INTERVISTA DOPPIA – Xternals vs. Backjumper

Pubblicato il 30/04/2012 da

Metalitalia.com come Le Iene? Ebbene, in un certo senso sì. Ispirati dalla famosa invenzione mediatica del programma di denuncia e satira di Italia1, abbiamo pensato di proporvi una tantum un’intervista doppia a band italiane. E’ questa infatti la caratteristica fondamentale di questo tipo di articoli: porvi in evidenza formazioni dello Stivale che ci hanno colpito in positivo, senza però trovare spazio fra i nostri Hot Album del martedì o senza farci gridare particolarmente al miracolo. Band che, semplicemente, si pongono bene sotto diversi aspetti e che meritano la vostra attenzione.

A chi tocca a ‘sto giro?

Gli Xternals vengono dalla grande provincia milanese e riescono finalmente a condensare cinque anni di tumulti emotivi nel debutto “Fistful Of Infinity”, edito da Copro Records. Un disco che, come abbiamo già sottolineato in sede di recensione, spazia attraverso diversi generi e colpisce per una impressionante maturità artistica, che felicemente possiamo ritrovare in sede live. Belli, bravi e ‘paraculi’, un gruppo da tener d’occhio per gli amanti delle sonorità rock industral. Risponde alle nostre domande il chitarrista Iori.

Post Hardcore / Metal / Southern Rock da Bari. I Backjumper sono urgenti, caotici, spontanei e il loro “White, Black And The Lies Between” è completo, denso, ispirato. Sono in buona compagnia assieme a Natron e Golem nel roster della Southern Brigade Records. Suoneranno a breve con i The Dillinger Escape Plan e sono la dimostrazione vivente di come anche nel Sud Italia è possibile farsi notare, tirando su le maniche senza cadere nel vittimismo più inutile. Risponde alle nostre domande Francesco paCMan Bellezza (voce).

 

BENVENUTI AD UNA NUOVA INTERVISTA DOPPIA DI METALITALIA.COM! A VOI LA PRESENTAZIONE DELLA BAND CON UN PO’ DI BIOGRAFIA…
Xternals:
“Il primo abbozzo di quello che poi sarebbero diventati gli Xternals nasce nel 2005 nel cinturone suburbano milanese. Facevamo un industrial così malato che probabilmente neanche i Godflesh sarebbero riusciti ad ascoltarci. Un giorno ci siamo resi conto che probabilmente neanche noi saremmo riusciti ad ascoltarci, e così partì un processo evolutivo che, tra cambi di lineup e direzione musicale, due demo e svariati live, ci ha portato fino alla registrazione del nostro primo album, ‘Fistful Of Infinity'”.
Backjumper:
“Inanzitutto un saluto a tutti i lettori di Metalitalia, noi siamo i Backjumper da Bari. La band nasce agli inizi del 2003, quando al nucleo originario messo su da Dario (basso) e Francesco (batteria) si è unito Vasco (chitarra). La line up è rimasta la stessa fino al 2005 quando dopo l’abbandono del progetto da parte del primo cantante mi sono unito io alla band. Da allora ci siamo sempre dati da fare tanto, sia in studio che on stage, e il nostro esordio è stato un EP autoprodotto ‘Trust No1’ targato 2006, andato letteralmente sold out in pochi mesi. Nel 2008 abbiamo dato alle stampe il debut album ‘Across The Deadline’ uscito per Killer Pool Records, prodotto da Victor Love (Dope Stars Inc.) e masterizzato da John Golden (Faith No More, Primus, Neurosis). La nostra ultima fatica, nonchè quella di cui andiamo più orgogliosi, è ‘White, Black and the Lies Between’ uscito nel 2011 per Southern Brigade Records (Natron, Golem)”.

