IRON SAVIOR – Non sono più un dittatore

Pubblicato il 01/11/2015 da

Incontriamo Piet Sielck, mastermind degli Iron Savior e produttore di caratura internazionale, in albergo poco prima del concerto della band al Metal For Emergency 2015. Piet, che ci accoglie nella sua camera per realizzare questa intervista nella più completa tranquillità, è rilassato ed a proprio agio e si mostra decisamente schietto nelle risposte, arricchendo la nostra chiacchierata, in origine pianificata per parlare di innocui argomenti quali il concerto della serata ed il primo live DVD della band, si arricchisce di spunti fin troppo sfiziosi!

iron savior - band - 2011
BUON POMERIGGIO PIET, BENTORNATO IN ITALIA. QUALI SONO LE VOSTRE ASPETTATIVE PER IL CONCERTO DI STASERA?
“Sicuramente le nostre aspettative sono alte. Siamo sicuri ci sarà un gran numero di spettatori e siamo sicuri che, come ogni volta in Italia, il clima sarà dei migliori. I fan italiani non sono solamente appassionati, ma sono anche competenti e molto preparati; anche ad un concerto gratuito come può essere quello di questa sera noterai che i ragazzi tra il pubblico cantano le nostre canzoni e le conoscono alla perfezione, e conoscono i nostri album, come lavoriamo e la storia della band, e questo è sempre gratificante per un musicista. Certo, ci sarà molta gente che viene perché il concerto è gratis, ma molti verranno apposta perché conoscono gli Iron Savior e sono fan degli Iron Savior”.

L’ULTIMA VOLTA CHE AVETE SUONATO IN ITALIA E’ ANDATA COSI’?
“Abbiamo suonato per la prima volta a Torino con gli Airborn, che sono dei cari amici. È stata una grande esibizione, il clima era davvero carico e ci siamo divertiti molto”.

COSA PENSI DELLE DUE BAND CHE DIVIDERANNO IL PALCO CON VOI STASERA, DOMINE E LIONSOUL?
“Sono due ottime band, diverse da noi, che fanno musica differente dalla nostra, ma ottime band”.

BENE, E’ GIUNTO IL MOMENTO DI PARLARE DEL VOSTRO NUOVO LAVORO DAL VIVO “LIVE AT THE FINAL FRONTIER”.
“Si tratta della registrazione di un concerto che abbiamo tenuto nella nostra città natale, Amburgo, nel gennaio di quest’anno. Accanto a noi abbiamo voluto solo tecnici che conosciamo bene per poter realizzare il miglior prodotto possibile. Non abbiamo voluto registrare un concerto tenuto in un festival o in un grande evento, sarebbe stato presuntuoso da parte nostra e non realistico. Abbiamo scelto di mostrare quella che è davvero l’atmosfera di un concerto degli Iron Savior, all’interno di un club dalle dimensioni limitate, perché quella è la realtà effettiva della band. Il pubblico era davvero intenso e l’energia che band e fan producono si percepisce davvero alla grande”.

PERCHE’ AVETE DECISO DI REALIZZARE UN LIVE ALBUM PROPRIO A QUESTO PUNTO DELLA VOSTRA CARRIERA?
“In molti nel corso degli anni ci hanno chiesto più volte di realizzare un DVD, ma non si erano mai concretizzate le condizioni necessarie affinché ciò avvenisse. E un DVD dal vivo era una delle voci nella mia lista delle cose da fare prima o poi. Lo scorso anno la label mi ha chiamato e mi ha chiesto di realizzare qualcosa per non fare passare troppo tempo tra un disco e l’altro, così abbiamo deciso finalmente di realizzare una volta per tutte questo progetto”.

PERCHE’ RIPRENDERE UN NORMALE CONCERTO E NON UN CONCERTO CELEBRATIVO CONTENENTE TUTTI I VOSTRI MAGGIORI SUCCESSI?
“Be’, ma è quello che abbiamo fatto! Seriamente, gli ultimi album andavano valorizzati a dovere ed a loro andava dato spazio, e poi abbiamo scelto brani che secondo noi sono tra i migliori nella nostra carriera. Anche i brani che provengono da ‘The Landing’ e ‘Rise Of The Hero’ rientrano in questa categoria, perché sono assolutamente convinto che il materiale composto per questi due album sia ai nostri massimi livelli compositivi, e ritengo questi due dischi i più importanti nella carriera degli Iron Savior. Certo, c’è sempre quello che arriva e ti dice ‘Perché non avete messo ‘Battering Ram’?’ o qualche altra canzone, ma sono assolutamente convinto delle scelte fatte”.

