JAMES LABRIE – Elementi di innovazione

Pubblicato il 15/04/2005 da


Occorre presentare James LaBrie? Ok, per chi negli ultimi vent’anni fosse vissuto sulla luna (e non ‘di vetro’), James è il cantante dei Dream Theater, band progressive sicuramente tra le più famose degli ultimi due decenni, che tra alti e bassi (secondo chi scrive sono sicuramente di più gli alti) ha toccato vette di popolarità impensabili per un genere come il progressive. James LaBrie, con “Elements Of Persuasion” si presenta sul mercato con il suo terzo album da solista, dopo i bellissimi “Mullmuzzler” prima e seconda parte. L’impressione che ci ha dato è quella di una persona molto gentile e simpatica, e di un artista realmente innamorato della sua musica…



CIAO JAMES. INIZIAMO SUBITO L’INTERVISTA PRESENTANDO IL TUO NUOVO ALBUM SOLISTA “ELEMENTS OF PERSUASION” AI LETTORI. COME E’ NATO?
“Be’, circa due anni fa Matt Guillory ed io abbiamo iniziato a trovarci e a pensare cosa avremmo voluto fare del prossimo album, e fin dall’inizio sapevamo che volevamo fare un album molto heavy, molto metal. In quel periodo le nostre influenze andavano dai Mudvayne ai Meshuggah, dai Linkin’ Park ai Sevendust. Inoltre ascoltavamo molto Peter Gabriel, Seal, così erano due mondi molto diversi che si univano. Ma ripeto, eravamo fermi sulla posizione di creare un album davvero heavy. Così abbiamo iniziato due anni fa a trovarci e, ultimamente, quando con i Dream Theater ho avuto un attimo di pausa lontano dai tour e dallo studio, abbiamo potuto ritrovarci, rimettere insieme le idee, ed arrangiare le idee. Contemporaneamente abbiamo chiamato un altro ragazzo a lavorare con noi, Brian Leary, che ha collaborato alla stesura di cinque canzoni”.

QUESTO E’ IL TUO PRIMO SOLO-ALBUM AD APPARIRE SOTTO IL TUO NOME, PERCHE’ PRIMA HAI PUBBLICATO DUE ALBUM SLISTI A NOME MULLMUZZLER. COME MAI HAI DECISO DI CAMBIARE?
“Allora, prima di tutto l’idea è venuta dalla Inside Out, che volevano davvero usare il mio nome. Inoltre l’ho fatto perché questo è davvero un nuovo inizio per me. Ho appena firmato un nuovo contratto, e sapevo che questo album sarebbe stato molto diverso dai due precedenti. ‘Elements’ è molto guitar-oriented, e ciò è stato reso possibile dall’ingresso di Marco Sfogli, che ha portato l’album ad un livello molto alto. Quindi questo è davvero un nuovo inizio per me”.

LE CANZONI DELL’ALBUM SONO DAVVERO MOLTO HEAVY, E POTREBBERO BENISSIMO APPARTENERE AI DREAM THEATER DELL’ULTIMO PERIODO…
“Sì, hai ragione…”.

NON HAI MAI PENSATO DI PROPORLE PER “OCTAVARIUM”?
“No, perché con i Dream Theater, quando scriviamo, ci troviamo tutti insieme nella stessa stanza, e John Petrucci arriva con le sue idee ed i suoi riff, Jordan Rudess con le sue linee, John Myung con i suoi groove di basso, ed è quello in sostanza ciò che succede. Voglio dire, per noi funziona sempre così. Così mentre stavo scrivendo i pezzi con Matt, non ho mai pensato di proporli ai Dream Theater, perché voglio che questa sia la mia musica, personale. Voglio che le persone sentano questa parte di me, voglio che sentano da dove vengo, come compositore, e, al di fuori della musica dei Dream Theater, quale musica mi ispira. Ed è questo il motivo per cui realizzo degli album solisti. Per me l’unica cosa sensata è realizzare album solisti che siano diversi dalla proposta del gruppo principale. Deve essere musica diversa da quella dei Dream Theater, e deve essere presentata in modo diverso dai Dream Theater”.

