INTERVISTA DOPPIA – Light Silent Death vs. Disease Illusion

Pubblicato il 15/01/2012 da


Metalitalia.com come Le Iene? Ebbene, in un certo senso sì. Ispirati dalla famosa invenzione mediatica del programma di denuncia e satira di Italia1, abbiamo pensato di proporvi una tantum un’intervista doppia a band italiane. E’ questa infatti la caratteristica fondamentale di questo tipo di articoli: porvi in evidenza formazioni dello Stivale che ci hanno colpito in positivo, senza però trovare spazio fra i nostri Hot Album del martedì o senza farci gridare particolarmente al miracolo. Band che, semplicemente, si pongono bene sotto diversi aspetti e che meritano la vostra attenzione.

Per questa prima occasione, abbiamo contattato due gruppi di recente fuori con il loro debutto sulla lunga distanza.


I Light Silent Death sono di Terni, Umbria, ed il loro “Under The Sign Of Cancer” ci ha impressionato per la capacità di far ben confluire diversi approcci sonori in un gothic-death metal già abbastanza personale e ricercato.

 


I più giovani Disease Illusion, originari di Bologna, peccano ancora in originalità ma certamente con il potentissimo “Backworld”, micidiale concentrato di melodic death metal parossistico, hanno posato un bella prima pietra sul loro cammino.

 

 

BENE, RAGAZZI, BENVENUTI ALLA PRIMA INTERVISTA DOPPIA DI METALITALIA.COM! PER INIZIARE, OCCORRE CHE PRESENTIATE LE VOSTRE BAND…
LIGHT SILENT DEATH – Luca Paparelli (batteria): “Ciao a tutti e grazie anzitutto a Metalitalia.com per lo spazio che ci ha concesso! Dunque, per non farla troppo lunga, i Light Silent Death si formano a Terni nel 2005 per volontà di Francesco Porchetti (voce) e Simone Zampetti (basso), ai quali, dopo diversi cambi di line-up, si sono aggiunti nel corso degli anni Francesco Briotti (tastiere, piano, programming), Francesco Bronzini (chitarra), Marco Delle Fate (chitarra) e, per ultimo, il sottoscritto alla batteria, ovvero coloro che formano l’ossatura della band ancora oggi in forza. Già nel 2008 avevamo pubblicato una prima autoproduzione, il demo ‘20 Years…Of Obscuration’, che era servita soprattutto a far girare il nome nell’ambiente metal underground. Dopodichè ci siamo fatti le ossa a suon di live fra 2009 e 2010, ricavandone un Ep contenente alcuni pezzi registrati durante i nostri concerti (‘20 Minutes…Of Obscuration’). E proprio durante un nostro live, abbiamo ricevuto la proposta di Francesco Riganelli, proprietario dei B.P.A. Studios di Cortona (Arezzo), di produrre il nostro primo album per la sua neonata etichetta, la The Unlimited Records, che ha poi pubblicato lo scorso luglio ‘Under The Sign Of Cancer’”.
DISEASE ILLUSION: “Grazie mille per questa opportunità, ragazzi! Siamo i Disease Illusion e veniamo da Bologna: suoniamo assieme dal 2008 circa, abbiamo pubblicato un Ep intitolato ‘Reality Behind The Illusions Of Life’ nel 2009 (Top Demo su Metalitalia.com, ndR) e il nostro album di debutto ‘Backworld’, uscito il 4 novembre scorso sotto UltimHate Records. In questi anni abbiamo suonato live un po’ in tutto il Nord Italia, in Svizzera e in Slovenia; abbiamo avuto l’onore di partecipare al Metalcamp 2009 e al Thrash and Burn 2010 e siamo riusciti a condividere il palco con un sacco di grandi band come Bleeding Through, Aborted, Dying Fetus, Fleshgod Apocalypse, Misery Signals, Neaera e molte altre!”.

