IMAGO MORTIS (ITA) – Il Volto Della Morte

Pubblicato il 16/08/2010 da

 

Non è certo facile per un gruppo italiano black metal essere apprezzato da una label di nicchia del settore. Ma i lombardi Imago Mortis, da un bel po’ di anni presenti nella scena nostrana, sono riusciti ad instaurare una proficua collaborazione con la label di culto francese Drakkar Productions: la band ha sfruttato appieno questa occasione e ha prodotto un album di tutto rispetto come “Ars Obscura”, di certo una delle migliori release black metal italiane dell’ultimo periodo. Stilisticamente vicini al più oscuro black metal in voga in questo momento in Svezia, gli Imago Mortis rappresentano contemporaneamente anche il black metal ‘made in Italy’, fradicio di occultismo e di un alone arcano. Abbiamo voluto avvicinare il disponibilissimo Abibial, cantante e bassista storico della band, per capire di più su quello che si cela dietro all’ottimo e secondo album degli Imago Mortis…

 

SEMBRA CHE IL VOSTRO SECONDO ALBUM “ARS OBSCURA” VI ABBIA DATO FINALMENTE LA VISIBILITÀ CHE MERITATE…
“A Voi i Nostri Saluti, come riferisci ‘Ars Obscura’ rappresenta un capitolo importante per il nostro percorso notturno, in molti lo hanno apprezzato nella sua macabra sfarzosità. Credo che esso rappresenti un’opera di larga diffusione, ma nel contempo di difficile comprensione. Vorremmo che ‘Ars Obscura’ fosse un’odierna rappresentazione del ‘Memento Mori’ che attinge al suo Nero Incanto attraverso la sapienza degli antichi”.

COME RIUSCITE A CREARE DAL NULLA LA VOSTRA “ARS OBSCURA”?
“Il nostro cammino si è sempre distinto per la sua particolare tortuosità. Premesso ciò, negli ultimi anni, durante i vari momenti di assestamento della nostra entità, ricevetti la Grande Chiamata che attendevo da lungo tempo… sin dagli inizi ebbi modo di essere protagonista di presagi, e prove sporadiche sull’esistenza dell’Oltre… ma poi questo processo si placò, o forse era la mia essenza a non esserne ancora degna portatrice. Attesi lunghe notti interrogandomi sui motivi per cui la Grande Chiamata si fosse interrotta. Decisi quindi di riprendere il cammino evocando attraverso la mistica del silenzio e del raccoglimento ciò che non riuscivo più a udire e così ritornai sui sentieri antichi della tradizione. Il Segno ritornò a comporre in me l’architettura mistica abbandonata, riconducendo le anime dei perduti sulla strada maestra verso la rappresentazione dell’Arte Oscura”.

AVETE FIRMATO PER UN’ETICHETTA UNDERGROUND DI CULTO DELLA SCENA BLACK METAL, OSSIA PER LA FRANCESE DRAKKAR PRODUCTIONS. SIETE SODDISFATTI DI FAR PARTE DI QUESTA LABEL E SOPRATTUTTO DEL LORO SUPPORTO NEI VOSTRI CONFRONTI?
“La nostra collaborazione con la Drakkar Productions perdura ormai da quasi un decennio, i nostri rapporti sono ben consolidati e sussiste un forte legame umano e spirituale con loro, un rapporto che va oltre le questioni puramente materiali. La nostra soddisfazione è tangibile e sussiste tra noi una forte collaborazione basata sulla fiducia ed il rispetto reciproco”.

PERCHÉ AVETE IMPIEGATO CIRCA UN DECENNIO PRIMA DI REGISTRARE IL FULL LENGTH ALBUM DI DEBUTTO? ORA FINALMENTE SEMBRA CHE ABBIATE PRESO UN RITMO REGOLARE, A QUANDO UN NUOVO ALBUM DEGLI IMAGO MORTIS?
“Indubbiamente come anticipavo nella risposta precedente la nostra esistenza è stata costellata da eventi che hanno creato uno status di instabilità nella Congregazione. Negli ultimi tempi gli adepti si sono conformati componendo l’entità attuale. La situazione ora sembra favorevole, per cui presumo che i passi futuri saranno meglio ponderati e abilmente costruiti”. 

