KHEMMIS – Doom metal e fantascienza

Pubblicato il 26/02/2017 da

Quello che piace dei Khemmis è quest’aura da gruppo semplice che si portano appresso, questa specie di patina da band locale o comunque underground, di quelle che si vanno a vedere con un pubblico di cento, duecento persone. I quattro ragazzi americani sono stati nominati su un bel numero di riviste e webzines tra le migliori cose uscite nell’anno appena passato, così come anche su queste pagine hanno avuto modo di ritagliarsi uno spazio tra i nostri Hot Album. “Hunted”, la loro fatica del 2016, è un disco in cui la concentrazione basilare di doom metal va a sposarsi con cristallina facilità nel modus operandi di una band puramente heavy, generando così un disco effettivamente godibile ed ispirato, e che potrebbe essere la rampa di lancio per molte cose buone nel futuro della band; abbiamo fatto due parole con loro proprio parlando di cosa ha portato quest’ultimo anno nelle vite di musicisti che sono prima ancora normali persone, conversando anche del disco, di potenziali calate europee ed altro. Buona lettura!

CHE NE DITE DI INIZIARE PRESENTANDOVI AI NOSTRI LETTORI?
“Siamo Ben, Dan ,Phil e Zach, suoniamo nei Khemmis da Denver, Colorado”.

AVETE PUBBLICATO UN BUON ALBUM DI DEBUTTO CHE HA AVUTO BUONE RECENSIONI, MA ORA CON “HUNTED”, USCITO MOLTO VELOCEMENTE, TUTTO AD UN TRATTO VI SIETE TROVATI NELLA TOP TEN 2016 DI MOLTE RIVISTE, CHE COSA E’ SUCCESSO?
“’Absolution’ ha sicuramente preparato la strada al nuovo album. E’ stato ben accolto e anche in quel caso qualcuno l’ha incluso nella propria classifica di fine anno, e da qui un po’ di gente ha iniziato ad ascoltarci. Inoltre, avere un disco là fuori ci ha permesso di andare in tour e partecipare ad alcuni festival come SXSW, Migration Fest e il Denver Black Sky. Quel disco ci ha messo nei radar di un po’ di ragazzi, così quando ‘Hunted’ è uscito le recensioni sono venute fuori abbastanza velocemente”.

DI COSA PARLA “HUNTED”?
Phil: “E’ vagamente incentrato su alcuni sogni ricorrenti che ho fatto sin dalla mia infanzia, spesso profetici ma soprattutto spaventosi ed illuminanti, in cui ero oggetto di una caccia (‘hunted’, appunto ndR) da parte di forze oscure mai viste prima. Con questi sogni sono arrivato a conoscere molto sulla mia ‘metà oscura’, ma preferirei non dare troppe spiegazioni sui significati delle metafore e delle immagini che troverete sull’album”.

QUAL E’ STATO L’APPROCCIO DURANTE LE REGISTRAZIONI? COME E’ AVVENUTO IL PASSAGGIO AD UN SUONO PIU’ CLASSICAMENTE HEAVY METAL TRA ‘ABSOLUTION’ E ‘HUNTED’?
“Siamo andati in studio con le idee molto più chiare sul come trasferire in musica quello che avevamo in testa rispetto a prima. Abbiamo fatto una pre-produzione completa per ogni canzone, e le abbiamo ascoltate senza sosta prima di tornare al Flatline Audio con Dave Otero. Questo ha significato avere meno imprevisti da tenere in conto, e quindi per una volta eravamo in orario sulla tabella di marcia, che ci ha permesso di focalizzarci nella performance vera e propria, lavorando con tutto il tempo necessario su ad esempio gli assoli e le linee vocali”.

IL DISCO VIAGGIA TANTO SU BINARI DOOM CHE HEAVY CLASSICO. QUALI SONO I VOSTRI ARTISTI PREFERITI?
Ben: “In ordine sparso, alcune delle mie band preferite sono Neurosis, YOB, Steely Dan, Little Feat, Wormed, i primi Morbid Angel, Woe, Weakling, Inter Arma, Death, John Prine, Yes, Jethro Tull, Primitive Man, e Immortal”.
Phil: “Io credo che i nostri gusti siano più variegati e meno doom-centrici di quanto si possa pensare. Per me, nomino di sicuro David Bowie, Tom Waits, Neil Young, Judas Priest, Thin Lizzy, Iron Maiden, Prince, Iggy and the Stooges, Steve Winwood, Sleep, Dio, Dr. John, ELO, i Cure e i Clash, tra le mie influenze e artisti della vita”.

