KAMELOT – Intervista a Thomas Youngblood

Pubblicato il 12/01/2003 da

A due anni dal fortunato “Karma”, ecco tornare gli americani Kamelot con il loro nuovissimo, nonché sesto disco in studio. Thomas Youngblood e compagni hanno deciso con questo “Epica” di addentrarsi per la prima volta nel mondo dei concept album, sfornando una trama intricata, magica ed a tratti filosofica su alcune delle domane a cui l’uomo da millenni cerca di rispondere: qual è il significato e l’origine della vita? Proprio di questo si parla nei sedici brani che compongono l’ultima fatica della band americana, ed è proprio il loro leader, il già citato chitarrista Thomas Youngblood, visibilmente stanco per la lunga serie di interviste tenute, ma sempre disponibile al dialogo, ad introdurci e a farci da guida in un’altra dimensione, fino ad arrivare all’epicentro dell’universo…chiamato appunto “Epica”.
PRIMA DI PARLARE DEL NUOVO DISCO, VORREI SAPERE SE SEI SODDISFATTO DEI RISULTATI OTTENUTI DAL PRECEDENTE “KARMA”.
“Sono pienamente soddisfatto, ‘Karma’ ha venduto un buonissimo numero di copie, sorpassando in questo modo i suoi predecessori, ed ha fatto guadagnare ai Kamelot molti nuovi fans. Tutti noi della band siamo molto contenti di ‘Karma’, è il disco che ha gettato le giuste basi per poter arrivare a scrivere il nuovo ‘Epica’”.

OK, ALLORA PRESENTACI QUESTO NUOVO “EPICA”!
“Come saprai ‘Epica’ è il nostro primo concept album e, anche se quest’idea gira nelle nostre teste sin dai tempi di ‘The Fourth Legacy’ solo oggi ha preso vita. Le basi di questo concept nascono circa due anni fa, ma il processo compositivo vero e proprio, sia per quanto riguarda la musica, sia per i testi, è iniziato dopo la release di ‘Karma’. Dopo essere andati in tour abbiamo iniziato le registrazioni dei nuovi pezzi, siamo circa a Maggio-Giugno 2002, ancora una volta insieme ai produttori Sascha Paeth e Miro, che come sai sono anche due colonne portanti degli Heavens Gate, il loro lavoro è stato perfetto e su disco di sente!”.

DI COSA PARLA IL CONCEPT DI “EPICA”?
“Allora, il concept di ‘Epica’ è composto da tre momenti ben definiti: c’è la storia vera e propria, nella quale si alternano i fatti ‘fisici’ e le persone interagiscono fra loro, il viaggio interiore che compie il protagonista per trovare la verità e l’equilibrio ed il viaggio ‘musicale’ che si ricollega alla storia e cerca di portare l’ascoltatore all’interno del concepì, in un mondo dove le parole non bastano più per descrivere certi concetti. ‘Epica’ fondamentalmente si basa sul ‘Faust’ di Goethe, il protagonista Ariel si lascia tutto alle spalle per potersi dedicare alla sua ricerca, ovvero le risposte ai suoi interrogativi sulla vita, sulla morte, su Dio e sulla religione. Per arrivare al suo scopo Ariel arriva addirittura a fare un patto con il Diavolo, qui mostratosi con sembianze femminili. Nel viaggio interiore troviamo un Ariel che, insoddisfatto delle risposte fornite da religione e scienza, cerca in tutti modi di carpire il significato della vita stessa…arrivando a capire che il Diavolo è parte della sua personalità e anima! La forte relazione tra bene e male in ognuno di noi è un tema che costantemente ricorre in tutto il disco! Ovviamente lasciamo all’ascoltatore il compito di dare un’interpretazione personale della storia, è ovvio che le conclusioni individuali possono essere molte…”.

ANCHE QUESTA VOLTA, SE NON ERRO, LE MENTI CHE HANNO PARTORITO QUESTO IMPONENTE CONCEPT SIETE TU E ROY KHAN, GIUSTO?
“Esattamente, ormai la collaborazione fra me e Khan nello scrivere i pezzi dei Kamelot è un fatto consolidato, personalmente mi trovo molto bene a lavorare con lui, però non dobbiamo trascurare gli altri ragazzi della band! Anche loro, infatti, hanno tutto il diritto di esprimere la propria opinione in merito ai brani e così hanno fatto, portando a loro volta una serie di suggerimenti molto utili per lo sviluppo dei pezzi”.

MUSICALMENTE NON VEDO TROPPE DIFFERENZE DALLO STILE DI “KARMA”, CONCORDI?
“Be’, lo stile ovviamente rimane quello dei Kamelot, ma per come la vedo io ‘Epica’ è leggermente più progressive ed al suo interno vede comunque qualche esperimento musicale in più rispetto ai vecchi lavori. Come dicevamo prima, questo disco rappresenta il primo vero concept per i Kamelot e la musica è molto più teatrale che in passato…’Epica’ è un’ulteriore evoluzione per la band”.

NELLA TRACKLIST VEDO CHE HAI INSERITO UNA SERIE DI INTERLUDI FRA I PEZZI. HAI VOLUTO FORSE SEPARARE I SINGOLI CAPITOLI DELLA STORIA?
“Gli interludi sono una sorta di transizione, è molto difficile da spiegare, ma se ascolti ‘Epica’ con i testi sottomano, allora capirai il perché in un certo frangente è stato inserita questa soluzione, il tutto si rifà al concept, si viene a creare un certo tipo di atmosfere dettate dalle singole circostanze”.

