KONVENT – Invocando un sole oscuro

Pubblicato il 10/05/2022 da

L’ascesa di queste quattro ragazze danesi ha avuto inizio due anni orsono con l’ottimo esordio “Puritan Masochism”, un concentrato death/doom metal che ha permesso alle Konvent di farsi notare tra gli appassionati del genere. La pandemia ha poi, in qualche modo, rallentato la corsa del quartetto, che ha dovuto faticare per tornare in studio e riprendere la propria attività; ma tutte queste difficoltà non hanno scalfito affatto lo spirito battagliero e tenace delle nordiche, che sono riuscite a pubblicare un secondo disco ancor più  oscuro, arrabbiato e anche vario, dal significativo titolo “Call Down The Sun”.
Ripercorriamo questo tragitto con la batterista Julie, non molto espansiva ma evidentemente entusiasta per i risultati raggiunti e per quanto di buono può riservare il futuro.

CIAO JULIE E BENVENUTA SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM. FACCIAMO UN PASSO INDIETRO: AVETE INIZIATO LA VOSTRA ATTIVITA’ NEL 2015 MA IL VOSTRO DEBUTTO “PURITAN MASOCHISM” E’ SOLO DEL 2020. COME MAI AVETE ESORDITO COSI’ TARDI? QUAL E’ IL VOSTRO BACKGROUND? LE KONVENT SONO STATE LA PRIMA BAND PER VOI?
– Sì, la musica era qualcosa di nuovo e alcune di noi non avevano mai suonato il proprio strumento prima, così c’è voluto del tempo per trovare il nostro stile e di conseguenza il nostro posto nella scena musicale. Abbiamo suonato molto dal vivo in quel periodo, ed in questo modo siamo state in grado di registrare un album di una qualità tale da renderci orgogliose di ciò che avevamo realizzato.

LA PANDEMIA HA AVUTO INIZIO APPENA DOPO L’USCITA DI “PURITAN MASOCHISM”  E CIO’ VI HA IMPEDITO DI SUONARE DAL VIVO. E’ STATO FRUSTRANTE? PUO’ ESSERE UNO DEI MOTIVI DELLA CRESCITA DEL LIVELLO DI RABBIA NELLA VOSTRA MUSICA?
– E’ stato molto frustrante, ma siamo state abbastanza fortunate da finire il nostro tour appena in tempo prima dell’inizio del lockdown. Questa mancanza ci ha permesso di scrivere nuova musica in compenso, e sicuramente la situazione ha reso il nostro suono più rabbioso!

ARRIVIAMO AL NUOVO ALBUM: QUAL E’ STATO IL PROCESSO CREATIVO? PENSATE CHE “CALL DOWN THE SUN” SIA DIFFERENTE DA “PURITAN MASOCHISM”? CONSIDERANDO IL BUON SUCCESSO OTTENUTO DALL’ESORDIO, QUALI ERANO LE ASPETTATIVE? SIETE SODDISFATTE DEI RISULTATI?
– Scrivere quest’album è stato complicato. La nostra sala prove è stata chiusa per sei mesi a causa del Covid e per questo motivo non abbiamo potuto suonare tutte insieme per lungo tempo. Fortunatamente Sara e Heidi avevano parecchi riff già pronti quando c’è stata la riapertura. Siamo molto soddisfatte del risultato, ci sembra di aver percorso una strada lunghissima dal nostro debutto. Il supporto e l’affetto dei nostri fan è travolgente, e siamo entusiaste del fatto che la loro risposta sia stata ancora una volta positiva!

DI COSA PARLANO I VOSTRI TESTI? SONO IMPORTANTI PER VOI O LI CONSIDERATE AL PARI DI UN QUALSIASI STRUMENTO? LA VOSTRA MUSICA SEMBRA ESSERE PIUTTOSTO OSCURA. C’E’ UN QUALCHE MESSAGGIO DI SPERANZA? PENSATE POSSA ESSERE UN RIFLESSO DEI TEMPI BUI CHE STIAMO VIVENDO?
– Rikke è colei che scrive i testi. Di solito qualcuno di noi ha un’idea riguardo l’argomento, la discutiamo con lei che poi trova le parole più adatte per esprimerla.
La maggior parte dei brani riguarda la ricerca, interna all’uomo, della felicità, ma senza che questa venga raggiunta. Non affrontiamo, in un certo senso, la realtà vera e propria che ci circonda.

