LAST FRONTIER – Un viaggio alla riscoperta di se stessi

Pubblicato il 06/01/2016 da

I Last Frontier, come tanti gruppi provenienti dall’underground, hanno alle spalle una dura gavetta e non sempre hanno raccolto quanto avrebbero meritato. Dopo la pubblicazione del loro secondo full-length, intitolato “Theta Healing  (Through The Poison)”, abbiamo posto qualche domanda al chitarrista Mimmo Natale e al tastierista Ciro Fasano, i quali hanno condiviso con noi il loro background, la loro passione e le loro aspirazioni, nonché abbiamo approfondito le tematiche del disco, che ci ha senz’altro favorevolmente impressionato.

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CI PRESENTATE INNANZITUTTO BREVEMENTE LA BAND?
Mimmo Natale: “La band nasce nell’Aprile del 2005 inizialmente con il monicker Trascendence, che ben presto cambierà, per questioni di copyright, in Last Frontier. Ad oggi, abbiamo alle spalle tre promo album e due full length nei quali proponiamo un heavy metal sinfonico dove la melodia e la potenza è miscelata con elementi prog. La formazione attuale conta nelle sue fila, oltre ai due membri storici Mimmo Natale (Nitrokill) e Ciro Fasano (Cyrion Faith), rispettivamente chitarra e tastiera della band, Antonio D’Ambra (Darka) alla voce, Fulvio Liguori (Silent Kaos) alla batteria e Salvatore Argiento (Thor Underdog) al basso”.

SIETE ATTIVI GIÀ DA UNA DECINA D’ANNI E NEL 2010 AVETE PUBBLICATO IL VOSTRO PRIMO ALBUM VERO E PROPRIO: COME SONO ANDATE LE COSE DOPO QUEL DISCO E COSA È SUCCESSO NEL FRATTEMPO PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE DEL VOSTRO SECONDO ALBUM?
Mimmo Natale: “Beh, di sicuro possiamo dire che abbiamo avuto una crescita e una maturazione artistica notevole. ‘Apocalypse Machine’ è stato un lavoro che ha diviso il pubblico a metà. Ricordiamo bene che o piaceva tanto o per niente. Ora, escludendo la non ottima produzione in fase di registrazione, che a nostro parere avrebbe solo potuto far fruire meglio l’ascolto ma non cambiare l’identità di quel disco, abbiamo cercato di lavorare molto sull’idea che s’era fatta quella fetta di pubblico a cui non fosse piaciuto, tentando di capire cosa non avesse funzionato. Il risultato di questa analisi si è tradotto in tanto duro lavoro fatto in questi anni tra palchi, studi e sala prove. “Theta Healing”, il nostro secondo lavoro, pensiamo e, speriamo, possa esprimerlo al meglio”.

COME HAI ANTICIPATO, IL TITOLO DEL VOSTRO SECONDO ALBUM È “THETA HEALING (THROUGH THE POISON)”: COSA STA A SIGNIFICARE?
Ciro Fasano: “Il ‘Theta Healing’ è uno stato mentale, che sfrutta le onde Theta del cervello, attraverso il quale è possibile trascendere da ciò che è il corpo fisico e finanche plasmare la realtà che ci circonda. Nel nostro caso è una sorta di viaggio mentale, alla riscoperta di se stessi, un viaggio complicato e labirintico, quasi onirico, che alla fine porta alla piena consapevolezza e di conseguenza alla rivalsa dello spirito sulla materia…Il viaggio comincia dopo il morso di un ragno, e quindi ‘attraverso il veleno'”.

IL DISCO MI PARE FOSSE STATO IN REALTÀ PUBBLICATO GIÀ L’ANNO SCORSO: ME LO CONFERMI? COS’È POI SUCCESSO? AVETE FIRMATO UN NUOVO CONTRATTO DISCOGRAFICO?
Mimmo Natale: “Più che pubblicato, diciamo che è stato avviato un processo di distribuzione in formato digitale con la nostra vecchia etichetta , la tedesca MDD Records. Il tutto però è durato solo due giorni per poi ritirare definitivamente il prodotto dal mercato, per via del fatto che la label non si è impegnata a rispettare alcuni punti stabiliti nel contratto, facendo decadere ogni tipo di accordo e vincolo previsti dallo stesso. A giugno, dopo diverse proposte, abbiamo firmato per l’italiana Revalve Records, con la quale abbiamo previsto la pubblicazione e distribuzione fisica di ‘Theta Healing (Through The Poison)’ su scala mondiale”.

