KILLER BE KILLED – Il supereroe, il mago e il cavernicolo

Pubblicato il 14/12/2020 da

Non abbiamo mai avuto troppa fiducia nei supergruppi, ma i Killer Be Killed sono in qualche modo una felice eccezione. Dall’essere nato come un side projet tra Puciato e Cavalera, che avrebbe dovuto ripercorrere la strada dei Nailbomb, sin dall’inizio il progetto ha preso una strada completamente diversa sorgendo a vita propria. Dopo un debutto convincente l’improbabile trio ha continuato a lavorare in segreto, per lungo tempo, per portare a termine un secondo capitolo discografico che si è rivelato una piacevole sorpresa: un disco solido con episodi memorabili, che riesce per il solo fatto di esistere ad attirare attenzioni. Abbiamo l’occasione di parlarne con Max Cavalera, un personaggio che non ha alcun bisogno di presentazioni e che nelle sue stesse parole “vive, respira, mangia e caga metal”: ancora una volta confermando le aspettative abbiamo testimonianza di un uomo semplice, dalla passione incrollabile e dall’entusiasmo contagioso.

SEI SEMPRE STATO UN ARTISTA DIRETTO E PRODUTTIVO, E’ STATO DIFFICILE PER TE LAVORARE PER ANNI A QUESTO PROGETTO?
– Sì e no. I Killer Be Killed sono una band unica, una situazione unica, in cui facciamo cose a un ritmo davvero lento. Ci vuole molto a fare qualsiasi cosa, ma devo dire che lo apprezzo perché lo rende speciale. Stiamo lavorando a questo disco da cinque lunghi anni e l’abbiamo tenuto segreto al mondo intero – nessuno sapeva che lo stavamo facendo. E’ bello lavorare senza pressione e senza una tempistica. Non c’è nessuna etichetta che ti intima di terminare entro la prossima settimana. Abbiamo fatto quello che volevamo, fermandoci quando abbiamo pensato fosse tutto in ordine. Ci siamo presi il tempo necessario ma si sente,  come si sente anche il fatto che abbiamo scritto tutto insieme, come una vera band. Abbiamo fatto jam insieme appena si è verificata la possibilità, siamo stati in studio insieme. Niente è stato scritto o registrato individualmente, questo rende il disco più organico e reale rispetto al disco precedente.

AVEVATE UNA VISIONE QUANDO VI SIETE APPROCCIATI ALLA SCRITTURA ED E’ STATO PIU’ FACILE QUESTA VOLTA CON UN ALBUM ALLE SPALLE?
– Non avevamo una vera visione per il disco, però sapevo quello che volevo ottenere come risultato finale, ovvero un disco più profondo dove tutti sono più coinvolti. Volevo più contributi da Ben, Troy e Greg ed anche da me stesso. E’ quello che è accaduto e per me rappresenta la cosa migliore di questo disco. Tutti sono coinvolti e tutti suonano la propria parte, quindi si sente molto di più che è materiale di una vera band. Abbiamo lasciato che le canzoni prendessero la propria forma. “Deconstructing Self-Destruction” parla della vita, parla di vivere la vita come se non dovessi mai morire. “Dream Gone Bad” parla di incubi, folli sogni nella tua testa. “The Great Purge” parla di preti russi assassinati negli anni ’30. Ci sono moltissimi soggetti diversi, non c’è un concept di fondo, ma in qualche modo sono collegati, da canzone a canzone. Penso che il disco sia molto positivo a suo modo, all’ascoltatore porta un messaggio positivo.

