KORPIKLAANI – Arriva il clan dei troll!

Pubblicato il 31/10/2009 da

L’escalation dei finlandesi Korpiklaani è piuttosto stupefacente. In sei anni il gruppo folk metal finnico ha spopolato, riuscendo ad avvicinarsi allo status internazionale di cui godono i Finntroll, la band più in vista dell’intero panorama di quel genere particolare che può essere denominato folk metal, ma che spesso presenta una ricchezza di sfumature infinite, come nel caso dei Finntroll, appunto. Per fortuna, o per bravura, i Korpiklaani godono oggi del supporto non trascurabile della Nuclear Blast che li lanciati in una dimensione davvero importante. Un po’ troppo festaioli nel loro far musica, i Korpiklaani non si smuovono dal loro folk metal suonato all’insegna di fiabe e di fiumi di vodka, sempre allegro e adattissimo a feste paesane in cui si possono ancora assaporare i gusti della cultura tradizionale. Dopo sei album, in sei anni di vita, i Korpiklaani sembrano finalmente essere in grado di togliersi di dosso l’etichetta di cloni dei Finntroll. In occasione dell’uscita del nuovo album abbiamo intervistato il cantante della band, Jonne Järvelä, estroso e simpatico personaggio che ci parla delle ragioni della peculiarità stilistica della sua band.

 

BENTORNATI KORPIKLAANI! IL VOSTRO NOME DIVENTA OGNI ANNO SEMPRE PIU’ IMPORTANTE ED IL NUMERO DEI VOSTRI FAN CRESCE COSTANTEMENTE, CONGRATULAZIONI!
“Grazie, il piacere è davvero tutto mio (scoppia a ridere, ndR)!”.

QUALI SONO, SECONDO VOI, LE DIFFERENZE PRINCIPALI TRA IL NUOVO ALBUM E QUELLO PRECEDENTE?
“Il nuovo album ‘Karkelo’ è più divertente, sul predecessore ‘Korven Kunigas’ non c’erano ‘drinking song’ mentre ora ce ne sono in abbondanza e aiutano a tenere unita la release. Ovviamente ci sono anche momenti nei brani e alcuni testi che non parlano di cose allegre né hanno un’atmosfera felice, nell’album passato ad esempio c’erano più parti oscure e anche i testi lo erano. La cosa divertente del nuovo album è che esso presenta le parti più lente e pesanti che abbiamo mai fatto, come ‘Huppiaan Aarre’. Mai come sul nuovo album abbiamo avuto chitarre metal così presenti, abbiamo dato loro maggior spessore per il semplice fatto che stavolta sono state scritte le migliori canzoni di sempre e con questo non voglio dire che i nostri precedenti album fossero male, ma il nuovo album è semplicemente il migliore”.

VI SIETE DIVERTITI DURANTE LE REGISTRAZIONI DEL NUOVO ALBUM OPPURE ORA CHE SIETE UNA BAND FAMOSA SOFFRITE DI STRESS?
“Personalmente mi sono divertito un sacco! Abbiamo un nuovo studio dove registriamo e anche un nuovo produttore, Aksu Hanttu, che si è rivelata la persona giusta per noi e penso proprio che continueremo la nostra collaborazione anche sei prossimi album dei Korpiklaani. Ora abbiamo un sound potente senza aver fatto ricorso a troppa tecnologia. Mi sono sentito stressato solo perché i giorni delle registrazioni sono volati via in maniera velocissima, mentre volevamo curare nei minimi dettagli ciascuno strumento. Tutto quello che senti è stato suonato con il sudore, non ci sono trucchi sul nostro CD!”.

A PARTE IL FOLK ED IL METAL, QUALI ALTRI GENERI MUSICALI VI HANNO INFLUENZATO? POSSIAMO TRA QUESTI INCLUDERE ANCHE IL ROCK E LA MUSICA SKA?
“Sì, io personalmente ascolto tanti tipi di musica differenti, dalla musica rock a quella reggae, per me lo ska è semplicemente un reggae più veloce. Tutto quello che senti sul nostro album è influenzato da qualcosa. Ad esempio mi piace molto alscoltare la radio quando guido, ascolto Radio Rock che ogni tanto trasmette rock e hard rock, talvolta anche qualcosa di metal, ma non i Korpiklaani (ride, ndR)”.