COME È STATO SVILUPPATO IL PROCESSO COMPOSITIVO DELLE VOSTRE CANZONI? CI SONO DIFFERENZE RISPETTO AL VOSTRO PRECEDENTE DISCO?
Mimmo Natale: “Normalmente seguiamo un processo compositivo ben preciso e già collaudato per la stesura dei nuovi pezzi, pertanto possiamo dire che la modalità di creazione dei nuovi brani, nel senso stretto della parola, è rimasta invariata. Tuttavia, ci sono delle differenze sostanziali nei due album. Prima di tutto, potremmo dire che è la voce a fare la differenza, con due cantanti tecnicamente e stilisticamente molto diversi che hanno contribuito a dare tinte molto divergenti ai due lavori. Dal punto di vista strumentale, invece, abbiamo lavorato tantissimo sul songwriting e gli arrangiamenti, cercando di alleggerire un po’ le strutture e la durata dei pezzi, e puntando ad avere un impatto più semplice e diretto, ma pur sempre potente e melodico, nei confronti dell’ascoltatore. Diciamo che potremmo riassumere cosi ‘Theta Healing’, anche se, permettimi di aggiungere, siamo fermamente convinti che il nostro album di esordio, se avesse avuto una produzione più ‘fresca’ e moderna e magari fosse stato il quarto, quinto album della band in un periodo storico leggermente diverso da questo attuale, dove la crisi si è affacciata anche nel mondo della musica, soprattutto quella metal, sarebbe stato un grande album… Troppo difficile poterlo apprezzare e capire dopo un solo ascolto”.

CI RACCONTATE COME SI SONO SVOLTE LE SESSIONI DI REGISTRAZIONE?
Ciro Fasano: “Le sessioni si sono svolte al Nero Sound Studio dei fratelli Pirozzi (membri fondatori dei Disphere). Dobbiamo dire che tutto è partito qualche mese prima delle catture, dove abbiamo raccolto tutte le nostre forze e ci siamo preparati per bene in modo che le sessioni fossero fluide e veloci ma allo stesso tempo precise. Abbiamo lavorato tanto a fianco dello staff dello studio anche per l’editing e il mastering, finendo tutto il lavoro in netto anticipo rispetto a quello che c’eravamo prospettati. Allo stesso tempo ci siamo divertiti un sacco perché poi alla fine, per noi, la musica è la nostra vita ed ogni volta che ci troviamo nell’ambito sia direttamente che indirettamente, ci sentiamo ‘a casa’”.

HO RISCONTRATO NELL’ALBUM UN SOUND CHE HA MOLTO DEGLI ANNI ’80, ACCANTO AD ELEMENTI PROG: QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI INFLUENZE IN TAL SENSO?
Ciro Fasano: “Sì, in effetti diciamo che, musicalmente parlando, siamo molto legati agli anni ‘80 e anche la scelta del sound, per niente iper-moderna ma anzi, con qualche sguardo al passato in fase di editing (ci siamo rifatti un po’ all’album degli Iced Earth ‘The Dark Saga’), ha fatto sì che ‘Theta Healing’ potesse essere un disco moderno e potente ma allo stesso tempo con qualche reminiscenza del passato. Ad ogni modo, anche se non tendiamo assolutamente ad etichettarci ma solo a fare ciò che ci piace nel migliore dei modi, la musica dei Last Frontier può essere considerata di base heavy metal melodico e potente arricchito da elementi sinfonici e sfumature prog, e tutta questa filastrocca avviene solo perché ogni singolo elemento della band ha influenze musicali ben radicate ma soprattutto molto differenti. Si spazia dalla musica classica e il Power epico e sinfonico del tastierista passando per il thrash (quello bay area), Heavy, Progressive, Death metal e N.W.O.B.H.M delle chitarre e del basso, il tutto arricchito da influenze samba, fusion e prog nella sezione ritmica. Insomma detta così sembra una bella ‘insalata’ ma se i brani dei Last Frontier hanno una propria identità, questo è da ricercare anche nel fatto che ognuno di noi ci mette tutta la sua conoscenza e influenza musicale cercando, ovviamente, di far convogliare tutto ad un punto d’incontro”.

