IN EXTREMO – Il Settimo Capitolo

Pubblicato il 05/02/2004 da


Torna alla ribalta la band tedesca che oggi meglio di molte altre rappresenta il giusto connubio tra rock, metal e tradizioni folk. Un ritorno verso le sonorità delle origini…

COME VI SIETE APPROCCIATI ALLA STESURA DI QUESTI NUOVI PEZZI?
“Venivamo tutti da un periodo più o meno lungo di riposo in cui ognuno di noi è riuscito a rilassarsi e a continuare le proprie ricerche a sfondo storico e musicale. Questa situazione ci ha permesso di tornare alla carica con idee fresche per il songwriting ed in un certo senso più vicine a quelle che sono state le radici musicali delle nostre origini. Le sperimentazioni del passato e soprattutto degli ultimi due album ci piacciono tuttora moltissimo ma al tempo stesso ci paiono oggi forse un po’ fuori luogo e lontane dal nostro cliché mentale di musicisti”.

MI HA COLPITO ANCORA UNA VOLTA L’USO DI DIVERSI IDIOMI NELLO STESSO ALBUM, UN ELEMENTO CHE SENZA DUBBIO CARATTERIZZA ULTERIORMENTE LA MUSICA CHE SUONATE, CONCORDI?
“Certamente, l’uso del tedesco, del latino, delle antiche lingue nordiche spesso è sinonimo di un periodo storico ben preciso e finisce per dare dei connotati molto dettagliati a quello che fai. Poi c’è anche una questione meramente artistica se si considera che una lingua come quella latina ti aiuta moltissimo a creare atmosfere cariche di pathos e di sensazioni. Non sempre è facile sfornare delle liriche interessanti e soprattutto corrette quando usi una lingua che non sia la tua. Ma anche in questo credo che gli In Extremo dimostrino l’amore che noi mettiamo nel fare il nostro lavoro perché mai nulla è lasciato al caso ed anzi è sempre frutto di ricerche approfondite e spesso difficoltose per la scarsità delle fonti che si hanno a disposizione!”.

E COSA MI DICI INVECE PER LA RICERCA DEGLI STILI E DELLE INFLUENZE CON I VARI STRUMENTI CHE SPESSO USATE AL DI LÀ DI QUELLI TRADIZIONALI?
“Anche questo è un elemento imprescindibile dal quale non possiamo certo esulare. Le tradizioni folk della cultura medioevale dell’Europa centrale sono molto profonde e fortunatamente anche molto ben documentate. Kurt è un appassionato collezionista di strumenti antichi e molto spesso è proprio lui che arriva in studio con qualche nuova idea o qualche nuovo strumento. Su questo poi aggiungiamo spesso e volentieri degli arrangiamenti acustici che aiutano molto bene a completare il sound. Quello che cerchiamo di affinare e che sarà sempre al centro della nostra ricerca musicale sarà proprio il tentativo di amalgamare senza scollature la parte elettrica a quella acustica creando un alternarsi suggestivo di atmosfere e sensazioni. Certe sperimentazioni elettroniche del passato non credo che nei prossimi album avranno più molto spazio, siamo molto determinati nel perseguire un preciso tracciato e sicuramente lo dimostreremo!”.

COME VI ORGANIZZATE DAL VIVO CONSIDERATA LA COMPLESSITÀ E LA MOLTEPLICITÀ DELLE PARTI STRUMENTALI?
“In effetti, anche se può sembrare strano, la parte live si adatta perfettamente ai nostri show senza creare problemi di sorta! Abbiamo uno show molto ricco e complesso, fatto non solo da noi musicisti ma da una vera e propria squadra circense con tanto di ballerini, prestigiatori e mangiafuoco. L’energia che si sprigiona dal palco è altissima e tutti si sentono fortemente attratti dal nostro show perché provi proprio le stesse sensazioni calde che proveresti in un pub affollato dove si suona dell’ottima musica celtica. Ehi…almeno questo è quello che dice la gente di noi, spero sia vero (ride, ndA)! Scherzi a parte, il fatto di poter avere sul palco diversi musicisti è molto positivo perché puoi meglio riempire il sound ed una volta che tra i membri della band si è creata la giusta amalgama anche una band come gli In Extremo può dare il meglio di sé”.

QUALI SONO A TUO AVVISO I PEZZI CHE MEGLIO RAPPRESENTANO QUESTO ALBUM?
“Per quanto riguarda ‘Sieben’, credo che i pezzi più significativi siano ‘Erdbeermund’, ‘Ave Maria’, ‘Mein Kind’ e per mio gusto personale inserirei anche ‘Albtraum’. Sono quattro pezzi profondamente differenti tra di loro, sia per le lingue nelle quali sono cantati sia per il mood musicale e proprio per questo credo che raggruppino tutte le caratteristiche di questo lavoro. Durante il prossimo tour vorremmo cercare di riproporre dal vivo molte canzoni di ‘Sieben’ perciò ci sarà la possibilità di ascoltarlo per una buona parte e al tempo stesso di divertirsi con il vecchio materiale che non mancheremo di riproporre con qualche sorpresa a livello di arrangiamento”

ULTIMA DOMANDA PRIMA DEI SALUTI: AVETE GIÀ PROGRAMMATO QUALCOSA PER IL TOUR?
“Sicuramente suoneremo diverse date in Germania e Francia e probabilmente parteciperemo a qualche festival estivo. Non posso essere più preciso per quanto riguarda il vostro paese dove il problema principale è quello di trovare una struttura adeguata al nostro stage, ma spero davvero presto che anche da voi ci si possa esibire dal vivo! Per ora un grazie sincero a tutti quei fan italiani che continuano a scriverci!”.

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