UN TRADEMARK DEI KAMELOT E’ ORMAI QUELLO DI APRIRE OGNI DISCO CON UNA CANZONE MOLTO CATCHY DAGLI ASSOLI TREMENDAMENTE ORECCHIABILI. E’ UNA COSA VOLUTA?
“E’ una cosa voluta ed allo stesso tempo viene spontaneamente! Come posso dirti, il primo approccio verso un album deve coinvolgere ed iniziare un brano con della musica accattivante ed assimilabile in pochissimo tempo crea curiosità nell’ascoltatore che sarà invogliato a proseguire l’ascolto”.

NEL BRANO “LOST & DAMNED” VI CIMENTATE IN RITMI PARTICOLARE CON STRUMENTI NON PROPRIO USUALI TIPO UNA SORTA DI FISARMONICA…
“Sì, abbiamo scelto di utilizzare questo tipo di strumento che, insieme al ritmo del brano, fa assumere a ‘Lost & Damned’ un sound molto argentino. Coloro che hanno ascoltato fino ad ora sono rimasti soddisfatti, certo è un pezzo non proprio immediato che richiede una certa attitudine open minded”.

NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE SPERIMENTATE SONORITA’ LEGATE ALLE TRADIZIONI DI DIVERSI PAESI. QUANTO E’ IMPORTANTE PER I KAMELOT CARPIRE INFLUENZE MUSICALI PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO E PARECCHIO DISTANTI DALLE SONORITA’ POWER METAL?
“E’ molto importante! Negli ultimi tre o quattro anni mi sono interessato parecchio di musica new age, come avrai potuto constatare su ‘Karma’. Mi piace inoltre la musica celtica, quella orientale, sono tutte influenze fondamentali per un musicista, assorbendo tanti stili diversi si può avere una visione molto più varia e completa della musica”.

IL TITOLO DEL NUOVO DISCO, ‘EPICA’, E’ UN QUALCOSA RIFERITO AL CONCEPT OPPURE VUOLE RICHIAMARE IL TIPO DI MUSICA CHE SI PUO’ TROVARE SULL’ALBUM?
“Per come la vedo io ‘Epica’ è una sorta di luogo immaginario al centro dell’universo, o meglio ancora il suo epicentro stesso. Tutti cercano questo luogo in cui risiedono le risposte alle domande sulla vita stessa. L’idea iniziale era quella di usare il termine ‘epic’ per dare l’idea dell’epicentro, ma è un titolo che funziona molto bene per descrivere sia il concept, sia lo stile musicale proposto nei brani”.

NORMALMENTE QUALI SONO LE TUE FONTI D’ISPIRAZIONE PER COMPORRE MUSICA?
“La risposta più scontata potrebbe essere che io traggo ispirazione da tutto ciò che mi succede intorno, per quanto riguarda il nuovo disco alcune esperienze di vita personali mi hanno dato molti spunti e una buona ispirazione…”

ANCORA UNA VOLTA ROY KHAN E’ RIUSCITO A SUPERARE SE STESSO NEL NUOVO ALBUM, OFFRENDOCI UNA PERFORMANCE VERAMENTE SPETTACOLRARE. TU COSA NE PENSI?
“Non posso far altro che essere d’accordo con te! Khan è uno dei miei cantanti preferiti in tutta la scena metal, non è il tipico screamer, ma ha uno stile molto interpretativo, teatrale, di importanza fondamentale per la musica dei Kamelot. Su ‘Epica’ è stato veramente fantastico nel riuscire a trasmettere con la sua voce un sentimento di forte passione!”

COSA NE PENSI IN GENERALE DELLA SCENA HEAVY METAL?
“Francamente non sono molto ‘dentro’ la scena heavy metal. Credo che negli ultimi anni stiano uscendo troppi dischi, ci sono troppe bands che a mio parere hanno molto poco da offrire! D’altro canto la scena sta vivendo un buon momento, i fans si fanno sentire, questa per me è una cosa sicuramente positiva!”.

DURANTE IL TUO TEMPO LIBERO COSA TI PIACE FARE?
“Cose molto comuni, mi piace molto lo sport e giocare a tennis, guardare molti film e comporre musica. Fortunatamente ho uno studio in casa, quindi posso dilettarmi a registrare musica, niente di speciale comunque!”.

A PROPOSITO DI TENNIS, SO CHE DA GIOVANE HAI DOVUTO SCEGLIERE SE DIVENIRE TENNISTA PROFESSIONISTA OPPURE MUSICISTA…
“Sì, quando ero giovane ero abbastanza bravo a giocare a tennis. Chi mi seguiva mi avrebbe supportato in tutti i modi per farmi diventare un giocatore a livello professionistico, ma alla fine la musica ha prevalso, è sempre stata la cosa più importante per me”.

THOMAS, ORA FAMMI UN MESSAGGIO PROMOZIONALE: DAI AI FAN UN BUON MOTIVO PER COMPRARE “EPICA”!
“Allora, se vi sono piaciuti dischi come ‘The Fourth Legacy’ e ‘Karma’, non potete farvi scappare ‘Epica’, sono sicuro che rimarrete soddisfatti (wow che fantasia, ndJR)!”.

E CON QUESTO SIAMO ALLA FINE…
“Spero di vedervi tutti in primavera, perché con il tour di supporto a ‘Epica’ passeremo anche dalle vostre parti!”.

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