QUALI SONO I NUOVI ELEMENTI CHE TROVIAMO SULL’ULTIMO ALBUM?
“Per la prima volta abbiamo inserito una cover all’interno di un nostro album, si tratta del brano ‘Juodaan Viinaa (Let’s Drink Booze)’ la cui versione originale è un brano folk finlandese. Hector è l’artista e il compositore di questo brano, è una canzone molto bella e la nostra versione è molto diversa dall’originale che puoi anche trovare su YouTube. Un’altra novità è dovuta al fatto che stavolta non siamo stati solo io e Juho a scrivere i nuovi brani, ma anche il nostro bassista ha scritto due pezzi: ‘Uniaika’ e ‘Huppiaan Aarre’. Queste sono le sue prime canzoni che scrive e non sono niente male! Sto infatti cercando di spronarlo a scriverne delle altre! Altra novità è il cambio di studio di registrazione e di produttore, ora è Aksu Hanttu il produttore di ‘Karkelo’. Lui è un tipo molto puntiglioso e ci ha costretto a risuonare i pezzi molte volte, ma questa è una cosa buona, tutti possono sentirne i risultati. Anche il modo di registrare è differente rispetto al passato: stavolta abbiamo iniziato le registrazioni suonando tutti insieme in una stanza e da qui abbiamo rivisto le cose che si potevano far meglio. L’atmosfera della registrazione in questo modo è assai fresca e spontanea ed è stato un fattore positivo”.

SIETE UNA BAND DAVVERO MOLTO ATTIVA, OGNI ANNO PUBBLICATE UN NUOVO ALBUM: QUAL E’ IL VOSTRO SEGRETO?
“Siamo un gruppo che lavora sodo e che ama quello che fa. Il nostro non è ovviamente un vero e proprio lavoro, diciamo piuttosto che è una ‘necessità’ che sentiamo dentro. Pensiamo ad esempio agli Iron Maiden, è dagli anni ’80 che sfornano ogni anno un album nuovo e questo perché sentono la necessità di farlo, lo stesso si può dire dei Kiss degli anni ’70 e potrei continuare. Eppure i metodi di lavoro sono rimasti sempre gli stessi, semplicemente noi gruppi di oggi siamo generalmente più pigri”.

IN COSA, IN TUTTI QUESTI ANNI, I KORPIKLAANI SI SONO MIGLIORATI?
“Ho partecipato alla creazioni di ogni nostro album e posso dire che ognuno è stato fatto alle massime capacità del momento, è stato tutto molto facile e siamo stati agevolati dal fatto che la nostra formazione è sempre stata solida, ci siamo divertiti parecchio e viene naturale suonare con dei ragazzi che conosci bene e di cui conosci le potenzialità”.

PARLIAMO DEI TESTI: AVETE MAI PENSATO DI PRENDERE ISPIRAZIONE DALLE STORIE DEL KALEVALA? SE NO, PERCHE’?
“Anche questa per noi è una novità. Stiamo usando come base alcune storie nei testi prese dalla tradizione epica finnica, il Kalevala. Come sul brano ‘Kultanainen (Golden Woman)’, nel Kalevala, il fabbro Ilmarinen, la cui moglie era morta, creò da se stesso una nuova donna dall’oro. Ilmarinen forgia assieme argento e sogni, come nessuno ha mai fatto. Ilmarinen viene stregato dalla donna d’oro perché il metallo freddo è più forte della carne debole umana e i ricordi rimpiazzano le emozioni. Ilmarinen finisce per diventare pazzo, in uno stato in cui la gioia porta alla disperazione. Ilmarinen infine, in un momento di lucidità, distrugge la sua creazione, la donna d’oro, con ferro e fuoco. Anche il brano ‘Uniaika (Dreamtime)’ si basa sul Kalevala. Ilmarinen, il creatore del cielo e fabbro della mitologia finnica, si lascia andare alle sue emozioni: ricorda il tempo mitico, il tempo prima della creazione del mondo e del cielo, ripensa alla sua vita, alla fortuna e alla sventura, alle decisioni giuste e sbagliate. Lui ha un ruolo preciso per gli altri dei e per gli uomini, ma cosa succede quando hai perso quel ruolo, temi te stesso e vedi l’essere che sei veramente? Temendo te stesso temi chiunque, sia uomini che dei, questo ti ferisce l’anima ma ti porta anche nella giusta direzione. Gli Amorphis usano il Kalevala molto bene e questo ci ha sorpreso, parlano persino di Ilmarinen (Skyforger) sul loro nuovo album, mi fa piacere anche se non usiamo le stesse storie”.

