Forti di una spiccata attitudine a mischiare il gelido ed ossessivo suono di una drum machine con chitarre tremendamente ammiccanti, i Karmic Jera sembrano essere la nuova speranza per la rinascita del metal nel Regno Unito. Poco attenti a contaminazioni nu-metallistiche, i nostri si rifanno ad un modo di fare rock pesante che richiama alla mente White Zombie, Nine Inch Nails e Motley Crue in un colpo solo. Non male davvero il loro disco d’esordio “Zombies Blood & Go Go Girls” del quale ho potuto discutere con il leader della band Jon.
“Ti ringrazio, sono molto felice che il disco ti piaccia.”
COMINCIAMO CON UNA SINTETICA BIOGRAFIA DELLA BAND…
“Beh, da quando vado a scuola ho sempre avuto una band, ma la svolta è arrivata qualche anno fa quando mi sono unito ad un gruppo hardcore come bassista; lì ho incontrato Mike e insieme ci siamo accorti di essere piuttosto annoiati dall’hardcore e di sentire il bisogno di scrivere musica che fosse nostra, che ci rispecchiasse. Allora nacquero i Karmic Jera nei quali io cantavo. Il bassista l’avevo conosciuto a scuola ed ha subito accettato di unirsi alla band, mentre Mark, il chitarrista, per venire con noi ha lasciato il gruppo in cui suonava in quel periodo. A quel punto ci siamo messi a scrivere materiale per un demo che abbiamo poi registrato a casa mia e che ci ha fatto ottenere il contratto con la Dream Catcher.”
OK JON, IMMAGINA CHE IO NON VI ABBIA MAI SENTITI, CONVINCIMI A COMPRARE IL VOSTRO ALBUM.
“Direi che suoniamo industrial-metal. Beh, più metal che industrial in realtà! Abbiamo dei riff piuttosto potenti e dei bei ritornelli. La cosa migliore è che tutto è racchiuso in questa sorta di atmosfera tra lo sleaze e l’horror. Poi c’è da dire che facciamo musica con cui ti puoi divertire, ma che ti porterà anche a riflettere. Se ti piacciono White Zombie, Nine Inch Nails e Orgy, non puoi perderti i Karmic Jera!”
PARLIAMO DI NU-METAL. PENSI CHE I KARMIC JERA SIANO NU-METAL? ESISTE UNA VIA EUROPEA AL NU-METAL?
“Considero il nu-metal come una sorta di thrash alla Pantera che incontra le sonorità del “Black Album” dei Metallica. (originale il ragazzo…ndziru). Direi che ora la cosa si sta muovendo più verso il rap, sta diventando un modo di intendere il metal che chiama in causa anche l’immagine che un gruppo ha, l’essere cool, il vestirsi in un certo modo ed tutta una serie di altre cose. Noi non abbiamo niente di rap, ma puoi considerarci nu-metal nel senso che suoniamo un metal moderno, abbiamo più influenze in comune con un gruppo come i Korn piuttosto che con gli Iron Maiden, questo è certo, ma rimane il fatto che non abbiamo tutte le influenze rap e funk del nu-metal. Penso che anche in Europa stia crescendo parallelamente agli USA una attitudine verso il nu-metal, perché è un’evoluzione piuttosto naturale del metal, ma in USA è semplicemente molto più grande.”
PARLIAMO DEI TESTI, SO CHE LI HAI SCRITTI PRATICAMENTE TUTTI TU, COSA TI ISPIRA E COME RIESCI AD AMALGAMARE LA COMPONENTE DI “FUN” CON QUELLA PIÙ SERIA?
“Sì, ho scritto un buon novanta percento dei testi, pendo che ogni canzone abbia una personalità marcata nonostante sia comunque opera mia e parlino quasi tutte di un certo tipo di argomenti. Ti faccio un esempio; ci sono due canzoni nell’album chiamate “Pretty Damned” e “Mister X”, la prima parla di un’aggressione vista dal punto di vista della vittima, una ragazza in questo caso, ed è un pezzo molto serio. “Mister X” parte dal punto di vista di un aggressore, ma è decisamente più incentrato sul lato “fumettistico” della cosa, immagina che Mister X sia il cattivo di un fumetto gotico-grottesco. Per quanto riguarda le canzoni che tu definisci “fun” posso parlarti di “Deathrace” che ha un feeling piuttosto rockeggiante e parla di una gara automobilistica. In realtà, però, se leggi tra le righe capirai che c’è qualcosa di più; ti parlo di una visione cinica del mondo in cui ognuno gareggia con gli altri per vedere chi ha più soldi o chi è più cool.”
