JORDABLOD – Un mondo di caos e armonia

Pubblicato il 04/04/2020 da

Estrosi nel solco della tradizione, sperimentatori senza l’ardire di voler stravolgere i confini di genere, gli Jordablod con il secondo album “The Cabinet Of Numinous Song” hanno ribadito un peculiare talento nel modellare il death metal, che nelle loro mani può assumere coloriture luminescenti non propriamente usuali. Un modo di intendere l’extreme metal non più così raro nelle terre scandinave, gli Jordablod si aggiungono a un filone sempre più ricco, capeggiato dai capolavori sfornati da Tribulation e Morbus Chron in primis. Lo fanno andando già ad evolversi rispetto all’esordio, perchè nel secondo album a uscire dal seminato sono le frequenti escursioni acustiche e una generale pulizia esecutiva, che si distaccano dall’impetuosa frenesia di “Upon My Cremation Pyre”. Un gruppo che pare aver molto da dire, quello svedese, come dimostrano anche le riflessioni esposte nella nostra intevista.

JORDABLOD, UN NOME CHE PARE EVOCARE CONCETTI ANTICHI, L’EVOCAZIONE DI UN PASSATO ARCAICO E OSCURO. CHE COSA SIGNIFICA IL VOSTRO MONICKER E CHE TIPO DI IMMAGINARIO VORREBBE DESCRIVERE?
– Il nome è scaturito da alcune discussioni avute in seno alla band, molto tempo fa, incentrate sul ciclo naturale della vita e della morte, della decadenza e della rinascita. Ma, come accade per molti nomi dati alle band, non importa cosa teorizzi quando lo scegli, è solo quando inizi a utilizzarlo che gli attribuisci dei veri contenuti e gli dai vita propria. Quello che Jordablod sta a significare è che viviamo in un mondo tanto violento quanto, a suo modo, armonioso. È un mondo fatto di galassie e caos, in costante movimento e trasformazione. Definire quale tipo di immaginario Jordablod vada a dipingere, è un compito arduo, perché il nostro mondo può essere un luogo oscuro, ma non è mai tutto completamente nero, la negatività non è netta e totalizzante, ciclicamente un raggio di sole brilla anche nei momenti peggiori. Jordablod non è un manifesto, va interpretato come un’esperienza, un viaggio. Dove stiamo andando, non saprei dirlo.

COME ACCADUTO PER “UPON MY CREMATION PYRE”, “THE CABINET OF NUMINOUS SONG” MOSTRA UN SUONO MOLTO COLORATO, LA PRIMA CARATTERISTICA CHE VIENE NATURALE ASSOCIARE ALLA VOSTRA MUSICA. PERCHÉ SECONDO VOI IL VOSTRO SOUND EVOCA UN COSÌ AMPIO SPETTRO DI TONALITÀ, PASSANDO DA SFUMATURE SCURE, AD ALTRE CHIARE E LUMINOSE?
– Deriva da un istinto creativo che cerca di catturare l’irriducibile diversità degli esseri viventi. Come spesso si sente dire, la verità non è mai bianca o nera, ma sempre da qualche parte nel mezzo. Ciò sembra essere vero nel senso più profondo di questo concetto, perché può esserci bellezza anche nella morte e in altre circostanze negative. Questa alternanza di atmosfere ci serve a mantenere le cose interessanti per noi che suoniamo, quando affrontiamo una partitura dark, cerchiamo di spingerci verso un’oscurità il più impenetrabile possibile, e per farlo ogni tanto dobbiamo agire in senso inverso, dirigendoci verso la luce. E viceversa quando siamo orientati su sonorità meno oppressive. Penso scaturisca da questo modo di procedere il riuscire a dare così tante coloriture alla nostra musica.