DITECI TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SU “FISTFUL OF INFINITY” E “WHITE, BLACK AND THE LIES BETWEEN”. COMPOSIZIONE, REGISTRAZIONE, IDEE, SCELTE MUSICALI, TESTI, ARTWORK…
Xternals: “‘Fistful Of Infinity’ è stato il risultato naturale del percorso che abbiamo compiuto negli ultimi anni. Abbiamo registrato l’album presso i Negative Studio di Bologna, sotto la supervisione di Cristiano Santini (Lunacy Box), che i più old school ricorderanno come frontman dei Disciplinatha, uno che anche per gli standard dell’epoca era abbastanza fuori di testa. Il suo apporto è stato fondamentale, ci ha aiutato a limare un quegli spigoli compositivi e interpretativi che ci trascinavamo dietro. Alcuni pezzi dell’album erano stati composti tempo addietro e sono stati completamente stravolti, altri invece erano più recenti e un paio sono stati praticamente composti in studio. Siamo stati talmente soddisfatti del risultato che pensavamo meritasse un mastering di grande livello, così abbiamo mandato il tutto a Will Quinnel (già fonico di mastering di Mindless Self Indulgence e Julien-K, tra l’altro) dello Sterling Sound di New York che si è appunto occupato del master dell’album. I testi li scrive tutti Ale e, seppure ogni brano abbia una storia a sé, ci siamo resi conto durante le registrazioni che tutti tendevano a convergere verso un unico concetto, ovvero il superamento di uno stato confusionale grazie a una reazione decisa e focalizzata; ci piace pensare che tutto questo sia legato a doppio filo alla realizzazione del disco dopo un lungo periodo di subbuglio artistico e personale. L’artwork ha una storia altrettanto travagliata; il buon Duke è un illustratore con i controcoglioni, e si era lanciato in un lungo e complicatissimo lavoro per realizzare copertina e booklet, che all’inizio dovevano mescolare influenze orientaleggianti e più moderne; una bella cafonata insomma. Dopo mesi di lavoro, un giorno si accorge che il tutto non lo convince e nel giro di due giorni se ne esce con questa bomba trasudante desolazione che ora campeggia sul jewel box del nostro album. Come si fa a non volergli bene?”.
Backjumper:
“Come già detto prima ‘White, Black and the Lies Between’ è un disco molto importante per noi in quanto è la prima uscita che vede all’opera nel songwriting l’attuale line up al completo. E’ stato composto tra il 2008 e il 2011 in una gestazione durata quasi 3 anni durante i quali abbiamo sempre unito allo scrivere pezzi nuovi in sala prove il mettersi in un furgone per andare in giro per l’Italia. Questo credo si senta molto, il disco ha un piglio ‘live’ che secondo il mio modesto parere viene fuori in maniera molto forte durante l’ascolto. Il songwriter principale sono io e i miei testi parlano di esperienze personali e problemi sociali, uso lo scrivere come una forma di terapia per esorcizzare i miei fantasmi e non c’è veicolo migliore che riversarli su di un foglio per poi incanalarli nella nostra musica. A tutto questo si unisce un lavoro grafico di squadra fatto da Giovanni Bellezza e Silvia Minenna che con le loro opere grafiche e fotografiche hanno reso tutto il pacchetto del disco una vera chicca”.

COME VI SI PUO’ INQUADRARE A LIVELLO DI BACKGROUND/INFLUENZE? CON QUALI GRUPPI SIETE CRESCIUTI E QUALI HANNO AVUTO PIU’ IMPORTANZA NELLA CREAZIONE DEL VOSTRO SOUND?
Xternals:
“Quando abbiamo iniziato ci ispiravamo a tutti i grandi gruppi industrial rock degli anni 90, come i Filter, gli Orgy, gli Stabbing Westward, i Pitchshifter… tutti quei gruppi che dopo qualche anno non si è più cagato nessuno, insomma. Qualche eco di quella scena si sente tutt’ora nella nostra musica, ma direi che a livello di sound siamo andati decisamente oltre. Ognuno di noi ha un background diversissimo: Ale attraversa periodicamente tutto lo scibile musicale a botte di un genere a settimana, Carlo l’abbiamo ormai perso da tempo nel tunnel del jazz e della fusion, Iori va avanti a hardcore newyorchese, grime e dubstep, Enzo è probabilmente il più grande fan dei Korn di questo pianeta e Duke ascolta solo “musica con la barba”. Facciamo prima a dirti che gli unici gruppi che piacciono a tutti e cinque sono Police e Nine Inch Nails”.
Backjumper: “Questa è la domanda classica alla quale amo rispondere. Siamo una band che cerca di fare della ‘indefinibilità’ il proprio pregio principale, non ci piace suonare roba già sentita né buttarci nel trend del momento; amiamo invece scrivere dei pezzi che suonino bene prima di tutto alle nostre orecchie senza pensare troppo a canoni predefiniti. Alla lontana possiamo essere inclusi nel filone Hardcore/Metal di nuova generazione, ma siamo tutti cresciuti col sound anni 90 di bands quali Rage Against The Machine e Refused. Se loro sono stati i padri, tra le band della nuova scena tra tutte mi sento di citare Cancer Bats ed Everytime I Die che sono molto vicini, specie come attitudine, a quello che siamo noi ora nel 2012. Ma non ci poniamo limitazioni, il nostro è un melting pot che prende ispirazione da tutta la musica vera che ci circonda”.