I PEZZI DI “ELEMENTS OF PERSUASION” SUONANO MOLTO LIVE, E QUESTO LASCIA TRASPARIRE UN TUO AMORE PER SONORITA’ DIRETTE E FACILMENTE RIPRODUCIBILI ON STAGE. PREFERISCI QUINDI LA DIMENSIONE LIVE O QUELLA IN STUDIO DI REGISTRAZIONE?
“Io amo entrambi questi mondi. Amo stare in tour, perché incontri tantissima gente, e c’è tantissima energia nel locale. Tutti sono contenti, e tutti si divertono come matti, ed è un grande piacere suonare per loro. Per quanto riguarda lo studio, invece, sei in un mondo perfetto, dove tutto ciò a cui pensi è la musica, e l’unica cosa che fai è sederti e creare e modellare la musica che hai scritto, ed è una grande sensazione sentire nascere la canzone, e prendere vita”.

OK. SEMPRE PER RIMANERE NELL’ARGOMENTO ‘LIVE’, QUALE SARA’ LA LINE UP DELL’IMMINENTE TOUR?
“Be’, ovviamente ci sarò io alla voce (ride, ndR), poi ci sarà Matt Guillory alle tastiere e al piano, poi Marco Sfogli alla chitarra, John Macaluso alla batteria ed Andy DeLuca al basso. Mike Mangini e Brian Beller che hanno suonato rispettivamente batteria e basso sull’album, non hanno potuto dare la loro disponibilità al tour perché avevano già programmi lavorativi per questo periodo, e non potevano annullarli. Comunque sarà davvero un bello show, questi ragazzi sono degli ottimi musicisti!”.

QUALI SONO GLI ‘ELEMENTI DI PERSUASIONE’ SECONDO TE?
“Se hai presente la copertina dell’album, con il bambino, l’uomo e l’anziano, ciò a cui mi riferisco è il fatto che diventiamo ciò che siamo dall’inizio. Dalla nascita, lungo la vita e fino alla morte, siamo influenzati da ciò che ci circonda. Da piccoli ci sono i genitori ed i parenti, che in un modo o nell’altro formano la nostra persona ed il nostro carattere. Nella fase della vita adulta, sopraggiunge il lavoro ed il bisogno di ‘fare carriera’ ed altre priorità si fanno avanti. I desideri sono più materiali, come macchine e soldi. Inoltre si aggiungono vizi come l’alcool e le sigarette. Così questo è un altro stadio della vita, fino alla vecchiaia, dove diventiamo davvero consci della mortalità, in quanto ci è più vicina. Ed anche questo modella la persona ed il suo carattere. Come noi rispondiamo a tutti questi aspetti, è ciò che ci rende ciò che siamo”.

NELLA COPERTINA SONO BEN VISIBILI TUTTI GLI ELEMENTI DI CUI HAI PARLATO. E’ OVVIO QUINDI CHE IL CONCETTO E L’IDEA DELLA COPERTINA VENGANO DA TE…
“Sì. Ho comunicato la mia idea a Tomas Ewerhard, e lui l’ha realizzata”.

SICCOME NON POSSIEDO I TESTI DELL’ALBUM, NON SONO RIUSCITO A CAPIRE SE SI TRATTI DI UN CONCEPT ALBUM O NO…
“No, non è un concept. Ci sono alcuni argomenti simili, come religione, società, e alcune storie sono inventate. Un esempio è la song ‘In Too Deep’, il cui argomento è la mafia, nella quale un personaggio, dopo essere entrato viene sotterrato vivo. Altre canzoni parlano di relazioni sociali, soprattutto di come le persone reagiscono alle relazioni”.

