LESBIAN – Stati di Alterazione Sonica

Pubblicato il 26/02/2011 da


Il mese scorso è piombato in redazione “Stratospheria Cubensis”, un album immenso sotto tutti i punti di vista (tecnico all’inverosimile, sonicamente densissimo, incredibilmente evocativo, e fottutamente pesante!) frutto delle menti distorte e geniali di una band oscura, indecifrabile e praticamente sconosiuta chiamata Lesbian.
“Stratospheria Cubensis”  è un lavoro che re-inventa i concetti stessi di death metal, black metal, psichedelia e progressive, annegandoli nel passato dei seventies, e catapultandoli poi in un oscuro futuro sonico che ancora neanche esiste, e di cui i Lesbian sono i soli padroni. Un album che racchiude un mondo a sè, che probabilmente il nostro di mondo impiegerà ancora parecchio tempo a scoprire e apprezzare, ma che abbiamo voluto farvi conoscere, e che cercheremo di capire in maniera più approfondita con l’aiuto della stessa band che si è seduta a fare due chiacchiere con Metalitalia.com.

 

CIAO RAGAZZI, POTRESTE PER PIACERE INTRODURRE I LESBIAN AL PUBBLICO ITALIANO? COM’E’ NATA QUESTA BAND E COME MAI QUESTO NOME BIZZARRO?
“Ciao a tutti! La band è nata per sbaglio da un’amicizia di lunga data e dal profondo rispetto per i rispettivi progetti che ognuno aveva prima che nascessero i Lesbian. Un giorno in cui non eravamo impegnati con le nostre rispettive band ci siamo messi a suonare insieme e l’alchimia che si è formata istantaneamente ci ha sbalorditi così tanto che  non siamo più riusciti a smettere. Abbiamo scelto il nome semplicemente per confondere la gente e per evitare a chi non ci conosce qualunque facile pronostico sul tipo di musica che proponiamo”.

COM’E’ STATO IL 2010 PER VOI E COSA HANNO IN PROGRAMMA I LESBIAN PER IL 2011?
“Il 2010 è per noi l’anno di ‘Stratospheria Cubensis’, un album al quale abbiamo lavorato tantissimo e che è stato pubblicato da un’etichetta cazzutissima. Un anno di cui siamo molto soddisfatti. Nel 2011 registreremo il nostro nuovo album ‘Forstelevision’ che è composto da una sola canzone che dura oltre quarantadue minuti. Registreremo anche delle jam improvvisate per la nostra serie live chiamata ‘Fungal Abyss'”.

AVETE MENZIONATO PRIMA LE VOSTRE BAND PRE-LESBIAN. QUALI ERANO QUESTE BAND E QUAL E’ IL VOSTRO BACKGROUND?

“Quando sono nati i Lesbian Daniel e Arran erano in una band chiamata Golgothan Sunrise, mentre Benjamin e Dorando erano negli Abodox. Elementi da entrambe queste band sono chiaramente riconoscibili nella musica dei Lesbian”.

“STRATOSPHERIA CUBENSIS” E’ SENZ’ALTRO UN GRANDE PASSO IN AVANTI RISPETTO AL PRECEDENTE “POWER HOR”. QUALI SONO SECONDO VOI LE DIFFERENZE PIU’ EVIDENTI TRA I DUE LAVORI E COME VEDETE IL VOSTRO DEBUTTO A TRE ANNI DI DISTANZA?
“‘Power Hor’ era il prodotto di una band nuova che ancora stava scoprendo la propria direzione. Due delle tracce addirittura furono suonate con due bassi e una sola chitarra. ‘Stratospheria Cubensis’ invece è un lavoro più ragionato. Amiamo la psichedelia e il prog ma non è facile ottenere gli effetti desiderati se non ci si mette molto inpegno in sonorità del genere. Abbiamo rischiato ed esplorato maggiormente con questo nuovo album”.

COSA VI HA ISPIRATI NELLA REALIZZAZIONE DI “STRATOSPHERIA CUBENSIS” E CHE SIGNIFICATO HA IL TITOLO?

“Il titolo è un gioco di parole che ruota attorno al nome di una specie particolare di fungo allucinogeno. Il concetto centrale e continuo che l’album segue è quello dell’espansione continua della mente e dell’anima attraverso l’uso di droghe naturali. Anche musicalmente credo che ci stiamo espandendo continuamente in tutte le direzioni. Ultimamente ci siamo fissati tutti e quattro sulla psichedelia più bizzarra, quella di certe band europee degli anni Settanta, ora non ricordo neanche i nomi, ma è roba comunque molto diversa dal metal che facciamo noi”.

