LAUREN HARRIS – Figlia d’ arte o raccomandata?

Pubblicato il 22/10/2008 da

Il più eloquente caso di nepotismo nel mondo del metal o un dignitoso debutto di una figlia d’arte che deve lottare doppiamente per un riconoscimento? Certo che per lottare doppiamente ha anche immense opportunità… Mentre l’inceneritore dell’Arena Parco Nord stava innalzando la temperatura all’estremo, da poco arrivati in quel di Bologna i microfoni di Metalitalia.com hanno incontrato Lauren Harris che, impegnata in una massiva promozione sin dal mattino, ci ha accolto con massima cortesia e uno splendido sorriso. Fidatevi, è meglio dal vivo che nelle foto promozionali…

 
COMINCIAMO DALL’INIZIO: QUANDO LA PICCOLA LAUREN HA DECISO DI DIVENTARE UNA CANTANTE?
“Ho iniziato seriamente intorno ai nove anni, frequentavo una scuola privata dove erano previste delle lezioni di canto. Quando sono diventata più grandicella ho avuto l’occasione di suonare in alcuni pub. L’esperienza professionale è una cosa ben più recente, la band si è formata tre anni fa…”.

TUO PADRE TI HA SUPPORTATA SIN DALL’INIZIO?
“Certamente, è stato al mio fianco sin dal primo giorno, e compatibilmente coi suoi impegni con gli Iron Maiden provava anche a venirmi a sentire ai concerti, spronandomi costantemente a dare il meglio”.

QUALI GRUPPI HANNO INFLUENZATO LA TUA FORMAZIONE MUSICALE?
“Mi piace il rock old school, tipo Led Zeppelin o Def Leppard per esempio. Proprio ieri questi ultimi suonavano nello stesso paese dove avevo in programma una data e ho pensato ‘mannaggia, mi tocca perdere il loro concerto!’. Altre band che adoro sono gli Aerosmith e gli AC/DC, e in generale tutto il rock n’ roll che ti fa muovere la testa”.

COME HAI INCONTRATO RUSS BALLARD, LEGGENDARIO PRODUTTORE INGLESE?
“Quando ero solita esibirmi nei pub Russ assistette a un mio concerto, perché un suo amico che veniva a sentirci spesso gli aveva passato la nostra demo. Successivamente, entusiasta di ciò a cui aveva assistito, ha cominciato ad interessarsi. Ovviamente non avevo idea della carriera e del talento di quell’uomo, così, quando uscì il suo nome parlando con mio padre, a lui schizzarono gli occhi fuori dalle orbite! E’ una storia davvero buffa”.

COME HAI SCELTO I COMPONENTI DEL GRUPPO?
“Tommy, alla batteria, mi è stato presentato da un amico di mio padre, ed è da lui che è partito il gruppo: è di una forza e di una positività unica, e mi ha dato una mano a scegliere anche gli altri componenti. Ha suonato nei Critical Mass ed è un produttore riconosciuto. Richie suonava in un’altra band, e attraverso Tommy e mio padre è entrato velocemente in formazione. Randy infine si è unito a noi come bassista solo un anno e mezzo fa, scovato dal management, suonava in un gruppo chiamato Angel”.

SCUSA SE TE LO DICO, MA LI VEDREI PIU’ A SUONARE CON TUO PADRE, TU SEI MOLTO PIU’ GIOVANE DI TUTTI LORO… TI SENTI A TUO AGIO?
“Certamente (ride, ndR). Prima di tutto provo un enorme rispetto per la loro esperienza artistica, e questo mi facilita di molto l’esperienza sul palco. Richie poi ha appena compiuto 28 anni, quindi non è tanto più grande di me, anche se sembra molto più in là con gli anni!”.

COME TI E’ SEMBRATA LA TUA PRIMA ESPERIENZA IN STUDIO?
“Mi è piaciuto! Ero nervosissima all’inizio. La prima volta che sono entrata in studio ho dato il meglio di me stessa, senza risparmiare alcuna energia. Il tempo passato a registrare si è poi trasformato in un’esperienza magnifica e formante, dalla quale ho imparato moltissime cose utili per il mio bagaglio di musicista, sono contenta di averla affrontata con dei compagni del genere”.