COME SI E’ SVOLTO IL SONGWRITING? HAI PORTATO SOLO TESTI E LINEE VOCALI, O HAI ANCHE CONTRIBUITO ALLA STESURA DELLA MUSICA E DEI RIFF?
“Sì, ho contribuito anche alla stesura della parte musicale, lavorando insieme a Matt. E dopo aver completato la parte musicale, io e Matt abbiamo cominciato a lavorare per creare le melodie vocali. Poi una volta che le melodie vocali erano fatte, mi sono ritirato a scrivere le lyrics. Ho scritto i testi per nove canzoni, mentre tre testi sono stati creati da Matt, per la precisione ‘Crucify’, ‘Alone’ e ‘Lost’. Così siamo stati entrambi coinvolti in tutte le fasi della creazione delle canzoni”.

QUALI SONO I TUOI ASCOLTI IN QUESTO PERIODO?
“Be’, purtroppo ultimamente sono stato molto impegnato e non ho avuto modo di ascoltare molta musica. Ma c’è un gruppo che sto ascoltando, e si tratta di una grandissima band, con un bravissimo cantante e belle canzoni. Si chiamano Ours. Però come ti ho detto, ultimamente sono stato così tanto impegnato, che non ho avuto modo di sedermi ed ascoltare ed apprezzare un album fino in fondo”.

NEGLI ULTIMI ANNI ABBIAMO ASSISTITO AD UN NOTEVOLE MIGLIORAMENTO DELLE TUE PERFORMANCE, SIA IN STUDIO CHE DAL VIVO. COME SEI RIUSCITO A RAGGIUNGERE TALE RISULTATO? HAI RICOMINCIATO A PRENDERE LEZIONI DI CANTO?
“Sì, un paio di anni fa ho cominciato ad andare da una insegnante di canto, Victoria Thomson, e lei mi ha subito detto: ‘Ecco, questo è quello che voglio fare di te, ascoltami e fai tutto ciò che ti dico di fare, e canterai meglio di come hai mai fatto’. Inoltre a beneficio della mia voce, faccio jogging ogni giorno, curo l’alimentazione, prendo vitamine, e mi curo davvero molto. Ed ogni volta che devo cantare, sia in studio che dal vivo, alleno la mia voce con esercizi di riscaldamento”.

NELLA TUA CARRIERA, HAI COLLABORATO CON UN VASTO NUMERO DI ARTISTI E PROGETTI, COME AYREON, FRAMESHIFT, LEONARDO (con Trent Gardner), TIM DONAHUE, SHADOW GALLERY, FATES WARNING. POTRESTI BREVEMENTE DESCRIVERCI LE SENSAZIONI CHE TI HANNO DATO ALCUNE DI QUESTE COLLABORAZIONI?
“Be’, Arjen Lucassen (Ayreon) è una persona che ho apprezzato e stimato subito come musicista non appena ho sentito il materiale dei suoi Ayreon. Siamo rimasti in contatto per molti anni, e finalmente ha avuto la possibilità di avermi come cantante sul suo ultimo ‘The Human Equation’, dandomi la possibilità di prendere parte ad un gran progetto. Sono volato in Olanda, nello studio di casa sua ,ed è stata una esperienza davvero bella. Di Tim Donahue ho saputo attraverso un giornalista, il quale mi chiese se lo avevo mai sentito. Io risposi: ‘Mi pare di sì. Non è quel chitarrista che suona la chitarra fretless?’. E così seppi che avrebbe voluto che cantassi sul suo album. Ci siamo messi d’accordo, ed abbiamo realizzato l’album, un misto tra Black Sabbath e Rush. Per quanto riguarda i Frameshift, Henning Pauly è giunto a me attraverso un altro giornalista, che mi disse che questo ragazzo era davvero interessato a lavorare con me. Io gli risposi di farmi sentire del materiale, per vedere se mi sarebbe potuto interessare. Ed una volta che ho sentito il materiale, ho notato che si trattava di un bravissimo compositore. Così ci siamo trovati, abbiamo sviluppato alcune idee, ed è nato Frameshift. Leonardo è stata una grandissima esperienza. Trent Gardner ha un talento incredibile. L’album è incentrato sul personaggio di Leonardo Da Vinci, che io trovo molto affascinante, un assoluto genio. Per interpretare la sua parte, prima di recarmi in studio, ho fatto molta ricerca e mi sono documentato sulla sua vita, perché volevo davvero impersonarlo nel modo più fedele e credibile possibile. Tutte queste emperienze comunque mi sono state di grande insegnamento”.