QUALI TEMI TRATTA L’ALBUM? E DI COSA PARLANO I TESTI?

“‘Stratospheria Cubensis’ parla di funghi allucinogeni e marijuana in maniera molto sensuale e con una vena quasi ‘sexy’. Il misticismo e la spiritualità che caratterizza questi due prodotti naturali è innegabile e il loro potere enorme ed estremamente rivelatore. Un potere che stiamo sempre cercando di carpire. Credo che il nostro obiettivo come musicisti sia quello di aiutare gli altri ad espandere il proprio inconscio e  divulgare l’antico verbo della coscienza cosmica tra le masse. Le masse possono essere molto ottuse e la loro percezione chiusa perché tra le gente c’è molto pregiudizio verso ciò che è sconosciuto e misterioso. Crediamo che se tutti facessero uso delle ‘spore’ il mondo potrebbe essere diverso e sarebbe un posto migliore. I testi quindi per lo più parlano di come attraverso le droghe psichedeliche sia possibile ottenere una visione più profonda e allargata del mondo. In questo senso crediamo che Seldon Hunt (che ha curato l’artwork) abbia catturato perfettaemtne questi concetti e li abbia resi visivamente molto pertinenti al contenuto sonico dell’album”.

QUESTI TEMI SI RIFERISCONO SOLO A QUESTO ALBUM O SONO TEMI RICORRENTI CHE CREANO L’ESSENZA DEI LESBIAN?

“Come detto in precedenza, i funghi allucinogeni e la marijuana sono una componente fondamentale della nostra musica e uno strumento essenziale per la nostra espressione musicale, e per le nostre vite in generale. Fanno parte della nostra identità. L’esplorazione del subconscio insieme alla filosofia e  all’esoterismo sono cose che amiamo profondamente e sono il motivo principale per cui siamo diventati musicisti”.

QUESTO ALBUM E’ STATO PRODOTTO DA RANDALL DUNN (SUNN O))), WOLVES IN THE THRONE ROOM, KAYO DOT, EARTH ECC.): COME VI SIETE IMABTTUTI IN LUI E COME HA INFLUENZATO IL SOUND DI “STRATOSPHERIA CUBENSIS”?

“Conosciamo Randall da molto tempo e abbiamo lavorato con lui anche su ‘Power Hor’. Daniel e Arran hanno anche lavorato con lui quando erano ancora nei Golgothan Sunrise e Benjamin ha lavorato con lui per il primo album dei Master Musicians Of Bukkake. E’ uno dei migliori produttori nell’underground e per fortuna vive anche poco lontano da dove viviamo noi, per cui lavorare con lui è sempre facile e conveniente. E’ una persona splendida che ci ha sempre spinti a tirare furi il meglio e riesce sempre a creare una atmosfera creativa e rilassata nello studio. Inoltre ha anche un sacco di attrezzature vintage bizzare di cui è un grande appassionato e che ci fa utilizzare”.

IL VOSTRO SOUND SEMBRA ESSERE UN INCROCIO PERFETTO TRA IL METAL PIU’ MODERNO E AMBIZIOSO E IL ROCK PIU’ CLASSICO E RETRO’ DEI SEVENTIES. COME AVETE OTTENUTO QUESTO SOUND? E QUALE PENSATE SIA IL SEGRETO PER ESSERE ORIGINALI E MODERNI PRENDENDO SPUNTO DAL PASSATO ALLO STESSO TEMPO?

“A noi piacciono i suoni classici e senza tempo. Ascoltiamo un sacco di roba dagli anni Sessanta e Settanta e ci sono tantissime band che amiamo di quel periodo e dal quale prendiamo costantemente ispirazione. Cerchiamo poi di spingere quel sound che amiamo in una direzione in cui alla fine ci riconosciamo. Anche Randall Dunn ama molto quel periodo della musica rock e infatti ci ha aiutati molto a ricreare quelle atmosfere e quei mood prestandoci un sacco della sua attrezzatura analogica di quei tempi! Ci ha aiutati a registrare tutto su nastro magnetico e siamo felicissimi di come il sound ne sia uscito suonato da noi nel ventunesimo secolo ma con le stesse vibrazioni degli anni Settanta. Oggigiorno tutto è digitale, elaborato e snaturato. Crediamo sia molto importante conoscere le proprie radici ma allo stesso tempo non esserne schiavi. Questo è l’elemento principale per spostarsi musicalmente verso il futuro e noi cerchiamo sempre di fare proprio questo”.

SEMBRATE UNA BAND COSTANTEMENTE ISPIRATA DA TANTE FONTI DIVERSE. QUALI BAND VI HANNO MAGGIORMENTE ISPIRATI A PRENDERE IN MANO GLI STRUMENTI? CHI SONO I VOSTRI EROI?