SFORTUNATAMENTE IN MOLTI IGNORANO LE DIFFERENZE TRA LE POPOLAZIONI DEL NORD EUROPA ED IL POPOLO FINLANDESE. IN MOLTI, COMPRESI ANCHE DEI VOSTRI FAN, VI CREDONO SIMILI AGLI SVEDESI O AI NORVEGESI E QUINDI VICHINGHI O DI ORIGINE GERMANICA. VOLETE FINALMENTE SPIEGAR LORO CHE I FINLANDESI SONO UN POPOLO DIFFERENTE COME RAZZA, CON UNA LINGUA E UNA STORIA COMPLETAMENTE DIVERSA DA QUELLA DELLE POPOLAZIONI SCANDINAVE? COSI’ QUALCUNO, CONOSCENDO MEGLIO LA VOSTRA STORIA, IMPARERA’ ANCHE AD APPREZZARVI DI PIU’…
“Sì, noi abbiamo le nostre peculiari radici, tradizione, una lingua originale e una serie di guerre nella nostra storia. Noi Finnici siamo in realtà nemici dei Vichinghi perché questi ultimi arrivarono in Finlandia e ci vendettero molti oggetti provenienti da varie parti del mondo, ma cercarono anche di rubare le nostre ricchezze e rubarci le donne; bruciarono anche qualche villaggio solo per divertimento, in passato li abbiamo anche combattuti. Oggi come oggi invece i confini tra i nostri paesi non sono poi tanto importanti. Ad ogni modo non è facile vivere nella piccola Finlandia quando come vicini hai paesi più grandi che ciclicamente cercano di conquistarti. In alcuni periodi abbiamo fatto parte della Svezia e della Russia ma abbiamo sempre lottato per la nostra indipendenza e alla fine l’abbiamo ottenuta. Siamo conosciuti anche come buoni lavoratori e buoni bevitori! Tutto questo lo troverai negli album dei Korpiklaani!”.

PARLIAMO DEI TESTI DEL VOSTRO ALBUM, LI POSSIAMO DEFINIRE ‘PAGANI’ O QUALCOSA DI SIMILE?
“No, a dire il vero. Ad essere sincero non mi piace l’accostamento di testi pagani al folk metal, così come non mi piacciono i gruppi nazisti o razzisti che collegano queste tematiche a questo tipo di musica. Odio qualsiasi tipo di religione, non importa di quale tipo. Noi siamo atei e non mi interessano quali siano le credenze degli altri. A me basta vedere che la gente ai nostri concerti si diverte, non chiedo altro”.

CREDETE CHE LA VOSTRA MUSICA POSSA VENIR CATALOGATA COME EPICA? VOLETE CHE LA VOSTRA MUSICA SIA EPICA? PERCHE’?
“La nostra musica non è epica, si avvicina di più al punk. I Moonsorrow, piuttosto, fanno musica epica e lo fanno bene. È bello vedere come nello stesso genere ci siano band così diverse che fanno buona musica!”.

QUANTO, AGLI INIZI DI CARRIERA, ERAVATE INFLUENZATI DA GRUPPI COME OTYG, STORM E FINNTROLL?
“Ho partecipato ai tour dei Finntroll come ospite speciale dal 2000 al 2002 e da loro ho imparato molto. Quel periodo trascorso insieme e l’amicizia che mi legava a Somnium (R.I.P.) hanno influito molto sul mio modo di suonare, insieme abbiamo scritto tante melodie che sono presenti sul loro album ‘Jaktens Tid’. Su quel CD ho cantato in yoik e ho fatto le backing vocals. Ai concerti ho anche suonato la batteria e la chitarra acustica, per questo posso dire che i Finntroll personalmente mi hanno influenzato parecchio”.

