dopo la nostra formazione, una band tedesca ha pubblicato un album con il nome “Ivory Tower”. Abbiamo provato per alcuni anni a trasformarlo in The Ivory Tower, ma non è stato sufficiente. Così, quando è arrivato il momento giusto e avevamo un contratto con un’etichetta tra le mani, abbiamo dovuto semplicemente cambiare completamente il nostro nome per poter andare avanti. Illusory era un’idea tra le altre per un nuovo nome. Ha quasi lo stesso significato di Ivory Tower, con lo stesso approccio; calza a pennello con noi e il nostro stile musicale e suona anche un po’ come ‘Ivory’, almeno secondo me. Riguardo i momenti più importanti della band, posso citarne alcuni. Uno di questi è la pubblicazione del nostro primo promo. Abbiamo pubblicato un album nel 2006 interamente autofinanziato e abbiamo davvero conquistato molti fan della nostra scena metal locale. Abbiamo venduto anche un po’ di CD e questo ci ha dato forza e fiducia in noi stessi. Un altro momento speciale è stato quando abbiamo avuto l’onore di aprire per i Blue Oyster Cult ad Atene, nel 2008. La band stessa ci ha scelti come supporto ed è stato un grande onore! Poi la costruzione del nostro studio, iCave, è qualcosa che ci rende veramente orgogliosi. Questo passo ha permesso di mettere parecchia benzina nei nostri motori. Infine, l’aver potuto supportare band e artisti come Geoff Tate’s Operation: Mindcrime, Warrel Dane e Gus G., rappresentano sicuramente altri momenti importanti nella nostra carriera.

IL VOSTRO ALBUM PRECEDENTE, “POLYSYLLABIC”, E’ STATO PUBBLICATO NEL 2016: COME SONO ANDATE LE COSE PER LA BAND NEGLI ULTIMI ANNI?
George: Dopo la pubblicazione di “Polysyllabic”, abbiamo iniziato la composizione e la pre-produzione di “Crimson Wreath” quasi subito. Purtroppo, nel Dicembre 2016 mia madre è morta e mio padre ha avuto bisogno di tutto il supporto che potevamo dargli io e mio fratello. Questa è stata una cosa che ci ha un po’ fatto rimandare sul momento. Abbiamo poi fatto alcuni concerti in Grecia nel 2017 per promuovere l’album, ma di nuovo alla fine dell’anno mio padre ha avuto un brutto colpo e ho dovuto passare del tempo per aiutarlo. Prima di finalizzare la pre-produzione di “Crimson Wreath”, un’altra battuta di arresto mi ha colpito. Mio padre è morto nell’Aprile del 2018. Quasi nello stesso momento, anche il nostro bassista, Niki Danos ha perso suo padre. Nell’estate dello stesso anno, il nostro ottimo amico e tastierista, George Konstantakelos è dovuto uscire dalla band, a causa di seri motivi personali. Alla fine dell’anno avevamo tutte le tracce pronte e abbiamo iniziato a registrare. Abbiamo anche suonato in apertura a Geoff Tate’s Operation: Mindcrime nel Febbraio 2019 ad Atene ed è stata una grande esperienza; abbiamo partecipato anche al Let’s Rock Festival a Inofyta, in Grecia, uno show con headliner il potente Gus G., nel Settembre 2019. Quello è stato l’ultimo concerto che abbiamo fatto finora. Abbiamo l’album pronto da Maggio 2020, ma a causa della situazione del Coronavirus, abbiamo deciso di spostare la pubblicazione al 2021, pensando che così avremmo avuto più opportunità di suonare e promuovere l’album.

COME SI E’ SVOLTA LA REALIZZAZIONE DEL NUOVO ALBUM, “CRIMSON WREATH”?
Dee: Ci siamo sentiti benedetti per avere il nostro studio, l’iCave. Sono un ingegnere del suono professionista, così mi sono occupato di quasi tutte le tracce e anche di qualcosa che andava fatto relativamente all’editing. Abbiamo anche avuto un’ottima collaborazione con il Matrix Recording Studio di Atene, dove abbiamo registrato le voci soliste, alcune tracce aggiuntive e naturalmente abbiamo fatto il mixaggio e il mastering. Yiannis Petroyiannis, il nostro produttore, è pure un bravo ingegnere del suono e un nostro ottimo amico. Mi sento molto a mio agio a lavorare con Yiannis e a condividere la responsabilità della produzione. Abbiamo seguito più o meno lo stesso schema utilizzato per il nostro album precedente, “Polysyllabic”, perchè siamo rimasti molto soddisfatti per quelle sessioni di registrazione e per l’intero processo. Ci sono state comunque alcune differenze per “Crimson Wreath”: prima di tutto, abbiamo registrato un’extra chitarra ritmica, posizionata nel mezzo del campo stereo, che ci ha dato un suono più incisivo e anche più ricco. Secondariamente, abbiamo registrato alcune parti in acustico con degli organi e con chitarre acustiche e classiche, una balalaika, delle percussioni e naturalmente un pianoforte classico.