“Ovviamente prima di tutto ci sono tante band metal che ci hanno profondamente influenzati in gioventù e che in un modo o nell’altro hanno contribuito a plasmare il nostro sound, ma la musica in generale è per noi una grande fonte di ispirazione senza distinzioni fra generi. Tutta la musica nella sua vastità e multiformità ci ha insegnato quanto siano infinite le possibilità per creare qualcosa di bello e avvincente e di quanto limitato sia il nostro mondo di tutti i giorni senza di essa. I nostri eroi sono molti e provengono tutti da mondi diversi: Far East Family Band, Brian Eno, Sun City Girls, The Rods, Coroner, Eloy, Gorguts, Steve Reich… Troppi per poterli menzionare tutti”.

CI SONO ANCHE BAND CONTEMPORANEE A VOI CHE APPREZZATE IN MODO PARTICOLARE?

“Certamente, c’è un sacco di gente che sta facendo ottima musica ultimamente. Mammatus, Master Musicians of Bukkake, AFCGT, Grayceon e Black Queen sono tutte band validissime che consigliamo di tenere d’occhio”.

GLI APPASSIONATI SI STARANNO CHIEDENDO CHE STRUMENTAZIONE USATE PER CREARE IL VOSTRO SOUND SPAZIALE E DEVASTANTE. COSA POTETE DIRCI IN PROPOSITO?

“Non saprei, oltre alle droghe direi ai novellini che gli aspiratori sono perfetti per ricreare lo strangolante vuoto dello spazio! Anche strumenti in legno massiccio e magneti pesanti sono essenziali allo scopo. Noi utilizziamo strumenti sia moderni che vintage, ma l’attrezzatura del passato è quella che preferiamo. In generale ti dico che per creare un sound come il nostro serve un caleidoscopio psichedelico tramite il quale poter filtrare tutta la tua vita per ricevere rivelazioni cosmiche sotto l’attento controllo dello ‘Space Warrior’, che guida segretamente il nostro sound senza essere visto e senza poter essere in alcun modo controllato. Anche imparare ad analizzare lo spettro sonoro e scegliere gli amuleti adatti per controllare applicazioni, transizioni, vagabondaggi spaziali, impatti ed esplosioni sono componenti fondamentali e una arte a se stante per poter ottenere il massimo in esplorazione sonica. In fondo l’esplorazione sonica è un’esperienza soggettiva e consigliata solo se si ha una vaga idea di cosa si sta cercando, altrimenti meglio lasciar perdere!”.

COME VEDETE IL PUBBLICO ITALIANO? DOVREMO ASPETTARE MOLTO PRIMA DI POTERVI VEDERE DAL VIVO IN ITALIA?

“Siamo onorati e lusingati dalla quantità di pareri positivi e apprezzamenti che abbiamo ricevuto dall’Italia. Verremo presto senz’altro e non vediamo l’ora!”.

VOI VENITE DA SEATTLE, UNA CITTA’ CHE NON E’ CERTO NOTA PER LA SUA SCENA METAL. COME VEDETE LA SCENA MUSICALE DELLA VOSTRA CITTA’? E COME PENSATE RECEPISCA PROPOSTE ESTREME COME LA VOSTRA?

“Il metal estremo a Seattle è ancora un qualcosa di sconosciuto e relegato all’underground. Nonostante tutto la comunità lì è calorosa e sono tutti molto aperti e ricettivi a proposte come la nostra. Siccome siamo in pochi, ci sentiamo come una famiglia e c’è grande solidarietà e spirito di cooperazione. Ci piace molto Seattle, c’è ancora molto potenziale in questa città per il metal”.

COSA VI PIACE FARE QUANDO NON SIETE IMPEGNATI CON LA MUSICA DEI LESBIAN?

“Ci piace molto dormire, leggere e farci un sacco di droghe”.

GRAZIE RAGAZZI, SE AVETE QUALCOSA DA AGGIUNGERE O QUALCOSA CHE VORRESTE DIRE AI LETTORI DI METALITALIA.COM, SPARATE PURE!

“Non vediamo l’ora di maciullare i vostri sensi, espandere le vostre menti, fumare un sacco di canapa e bere una marea di birra con voi in Italia! Grazie per aver ascoltato i nostri deliri e per avere fatto questo viaggio spazio-temporale con noi. Let’s rock!
Potete seguirci e ottenere maggiori informazioni sui Lesbian a questi indirizzi:

www.lesbian.bandcamp.com
http://twitter.com/lesbroham
www.myspace.com/lesbianwitch
http://www.facebook.com/pages/Lesbian/7320241027

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