IL NUOVO ALBUM MOSTRA UNA GRANDE ATTENZIONE ALLE CHITARRE ACUSTICHE, CON ALCUNE PARTI MOLTO TRANQUILLE A INTRODUZIONE DELLE SINGOLE TRACCE, OPPURE UTILIZZATE PER SPEZZARE GLI ANDAMENTI PIÙ BRUTALI. C’È UN FEELING FOLK IN ALCUNI MOMENTI, PERCHÉ VI SONO COSÌ TANTE CHITARRE ACUSTICHE E CHE FUNZIONE HANNO ALL’INTERNO DEI PEZZI?
– Nella band negli ultimi tempi era maturato un forte interesse per le chitarre acustiche, la ragione principale della loro presenza è questa. Ci siamo accorti, suonandole all’interno dei brani, che le chitarre acustiche servivano non solo a far risaltare le parti più soft e armoniche, ma aggiungevano anche profondità e ruvidezza a quelle più heavy. È diventato un modo potente di espandere le possibilità espressive del nostro suono e di incamminarci verso sentieri creativi interessanti, che non avevamo in precedenza preso in considerazione. A volte può non essere così ispirante scrivere su una chitarra acustica, almeno, non quando sei abituato a suonare con una chitarra elettrica, serve in questo caso l’aiuto di qualche strumento esterno, che vada ad amplificare il suono dell’acustica.

IN ANALOGIA AGLI STRUMENTI, È L’ARTWORK, RIVOLTO ALL’ASTRATTISMO, DIFFERENTE DA QUELLO DI “UPON MY CREMATION PYRE”, MA COL MEDESIMO GUSTO PER LE PENNELLATE RAPIDE E SGARGIANTI. CHI SI È OCCUPATO DI QUESTO ASPETTO E COME AVETE SCELTO I TEMI VISIVI DELLE DUE COVER?
– Il nome del pittore è Martin Andersson, un nostro amico. Ha dipinto la copertina del primo album e ne siamo stati così entusiasti che gli abbiamo chiesto di disegnare anche quella del secondo disco. Quella di “Upon My Cremation Pyre” rifletteva la nostra musica sia nel sound che nel suo simbolismo, nel suo messaggio più profondo. Era perfetta. Decidere di affidargli anche l’artwork di “The Cabinet Of Numinous Song” è stata una decisione semplice. Gli abbiamo descritto di cosa parlava l’album, gli abbiamo mandato alcune demo di quello che avevamo pressoché pronto, dopo di che ha dato lui la sua interpretazione visiva. Anche in questo caso stiamo contentissimi del suo operato, è abbastanza strano e quasi inquietante osservare come l’arte pittorica e la musica possano collaborare così bene assieme!

NELLE RECENSIONI DEI VOSTRI DUE ALBUM, VI HO PARAGONATO A GRUPPI COME TRIBULATION, MORBUS CHRON, LANTERN, WATAIN, BOLZER. VI SENTITE VICINI A QUESTE REALTÀ? QUALI PENSATE POSSANO ESSERE GLI ELEMENTI CHE VI DIFFERENZIANO DA LORO?
– Paragonare la nostra musica con quella di qualcun altro è sempre stato difficile, stabilire connessioni con questo o quell’altro gruppo non è immediato. Tuttavia, tutte le band che hai menzionato hanno avuto qualche ruolo nell’influenzare la nostra proposta, esclusi i Lantern, che non ho mai ascoltato.

TUTTE LE CANZONI DI “THE CABINET OF NUMINOUS SONG” SONO VELATE DI MISTICISMO, UN’AURA CHE DONA PARTICOLARE INTENSITÀ E ATMOSFERA ALLA VOSTRA MUSICA. DA COSA DERIVA L’AURA MISTICA CHE LA MUSICA DI JORDABLOD DIFFONDE?
– Da esperienze mistiche. Dalle vite che abbiamo vissuto, meditazioni e contemplazioni, momenti bui e luminosi, gli attimi di catarsi ed estasi attraverso cui siamo passati. Esperienze vissute in profondità, dalle quali abbiamo tratto importanti insegnamenti per andare oltre e imparare qualcosa di nuovo.

