JESS AND THE ANCIENT ONES – Cavalli pazzi

Pubblicato il 18/08/2021 da

Affermatisi come una delle realtà più travolgenti, imprevedibili, coinvolgenti, della scena rock nordeuropea, i Jess And The Ancient Ones non fermano la loro corsa e ci regalano con “Vertigo” un altro album assai conturbante. Il mix di psichedelia, rock’n’roll, folk, blues, scampoli heavy metal funziona imperterrito, e pazienza se la maggiore calma dell’ultimo album, più controllato e mansueto del suo pazzo predecessore, non corrisponde esattamente alle nostre attese. Energia, vivacità e voglia di stupire continuano ad assorbire la nostra attenzione, tra anthem rock magnetici e profluvi strumentali che vi fanno viaggiare in uno spazio colorato, colmo di stimoli e privo di schemi. Dalla voce di Thomas Corpse, chitarrista e principale compositore, uno spaccato della vita dei Jess And The Ancient Ones.

IL NUOVO ALBUM È INTITOLATO “VERTIGO”: CHE TIPO DI SIGNIFICATO ATTRIBUITE A QUESTA PAROLA E PERCHÉ AVETE PENSATO FOSSE UN BUON TITOLO PER IL VOSTRO QUARTO DISCO?
– Ci sembrava abbastanza potente per descrivere il feeling generale che ci ha circondato mentre realizzavamo il disco. “Vertigo” può anche essere considerato come uno stato mentale, oppure come lo stato mentale del mondo, perennemente turbolento.

DEFINITE IL NUOVO ALBUM “UN CAVALLO NERO, UN FRATELLO DEL DISCO PRECEDENTE”. CHE TIPO DI FRATELLO SAREBBE, QUESTO “VERTIGO”? ALLE MIE ORECCHIE, SUONA PIÙ CALMO, CUPO E LINEARE AL CONFRONTO DI “THE HORSE & OTHER WEIRD TALES”, DOVE LE CANZONI, IN MOLTI CASI, IMPAZZIVANO ED ESPLODEVANO, CAMBIANDO IL PROPRIO PERCORSO RADICALMENTE IN POCHI SECONDI.
– Abbiamo incominciato a scrivere “Vertigo” poco dopo aver terminato le sessioni di “The Horse & Other Weird Tales”. Il materiale è scaturito dal medesimo stato mentale che avevamo per il terzo album, lo riteniamo un fratello del precedente proprio perché siamo andati in continuità nella sua scrittura, senza vere pause nel mezzo. L’approccio alla musica e le soluzioni adottate per la registrazione sono piuttosto simili.

NEL VOSTRO UNIVERSO, COSA RAPPRESENTA IL CAVALLO? ERA NOMINATO NEL TITOLO DEL PRECEDENTE ALBUM, RITORNA NEI VOSTRI DISCORSI DI PRESENTAZIONE DI “VERTIGO” E ANCHE NELLE IMMAGINI PROMOZIONALI.
– Quando ero bambino, avevo questo sogno ricorrente, una specie di fosca profezia. Il cavallo giocava un ruolo fondamentale in quel sogno, era un sogno potente e mi è comparso nel sonno molto spesso. Inoltre, in famiglia avevamo dei cavalli di proprietà, vivevamo in campagna. Per me, il cavallo rappresenta la trinità formata da innocenza, purezza e morte.

IL PRIMO SINGOLO “SUMMER TRIPPING MAN” È STATO PRESENTATO DA UN VIDEO ANIMATO, CREATO DA GIULIANO DI GIROLAMO. CHE COSA TI PIACE DI QUEL VIDEO E PERCHÈ PENSAVATE FOSSE UNA BUONA IDEA PROPORLO PER PRESENTARE LA CANZONE?
– Mi piacciono le animazioni, volevo avere un approccio vecchia scuola alle animazioni per questa canzone. Giuliano ha compiuto un lavoro fenomenale nel catturare il mood del pezzo e il suo spirito. Il video ti arriva dritto nel cervello, penso possa offrire alcuni pensieri di rilievo alla mente di chi ascolta.

AMATE LANCIARVI IN LUNGHE SUITE PSICHEDELICHE E, COME AVVENUTO IN PASSATO, PROPONETE QUALCOSA CON QUESTE CARATTERISTICHE AL TERMINE DELLA TRACKLIST, CON “STRANGE EARTH ILLUSION”. UNA TRACCIA ARTICOLATA, CHE ALTERNA PASSAGGI DORMIENTI E ALTRI Più URGENTI E ROCK. COME È NATA QUESTA CANZONE E DI COSA PARLA?
– Ci siamo focalizzati in un approccio cinematico, per cui la struttura della canzone avrebbe dovuto essere abbastanza lineare. Certo, ci sono alcune eccezioni, alcuni elementi non sono ricorrenti o così immediati, ma nel complesso è un pezzo rock’n’roll. Si basa su differenti temi sonori, che crescono fino a formarne uno nuovo, circondante le liriche in modo molto coerente. Infine compaiono alcuni buoni campionamenti, che cambiano leggermente il clima del pezzo e ne modificano l’identità, pur adattandosi al feeling generale già creatosi. Spendiamo tanto tempo a provare nuove cose, a sbagliare, a cercare di dare nuove dinamiche alla musica. Chi suona cosa e quando, quanto devono essere forti certe espressioni, come devono dialogare gli strumenti… Ci piace una musica che abbia dello spazio dentro di sé, che non sia troppo serrata e abbia respiro.