NELL’ALBUM CI SONO ALCUNE CANZONI CON VOCI NARRANTI: COME MAI AVETE SCELTO DI INCLUDERE TUTTE QUESTE PARTI PARLATE?
Costas: Abbiamo sempre inserito parti narrate nei nostri album. Sia “The Ivory Tower “ che “Polysyllabic” hanno avuto sezioni di questo tipo e ne siamo orgogliosi, così come lo siamo per le nostre canzoni. Trovo ugualmente artistico far emergere un’idea che diventerà una parte ‘cinematografica’ dell’album. Inoltre, queste parti rivelano la vera essenza delle canzoni con cui sono connesse. Ricordo che lavorai all’idea di “Acedia”, insieme a “Besetting Sins”: scrivendo e riscrivendo, arrangiando la parte musicale e cercando la voce giusta con l’accento appropriato. E poi, la nostra eccitazione quando l’abbiamo sentita completa. È come se fosse una nuova canzone.

L’ALBUM E’ UN CONCEPT? QUALI SONO LE PRINCIPALI TEMATICHE PER I TESTI?
George: No, non è un concept. Ci sono somiglianze in certi testi, ma non è stato qualcosa di pianificato, è solo capitato nel corso del songwriting. Per esempio, abbiamo delle canzoni che riguardano l’atrocità della guerra, canzoni sul dolore di perdite umane, sulla solitudine, sulla mitologia greca, sul razzismo e sulle molestie ai bambini.

UNA CANZONE COME “AN OPUS OF LOSS AND SORROW” E’ COSTITUITA DA TRE PARTI: PUOI RACCONTARCI QUALCOSA IN PIU’ SU QUESTO BRANO?
Costas: “An Opus Of Loss And Sorrow” è fondamentalmente un tema costituito da tre canzoni, tre piedistalli, come li abbiamo chiamati noi. Tutte e tre le canzoni fanno riferimento alla perdita di persone care. Non riguardano la stessa persona, comunque, ma sono collegate dall’esperienza terribile di perdere qualcuno molto vicino a te. Negli scorsi anni, molti membri degli Illusory hanno perso persone amate e quel dolore è tramutato in musica, liriche e tre canzoni, che ci ricorderanno sempre quel periodo. “Past Forever Last” riguarda i genitori del nostro cantante Dee, che lui adorava. “The Isle Of Shadows” riguarda la madre defunta del nostro chitarrista George mentre “Agony’s Last” è stata scritta basandosi sulla tragica storia capitata a George Konstantakelos, nostro precedente tastierista e grande amico. Abbiamo provato ad esprimere i nostri sentimenti, abbiamo proprio voluto che uscissero fuori. È stata un’autentica catarsi attraverso la musica.

AVETE SUONATO ALCUNE CANZONI AVVALENDOVI DI CORI, PARTI DI SOPRANO E CHITARRE CLASSICHE, CON MOLTI OSPITI: QUANTO E’ STATO STIMOLANTE PER LA BAND LAVORARE CON ALTRI MUSICISTI?
Dee: In realtà amiamo aggiungere tutti questi elementi diversi nella nostra musica e ci piace particolarmente lavorare con musicisti ospiti. Mentre curavamo la pre-produzione per le nuove canzoni, avevamo già molte idee che coinvolgevano diversi strumenti, voci e narrazione. Abbiamo avuto un confronto che ci ha portati a invitare quegli artisti e siamo molto felici di poterli avere avuto a bordo per “Crimson Wreath”.

SE POTESSI SCEGLIERE, CI SAREBBE UN MUSICISTA METAL CHE TI PIACEREBBE AVERE COME GUEST IN UNA PROSSIMA CANZONE?
Costas: Oh, non uno, abbiamo una lista (risate, ndr)! Seriamente, ci piacerebbe collaborare con molti dei nostri musicisti preferiti, ma comunque è sempre complicato chiedere ad un altro artista di partecipare. Molte volte gli impegni non sono compatibili, il tempo non facilita le cose e magari l’intera cosa potrebbe rimanere semplicemente un desiderio. A volte ci confrontiamo su delle canzoni e pensiamo che sarebbe stato grande avere questo o quell’altro sull’album. Forse faremo qualcosa per il nostro prossimo disco, dipende dalle tempistiche e dal giusto approccio.