RICORDI QUALCHE MOMENTO STUPENDO E QUALCHE MOMENTO DA DIMENTICARE, NELLA TUA LUNGA E FORTUNATA CARRIERA?
“Il momento più bello in assoluto è stato quando con i Dream Theater entrammo in studio per incidere ‘Images And Words’. Quello è stato uno dei più bei momenti della mia vita. Tutto da quel momento ha continuato a migliorare sempre di più. Il momento peggiore è stato quando a Cuba, a causa di una intossicazione alimentare, ho danneggiato gravemente le mie corde vocali. Ci sono voluti molti anni per guarire completamente. Avevo un sacco di problemi alla voce. Questo è successo nel 1994. Ed è solo da un paio di anni che ho sentito che la mia voce era davvero tornata. E’ stato davvero un periodo buio per me”.

NON POSSO EVITARE DI CHIEDERTI QUALCOSA SUL NUOVO ALBUM DEI DREAM THEATER, ‘OCTAVARIUM’, IN USCITA A GIUGNO. SO CHE NON SIETE SOLITI RILASCIARE MOLTE DICHIARAZIONI PRIMA DELL’USCITA. QUINDI DI CHIEDERO’ SEMPLICEMENTE DI DIRCI COME TI SENTI RIGUARDO ALL’ALBUM…
“Credo che il modo migliore per descrivertelo sia pensare ad un punto di incontro tra ‘Scenes From A Memory’, ‘Awake’ ed ‘Images And Words’. E’ un grande album, e sono molto contento di come sia uscito. E’ molto atmosferico, molto emozionale, dinamico, progressive ed heavy. C’è in esso della grande musica, e sono sicuro che rimarrete piacevolmente sorpresi non appena avrete modo di ascoltarlo”.

NON TI HA MAI DATO FASTIDIO IL FATTO CHE NEI DREAM THEATER NON TI ABBIANO MAI LASCIATO LO SPAZIO CHE MERITI, COMPOSITIVAMENTE PARLANDO?
“Devo dire che, negli ultimi album, sono stato con loro fin dall’inizio della composizione ed ho contribuito molto. Le cose stanno cambiando. In ‘Scenes From A Memory’ sono stato molto coinvolto, ed è così fino ad ora. So che molte persone credono che io non sia coinvlto abbastanza, ma non devono disperare perché mostro le diverse parti di me nei miei album solisti, dove scrivo e canto tutto”.

COME SONO I RAPPORTI CON LA TUA NUOVA ETICHETTA, LA INSIDE-OUT?
“Favolosi. Sono una grande casa discografica, sono molto eccitati di aver potuto pubblicare quest’album, e mi hanno supportato molto. Hanno una buona promozione, e mi hanno anche permesso di intraprendere questo tour. Sono davvero felice di lavorare con Tomas Waber e Jim Pitulski”.

OK… SIAMO ALL’ULTIMA DOMANDA. PUOI DIRE QUALCOSA AI LETTORI DI METALITALIA PER ‘PERSUADERLI’ AD ASCOLTARE E COMPRARE IL TUO ALBUM…
“Be’, se volete sentire un album davvero aggressivo ed heavy, con grande musica dall’inizio alla fine, molto dinamico, emozionale, ascoltate questo ‘Elements Of Persuasion’, entrando nelle canzoni e nelle lyrics, e non sarete di certo delusi. E spero di vedervi in tour”.

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