CON “THE CABINET OF NUMINOUS SONG” LA VOSTR MUSICA È DIVENUTA UN PO’ MENO AGGRESSIVA E PIÙ FOCALIZZATA SUL CREARE UN MIX DI METAL ESTREMO, PROGRESSIVE E FOLK. QUAL È LA VOSTRA IDEA DI MUSICA PROGRESSIVA E COME INTERPRETATE LE QUALITÀ DEL PROG ROCK PER FARLE DIALOGARE CON IL SOUND DI JORDABLOD?
– Per noi, essere progressivi non è tanto una questione di genere, è un modo di pensare col quale ti approcci al processo creativo. Quello che più conta, è possedere la volontà di superarsi e di trasformarsi, se è necessario. Non devi per forza tendere a qualcosa di nuovo, devi cercare di suonare interessante e di scrivere qualcosa di sensato, ma in un modalità che non sapevi si sarebbe potuta esprimere.

RIGUARDO AI TITOLI DELLE CANZONI, ALCUNI SONO ABBASTANZA CURIOSI E SUGGERISCONO STRANI SIGNIFICATI. IN PARTICOLARE, MI PIACEREBBE SAPERE DI COSA PARLA L’ULTIMA TRACCIA, “TO BLEED GOLD”.
– Non ci piace divulgare il significato completo dei testi, in parte perché vogliamo che sia l’ascoltatore a partecipare all’esperienza e provare a scoprire da solo cosa è in grado di carpire dal testo. Ma c’è anche da aggiungere che il significato dell’album non è pienamente comprensibile nemmeno a noi stessi. Ci vuole un po’ di tempo per capire, pure dal nostro punto di vista, cos’è stato fatto.

VI SENTITE A VOSTRO AGIO NELLA SCENA METAL ODIERNA? QUALI SONO GLI ASPETTI CHE VI PIACCIONO E QUELLI CHE NON RIUSCITE A SOPPORTARE, DEL MODO IN CUI VIENE VISSUTO IL METAL OGGIGIORNO, DA PARTE DI MUSICISTI E FAN?
– Una delle cose migliori dello scenario musicale odierno è la comunicazione e la possibilità di condividere abilità e risorse tramite internet. Chiunque sia interessato può accedere al tuo lavoro. L’aspetto negativo è che molte persone non hanno imparato come dovrebbero comportarsi su internet. Ci sono parecchi personaggi affascinati da certe ‘cazzate elitarie’, favorite dal fatto che queste persone possono nascondersi dietro le loro identità digitali. Un comportamento abbastanza diffuso anche nel black metal, purtroppo.

TRADIZIONE E INNOVAZIONE: SI POSSONO MESCOLARE, OPPURE LA TRADIZIONE ESCLUDE A PRIORI IL POSSIBILE INSERIMENTO DI ELEMENTI INNOVATIVI, E VICEVERSA?
– Come la seconda canzone del disco, “The Two Wings Of Becoming”, suggerisce, hai bisogno di due ali per volare, quindi direi che sono importanti entrambe.

ANDANDO FUORI DAI CONFINI DEL METAL, QUAL È IL GENERE CHE HA PIÙ INFLUENZATO IL VOSTRO STILE?
– Ce ne sarebbero molti da elencare. Per questo disco, sicuramente il country folk e la musica classica-operistica hanno giocato un ruolo importante.

FINO AD ORA, NON AVETE TENUTO MOLTI CONCERTI. VE N’È QUALCUNO CHE È STATO PARTICOLARMENTE APPAGANTE, FRA QUELLI SUONATI FINORA? PER IL FUTURO, PENSI CHE SUONERETE PIÙ SPESSO E ORGANIZZERETE DEI PICCOLI TOUR?
– Il nostro release show a Copenhagen è andato molto bene, siamo soddisfatti di quella performance. Ci ha resi affamati di altri show, vedremo in futuro cosa potremo fare!

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