COME PROMUOVERETE L’ALBUM?
George: Per il momento la promozione è curata dalla nostra etichetta, la Rockshots Records, da Asher Media Relations, Media PR, social media e YouTube. Abbiamo già pubblicato tre singoli (due lyric video e un visualizer) e il quarto singolo “Ashes To Dust” sarà il primo videoclip per “Crimson Wreath”, nel quale abbiamo collaborato con il grande attore greco Grigoris Valtinos. Continueremo ad essere attivi nei social media e il prossimo passo sarà quello di suonare dal vivo, non appena sarà possibile. Quando avremo l’opportunità di suonare, pianificheremo concerti promozionali in Grecia, per cominciare e poi vedremo se potremo fare qualcosa anche all’estero.

L’INGRESSO DI UN NUOVO TASTIERISTA, MAKIS VANDOROS, PUO’ FAR PENSARE AD UN RUOLO CRESCENTE DI TASTIERE E ORCHESTRAZIONI NEL VOSTRO SOUND?
Dee: George Konstantakelos è stato il tastierista della band per molti, molti anni. Il nostro nuovo tastierista, Makis Vandoros, è un medico ortopedico professionista e nei suoi primi anni non ha mai avuto l’occasione né il tempo di suonare in una band. È un tastierista di talento con un’educazione classica e sta vivendo un sogno. Siamo molto fortunati ad averlo a bordo! Ci piace particolarmente avere suoni di tastiere nella nostra musica e, di fatto, sono sempre stati una parte del nostro sound, ma non pensiamo di dare loro un ruolo crescente.

COM’E’ LA SITUAZIONE DELLA PANDEMIA NEL VOSTRO PAESE (L’INTERVISTA E’ STATA RACCOLTA NELLA SECONDA META’ DI MAGGIO, NDR)? SPERATE DI POTER TORNARE A SUONARE PRESTO DAL VIVO?
George: Sembra che la situazione della pandemia si stia stabilizzando in Grecia. Molte persone si stanno vaccinando e speriamo che per la fine dell’estate possa essere immunizzata la maggior parte della popolazione greca. Dal 28 maggio i concerti sono permessi in Grecia, in spazi aperti e con il 50% della capacità del posto. Diciamo perciò che le nostre speranze di poter suonare in concerto in un prossimo futuro sono considerevoli!

LA GRECIA HA OVVIAMENTE UNA LUNGA TRADIZIONE NEL METAL, MA LA MIA SENSAZIONE E’ CHE NEGLI ULTIMI DUE-TRE ANNI, LE BAND HEAVY/POWER GRECHE E I LORO ALBUM RIESCANO AD AVERE MAGGIORE VISIBILITA’ IN ITALIA RISPETTO AL PASSATO, ANCHE CON UNA MAGGIORE ATTENZIONE DA PARTE DELLE ETICHETTE: COME VEDI LA VOSTRA SCENA E TI SEMBRA CHE QUALCOSA POSSA ESSERE CAMBIATO?
Costas: Grazie mille per le tue belle parole! Prima di tutto, lasciami dire che io credo sinceramente che la Grecia ed Atene siano tra le capitali europee dell’heavy metal. Ho ascoltato numerosi album metal greci e devo confessare che tutti suonano in maniera fantastica, indipendentemente dal genere. I musicisti greci sono molto sofisticati, sono diventati grandi performer, mostrano abilità compositive sorprendenti e sanno come realizzare un bell’album. D’altro canto, le band greche ricevono la migliore assistenza da parte di tecnici del suono, ingegneri e produttori, che si sono evoluti in maniera esponenziale. Per esempio, noi lavoriamo tutti nell’ambito della produzione, mixaggio e mastering nei Matrix Recording Studio di Atene, accanto al nostro amico e produttore straordinario Yiannis Petroyiannis, un gran lavoratore ed eccellente collaboratore. Riguardo al nostro rapporto con l’Italia, sono stato in Italia molte volte, sono stato in festival heavy metal e mi è capitato di sentire i fan italiani molto vicini a noi. La nostra indole mediterranea forse caratterizza la nostra identità metal ovunque ci si trovi ed è vero che sempre più fan italiani sono attratti dalle band greche, così come noi siamo attratti da tutte le fantastiche band italiane. Questo è qualcosa che le label italiane hanno notato e la loro reazione è stata immediata. Noi stessi abbiamo firmato per un’etichetta italiana e ci sentiamo eccitati e onorati di questo.

 

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