KREATOR – Gods Of Thrash

Pubblicato il 10/02/2017 da

Ormai “Gods Of Violence” lo abbiamo ascoltato tutti, e, sebbene con diversi punti di vista, tutti possiamo concordare su un fatto incontrovertibile: i Kreator ci sono, sono vivi e vegeti e alla faccia della loro più che trentennale carriera non zoppicano né arrancano, bensì sono ancora tra noi a schiena dritta. La band capitanata da Mille Petrozza ha partorito un disco che sulle nostre pagine è piaciuto assai, e che tutto è fuorché l’uscita di un gruppo stanco o con poco da dire, o anche semplicemente poco ispirato (cosa che potrebbe essere anche accettabile quando i suoi primi dischi sono usciti in un’epoca in cui il  thrash era ancora una creatura informe che egli stesso ha contribuito a modellare per tre decenni). Al contrario: i Kreator sembrano più convinti che nulla di tutto ciò rappresenti oggi la band, e “Gods Of Violence” è qui a dimostrarlo. Alla vigilia del concerto che avrà luogo al  Live Club di Trezzo Sull’Adda il prossimo 21 febbraio, abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola con Sami Yli-Sirniö – eclettico chitarrista della band – sul nuovo album e sulle tematiche ad esso correlate.


PARTIAMO PARLANDO DEL NUOVO ALBUM, “GODS OF VIOLENCE”. COME LO DESCRIVERESTI AI FAN?

“’Gods Of Violence’ è il quattordicesimo studio album dei Kreator. Abbiamo lavorato molto per arrivare al suo completamento, e varrà sicuramente la pena per ogni fan dei Kreator dargli un ascolto, ma anche per gli amanti di musica in generale. Ci ha portato ad aprire nuove strade, nuovi modi di approcciare la musica, e speriamo che possa fare lo stesso per gli ascoltatori”.

COSA MI DICI DELLA FASE COMPOSITIVA, COME VI SIETE MOSSI E QUANTO TEMPO AVETE IMPIEGATO?
“Mille ha fatto avere i primi demo al resto della band già nel 2014, dopo di che ha chiesto un po’ idee agli altri. A quel punto anch’io ho preparato e inviato a tutti gli altri qualcosa che avevo registrato e che mi sembrava valido per l’album, e così è stato. Non troppo tempo dopo, l’intera band si è trovata nella sala prove di Essen per iniziare ad arrangiare i pezzi tutti insieme e farli suonare come volevamo suonassero. Questa parte del processo è sicuramente quella che apprezzo di più, è la più divertente del fare musica in generale. Abbiamo fatto diverse sessioni di prova, e alcune demo-session aggiuntive prima di andare in Svezia a registrare per davvero”.

COM’E’ STATO LAVORARE NUOVAMENTE CON JENS BOGREN? QUANTO DI SUO SENTIAMO NELL’ALBUM?
“Già in fase demo aveva iniziato a lavorare sull’editing. I suoi input sono stati davvero importanti, spinge la band ad avere un suono sempre migliore. Inoltre, è sempre bene avere il punto di vista di un producer, quindi di un esterno, su qualcosa per cui sei stato concentrato per così tanto tempo”.

QUALI SONO I BRANI CHE PENSI I VOSTRI FAN APPREZZERANNO MAGGIORMENTE?
“Decido sempre in base al mood quale canzone o genere musicale ho voglia di ascoltare. Credo sia lo stesso per tutti”.

MOLTI BRANI, COME AD ESEMPIO “WORLD WAR NOW” O “ARMY OF STORMS”, SONO LEGATI AI KREATOR VECCHIA SCUOLA, MA IN QUASI TUTTO IL DISCO CI SONO MOMENTI ESTREMAMENTE EPICI E MELODICI, CON RIFERIMENTI ANCHE  AL POWER METAL. E’ MOLTO ‘TEDESCO’ COME SUONO, QUALE DELLE DUE PARTI CREDI POSSA RAPPRESENTARE DI PIU’ LA BAND NEL 2017?
“Entrambe! Proprio come entrambe sono riportate nell’album”.

POSSIAMO ARRISCHIARCI A DIRE CHE C’E’ QUALCHE CONNESSIONE CON ALCUNI ACT CHE SUONANO POWER NEL VOSTRO MODO ODIERNO DI SCRIVERE MUSICA? IN ALCUNI MOMENTI SEMBRA DI SENTIRE QUALCHE RIFERIMENTO AI VECCHI BLIND GUARDIAN.
“Non saprei nominare alcuna canzone dei Blind Guardian. Sono sicuro siano una buona band, ma non li ho mai ascoltati. Le parole ‘power metal’ mi fanno sempre pensare a roba in stile operistico e con voci acute. Non ne trovo traccia nel nostro album. Ma se invece intendi le strutture o gli stili melodici, potrei essere d’accordo”.

I KREATOR, AD OGNI MODO, HANNO NELLA LORO STORIA UNA TRADIZIONE DI CAMBIAMENTO, EVOLUZIONE E PROPENSIONE ALLA SPERIMENTAZIONE; “GODS OF VIOLENCE” SEMBRA SEGUIRE L’ERA POST “VIOLENT REVOLUTION”, UN THRASH VELOCE CON TRACCE MELODICHE E QUALCHE RICHIAMO DEATH MELODICO. UN PERCORSO SICURO, ORA COME ORA. NON VORRESTE PROVARE A OSARE DI NUOVO, PROVARE QUALCOSA DI NUOVO E MAGARI RISCHIOSO, COME LA BAND FECE NEGLI ANNI ’90 CON DISCHI COME “OUTCAST” E “ENDORAMA”?
“Quando entriamo in studio cerchiamo sempre di allargare il nostro sound, vogliamo rendere quello che componiamo sempre più interessante, tanto per noi quanto per l’ascoltatore. Credo sia importante riconoscere i propri punti di forza tanto quanto sperimentare nuove vie. Quindi, per darti una risposta breve: SI!”.