ORMAI LA VOSTRA MUSICA HA UN RESPIRO INTERNAZIONALE, PENSATE DI CONTINUARE A SCRIVERE I TESTI IN FINLANDESE? LA VOSTRA LINGUA E’ DIFFICILE DA COMPRENDERE, COME BEN SAPETE…
“Anche in futuro la maggior parte dei nostri testi continueranno ad essere scritti in finlandese, ma nei libretti inseriamo anche delle storie in inglese dalle quali i lettori possono capire il contenuto dei testi”.

POSSIAMO FINALMENTE SMETTERE DI PARAGONARVI AI FINNTROLL PERCHE’ LE SIMILITUDINI TRA VOI, CONTRARIAMENTE AL PASSATO, SONO DIVENTATE MINIME… CONCORDI?
“Dopotutto la nostra musica è sempre stata piuttosto diversa da quella dei Finntroll, ma io ero insieme a loro durante l’uscita del nostro primo album ed ammetto che qualche eco della loro musica fosse presente agli inizi. Samu, il batterista dei Finntroll, ha suonato sul nostro debut ‘Spirit Of The Forest’ e forse per questo fatto è possibile trovare delle similitudini. Oggi come oggi invece loro sono più black metal mentre noi siamo più orientati al folk metal. Ciò che rende il nostro sound unico è l’utilizzo di strumenti folk mentre molti altri gruppi folk usano semplicemente dei synth”.

IL NUOVO ALBUM E’ MOLTO VELOCE, MENTRE LE PARTI LENTE SONO PER LO PIU’ DELLE BALLAD ACUSTICHE, NON E’ COSI’?
“Credo che i brani siano molto vari se guardiamo ai tempi impiegati, ci sono anche delle canzoni lente che non hanno parti acustiche, al momento ci sono solo due brani che hanno chitarre acustiche, ma non le definirei ballad, non almeno nel significato comune del termine”.

QUANTO IMPORTANTE E’ ANCORA IL FOLK NELLA VOSTRA MUSICA? VI PIACE ANCHE LA MUSICA TRADIZIONALE DEI LAPPONI? AVETE MAI PENSATO DI INCLUDERE QUALCOSA DI SIMILE NELLA VOSTRA MUSICA?
“Ho vissuto diversi anni assieme ai Sami (quelli che noi chiamiamo genericamente Lapponi, ndR) e ho imparato lo yoik, lo stile di canto che usano in Lapponia, nella Finlandia del nord. Mio figlio più grande ha 14 anni ed è di etnia Sami perché la sua famiglia è per metà Sami, e quindi io per diversi anni ho utilizzato lo yoik e la musica tradizionale Sami nella mia musica. I miei primi tre album sono scritti in lingua Sami”.

CI POTETE DIRE QUALCOSA SU COME PROCEDONO I VOSTRI VARI PROGETTI PARALLELI?
“Juho ha un gruppo chiamato Falchion dove canta e suona la chitarra. Assieme a lui nei Falchion suona anche il nostro batterista Matson. Hittavainen invece suona nei Poropetra, anche loro fanno una sorta di musica folk/rock”.

QUALI SONO LE SENSAZIONI CHE PROVATE SUONANDO DAL VIVO? I KORPIKLAANI VOGLIONO SOLO DIVERTIRSI O ANCHE TRASMETTERE UN MESSAGGIO PARTICOLARE AI PROPRI FAN?
“Noi essenzialmente vogliamo divertirci quando saliamo sul palco e vogliamo trasmettere questo divertimento al pubblico cercando di renderlo partecipe”.

QUAL E’ LA BEVANDA ALCOLICA PREFERITA DI VOI FINLANDESI, LA “VODKA”?
“Sì, hai ragione! Ma mi piace tanto anche la birra! Grazie tanto per l’intervista!”.

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