VOLEVO CHIEDERTI COME ASSEMBLATE LE SETLIST PER I VOSTRI CONCERTI MA DALLA TUA RISPOSTA PRECEDENTE SEMBRA ABBASTANZA OVVIO…
“Le setlist per i concerti vanno selezionate tenendo conto di determinati fattori; innanzitutto, se hai un album recente, questo album va posto in primo piano assolutamente. Poi metti i brani che a parere tuo i fan apprezzano maggiormente e quelli che tu ritieni più importanti. Infine devi piazzare in posizioni chiave, tipo durante l’encore, i pezzi più rappresentativi”.

VOI AVETE REALIZZATO MOLTE COVER DEI JUDAS PRIEST; “DESERT PLAIN” IN “INTERLUDE”, “DELIVERING THE GOODS” E “ELECTRIC EYE” PER “DARK ASSAULT”, “LIVING AFTER MIDNIGHT” SU “CONDITION RED” ED INFINE “BREAKING THE LAW” NEL NUOVO LIVE ALBUM. SUPPONGO TI PIACCIANO I JUDAS PRIEST…
“Direi di sì”.

COSA PENSI DI “REDEEMER OF SOULS” E DEGLI ALBUM REALIZZATI DAI JUDAS PRIEST DOPO LA REUNION CON HALFORD?
“Sinceramente non mi piace molto. Ritengo ‘Nostradamus’ un buon album, con un ottimo utilizzo delle tastiere, anche se non mi piace molto neppure questo. Il nuovo Judas possiede un gusto davvero old style ma il songwriting non mi sembra davvero ispirato ad essere onesto. Certo, se questo album ha venduto allora loro hanno ragione e io torto, ovviamente, ma sinceramente ritengo che i Judas Priest abbiano smesso di realizzare buoni album con l’uscita di Halford. Trovo davvero buono invece il primo album degli Halford, ‘Resurrection’, ricco di buonissime canzoni e di spunti vincenti”.

COSA PENSI DI “JUGULATOR”?
“Secondo me Ripper è davvero un buon cantante, ma il songwriting… non è decisamente di mio gusto”.

COSA MI DICI DELLA NUOVA RELEASE DI “MEGATROPOLIS”?
“E’ stato tutto inaspettato. Durante la lavorazione del DVD sono stato contattato dalla label che mi ha informato riguardo l’intenzione di ristampare ‘Megatropolis’ visto che era esaurito, chiedendomi qualche cosa di inedito da aggiungere come bonus. Di solito non ho materiale inedito, perché uso tutto ciò che ho di buono per gli album e ciò che non mi soddisfa non lo termino neppure, così ho risposto ‘non ristampiamo ‘Megatropolis’, lo remixiamo direttamente’. Anche perché sinceramente non ero assolutamente soddisfatto di come suonava. Lo abbiamo riprodotto da capo ed abbiamo avuto l’opportunità di rimediare ad un grande errore nella nostra carriera. Ho aggiunto molte armonie vocali, prima assenti, ed ho ricantato le linee vocali principali, rendendo ‘Megatropolis’ finalmente un lavoro degno della discografia degli Iron Savior. Ovviamente non era un brutto disco, ma mancava del tutto del trademark della band”.

IL PROSSIMO ANNO GLI IRON SAVIOR COMPIRANNO VENT’ANNI. COME FESTEGGERETE QUESTO ANNIVERSARIO?
“Con un nuovo album ed un lungo tour europeo”.

HAI GIA’ SCRITTO QUALCOSA PER QUESTO ALBUM?
“No, ma ce l’ho già ben chiaro in mente. Comunque per ora è fin troppo presto per discutere di questo”.

COME LAVORATE AD UN NUOVO BRANO? SCRIVI TUTTO TU IN SOLITARIA OPPURE IL LAVORO DI SONGWRITING VIENE FATTO DALL’INTERA BAND?
“L’idea per un nuovo brano nasce da me solitamente, poi viene sviluppata da tutta la band”.

COSA E’ SUCCESSO CON I SAVAGE CIRCUS?
“Semplicemente scrivevo tutto io, producevo tutto io, mi occupavo io di programmare l’attività live. Era impegnativo e frustrante, perché non vedevo negli altri l’impegno che io mettevo nel progetto. Così ho detto agli altri: se devo fare tutto io, tanto vale che lo faccia per la mia band… e così ho fatto. È stato un periodo interessante, ed abbiamo realizzato buone cose, ma queste cose potevano benissimo essere buone cose degli Iron Savior. Gli Iron Savior sono un team, i Savage Circus un insieme di solisti”.

