KAMELOT – Il lungo inverno

Pubblicato il 18/12/2006 da
 
Un successo dopo l’altro! Gli americani Kamelot stanno vivendo un periodo sicuramente molto fortunato della loro carriera, il loro ultimo disco ‘The Black Halo’ ha portato a casa risultati ottimali sia in termini di critica sia di vendite, uno nuovo è già in cantiere e nel frattempo ecco piombare sugli scaffali dei negozi “One Cold Winter’s Night”. Il nuovo album dal vivo, in versione cd e dvd, riscatta la magra figura del vecchio “Intermission”, e ci mostra la formazione capitanata da Thomas Youngblood più in forma che mai. Il chitarrista/leader, insieme ad una fugace apparizione del cantante Roy Khan, ci fanno da guida all’interno della macchina musicale chiamata Kamelot.

 
ALLORA THOMAS, “ONE COLD WINTER’S NIGHT” E’ IL VOSTRO SECONDO DISCO DAL VIVO. COME LO VEDI RISPETTO A “INTERMISSION”?
“Lo vedo sicuramente come un passo avanti. Ai tempi di ‘Intermission’, le buone vendite del nostro studio album ‘The Fourth Legacy’ furono il motore trainante per la nascita di quel live; riascoltandolo ora, pur essendone fiero, noto molti problemi, primo fra tutti una produzione non all’altezza. I risultati ottenuti con i dischi successivi ci hanno permesso di poter collaborare insieme a Sascha Paeth, che reputiamo uno dei migliori produttori in giro, con cui abbiamo migliorato moltissimo il nostro sound. ‘One Cold Winter’s Night’ mostra tutti i miglioramenti in questo senso, per non parlare della versione dvd che, a mio modesto parere, è stata curata in modo molto professionale”.
 
FARETE UN TOUR DI SUPPORTO A QUESTA NUOVA USCITA?
No, non abbiamo fisicamente tempo! Questi mesi sono dedicati tutti alla promozione di ‘One Cold Winter’s Night’, poi pubblicheremo subito il disco nuovo. La maggior parte del lavoro è conclusa, siamo molto soddisfatti delle nuove canzoni, posso dirti che è la naturale prosecuzione di ‘The Black Halo’, ma più heavy metal. Le chitarre e la base ritmica saranno più dure, ma non mancheranno i classici brani melodici in stile Kamelot. La pubblicazione è prevista per aprile 2007, per quanto riguarda il titolo stiamo ancora decidendo insieme alla casa discografica”.
 
PER FILMARE IL VOSTRO DVD AVETE SCELTO LA NORVEGIA, IL PAESE NATALE DEL VOSTRO CANTANTE. COME MAI NON AVETE OPTATO PER UN POSTO PIU’ “SICURO”, COME AD ESEMPIO LA GERMANIA?
“Vedi, innanzitutto il concerto è stato tenuto appositamente per registrare il dvd. Oltre a essere il paese di Roy, la Norvegia ci ha sempre accolti benissimo. Parlando in termini di business, c’erano tutti i numeri di mercato per permetterci di scegliere la Norvegia. I due video che abbiamo recentemente girato, ‘The Haunting’ e ‘March Of Mephisto’, stanno andando alla grande e vengono passati spesso nelle televisioni norvegesi. Con tutte queste premesse, credo la nostra scelta sia stata azzeccata, infatti c’era molta gente presente al concerto e ci ha supportati dall’inizio alla fine!”.
 
LA SCALETTA DEL LIVE PESCA PER LA MAGGIOR PARTE DAL VOSTRO ULTIMO DISCO, MENTRE QUELLI PIU’ STORICI SONO RELEGATI IN SECONDO PIANO…
“Vedi, la scaletta del dvd è praticamente la stessa del nostro scorso tour. ‘The Black Halo’ è l’album più venduto dei Kamelot, pensa che ha raddoppiato le cifre dei nostri vecchi dischi. Poiché è stato così apprezzato, abbiamo scelto di dargli la precedenza nella scelta dei brani da suonare. Però sono presenti anche i vecchi cavalli di battaglia, come ‘Nights Of Arabia’ e ‘Forever’”.
 