DITECI TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SUI VOSTRI RISPETTIVI LAVORI, “UNDER THE SIGN OF CANCER” E “BACKWORLD”. COMPOSIZIONE, REGISTRAZIONE, IDEE, SCELTE MUSICALI, TESTI, ARTWORK…
DISEASE ILLUSION: “’Backworld’ rappresenta per noi un passo importantissimo come band e durante la composizione abbiamo cercato di dare il meglio di noi stessi, lavorando tantissimo su ogni singolo aspetto delle canzoni: ogni volta che credevamo di aver finito completamente un pezzo, trovavamo sempre qualcosa da migliorare e abbiamo continuato così per quasi un anno, mirando a ottenere le dieci canzoni migliori possibili. Nell’estate del 2010 abbiamo registrato l’album a Bologna nei Regrexion Studios di Michele Trasforini; poi, per la registrazione delle voci, il mix e il master ci siamo affidati a Simone Mularoni e ai suoi Domination Studio, già attivi con The Modern Age Slavery, DGM ed Empyrios…il risultato è stato davvero sopra le nostre aspettative a livello sonoro! A livello di idee abbiamo cercato di compiere una naturale evoluzione del nostro sound rispetto al vecchio Ep, molto legato al death melodico tradizionale: abbiamo aggiunto nuovi elementi come le tastiere, ci sono molte più parti tecniche e al limite del progressive; infine abbiamo cercato di raggiungere un compromesso tra le parti più atmosferiche ed emozionali e quelle più veloci e aggressive. Penso che siamo diventati più moderni e anche più accessibili. I testi sono molto introspettivi e legati ai vari aspetti dell’animo umano. Per l’artwork ci siamo affidati a Dani Hofer di Archetype Design: il suo lavoro è stato davvero incredibile e ne siamo molto soddisfatti!”.
LIGHT SILENT DEATH – Luca Paparelli: “La gestazione di ‘Under…’ è stata piuttosto lunga, perchè abbiamo lavorato molto intensamente sui pezzi che lo formano (alcuni di questi facevano già parte dei nostri primi lavori) e perchè volevamo essere sicuri al 100% che il prodotto finale fosse lo specchio fedele di come sono i Light Silent Death: oscuri, atmosferici, ma anche dinamici e aggressivi. Perciò siamo arrivati a registrarlo dopo un lavoro di songwriting quasi maniacale, ma con la certezza di andare a produrre un disco che ci rappresentava in pieno. Le registrazioni si sono svolte fra gennaio e marzo del 2011 presso i già citati B.P.A. Studios di Francesco Riganelli, una persona veramente eccezionale sotto entrambi i punti di vista, umano e professionale. Francesco ha poi seguito anche le successive fasi di mixaggio e mastering fra aprile e maggio 2011: il suo aiuto è stato fondamentale in tutte le fasi della produzione del disco ed ha saputo tirare fuori il meglio di noi in modo davvero efficace”.
Francesco Briotti (tastiere): “’Under..’ è il frutto di due anni e mezzo di lavoro e la stesura dei pezzi si è protratta fino all’estate dello scorso anno. Dopodiché ci sono stati i soliti mesi di messa a punto sul materiale, ma, una volta convinti che il tutto avrebbe funzionato, abbiamo fatto premere il tasto ‘rec’ a Francesco Riganelli per formare un disco che, a mio parere, è estremamente vario. Ho lavorato sui suoni delle mie tastiere anche a casa mia, dove ho uno studio casalingo, per trovare qualcosa che non sapesse di troppo moderno e freddo, ma che, invece, trasmettesse continue atmosfere difficilmente rintracciabili da qualche altra parte”.
Francesco Porchetti (voce): “A livello concettuale, ‘Under…’ nasce dall’incontro di sei persone e personalità diverse, ma legate dal filo conduttore del voler esplorare e capire determinati atteggiamenti e risposte dell’essere umano. In questo lavoro abbiamo cercato di mettere in note ciò che noi pensiamo essere i punti fondamentali, e non funzionanti, della società e del tempo in cui ci troviamo. Testi e artwork sono speculari: quello che vi potreste chiedere guardando la torre raffigurata in copertina – che inutilmente cerca di svettare, arrovellandosi e distruggendo tutto il resto – è quello che poi andrete ad ascoltare dopo, come in una sinestesia tra suono e immagine, tra parole e ritmi. So che potrebbe essere un discorso da presuntuosi, ma quello che volevamo trasmettere è proprio questo, ovvero il fatto che ci siano molti fattori interdipendenti e molti altri che lavorano assiduamente per far sì che quella che noi chiamiamo vita abbia una prosecuzione. Alla fine tutto è collegato e, spostando gli equilibri solo in nome di valori falsi e vuoti, il risultato che ci si dovrebbe aspettare non può essere un’armonia. E per noi, fare questo diventa resistenza”.

