KARMA TO BURN – Same Ol’ Jam

Pubblicato il 18/08/2011 da

Tornati sulle scene da qualche anno a questa parte, dopo uno iato durato ben più di un lustro (la causa? Heroin addiction a detta di Rich Mullins) i Karma To Burn continuano a fare quello che riesce loro meglio, ovverosia dello stoner rock fumante ed ammaliante. Il nuovo “V” si discosta sensibilmente dal precedente “Appalachian Incantation” e va a coprire uno spettro più vicino al metal tout court che non all’hard rock. Ciò nonostante la qualità del prodotto rimane molto elevata ed anzi i tre brani cantati presenti sul nuovo platter (compresa la cover di “Never Say Die” dei Sabs) si pongono ai vertici della produzione del terzetto. Lasciamo quindi la parola a Mullins, non prima di avervi consigliato in toto la discografia dei ragazzi di Hicksville.

CHI HA AVUTO L’IDEA DI RIMETTERE INSIEME I KARMA TO BURN NEL 2009? COME E’ STATO TORNARE A SUONARE INSIEME?
“Una volta Will ed io ci siamo parlati e la decisione é stata presa di reciproco accordo. Il ruolo più grande nella reunion però l’ha avuto il nostro comune amico Glen Roswey, che ci ha dato lo slancio iniziale. Una volta partiti, sotto molti aspetti é stato come se non ci fossimo mai fermati. Abbiamo una chimica naturale e se avrete l’opportunità di vederci dal vivo ve ne accorgerete immediatamente”.

QUALI SONO STATE LE RAGIONI DELLO SPLIT AVVENUTO NEL 2002?
“Dipendenza da eroina. Nient’altro che dipendenza da eroina. Personalmente ero diventato ingestibile”.

DOPO ESSERVI RIFORMATI AVETE PUBBLICATO UNA SERIE DI SPLIT INSIEME AD ASG, SONS OF ALPHA CENTAURI ED ÖFÖ AM: CONOSCETE PERSONALMENTE ED APPREZZATE QUESTE BAND?
“Gli ASG non li conosciamo proprio, lo split é stata un’idea della Volcom, la nostra etichetta. Noi adoriamo pubblicare vinili, quindi non é stato difficile convincerci a partecipare al progetto. Gli ÖfÖ ed i Sons Of Alpha Centauri invece sono dei buoni amici. E’ davvero bello fare musica con gli amici, non trovate?”.

IL PRECEDENTE “APPALACHIAN INCANTATION” ERA PIU’ ROCKEGGIANTE, MENTRE IL NUOVO “V” PARE PIU’ INCLINE VERSO LO STONER: TU COSA NE PENSI?
“Per noi é la stessa cosa, ci assomigliano entrambi. Non riusciamo in maniera cosciente a fare cose che non siano come noi. Abbiamo suonato con naturalezza entrambi i dischi, quindi per noi é difficile trovare delle differenze. Come si dice: non ci si conosce mai abbastanza”.

AVETE UN NUOVO MEMBRO IN FORMAZIONE, POTETE PRESENTARLO AL GRANDE PUBBLICO?
“Daniel non é un vero e proprio membro, anche se ha registrato l’album ed ora siamo in tour con lui. Comunque ci sta dando una grossa mano”.

QUINDI NON CREDI AFFATTO CHE CON LA PARTECIPAZIONE DI DANIEL DAVIES LE PARTI VOCALI NEI VOSTRI BRANI AUMENTERANNO?
“No, ci concentriamo sul bene della canzone, non sulle parti che la compongono. Se pensiamo che occorra più presenza del basso agiamo in quella direzione ad esempio. Lo stesso vale per le voci”.

COSA CI DICI DEL SONGWRITING? SOLITO VECCHIO METODO DI SCRITTURA BASATO SULLE JAM?
“Si, jammiamo in continuazione, solito vecchio metodo. La dimensione live é tutto per noi. Nei concerti rendiamo il nostro sound più feroce e poi lo incidiamo, é come se facessimo un calco con la cera”.

TROVATE CHE CON IL PASSARE DEL TEMPO IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE DIVENTI PIU’ DIFFICILE A CAUSA DEL FATTO CHE NON VOLETE RIPETERE IDEE GIA’ UTILIZZATE IN PASSATO?
“Per noi in ogni album é importante esplorare nuovi ritmi. Il risultato sembra sempre naturale quando approcci la materia da una nuova prospettiva ritmica”.

A NOSTRO PARERE IN CARRIERA AVETE RACCOLTO MENO DI QUANTO AVRESTE MERITATO: QUAL E’ IL VOSTRO PUNTO DI VISTA A TALE PROPOSITO?
“(ride, ndR.) Grazie, é molto bello quello che ci hai detto. Però noi non possiamo sederci e vedere chi merita cosa. La vita non é affatto così. Ci sono dei grandi artisti che muoiono nell’oscurità ogni giorno. L’importante é rimanere ispirati e lasciare che il flusso dell’arte scorra attraverso ogni azione della tua giornata”.

COME MAI AVETE SCELTO DI COVERIZZARE PROPRIO “NEVER SAY DIE” DEI BLACK SABBATH?
“In primo luogo perché amiamo quella canzone, amiamo il testo. E poi é in contrasto diretto con la nostra cover precedente, ovvero ’24 Hours’ dei Joy Division; in questo dualismo si intravede una certa bellezza e soprattutto si tratta sempre di rock (ride, ndR.)”.

AVETE GIRATO UN VIDEO PER “THE CYNIC”: CHE TIPO DI ESPERIENZA E’ STATA? CREDI CHE AL GIORNO D’OGGI UN VIDEOCLIP POSSA REALMENTE AIUTARE A PROMUOVERE UN ALBUM?
“I video possono assolutamente far crescere l’audience. Katy Perry avrebbe avuto successo se la gente non l’avesse vista e l’avesse trovata attraente? Probabilmente no. Per una band come la nostra i video sono più che altro un divertimento a basso costo dove possiamo mostrare cose che in passato non avremmo avuto la possibilità di mostrare, soprattutto prima che YouTube ci catapultasse nell’era digitale”.

STATE SUONANDO ANCORA MOLTO INTENSAMENTE IN GIRO PER IL MONDO?
“Mentre scrivo abbiamo già tenuto oltre sessanta date, tra cui sei in Italia e siamo ancora in giro a suonare live”.

UN’ ULTIMA CURIOSITA’: COSA STAI ASCOLTANDO IN QUESTI GIORNI?
“Ora sono in fissa totale con ‘Key Lime Pie” dei Campe Van Beethoven. Adoro quell’album”.

GRAZIE MILLE: VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA A FINE INTERVISTA?
“Grazie del supporto. Se vi capita venite a vederci dal vivo, ne vale la pena”.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.