MI PIACE IL NUOVO ALBUM MA, SE DEVO ESSERE ONESTO, SONO UN POCO NOSTALGICO DELLE ESPLOSIONI SONORE DI CANZONI COME “WOLVES INSIDE MY HEAD”, “SHINING” OPPURE “SAMHAIN”. CI SONO RAGIONI SPECIFICHE CHE VI HANNO PORTATO A UN ALBUM PIÙ CALMO E CONTROLLATO COME “VERTIGO”?
– Direi di no. Queste canzoni sono il prodotto delle nostre idee in quel momento e sono venute così, senza tanti calcoli. Seguiamo il flusso e sperimentiamo su di esso. Qualche volta i risultati sono più heavy, in altre occasioni più leggeri. Al momento abbiamo già molto materiale in pre-produzione ed è musica parecchio pesante. Ci sono di nuovo chitarre gemelle, quindi credo ti farà piacere sentire le nuove canzoni, sentirai quelle soluzioni che non hai sentito in “Vertigo”. Ci sono buone nuove in arrivo, insomma.

MI PIACEREBBE CONOSCERE NEI DETTAGLI IL VOSTRO APPROCCIO ALL’ORGANO, CHE COSA VI AFFASCINA DI PIÙ DI QUESTO STRUMENTO. È CENTRALE NELLA VOSTRA MUSICA, PARTICOLARMENTE IN “VERTIGO”.
– Avendo utilizzato solo una chitarra sugli ultimi due album, il ruolo dell’organo è cresciuto di conseguenza, andando a prendersi uno spazio rimasto vuoto. L’organo guadagna un posto preminente nel mix, con i suoi caratteristici turbinii, le sue incursioni inaspettate. C’è il tempo giusto per ogni cosa, per “Vertigo” siamo atterrati in questo punto. Per il futuro non possiamo sapere.

DOPO UN ALBUM VOTATO AL METAL COME IL VOSTRO ESORDIO, AVETE INIZIATO A ESPLORARE IL PASSATO DEL ROCK, RIDEFINENDO NEL VOSTRO STILE IL ROCK SESSANTIANO, IL PROG ROCK, IL FOLK, IL BLUES. QUALI SONO I ‘VECCHI’ ARTISTI AI QUALI VI SIETE ISPIRATI, E QUALI SONO QUELLI ODIERNI CHE APPREZZATE E, COME JESS AND THE ANCIENT ONES, SUONANO UNA FORMA MODERNA DI SUONI OLD-SCHOOL?
– Ascoltiamo una miriade di gruppi, di oggi e di ieri. Effettivamente una forte ispirazione proviene dalla cosiddetta ‘era selvaggia’. Intendo tutte quelle band garage/psych/proto punk, comparse verso la fine degli Anni Sessanta. Se vai a cercare compagini come White Trash e The Misunderstood, capirai cosa intendo. Riguardo alle band più moderne, mi piacciono Altin Gunn, Khruangbin, Blood Sport, Boy Harsher. Mi piaceva molto anche Ariel Pink, anche se ritengo che le sue ultime pubblicazioni siano calate drasticamente nella qualità.

C’È UN COLLEGAMENTO TRA I VOSTRI DISCHI, MA OGNUNO SUONA DIFFERENTEMENTE DAGLI ALTRI, HA UNA SUA PROPRIA IDENTITÀ. SE DOVESSI DESCRIVERE OGNI SINGOLO DISCO CON TRE AGGETTIVI, QUALI USERESTI?
– Per il debut, andrei per: epico, coinvolgente, pesante. Per “Second Psychedelic Coming: The Aquarius Tapes”, userei psichedelico, cupo e pazzo. Nel caso di “The Horse And Other Weird Tales”, mi vengono in mente luminoso, vivace e organico. Infine, per “Vertigo”, userei lugubre, catchy e groovy.

DOPO QUATTRO ALBUM, AVETE MATURATO UN’IDEA DI CHI SIA IL TIPICO FAN DEI JESS AND THE ANCIENT ONES? CI SONO MOLTI METALLARI TRA I VOSTRI ASCOLTATORI, PER ESEMPIO, E NON È COSÌ SCONTATO, DATO IL VOSTRO STILE.
– Domanda difficile, dopo gli show vengono in molti a parlare con noi, e sono tutti personaggi molto diversi gli uni dagli altri. Ci sono vecchi heavy metal fan, ascoltatori di black metal, rocker, biker. Abbiamo anche gli hippie, maniaci della psichedelia acida, pure persone più interessate al pop. Amo il fatto che troviamo fan sia nei festival per hippie che nei contesti heavy metal.

MI PARE VI SIA UNA FORTE CONNESSIONE TRA MOLTE RELEASE DI HARD ROCK, PROGRESSIVE ROCK ED HEAVY METAL CHE PROVENGONO DALLA FINLANDIA E CHE CONDIVIDONO IL COMUNE AMORE PER LA PSICHEDELIA. PERCHÉ IL VOSTRO PAESE È COSÌ FERTILE PER QUESTO TIPO DI SOUND?
– C’è una forte domanda per il lo-fi vintage rock finlandese, di questi tempi, la musica rock finlandese sta vivendo un grande periodo. Tante persone hanno imparato dai suoni del passato, non tutti si interessano al moderno pop da classifica. Tra le band di valore che si stanno facendo notare, ti nomino volentieri Kairon Irse!, Death Hawks e Polymoon, li potremmo definire come la new wave della psichedelia rock finnica.

SPERANDO IN UN CONTINUO MIGLIORAMENTO DELLA SITUAZIONE PANDEMICA IN EUROPA, QUALI SONO I VOSTRI PROGRAMMI PER I PROSSIMI MESI?
– Proseguiremo la pre-produzione del prossimo album e ci focalizzeremo sui dettagli. Inizieremo a breve le registrazioni delle tracce vocali, non vedo l’ora di ascoltare il disco nella sua interezza!

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