DOPO UN DISCO IN STUDIO ED UN LIVE PER SPV, CHE BILANCIO FATE RISPETTO AL PERIODO NOISE/SANCTUARY?
“Questo è il primo anno insieme a SPV. Prima stavamo con la Noise Records che poi è stata comprata dalla Sanctuary. Il nostro contratto risale ai tempi di questa fusione, quando la Noise stava per ‘allearsi’. A fine contratto ci è stata fatta un’offerta buona, ma noi nel frattempo stavamo già valutando altre label. Alla fine SPV ci ha proposto un contratto decisamente migliore, offrendoci molti vantaggi per la registrazione, il video e il tour. Sostanzialmente per questo, abbiamo scelto la SPV”.
 
TORNANDO A “THE BLACK HALO”, LA STORIA DEL FAUST DI GOETHE E’ UN CONCEPT MOLTO AFFASCINANTE: MI DIRESTI LA TUA PERSONALE INTERPRETAZIONE?
“La tematica di Goethe rappresenta in gran modo l’universalità delle cose, che possiamo relazionare al nostro modo di produrre. Soprattutto nella seconda parte del Faust, la tematica risulta complessa e parecchio confusa, così tanto, che nemmeno io sono del tutto in grado di decifrarla, perchè non è stato semplice catturare l’essenza del brano in soli sessanta minuti di cd. E’ impressionante, anche se tutte queste domande universali sorgono spontanee, cercare di imprigionarle in una sorta di filosofia di vita. Infatti penso che molte persone si facciano queste paranoie nella loro stessa vita: cose tipo da dove arrivano, domande sull’universo, l’eternità, il significato della vita, l’amore e certamente la morte…”.
 
ROY, TUTTI TI CONOSCONO COME IL SINGER DEI KAMELOT, MA DAL 1993 AL 1997, HAI PUBBLICATO QUATTRO GRANDI DISCHI CON I CONCEPTION. SFORTUNATAMENTE LA BAND SI E’ POI SCIOLTA E, DA QUANTO SI DICE IN GIRO, LA RAGIONE PRINCIPALE SONO LE VENDITE MOLTO BASSE.
“Effettivamente le vendite non erano certo principesche, ma devo dire che fino a ‘Parallel Minds’ le cose andavano abbastanza bene. La ragione principale dello split è stata l’esclusione improvvisa dal tour assieme agli Stratovarius a soli quattro giorni dal suo inizio. Questo scherzo ci ha fatto molto incazzare, persino fra di noi si crearono degli attriti. In quel periodo io ero anche occupato con il mio mai finito progetto, Tore (Ostby) lavorava su Ark e Ingar si stava sbattendo per il suo black metal project chiamato Crest Of Darkness. Abbiamo tutti subito pensato di usare queste ‘scusanti’ per prenderci un po’ di tempo e inserire i Conception nel freezer a tempo indeterminato. Anche se attualmente siamo ancora inattivi, ci sta balzando l’idea di una sorta di reunion. Bisogna tener presente che i Kamelot mi portano via molto tempo e Tore è sempre in tour, quindi la reunion si farà anche se non è esattamente una nostra priorità”.
                      
PRIMA DI ENTRARE NELLA BAND, ERI GIA’ IN CONTATTO CON I KAMELOT?
“Sinceramente no, in quel periodo stavo girovagando per Oslo in cerca di un nuovo appartamento, quando Thomas Youngblood mi chiamò al telefono dicendomi di aver letto qualche articolo sui Conception da Internet. Mi aveva preso in considerazione per cantare sul suo nuovo disco, ‘Siege Pericolous’, in quanto il vecchio cantante se ne era andato. In realtà non volevo fare niente e mi sono fatto attendere un po’. Non ero mai stato in America prima, ma pagavano molto bene, per cui alla fine ho dato loro un’opportunità. Mi sono trovato molto bene sin da subito con i ragazzi della band, addirittura io e Thomas abbiamo scritto insieme la bonus track per il Giappone. Fra di noi si era instaurata una sorta di alchimia che diceva: ’ok, fra noi c’è una relazione così buona che ci permetterà una lunga collaborazione futura!’”.
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