E’ MAI SUCCESSO, AD UN CERTO PUNTO, CHE ABBIATE DATO VITA A QUALCOSA DI TROPPO STRANO PERCHE’ FACESSE PARTE DEL DISCO?
– Ci sono un paio di cose che non abbiamo usato, le abbiamo registrate ma non sono finite sul disco. Tutto il resto lo potete ascoltare perché ci è piaciuto molto. Su alcuni pezzi, come ad esempio “From A Crowded Wound”, abbiamo speso davvero molti giorni, mentre per altri, come “Animus”, sono bastati cinque minuti. Mi piace questa diversità, mi piace avere pezzi di sette minuti e altri di un solo minuto, dimostra che ci piacciono i Neurosis come i Russian Circles. Puoi sentire influenze anche da Alice In Chains e Soundgarden, Possessed e Dark Angel. C’è tanta apertura mentale e nessun timore: non abbiamo avuto paura di connettere tutti queste sonorità.

TI SEI GIA’ PROVATO ENTUSIASTA INNUMEREVOLI VOLTE PER QUALSIASI TIPO DI COLLABORAZIONE: QUAL E’ LA QUALITA’ CHE PIU’ APPREZZI IN TROY E GREG, DAL LATO UMANO E ARTISTICO?
– Dal punto di vista artistico sono entrambi molto creativi nel modo in cui usano la voce, sanno creare ritornelli molto originali e sanno cantare decisamente bene, il che lo trovo fantastico. Greg inoltre sa suonare la chitarra molto bene in questo album, ed ha fatto davvero un bel lavoro sugli assoli. Dal punto di vista personale Greg è una persona molto eccitante, la sua energia è davvero contagiosa. Gli dico spesso, per scherzare, che è una Red Bull vivente. Troy è un mago… è come un vecchio mago pieno di saggezza, molto calmo e pacato. Adoro quei ragazzi, è davvero bello suonare con loro.

SIETE COMPLETAMENTE DIVERSI ANCHE COME FRONTMAN, MI CHIEDO SE SCRIVETE ANCHE MUSICA IN MODO DIVERSO…
– Penso di sì. Essendo uno della vecchia guardia continuo a scrivere sul mio quattro piste. Anche agli stadi iniziali, quando dovevamo scambiarci le idee, ho fatto le cose alla vecchia maniera, spedendo loro fisicamente via posta un CD coi miei riff. Troy e Greg sono capaci di creare in studio, riescono a scrivere al momento. In ogni caso riusciamo a lavorare bene insieme, ad esaltarci per le parti dell’altro. Sono molto motivato dal lavoro di Troy in pezzi come “Left Of Center” e “Reluctant Hero” e da quello di Greg in “From A Crowded Wound” e “Filthy Vagabond”, mentre loro sono motivati dal materiale che ho portato io. Alla fine c’è una competizione amichevole sui riff come nelle parti vocali, così si continua a costruire, uno sopra l’altro. In questo modo non si possono non avere ottime performance, si continua a migliorare costantemente. E’ una competizione positiva, che ci rende migliori. Penso di essere un musicista migliore quando suono con loro.

VI SIETE SCAMBIATI QUALCHE TESTO?
– Ho scritto molto con Troy a dire il vero, è stato il mio partner più stretto. A Greg piace più scrivere i suoi testi. Io e Troy abbiamo lavorato insieme per molto tempo, a volte mi ha aiutato a volte ho dato io qualche idea a lui. Se devo essere onesto non mi piace scrivere testi, non mi è mai piaciuto. lo faccio perché è necessario ma non sono mai stato un grande fan delle liriche. Mi piacciono i riff. Mi piace suonare la chitarra, è quello che amo più di ogni altra cosa. Avere Troy al mio fianco è stato davvero bello. Nei Killer Be Killed per me c’è stato meno lavoro, ho sentito meno pressione rispetto ai Soulfly o ai Cavalera dove devo cantare su tutto il disco. A volte qui ho due linee in un’intera canzone e lo adoro!