COME VI SI PUO’ INQUADRARE A LIVELLO BACKGROUND/INFLUENZE? CON QUALI SCENE/GRUPPI SIETE CRESCIUTI E QUALI HANNO PIU’ AVUTO IMPORTANZA NELLA CREAZIONE DEL VOSTRO SOUND?
LIGHT SILENT DEATH – Francesco Briotti: “Possiamo dire che avresti una vaga idea di ciò che facciamo, se ti proiettassi in una dimensione gothic/death metal, anche se tale sottogenere dell’heavy non descrive a pieno il nostro sound, fatto di tante minuscole sfaccettature e continui cambi di visuale. Io vengo dal progressive rock anni ’70 con punte di Porcupine Tree ed il lungo processo di inserimento in una band, che è evoluta assieme alla sua proposta musicale, è stato più che stimolante. Personalmente ritengo che Dark Tranquillity, i primi In Flames, Death, Symphony X, Nevermore, Amorphis, Paradise Lost e Dimmu Borgir possano lontanamente farti capire da quale ambito sonoro provengano inizialmente i Light Silent Death. Tutto il resto è continua evoluzione”.
Luca Paparelli: “Diciamo che è pressochè impossibile poterti dare una panoramica generale su quali siano state le nostre influenze e cosa abbia contribuito alla creazione del nostro sound. Anche perchè, ancora oggi, quello che ascoltiamo, che sia death metal, elettronica o altro, ci influenza e, come ha detto Francesco, tutto è in continua evoluzione. Ognuno di noi ha il suo personale bagaglio culturale ed in fase di composizione mette a disposizione degli altri il suo background musicale”.
Francesco Porchetti: “Personalmente, oltre ai classici gruppi metal, la mia ricerca musicale si è sempre basata su quello che effettivamente un pezzo era ed è in grado di trasmettermi e quanto realmente rappresenti qualcosa per chi l’ha composto. Credo fortemente che ogni cosa che facciamo sia una risposta a quello che siamo e che, se in giro c’è tanta musica di bassa qualità, è forse perchè c’è anche tanta gente in circolazione che, in fondo, non vale nulla”.
DISEASE ILLUSION: “Tutti noi siamo grandi appassionati di death metal melodico: è il genere che ascoltiamo fin da quando abbiamo 15-16 anni e la sua influenza sul nostro sound è piuttosto evidente! Col tempo abbiamo poi ampliato il nostro background ascoltando sempre più generi diversi: quello che dunque cerchiamo di fare è rivisitare il Gothenburg Sound degli anni ‘90 in un’ottica più moderna e personale. Per chi volesse inquadrarci, direi che Dark Tranquillity, Heaven Shall Burn, Amon Amarth, At The Gates, Darkest Hour e Insomnium rappresentano i nostri principali gruppi ispiratori”.

QUALE PENSATE SIA IL VOSTRO PUNTO DI FORZA?
DISEASE ILLUSION: “Credo che risieda nel fatto che abbiamo un atteggiamento molto serio nei confronti della nostra musica, in quanto diamo sempre il massimo di noi stessi sia in fase di songwriting che in studio, che durante i live. Naturalmente ci piace scherzare e ‘cazzeggiare’ come tutti i ragazzi della nostra età, ma quando ci chiudiamo in sala prove per noi esiste solo la musica e facciamo tutto nella maniera più professionale possibile”.
LIGHT SILENT DEATH – Francesco Briotti: “Risultare fruibili nonostante il sound pomposo e ricco delle sfaccettature di cui sopra; trattare testi e argomenti improntati su visioni del mondo e dell’uomo in modo molto intimo; proporre live in cui continue atmosfere differenti prendono vita fin dalla prima nota dell’intro; scrivere pezzi improntati su continui giochi intrecciati sulle melodie e sui ritmi, senza arrivare a togliere la passione al pezzo e risultare solo freddamente tecnici”.
Francesco Porchetti: “Penso che stia tutto nel fatto che, a differenza di molti, quello che facciamo non sia soltanto una posa, una finzione. Tutto quello di cui trattiamo nei nostri testi è un’esperienza vissuta da noi in prima persona”.