C’È QUALCHE BRANO DELL’ALBUM A CUI SIETE PIÙ LEGATI E QUALI INVECE POTREBBERO RENDERE MEGLIO E AMATE PARTICOLARMENTE SUONARE DAL VIVO?
Mimmo Natale: “In realtà no, i brani dell’album, ma in generale tutti i brani che componiamo, concedici il termine, sono nostre ‘creature’, appartengono al nostro ‘essere’ e di conseguenza non ce ne sono di più o meno amati o considerati; tuttavia, dal vivo la situazione è leggermente diversa in quanto abbiamo innanzitutto tempi da rispettare, e poi valutiamo volta per volta quali sono i preferiti dal pubblico che ci ascolta e cerchiamo di costruire scalette che tengano ovviamente alta l’attenzione. Ad ogni modo, comunque, ci sono brani come ‘Dying Storm’ oppure la stessa ‘Beyond The Scene’, con la quale siamo usciti con un singolo e un videoclip, che dal vivo creano un bel po’ di subbuglio sotto al palco, cosa che ci piace tanto vedere!”.

QUALI SONO LE PRINCIPALI TEMATICHE TRATTATE?
Ciro Fasano: “In ‘Theta Healing’ le tematiche affrontate nell’album sono l’eterna lotta che l’uomo affronta con se stesso, le sue paure, i suoi crucci, il lato oscuro che ognuno di noi ha dentro di sé e del quale spesso ha paura; a noi piace pensare che se un individuo riesce, attraverso la conoscenza di se stesso, a convivere con ogni piccola sfumatura del proprio io, possa poi arrivare dove altri nemmeno osano, e ‘Theta Healing’ è proprio il viaggio attraverso lo specchio, uno sguardo a noi stessi dall’altra parte, che caratterizza un’intera vita di emozioni e sensazioni, belle o brutte che siano, ma che comunque a nostro parere vanno tutte vissute”.

DOPO LE REGISTRAZIONI DELL’ALBUM MI PARE CI SIANO STATI ALCUNI CAMBI IN LINE-UP. QUALE VALORE AGGIUNTO POTREBBERO PORTARE I NUOVI INNESTI NELLA BAND?
Mimmo Natale: “Sì, dopo la fine delle registrazioni di ‘Theta Healing’ abbiamo perso l’intera sezione ritmica. Prima il batterista Zarro B. Cruel e poi, qualche mese dopo, il bassista Adrian Dèi. Entrambi assolutamente solo per esigenze personali e non per qualche motivo legato alla band. Anzi, abbiamo perso due elementi storici con i quali si era formata una bella alchimia ed è stato un dispiacere per tutti noi separarci. Ad ogni modo, la nostra voglia di fare e di dire ancora tanto con la musica, che non è mai mancata, ha fatto sì che potessimo continuare a lavorare in studio e parallelamente trovare altri membri validi per poter continuare con il progetto Last Frontier. E diciamo che il tempo ci ha dato ragione. Infatti dopo solo pochi mesi lontani dai palchi siamo riusciti a ritornare operativi più di prima grazie all’innesto nella band prima del batterista Fulvio Liguori (alias Silent Kaos) e poi del bassista Salvatore Argiento (alias Thor Underdog). Due elementi molto validi anche loro con tante influenze musicali e soprattutto con un bel bagaglio di esperienze sia live che studio. Queste nuove scelte hanno fatto sì che i lavori proseguissero senza sosta, ma crediamo anche che il prossimo album, al quale stiamo già lavorando, possa avere un identità ancora più personale e interessante, considerando quello che sta nascendo con la nuova formazione”.

QUALI SONO A TUO AVVISO LE MIGLIORI QUALITÀ CHE CARATTERIZZANO LA BAND?
Mimmo Natale: “Umiltà e passione: da sempre abbiamo basato il progetto Last Frontier su questi due requisiti. Non siamo mai stati attirati dalle mode dei momenti e abbiamo cercato sempre di mettere alla base di tutto la semplicità delle cose. Pensiamo che portare un progetto musicale avanti – e il nostro è attivo da dieci anni – richieda come prima cosa la serietà e il giusto coinvolgimento da parte dei membri stessi del gruppo. Crediamo che questa formula possa funzionare, almeno in parte, per garantire il raggiungimento degli obbiettivi che ci poniamo”.

AVETE QUALCOSA IN PROGETTO PER IL PROSSIMO FUTURO? PENSATE DI PROMUOVERE IL DISCO IN QUALCHE MODO?
Mimmo Natale: “Stiamo cercando di promuovere l’album attraverso live mirati, ma non ti nascondiamo che non è semplice. Emergere e soprattutto uscire dalle realtà locali è cosa tutt’altro che facile. A meno che non intendi investire o meglio autofinanziarti per prendere parte a qualche tour europeo a supporto di qualche grande nome, allora in quel caso tutto diventa più facile. Per il momento, tra le date più importanti abbiamo a calendario quella a supporto di Fabio Lione e ai romani Dragonhammer. Parallelamente a ciò, stiamo già lavorando assiduamente in studio alla composizione di nuovi brani che faranno parte del nuovo album”.

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