COSA VORRESTI SI PORTASSERO A CASA GLI ASCOLTATORI DA “RELUCTANT HERO”?
– Spero possano provare diversi tipi di sensazioni, che gli ascoltatori possano essere colpiti ed ispirati, che spinga qualcuno a fare nuova musica sulla scia di tutto questo. Penso il disco dei Killer Be Killed possa essere un ottimo disco da ascoltare mentre si guida, mentre si cammina con le cuffie. E’ un disco molto divertente da ascoltare, ti porta in molti posti diversi ed è pieno di idee diverse. Stiamo passando un periodo difficile in tutto il mondo di questi tempi, in cui stiamo imparando un nuovo modo di vivere col virus, dobbiamo abituarci ad una nuova normalità e penso che abbiamo bisogno della musica ora più che mai, per ispirarci e per affrontare la vita ogni giorno. Anche per questo sono molto grato di avere nuova musica dei Killer Be Killed. La label ha provato a convincerci sulla possibilità di pubblicare il disco il prossimo anno ma mi sono opposto, sono convinto che le persone ne abbiano bisogno adesso e sono contento abbiano cambiato idea.

QUAL E’ IL TUO MIGLIOR CONSIGLIO PER UN MUSICISTA METAL DI QUESTI TEMPI?
– Il fine ultimo è quello di trovare la propria voce, la propria unicità. Suonate un sacco di cover, suonate insieme ai vostri eroi, imparate i riff altrui. Fate lo stesso con le vocals, fino a quando troverete la vostra voce e i vostri riff. A parte questo credo sia necessario essere un grande fan del metal, scavare nell’underground, supportare tutte le band. Io lo faccio ancora. Se ascoltate “Max Trax” (una videoserie sulla pagina Facebook dei Soulfly, ndR) ogni martedì e sabato lo potete vedere e ascoltare, inoltre indosso sempre maglie di gruppi che mi piacciono, vi consiglio nuova musica. Essere connesso con la scena metal di tutto il mondo è sempre stato parte di me.

PENSO QUESTA SIA LA TUA PIU’ GRANDE PAUSA DI SEMPRE DALLE ATTIVITA’ LIVE. DI COSA TI OCCUPI DI QUESTI TEMPI?
– Non sbagli purtroppo. E’ una pausa lunghissima e forzata, siamo stati costretti ad interrompere tutto. Mi occupo di diverse cose. C’è un sacco di creatività ovviamente. Sono al lavoro su nuova musica dei Soulfly con mio figlio Zion. Sto facendo “Max Trax” come ti dicevo prima, una cosa che sta diventando un vero lavoro, ho tre giorni per imparare la canzone e per farmi ispirare da essa, cercando di ricordare delle storie da raccontare ai fan per poi suonarla live su Facebook, con migliaia di spettatori ogni volta. Questo mi da la possibilità di rivisitare vecchia musica come “Escape To The Void” da “Schizophrenia”, riportandomi al Max adolescente attraverso quei riff del 1987. Questo mi spinge a scrivere nuova musica. Uso il mio tempo durante questa pandemia per rimanere creativo, il più creativo possibile.

DA MUSICISTA AFFERMATO E VETERANO DELLA SCENA COSA TI MANCA DEI TEMPI IN CUI HAI ESORDITO?
– La cosa che mi manca di più è il modo in cui le persone ascoltavano la musica. Con lo streaming si ascolta in modo diverso, di fronte a un computer e senza una copia fisica. Mi manca la connessione tra fan e prodotto, tenere il disco tra le mani. Molti giovani, l’ultima generazione in particolare, non hanno del tutto questa connessione, non sanno quello che si prova. E’ un nuovo mondo abbastanza strano. Mi manca, sono onesto. E’ per questo che continuo a fare dischi. Killer Be Killed è un album, ha un’inizio e una fine. Dovresti ascoltarlo dalla prima all’ultima canzone. Non solo un paio di canzoni, l’intero lavoro. Quando mi piace un disco lo compro, ho bisogno di averlo tra le mani. E’ quel che è in ogni caso, ci stiamo affacciando ad un nuovo mondo, sempre più gente passa allo streaming. Non puoi combattere questa evoluzione, devi procedere insieme.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.