CI SONO BAND CHE CITERESTE COME INFLUENZA SULLA VOSTRA MUSICA?
– Ciascuno di noi ha le proprie influenze, ma durante la composizione di “Call Down The Sun” siamo stati ispirati da Bolt Thrower, Alcest, Tool e Dvne in modo particolare.

IL VOSTRO SUONO TENDE A MESCOLARE DIVERSI GENERI (DEATH METAL, DOOM METAL, BLACK METAL). COME CHIAMERESTE LA VOSTRA MUSICA ED IL VOSTRO STILE?
– Non ci siamo mai sedute a tavolino e domandate: “Cosa siamo?”, abbiamo semplicemente accettato ciò che stava accadendo. Ma, se dobbiamo proprio darci un’etichetta, questa sarebbe probabilmente death/doom metal. Non ci poniamo mai dei limiti quando si tratta di essere ispirati da altri sottogeneri, come, ad esempio, hardcore o black metal.

IL TESTO DEL SINGOLO “GRAINS” E’ PARTE IN INGLESE E PARTE IN DANESE. COME MAI QUESTA SCELTA?
– Abbiamo sempre voluto scrivere un testo in danese, essendo ovviamente la nostra lingua natale. Molte band metal, in Danimarca, lo fanno, e semplicemente abbiamo pensato che si adattasse perfettamente a “Grains”.

“HARENA” E’ IL PEZZO PIU’ ATMOSFERICO DELL’ALBUM, CON UN CONTRIBUTO DI VIOLINO E VIOLONCELLO. CHI HA SUONATO QUESTI STRUMENTI? COME AVETE OPTATO PER QUESTA SOLUZIONE?
– Tutti gli strumenti a corda sono stati suonati da Felix Havst. Si tratta di un artista con molto talento che ci è stato presentato dal nostro produttore. Sentivamo semplicemente che “Harena” era una canzone parecchio malinconica e che era naturale sperimentare con strumentazione classica.

L’ARTWORK PER ENTRAMBI I VOSTRI ALBUM E’ STATO CURATO DA MADS BERG, UN ARTISTA DANESE CHE SEMBRA NON AVERE NIENTE IN COMUNE CON LA VOSTRA MUSICA. COME E’ NATA QUESTA COLLABORAZIONE?
– Mads Berg ci ha visti suonare ad un piccolo show a Copenaghen e per caso ha condiviso un taxi con la nostra chitarrista; in questa occasione si è offerto di aiutarci con i nostri progetti futuri. Poco tempo dopo l’abbiamo ricontattato, e siamo contentissime di averlo fatto.

DA DOVE VIENE IL NOME KONVENT? PERCHE’ L’AVETE SCELTO? HA UN SIGNIFICATO PARTICOLARE PER VOI?
– Il convento è il luogo in cui le suore vivono tutte insieme e praticano la religione. Abbiamo sempre visto le suore come soggetti interessanti e abbiamo pensato che il nome facesse al caso nostro. Abbiamo deciso di utilizzare la K al posto della C, ma solamente per rendere il termine un po’ più danese.

SIETE SEMPRE MOLTO ATTIVE SUI SOCIAL. PENSATE SIA IMPORTANTE MANTENERE IL CONTATTO CON I FAN E CON CHI VI SEGUE?
– Assolutamente, è molto importante mostrare tutta la gratitudine ai nostri fan. E’ molto difficile rispondere a tutti, ma cerchiamo di fare del nostro meglio per tenerci in contatto con chi ci supporta.

COME PROMUOVERETE “CALL DOWN THE SUN”?
– Andremo in tour con Implore, Livløs, (0) e Hiraz, e suoneremo i pezzi dell’album per la prima volta dal vivo, davanti ad un pubblico. Sarà eccitante!

 

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.