CREDO CHE SI POSSA DIRE CHE I KREATOR SIANO OGGI UNA DELLE POCHE BAND A MANTENERE ALTI I VESSILLI DEL THRASH METAL INTESO COME SI FACEVA NEGLI ANNI OTTANTA, E LA VOSTRA MUSICA RIESCE AD ESSERE ANCORA OGGI CONVINCENTE E FUNZIONANTE. TUTTAVIA, SUONERESTE QUALCOSA DI DIVERSO SE AI VOSTRI FAN ‘NON IMPORTASSE’ UN CAMBIAMENTO DI GENERE?
“Grazie per il complimento. Io credo che la gente che ascolta i Kreator si aspetti di sentire sempre qualcosa di nuovo. E secondo la mia opinione, con questo nuovo album, siamo riusciti  in tale intento”.

COSA RITIENI SIA CAMBIATO, NELLA VOSTRA MUSICA, DAL PRECEDENTE “PHANTOM ANTICHRIST”?
“Songwriting, capacità come musicisti e attitudine. Abbiamo lavorato con lo stesso producer per la seconda volta, ci si conosceva già molto meglio fin dall’inizio delle registrazioni. Questo è stato un vantaggio, visto che non sei più costretto ad essere troppo educato (ride NdR)”.

SAMI, QUAL E’ IL TUO DISCO PREFERITO DEI KREATOR NEL QUALE NON HAI SUONATO TU?
“Adoro la pura, grezza, energia dei primi due album. L’attitudine è chiaramente palpabile lì dentro, e sono cose da tenere sempre in mente quando si registra un album thrash. Un altro dei miei preferiti potrebbe essere ‘Coma Of Souls’, che contiene anche brani che ancora oggi, nel 2017, sono in scaletta nei nostri live, così tanti anni dopo”.

IL MAIN CONCEPT DI “GODS OF VIOLENCE” SEMBRA ESSERE UNA FORTE RABBIA CONTRO LE RELIGIONI E CIO’ CHE NE SCATURISCE (GUARDANDO AD ESEMPIO COSA E’ SUCCESSO A PARIGI O TUTTE LE TERRIBILI NOTIZIE CHE SENTIAMO UN PO’ TROPPO SPESSO IN EUROPA). SI RESPIRA, NEL DISCO, LA SENSAZIONE DI UNA GUERRA CHE STA PER ARRIVARE, O COME CANTATE IN “WORLD WAR NOW”, CHE STIAMO GIA’ VIVENDO SENZA NEMMENO ESSERCENE ACCORTI. CHE NE PENSI?
“Io sono ateo, e lo sono sin da quando ero molto giovane. All’epoca ricordo che pensavo che la religione non potrebbe essere mai stata fonte di problemi nel mondo nel 2017, ma a quanto pare purtroppo non è così. Tutti gli atti di terrorismo sono scioccanti e terribili. Ovviamente lo realizzi particolarmente quando accadono in un posto che conosci o in cui hai suonato. Il Bataclan è stato come una sveglia, un qualcosa che ti fa domandare se non siamo di già nel bel mezzo di una guerra, un conflitto che ha mutato le sue forme e sta dividendo l’Europa in molti e diversi modi. Accadimenti tanto negativi e che fanno riflettere possono essere anche un ispirazione per la musica, spesso lo sono. Comunque, nessuno qui sta cercando di offrire soluzioni o risposte a questi temi. Le nostre canzoni sono mere riflessioni sul mondo che ci circonda”.

CI SONO ALCUNI OSPITI NELL’ALBUM, TRA CUI I ‘NOSTRI’ FLESHGOD APOCALYPSE, IL CUI CONTRIBUTO ORCHESTRALE E’ BEN PRESENTE. COM’E’ ANDATA?
“Il nostro produttore ci ha raccomandato i Fleshgod Apocalypse per aiutarci con le orchestrazioni per l’intro, ‘Apocalypticon’. Hanno fatto un lavoro talmente incredibile che gli abbiamo chiesto di lavorare su altre due canzoni. Il loro apporto sulla intro, comunque, è predominante”.

CI RACCONTI DELL’IDEA DIETRO I VIDEO A SUPPORTO ALL’ALBUM?
“Riguarda il male insito nell’uomo e che ha saputo sempre prosperare nel corso della storia, dall’inizio dei tempi. Questo male viene descritto nella video-trilogia come il Demone dei Kreator. L’ultimo episodio spiega molto quello che intendiamo”.

I FAN ITALIANI NON VEDONO L’ORA DI ASSISTERE AL VOSTRO CONCERTO DI FEBBRAIO CON SEPULTURA, SOILWORK E ABORTED. HAI QUALCHE RICORDO LEGATO AL NOSTRO PAESE?
“Giusto ora stiamo completando le prove per il tour. Aspettatevi una notte di Metal da ricordare. Ci saranno moltissimi visual, molti brani dal nuovo album senza dimenticare roba un po’ più vecchia. E personalmente non vedo l’ora di venire a suonare davanti all’audience italiana, ho ricordi molto belli di date a Milano, Roma, Bari e altri posti, troppi da ricordare. Sarà molto divertente”.

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