SEMBRATE DAVVERO MOLTO LEGATI AL TEMA DELLA MORTE. IN QUALE MODO PREFERITE DIPINGERLA SIA NELLE PAROLE CHE NEI BRANI?
“Nella nostra dialettica spesso la chiamiamo Madre, il grembo a cui la nostra materia farà ritorno. Una porta sull’infinito che attraverseremo per entrare in una forma di vita superiore”.

DEFINITE CON PAROLE VOSTRE IL SOUND DEL VOSTRO ULTIMO ALBUM…
“Pesante Mantello Nero odorante di Morti Antiche…”.

IN COSA I CONTINUI CAMBI DI LINE UP HANNO MODIFICATO IL SOUND DEL GRUPPO DURANTE TUTTI QUESTI ANNI?
“Ogni entità possiede un’anima e delle peculiarità individuali che vanno a comporre l’affascinate mosaico delle differenze. Geometrie cosmiche fanno sì che ognuno abbia gusti, propensioni verso la creazione e metodologie. Risulta quindi impossibile che la composizione si sia mantenuta immutata nel tempo per queste condizioni. ‘Ars Obscura’ è stato composto nella sua quasi totalità da me e Scighéra, la nostra essenza rappresenta in questo senso un elemento immutato di continuità e maestro”.

NEI VOSTRI TESTI UTILIZZATE PIÙ DI UNA LINGUA, PERCHÉ?
“Perché fanno parte del nostro quotidiano esistere. Abitando vicino ad un monastero di monaci è ancora memoria di molti il concepire il latino come lingua sacrale e utilizzata per celebrare il sacro. Siamo persone ben legate alla nostra tradizione, l’uso del bergamasco rappresenta questo rapporto di legame di sangue che manteniamo con il territorio. L’italiano è ovvia istituzione”.

NEI VOSTRI TESTI PARLATE ANCHE DI GRUPPI ERETICALI ITALIANI DEL PASSATO, TRA I QUALI I BENEANDANTI. PURTROPPO POCHI SANNO CHI ERANO. COSA DI LORO HA ATTIRATO LA VOSTRA ATTENZIONE?
“Nella tradizione lombarda e di tutto l’arco alpino-padano vi è traccia di questa congregazione legata ai culti pagani agresti, guaritori, divinatori ed antichi predestinati sapienti. Uno dei loro particolari doni era quello di poter vedere ed interagire con i defunti. Ad essi era assegnata la visione delle processioni notturne dei morti attorno a quei luoghi di sepoltura di massa quali cimiteri o fosse comuni dovute ai flagelli della pestilenza. Antiche leggende parlano in maniera, seppur riflessa e distorta, di tali cortei. Qui in Longobardia quasi sempre il malcapitato si trova casualmente ad assistere ad una processione di spettri incappucciati che procedono bisbigliando oscure litanie tenendo una candela in mano. L’ultimo spettro porge al vivente il proprio cero in dono. Esso solitamente viene portato a casa e all’indomani si rivela nella sua trasposizione reale, ossia uno stinco o un avambraccio scheletrico umano. A quel punto il viandante notturno si sente in dovere di interpellare un saggio sul da farsi, un tempo il Beneandante che la tradizione clericale post inquisitoria tramuta in sacerdote. Il quale consiglia di recarsi la notte seguente o in una determinata data a restituire l’arto allo spettro monco del corteo. Questa leggenda è molto ricorrente dalle nostre parti e ciò mi ha condotto a scrivere dei chiari riferimenti nell’introduzione e testo di ‘Nox Perpetua’!”.