MI HA SUBITO CATTURATO IL TESTO DI “AMERICAN WAY”, È MOLTO IRONICO E PARLA DI QUALCOSA CHE ORA PIÙ CHE MAI È ATTUALE. PERCHÉ PENSI CHE CI SIA QUALCOSA DI SBAGLIATO NELL’AMERICAN LIFESTYLE?
“Il testo l’ho scritto ai tempi del massacro nella Columbus High School ed è una specie di reazione personale a quello che leggevo sui giornali riguardo a quell’avvenimento. Hai presente tutte quelle stronzate su Marylin Manson e la musica del demonio e bla bla bla. Beh, penso che una gran parte della responsabilità per fatti come quello sia da attribuirsi alla “gun culture” (letteralmente “cultura del fucile” ndZiru) che gli americani si sono inventati. Tutto il sistema di comunicazione famigliare e scolastico è assolutamente alienante per un ragazzino di diciassette anni, molto più che in qualsiasi altra parte del mondo. E’ strano, se ci, pensi, che tutti vogliano essere come l’America e tutti diventino ogni giorno più americani; anche la nostra musica ha un certo flavour americano. Capici, è un sistema corrotto, ma al contempo affascinante.”
NON NEGHI LA VOSTRA PALESE INFLUENZA PROVENIENTE DAI WHITE ZOMBIE, È UNA COSA CHE SI RITROVA, PER ESEMPIO, ANCHE NELL’ARTWORK DEL VOSTRO LAVORO E NELL’ATMOSFERA HORROR CHE LO PERVADE; COME MAI TANTA AMMIRAZIONE PER LA BAND DI ROB ZOMBIE?
“L’influenza è certamente grande anche nella musica. Il primo album che ho comprato dei White Zombie e mi ha letteralmente shocckato, sentivo di voler ascoltare solo roba di quel tipo. D’altra parte siamo meno estremi dei White Zombie dal punto di vista dell’immagine e abbiamo molte altre influenze come Stabbing Westwards o Gravity Kills, parliamo di cose spesso abbastanza serie, non penso che siamo dei cloni dei White Zombie. Semplicemente vogliamo ricreare quell’onda di energia pazzesca che ti investe quando senti un album dei White Zombie, abbiamo reso concreto quel sentimento tipo “ora vado la fuori e faccio casino anch’io” che ci prendeva tutti quando sentivamo gli album di Rob e della sua band.”
SO CHE AVETE “VINTO” IL VOSTRO CONTRATTO GRAZIE AD UN CONCORSO DEL MAGAZINE KERRANG, VI SENTITE UN GRUPPO FORTUNATO PER QUESTO?
“Ovviamente. Avevamo questo demo per le mani e ci credevamo molto, ma non sapevamo a chi rivolgerci per avere un contratto. Poi per caso abbiamo mandato un demo a questo concorso e abbiamo vinto. Probabilmente hanno scelto noi perché facevamo qualcosa di diverso da ciò che si sente di solito qui in Inghilterra.”
NELLA CANZONE “SEX TOYS & VIDEO GAMES” C’È UNA FRASE CHE DICE “IL FUTURO È UN POSTO SOLITARIO, IL FUTURO È MASTURBAZIONE”, COSA INTENDI?
“L’idea l’ho avuta quando letto una rivista su un festival che raccoglieva tutte le più grosse case produttrici di giocattolini per masturbarsi. La frase che citi è una metafora che rapporta l’era della comunicazione in cui viviamo con il sesso; la gente parla in Internet senza mai vedersi in faccia. Un giorno la gente sarà soddisfatta di parlare con altri attraverso lo schermo e sarà soddisfatta di fare sesso da sola.”