COME VI MUOVETE PER GLI ASPETTI PROMOZIONALI (CONCERTI, DIFFUSIONE MATERIALE IN RETE, MERCHANDISE, ALTRO)?
LIGHT SILENT DEATH – Luca Paparelli: “Nell’era della banda larga l’uso di internet come veicolo promozionale è fondamentale per una realtà come la nostra. Tu pensa solamente a come potevano funzionare le cose dieci e più anni fa: all’epoca spedivi pacchetti con il tuo demo a destra e sinistra che, se andava bene, ti ascoltavano sì e no in due persone, mentre altri venivano usati come sottobicchiere o andavano perduti chissà dove. Oggi, dopo l’avvento del web 2.0, è tutto molto più semplice e puoi promuoverti in modo da raggiungere fette di pubblico più ampie possibile. Naturalmente, anche noi siamo presenti in tutti i vari social network (Facebook, Myspace, Youtube, Reverbnation) e ne sfruttiamo a pieno le potenzialità, facendo circolare il nostro materiale in formato audio e video, promuovendo i nostri concerti, le iniziative che ci riguardano (concorsi, merch e quant’altro) ed in generale tutto ciò che può esserci d’aiuto per una maggiore interazione fra noi ed il pubblico”.
DISEASE ILLUSION: “Dal punto di vista dei concerti il momento non è dei migliori: la crisi si sta facendo sentire, molti locali stanno chiudendo o hanno smesso di proporre musica dal vivo poiché i concerti underground richiamano davvero troppe poche persone. In ogni caso noi ci stiamo impegnando per organizzare dei live nella nostra zona e in altre parti d’Italia collaborando con altre band. Il nostro album sarà presto disponibile anche su Itunes e abbiamo già una linea di merchandise che chiunque può visionare a questo link: http://www.freewebstore.org/Disease-Illusion-Online-Store”.

DOVE VEDETE LA VOSTRA BAND DA QUI A 5 ANNI?
DISEASE ILLUSION: “Sicuramente in quel lasso di tempo intraprenderemo diversi tour europei da headliner con Dark Tranquillity e In Flames a supportarci… ma ovviamente scherzo! Diciamo che vorremmo poter scrivere altri album e crescere musicalmente, poiché la più grande soddisfazione per noi è sempre quella di creare canzoni che soddisfino noi stessi e anche il pubblico che ci segue. Ci piacerebbe molto anche poter fare un po’ di live in giro per l’Europa, per conoscere meglio la realtà underground degli altri Paesi e capire ciò che possiamo fare per migliorare la scena metal nel nostro”.
LIGHT SILENT DEATH – Francesco Briotti: “In tour, sopra un grande palco chissà dove, a suonare il nostro terzo album di fronte a migliaia di persone?! Più che una visione è un desiderio, in effetti, ma credo che con il duro lavoro si possano raggiungere i migliori risultati. Staremo a vedere, non sono mai stato un fan della donna bionda con la benda agli occhi”.
Luca Paparelli: “Chi può dirlo? Sicuramente saremo ancora a suonare la musica che piace a noi; se nel frattempo avremo raggiunto dei buoni risultati, questo dipenderà esclusivamente da noi”.

PER CONCLUDERE, DATE IL VOSTRO MIGLIOR CONSIGLIO POSSIBILE ALL’ALTRA BAND.
LIGHT SILENT DEATH – Luca Paparelli: “Premetto che sono l’ultima persona al mondo che può dare dei consigli, perchè quando ne ricevo qualcuno faccio sempre di testa mia. Ma come dice il detto ‘sbagliando, s’impara’ e, dato che ne ho viste di cotte e di crude fin’adesso, posso solo consigliare tre cose: a) divertitevi, b) credete fortemente in quello che fate e c) occhio alle fregature. Suonare prima di tutto deve essere un piacere e non una forzatura: se tutto ciò che fate è dettato dall’esclusivo piacere di volerlo fare, allora tutto il resto vien da sè. Ancor più importante è essere convinti del proprio operato, perchè a questo mondo nessuno ti regala niente e, se si vogliono raggiungere degli obiettivi, bisogna avere forte convinzione dei propri mezzi e forte volontà di sacrificio. Inoltre, come ogni ambiente, anche quello musicale è pieno di insidie, che bene o male conosciamo tutti: promoter senza scrupoli che campano a danno altrui, gente pronta a riempirti la testa di fesserie e a prometterti mari e monti, eccetera. Quindi, occhi aperti e risposta pronta!”.
Francesco Briotti: “Luca è stato più che esauriente, del resto anche io penso la stessa cosa, ma aggiungo un mio pensiero: ragazzi, checché se ne dica, noi musicisti conduciamo una vita veramente difficile per via di moltissimi paletti posizionati profondamente da questa società che ammette solo la più sciocca e prevedibile ‘normalità’. Il mio consiglio è: fregatevene della normalità! Rompete gli schemi! Mostrate ciò che la gente non si aspetta di vedere (e che, in fondo, non vuole)! Non fate offendere la vostra intelligenza da imbecilli tutti chiacchiere e distintivo! Un grande in bocca al lupo per tutti i vostri progetti! Ad Maiora!”.
DISEASE ILLUSION: “Suonate tanto: per migliorare come band è importantissimo fare tante prove, tanti concerti e focalizzarsi sul songwriting!! Inoltre dovete pensare solo a divertirvi!”.

 

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