ANNI FA, SE NON ERRO, AVEVATE PRESO PARTE DI UN TRIBUTO A BURZUM. ORA VARG E BURZUM SONO TORNATI, SEGUITE ANCORA LE VICISSITUDINI DI QUESTA BAND OPPURE SOLTANTO I PRIMI ALBUM PER VOI RAPPRESENTANO I ‘VERI’ BURZUM? IN QUALCHE MODO, ANNI FA, QUESTA BAND HA MAI INFLUENZATO IL VOSTRO STILE?
“In generale personalmente sono sempre stato molto diffidente su ritorni e reunion. Varg in ciò rappresenta un’eccezione, egli fu costretto ad allontanarsi. Sinceramente devo ancora ascoltare ‘Belus’ provvederò a giorni. Da ciò che ho potuto denotare Varg mantiene ancora ben salde le sue convinzioni e la coerenza in questo cenacolo di idiozie in cui è sprofondato il genere, ciò non può che raccogliere la mia soddisfazione. Sono molto legato a tutto il suo passato musicale, soprattutto alle atmosfere che il Black Metal di quegli anni mi donò ed ancora oggi è in grado di suscitare in me. L’opera di Varg ci ha insegnato ad essere fermi a sopportare con pazienza e convinzione le proprie idee sino alla fine”.

QUAL È IL VOSTRO PROSSIMO OBIETTIVO? CREDETE DI AVER RAGGIUNTO UN SOUND DEFINITIVO OPPURE C’È ANCORA SPAZIO PER QUALCHE NOVITÀ?
“Attualmente avremo qualche data da assolvere, dopo di che pensiamo di instaurare una fase di tranquillità per fini compositivi. Sicuramente ‘Ars Obscura’ dal punto di vista del sound rappresenta un ottimo risultato. Presumo che la direzione sarà mantenere questo tipo di sonorità”.

AVETE CURATO DAVVERO BENE LA PRODUZIONE, AZZECCANDO DAVVERO TUTTI I SUONI E DONANDO ALLA RELEASE UNA GRANDIOSA ATMOSFERA…
“L’album ‘Ars Obscura’ gode sicuramente di sonorità abilmente concepite ed orchestrate. L’album è stato registrato e mixato agli Alpha Omega Studios di Como da Alessandro Azzali, il tutto sotto la nostra direzione artistica. In quest’ambito siamo riusciti a trovare un giusto equilibrio tra le vecchie sonorità ed i metodi odierni delle registrazioni. Abbiamo registrato su tracce separate affinché ogni strumento trovasse il giusto equilibrio nel contesto generale, donando quelle atmosfere sacrali di cui gode l’opera”.

“SUMMA REGINA MORTORUM” È UN BRANO ASSOLUTAMENTE STREPITOSO, CE NE VOLETE PARLARE?
“Ti ringraziamo per la considerazione. La ‘Maestosa Regina dei Defunti’ nasce da una credenza dello spiritismo ben radicata anche nel territorio alpino-padano. Le anime dei suicidi, impenitenti e i deceduti per morte violenta sono destinati a vagare senza pace… anime dannate o in pena. Le immagini evocate sono ambientate nel cimitero monumentale di Pontida (BG). La narrazione racconta dell’anima di un defunto sacrilego appollaiata su di una lapide, che assiste in lontananza alla propria sepoltura…”.

SIETE IN GIRO DAVVERO DA TANTI ANNI. COME GIUDICATE IL LIVELLO MEDIO DEL NOSTRO PANORAMA BLACK METAL? IN COSA LATITA? MENTALITÀ, OGGETTIVE POSSIBILITÀ DI METTERSI IN MOSTRA CHE SONO INFERIORI RISPETTO AD ALTRI PAESI O COSA?
“La scena Black Metal italiana attualmente è molto ampia, e come tutti i fenomeni in crescita vi sono elementi confortanti ed elementi deludenti, ma preferisco lasciare la riflessione ai singoli. Dal mio canto credo che l’Italia sia il paese delle mode, aspetto largamente diffuso che va a toccare anche la realtà del metal. Il Black Metal ha dalla sua parte un vantaggio importante, un forte senso di autoselezione naturale. Esso non è un semplice genere musicale, come purtroppo molti erroneamente interpretano, ma significa rispondere alla chiamata oscura di cosmo-spirito, e non un modo di vestire o atteggiarsi. In Italia secondo la mia opinione la situazione è in netta crescita, i club sono più sensibili alle esibizioni live, inoltre nascono continuamente distribuzioni e ‘zines, bisogna impegnarsi ancora molto in questa direzione, serve militanza e meno lobotomizzati da internet!”.

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