A QUALE AUDIENCE PENSI POSSA ESSERE INDIRIZZATO IL TUO PRIMO ALBUM?
“Penso che ‘Clam Before The Storm’ possa essere interessante per tutti gli amanti del rock classico, c’è del rock, dei mid tempo, delle ballate e delle cover. Non ci sono sterzate sull’heavy come qualcuno si potrebbe aspettare, tutti sono dei fan potenziali”.

HAI DELLE CANZONI DELL’ALBUM CHE PREFERISCI ATTUALMENTE?
“Adoro ‘Steal Your Fire’, la cover che ho realizzato dei GUN. Sono una delle mie band preferite di sempre, ed è un piacere assoluto poter cantare una loro canzone dal vivo. Sono cresciuta ascoltando quel gruppo. Mi piace molto anche la ballata ‘From the Bottom to the Top’, che tratta di argomenti personali, e ‘Hurry Up’, anche se non si adattano a un pubblico che è qui prevalentemente per sentire gli Iron Maiden”.

COME TI SENTI A DOVER CONDIVIDERE IL TOUR BUS CON SOLI UOMINI, SPORCHI ROCKER PER GIUNTA?
“Me la cavo… ci conosciamo così bene da avere un rispetto infinito l’uno dell’altro. Randy poi è quasi simile ad una donna, quindi… no no, scherzo (ride, ndR). Me la cavo abbastanza bene, l’unica pecca è che odio il russare: non riesco a dormire se c’è il minimo rumore, quindi spesso mi tocca coprirmi la testa col cuscino, o altrimenti passare delle notti insonni!”.

TI SENTI PIU’ AVVANTAGGIATA O PIU’ CRITICABILE AD ESSERE LA FIGLIA DI STEVE HARRIS?
“E’ senza dubbio una gran cosa, ho avuto delle opportunità incredibili che non avrei mai avuto se non fosse stato per mio padre. Penso che chiunque si fosse trovato nella mia posizione, in ogni caso, avrebbe accettato di buon grado l’opportunità di suonare coi Maiden, quindi non mi importa ciò che dice la gente, sono contentissima di essere qui e sono pronta a lottare per conquistare il mio pubblico, perché vi assicuro che conquistare fan fedeli come quelli dei Maiden non è assolutamente impresa facile (lo sappiamo, vero Avenged Sevenfold?, ndR)”.

…ED E’ PIU’ UNA SFORTUNA O UNA BENEDIZIONE ESSERE BELLA COME SEI?
“(Tentando di mascherare un rossore evidente, ndR) Guarda, sono contenta di come la gente possa accogliermi e dei complimenti che continuo a ricevere, ma non è la mia prima preoccupazione, voglio essere riconosciuta come artista e cantante. Sapere come mi reputa il pubblico fisicamente non è il mio interesse principale. A volte la situazione si fa davvero imbarazzante e qualche pazzo è arrivato a calarsi i pantaloni: ‘non so cosa farmene di quel coso, ricopriti!’, gli ho urlato…. per questo spero ci sia altra gente che possa interessarsi anche alla musica”.

CERTO E’ UNA COSA CHE MOLTI APPREZZANO, MA VORREI CHIEDERTI SE C’E’ UNA MOTIVAZIONE: PERCHE’ SUONI SEMPRE A PIEDI NUDI?
“Nessuna provocazione! Il discorso si riallaccia alla mia prima esperienza in studio: per stemperare la tensione e rilassarmi un poco mi fu consigliato di togliermi le scarpe e cantare nella maniera più naturale possibile. L’abitudine mi è rimasta semplicemente, so che sembra strano ma mi aiuta moltissimo a livello psicologico”.

QUAL E’ LA COSA PEGGIORE CHE HAI SENTITO SULLA TUA PERSONA?
“Fortunatamente non ci sono in giro brutte voci sul mio conto, o almeno non sono arrivate alle mie orecchie. A volte però mi trovo a leggere, su internet soprattutto, commenti davvero volgari e imbarazzanti, quindi tendo ad evitare qualsiasi forum o sito simile”.

 
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