QUALE PENSATE SIA IL VOSTRO PUNTO DI FORZA?
Xternals:
“Siamo abbastanza paraculi da piacere a chi interessa solo un bel ritornello, abbiamo i suoni abbastanza grossi da piacere a chi interessa solo la botta e abbiamo momenti abbastanza ricercati per piacere a chi interessa solo darsi un tono”.
Backjumper:
“Il nostro punto di forza è sicuramente la perseveranza. Abbiamo iniziato a suonare assieme che eravamo davvero dei ragazzini con tanti sogni di gloria e tante speranze racchiuse in quello che facevamo. Abbiamo messo davanti a tutto sempre l’amicizia però, e questo credo sia il segreto che ci ha portato a toglierci tante soddisfazioni; durante quasi 10 anni di ‘carriera’ abbiamo visto nascere, crescere e morire tante di quelle band che credo di aver perso il conto. Noi a differenza loro abbiamo fondato la nostra band su un terreno stabile, fatto di lealtà e amicizia e non di falsità e trend che lasciano il tempo che trovano. Penso sia questo il motivo per cui siamo ancora qui, nonostante gli alti e bassi ai quali inevitabilmente vai incontro quando sei dentro una scena come quella italiana.”.

COME VI MUOVETE PER GLI ASPETTI PROMOZIONALI (CONCERTI, DIFFUSIONE MATERIALE IN RETE, MERCHANDISE…)?
Xternals:
“Finora la gestione dei live ha seguito un paradigma tanto semplice quanto infallibile: quando ci chiamano, andiamo a suonare. Finora ha funzionato, ma con l’uscita dell’album abbiamo iniziato a strutturare di più il discorso booking andando oltre i confini dell’autogestione totale. Il nostro approccio alla rete invece ultimamente si è fatto decisamente più disincantato rispetto a qualche anno fa: conta che mentre noi muovevamo i primi passi c’era il boom di Myspace e dei gruppi che ‘diventavano famosi’ con i social network, e abbiamo assistito gradualmente allo sgonfiarsi della bolla: ovviamente noi continuiamo a fare promozione sul web secondo i soliti canali, ma evitiamo un approccio troppo ‘invasivo’ che alla fine possa risultare addirittura controproducente. Per quanto riguarda la diffusione ‘da parte di terzi’ in rete, ti diciamo solo che abbiamo trovato il nostro album da scaricare su vari siti russi e ucraini ben prima che uscisse ufficialmente (ovviamente), e abbiamo letto più commenti entusiasti sul disco in quelle pagine che sulla nostra pagina ufficiale, ennesima prova che non c’è promozione migliore di qualcuno che ascolta il tuo disco per caso, lo apprezza e lo dice in giro: l’unica dinamica che non cambierà mai”.
Backjumper: “Curiamo tutto, o quasi, da noi. Io in prima persona mi occupo di tutto quello che concerne il booking (con la mia agenzia Dissonance Conspiracy) e della promozione con una grande mano che ci viene data soprattutto in questo aspetto dalla nostra etichetta, la Southern Brigade Records, con i quali abbiamo un rapporto ottimo. Tutto il merchandise e l’arte visiva della quale ci circondiamo invece, come già detto sopra, è curata da colui che consideriamo il quinto elemento dei Backjumper (nonché mio fratello), l’artista Giovanni Bellezza aka T3NCH1 Design (www.giovannibellezza.com). Le sue opere trovano vita nei nostri artworks, dai cd ai design per magliette, spillette e quant’altro e sposano alla perfezione il mood del nostro sound: con le sue creazioni doniamo immagini alla nostra musica.”.

DOVE VEDETE LA VOSTRA BAND DA QUI A CINQUE ANNI?
Xternals:
“Non abbiamo ancora ben capito dove siamo finiti dopo 7 anni, una stima di quello che potrà succedere nei prossimi 5 la vediamo un po’ difficile, e la solita sequela di luoghi comuni ve la risparmiamo”.
Backjumper: “Vedo i Backjumper non troppo lontano da dove siamo ora, sempre alle prove per due volte a settimana e quando è possibile in giro per l’Italia e l’Europa e, perché no, impegnati in tour e concerti in zone del mondo che non abbiamo ancora visitato. Niente di impossibile”.

PER CONCLUDERE, DATE IL VOSTRO MIGLIOR CONSIGLIO POSSIBILE ALL’ALTRA BAND.
Xternals:
“Se mai dovessimo suonare insieme, portatevi un mazzo di carte che noi ci mettiamo un botto a fare il soundcheck”.
Backjumper: “Non credo di essere in grado di dare consigli, ma se proprio devo, posso solo consigliare loro di rimanere sempre fedeli a se stessi e di fare le cose mettendo la passione davanti a tutto, così facendo non avranno mai avere rimpianti.”.

 

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