QUANTO E’ IMPORTANTE AVERE LA CHANCHE DI PRODURRE TU STESSO I TUOI DISCHI?
“Avere un produttore esterno può essere importante, perché a volte l’opinione di chi non è direttamente coinvolto nella band è più chiara di quella che possiamo avere noi, ma essendo io il produttore ho l’opportunità di realizzare esattamente ciò che ho in mente, di realizzare l’idea come l’ho pensata, senza che qualcuno provi a modificarla. A volte posso sembrare arrogante, ma io so qual è il meglio per gli Iron Savior, solo io lo so”.

CHE TIPO DI PRODUTTORE SEI QUANDO PRODUCI LE ALTRE BAND?
“Una volta cercavo di impormi, e quasi sempre ci riuscivo, quando intuivo che qualcosa poteva essere fatta in maniera migliore rispetto a come mi veniva proposta. Ora, dopo tutti questi anni, sono più propenso a dire ‘ok, volete fare così? È una cazzata ma facciamo come volete voi. Se voi volete realizzare una merda facciamo una merda!’. Con il passare degli anni ho perso un poco la voglia di litigare quotidianamente con band che non sanno neppure cosa vogliono suonare. Una volta mi comportavo forse come un dittatore, ma ora non più”.

COME SI E’ EVOLUTO IL SOUND DEGLI IRON SAVIOR DURANTE QUESTI ANNI, SECONDO TE?
“Be’, si è evoluto moltissimo. Oggi ci sono tecnologie che agli inizi non esistevano neppure, e queste tecnologie aiutano molto i musicisti odierni. Basta guardare questo strumento (ce lo mostra, ma non abbiamo la minima idea di cosa sia, ndR), con questo posso fare da qui tutto quello che sono in grado di fare nel mio studio. La tecnologia è importantissima nella musica oggi, ha cambiato la vita dei musicisti. È incredibile pensare a come si viveva negli anni ’80”.

PERCHE’ AVETE DECISO DI CAMBIARE LA LINEA DEGLI ARTWORK DA “BATTERING RAM”? FINO A QUELL’ALBUM TUTTI I PRODOTTI IRON SAVIOR ERANO FACILMENTE RICONOSCIBILI, MENTRE ORA SONO TUTTI DIFFERENTI.
“Fondamentalmente agli inizi non mi curavo troppo dell’aspetto grafico dei nostri album, mi interessava solo come suonavano. Decideva tutto la label. Addirittura trovo ridicola la copertina di ‘Unification’; la prima volta che l’ho vista ero negli Stati Uniti e quando la label me l’ha mandata, con una velocità di 56k, vedevo le linee comporsi una alla volta e non volevo credere a ciò che vedevo… ridicola. Purtroppo era già tutto pronto e non sono riuscito a fermare la cosa. Ad un certo punto sono andato alla casa discografica ed ho detto loro ‘adesso basta con queste copertine! Sono ridicole! Nessuno vorrà mai una maglietta con un disegno simile! Io voglio una copertina cool da poter sfoggiare anche sul merchandise!’, e per fortuna mi hanno dato retta”.

COME CANTANTE E COME MUSICISTA QUALI SONO LE TUE PRINCIPALI INFLUENZE?
“Rob Halford, e i Judas Priest in generale. Nessuno è stato più grande di loro”.

PIET, COSA E’ SUCCESSO AL POWER METAL? QUINDICI ANNI FA ERA IL GENERE PIU’ AMATO ED ASCOLTATO, MENTRE ADESSO OCCUPA QUASI UNO SPAZIO DI NICCHIA…
“Quando il power metal è esploso il grande pubblico si è avvicinato a questo genere perché apparentemente molto accessibile e poco impegnativo. E molte band per opportunismo sono salite sul carro del vincitore, mettendosi a suonare un genere nel quale non credevano al 100%. Quando il mercato si è saturato di band incapaci o con poca motivazione che realizzavano materiale indegno, il pubblico se n’è stufato ed ha indirizzato altrove le proprie attenzioni. Chi suonava power metal senza passione per il genere ha lasciato e si è messo a suonare altro. Chi era capace, era motivato e suonava questo genere con il cuore ha tenuto duro, ma parliamo davvero di poche band”.

VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA A QUANTO ABBIAMO DETTO FINO AD ORA PRIMA DI CHIUDERE?
“Ringrazio di cuore i fan italiani e coloro che hanno letto la nostra intervista per Metalitalia.com!”.

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