QUAL E’ IL VOSTRO RAPPORTO COL FANTASY E SCI-FI?
Ben: “Mi piace molto, ma non sono nemmeno così tanto addentro a questi generi quanto ci si potrebbe aspettare da un chitarrista metal. Classici come ‘Star Wars’ e ‘Star Trek’, o la trilogia de ‘ Il Signore Degli Anelli’ sono tra le mie cose preferite, che riguardo quanto più possibile. Sto finalmente finendo ‘La Torre Oscura’, che si è rivelata una delle mie cose scritte preferite di sempre. Sono molto curioso per i film, ma tengo le aspettative piuttosto basse”.
Phil: “Io sono un grande fan sia di libri che di film fantasy e sci-fi, molto più che non della musica che tratta questi generi (con dovute eccezioni: Bowie, Dio, ELO), e di solito le mie cose preferite hanno elementi di horror, oltre agli ovvi classici come ‘Star Wars’ o ‘Il Signore Degli Anelli’ (i libri): ‘Nessun Dove’, ‘1984’, I Trasfigurati’, ‘Alien’, ‘La Cosa’ eccetera…”.
Dan: “Adoro Kurt Vonnegut. Penso di poter dire che sia il mio autore preferito. Per alcune ragioni la gente di solito non pensa a lui come a un autore sci-fi, ma gran parte del suo lavoro di sicuro lo è”.

CHE MESSAGGI VORRESTE TRASMETTERE CON LA VOSTRA MUSICA?
Phil: “Gran parte delle tematiche sono davvero personali ed ispirate a mie esperienze, i miei sogni, le mie paure e la mia famiglia. Credo che parlare sull’essere davvero onesti con se stessi e provare a di dare un pezzo della propria anima sia la cosa più importante di cui si possa parlare con la musica, o almeno quello che ‘sento’ di più quando ascolto musica a mia volta”.

CHE NE DITE DEL 2016 IN TERMINI MUSICALI? COSA VI E’ PIACIUTO PARTICOLARMENTE?
Ben: “C’è stata molta buona musica quest’anno. Spirit Adrift, Anagnorisis, Void Omnia, Wormed, Nick Cave, Leonard Cohen, Ash Borer, Blood Incantation, Vermin Womb, Inter Arma e altri hanno pubblicato degli album ottimi”.
Phil: “Ben ha una buona lista, a cui aggiungerei David Bowie, Sumerlands, Hail Spirit Noir, Stugill Simpson, Oranssi Pazzuzu, Anderson Paak, e Radiohead”.

COSA VI HA FATTO INCAZZARE DI PIU’ DELL’ANNO SCORSO?
Phil: “Con le elezioni americane abbiamo raggiunto un nuovo fondo del barile”.

E COSA VI E’ INVECE PIACIUTO?
Ben: “Mi sono sposato e abbiamo pubblicato ‘Hunted’. Questi due eventi mi hanno tenuto a galla e mi hanno dato positività durante un anno, altrimenti, di merda”.
Dan: “I Cubs hanno vinto le World Series, è qualcosa che stavo aspettando dal 1984!”.

QUALI SONO LE VOSTRE ASPETTATIVE PER IL 2017? UN DISCO NUOVO MAGARI?
“Ci concentreremo sul supporto all’album più di quanto non abbiamo fatto per ‘Absolution’. L’incredibile copertura che abbiamo ottenuto con ‘Hunted’ ha aperto alcune opportunità piuttosto eccitanti per noi, e vogliamo approfittare di quante più possibile, ovviamente senza andare contro i nostri principi. Questo significa più tour e presenze a festival, ma anche cercare di buttare fuori qualcosa durante l’anno”.

E ASPETTATIVE A LIVELLO PERSONALE?
Ben: “Per come stanno andando le cose, immagino che il 2017 sarà l’ultimo anno per tutti quanti. Se sarà effettivamente così, vorrei vedere i Metallica ancora una volta. E poi vorrei andarci in tour, coi Metallica. E avere una sponsorship dalla Jagarmeister, in fondo perché no?”.
Phil: “Mi piacerebbe finire il dottorato. E andare in giro con Matt Pike”.

CI SARA’ UN TOUR IN EUROPA? QUALCOSA CHE POTETE DIRCI?
“Stiamo facendo del nostro meglio per riuscire a passare in Europa nel prossimo anno e mezzo al massimo. Abbiamo scoperto che ci sono davvero un sacco di passaggi da fare prima di saltare a bordo di un aereo, ma ‘fare un tour europeo’ è nella nostra lista di cose da fare. Tenete gli occhi aperti per aggiornamenti!”.

PENSATE CHE FRA CINQUE O DIECI ANNI SUONERETE TUTTO ‘HUNTED’? ORMAI SEMBRA ESSERE LA NUOVA MODA NEL MONDO METAL. CHE PENSATE DI QUESTA PRATICA?
“E chi lo sa!? L’abbiamo suonato tutto al release show a Denver, ma avevamo fatto la stessa cosa con ‘Absolution’. Lo faremo ancora? Perché no, se le circostanze lo permettono sarà divertente farlo”.

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