LESBIAN – Una foresta di allucinazioni

Pubblicato il 02/10/2013 da

Altro giro altra corsa, i Lesbsian non ci hanno fatto aspettare molto per dare un seguito al capolavoro “Stratospheria Cubensis”, e come prevedibile anche il nuovo corso della band, rappresentato dall’eccellente “Forestelevision”, ci ha restituito una band unica e in forma smagliante, ancora una volta intenta a fare unicamente ciò che sa fare meglio, ovvero sballarsi come non mai e stupirci con il suo assurdo e personalissimo turbine di sludge, black metal, progressive e psichedelia. I Lesbian con il nuovo lavoro si sono rifatti vivi in maniera ancora una volta deflagrante riproponendo molti tratti familiari e famosi cavalli di battaglia del loro sound, ma anche facendo scelte inedite, quasi al limite del bizzarro, e dunque senza fallire minimamente l’appuntamento con una acclamazione unanime nuovamente scontata e meritatissima. La band è insomma tornata come sempre ispiratissima, ancora una volta palesemente tinta di genio e sregolatezza e sempre e comunque caratterizzata da un’etica e dà una visione artistica assolutamente fuori dagli schemi. Li abbiamo raggiunti nuovamente in quel di Seattle, loro città natìa, sedendoci ancora una volta a fare due chiacchiere con il simpaticissimo e talentuoso batterista Benjamin Thomas-Kennedy, per risalutarli e per fare il punto su questi due anni in cui non li abbiamo sentiti per cercare di capire ancora volta quali segreti e quali assurdi meccanismi sono alla base della loro musica che è sempre e comunque in continua evoluzione. Come prevedibile ci abbiamo capito poco o niente, ma poco importa, questi sono i Lesbian, l’ironia e lo sballo prima di tutto, e poi comunque, la loro musica geniale è sempre lì che parla da sola.

lesbian - band - 2013

CIAO BEN. ALTRO DISCO E ALTRO VIAGGIO, CI VIENE DA DIRE. MA NON SIETE PROPRIO CAPACI DI NON FARE ALBUM SIMILI A VERI E PROPRI TRIP E DAL FEEL COSI’ “VIAGGIOSO”?
“Ciao! Direi di no, visto che alla fine, la vita tutta è null’altro che un viaggio. Affrontala o lasciatela scorrere accanto passivo, sta a te la scelta. A volte bisogna affrontare tutta la merda che ti si staglia davanti e affrontarla a modo tuo. Crediamo che la musica debba farci viaggiare per andare da qualche parte, non bisogna mai smettere di cercare e di avere una direzione!”.

C’E’ QUALCHE SIGNIFICATO PARTICOLARE DIETRO AL TITOLO “FORESTELEVISION”?
“La foresta non è più la principale fonte di informazione dell’uomo. E’ lì che bisogna tornare per imparare. Bisogna spegnere i monitor, i computer, i cellulari, i tubi catodici e tornare alle origini. Bisogna ingerire i doni della natura e riconnetterci con essa, e perché no, anche viaggiare tramite essa e sballarci con e soprattutto di lei”.

MA COSA VI SUCCEDE IN SALA PROVE QUANDO CONCEPITE UN’OPERA TITANICA E STRAMBA COME “FORESTELEVISION”, E COSA PORTA AD UN LAVORO SIMILE? RISULTATO FRUTTO DEL PURO CASO O OBIETTIVO PREFISSATO IN PARTENZA?
“Lo studio in sui suoniamo è il luogo in cui documentiamo tutti i viaggi fatti altrove. E’ dunque pieno di mostri ma ora questi sono tutti nostri amici. Puoi sentirli se ascolti bene il disco. Puoi anche sentire il tuo mostro personale se ti applichi ancor di più. Ora siamo compari e andiamo sempre nella foresta a fare dei gioiosi picnic”.

COME MAI UN ALBUM COMPOSTO DA UNA SOLA TRACCIA? NON TROVI IL FORMATO UN PO’ PRETENZIOSO?
“No di certo. Penso al contrario che sia un formato molto liberatorio. La foresta ha molto da dire, e noi siamo sempre sballati per cui ci serve del tempo per elaborare il tutto. Non puoi liquidare la foresta in due minuti e far finta di averla capita in una canzone di quattro minuti”.

CI SONO MOLTI PIU’ GENERI E MOLTE PIU’ INFLUENZE NELLA VOSTRA MUSICA STAVOLTA. SI SPAZIA DAL FUNK AL KRAUT ALL’ACID ROCK AL NOISE. INSOMMA IL TUTTO E’ MOLTO PIU’ CONTAMINATO E VARIEGATO, NON TROVI?
“Se non è troppo allora vuol dire che non è abbastanza, noi vediamo così la faccenda. Ci sono un sacco di spiriti e animali nella foresta e non possono essere rappresentati sono con una manciata di stili, serve un vocabolario più ampio. Vuoi vivere in un mondo monocromatico, tu, per il resto della tua vita? Noi no, guarda quanti colori ci sono al mondo, sono tutti lì per un motivo ben preciso”.

DURANTE LA NOSTRA CHIACCHIERATA PRECEDENTE, HAI MENZIONATO L’IMPORTANZA DI CERTI NARCOTICI NELLA VOSTRA MUSICA, E IN “FORESTELEVISION” QUESTO LORO RUOLO SEMBRA ADDIRITTURA ACCENTUATO TANTO IL DISCO E’ STRAMBO E A TRATTI ALLUCINANTE. TU COSA NE PENSI?
“Ma scherzi? Certo! A chi è che non piace drogarsi e sballarsi di brutto e viaggiare? Noi adoriamo allucinare e intripparci, e anche voi dovreste unirvi a noi! ‘Forestelevision’ e’ un album che va fruito ad ogni livello, con ogni parte della mente. Ogni porta del cervello deve essere spalancata per apprezzare il lavoro. Se ascolti l’album più volte con dosi sempre più massicce di sostanze psicoattive, e ad ogni volta successiva aumenti sempre di più il dosaggio di droghe psichedeliche, alla fine avrai un’escalation spirituale finché non scopri il tuo sciamano personale, che alla fine non sei altro che tu medesimo. Un giorno mi ringrazierai per la dritta!”.

A NOI “FORESTELEVISION” E’ PIACIUTO TANTISSIMO, MA NON PENSI CHE A MOLTI, DATA LA SUA NATURA COMPLESSA E BIZZARRA, RISULTI UN LAVORO POMPOSO E TROPPO STRAVAGANTE?
“Ma che ne so, se la gente vuole le cose semplici per poterle apprezzare cazzi loro, sono problemi loro questi, a noi piace viaggiare con la nostra creatività ed esplorare territori nuovi. Fanculo la musica semplice e diretta, così ripetitiva e noiosa. Che palle. E’ vero che ci sono un sacco di band pompose e iper-elaborate lì fuori, ma in maniera ridondante e pacchiana, e noi non siamo certo una di quelle. Siamo un po’ folli quello sì, ma la nostra musica almeno è avventurosa”.

DEI QUARANTA E PASSA MINUTI DELLA CANZONE-ALBUM CI SONO MOMENTI CHE APPREZZI DI PIU’ E ALTRI CHE APPREZZI MENO?
“Affatto. Ogni parte è figa a modo suo e per motivi diversi dalle altre. Cristo santo, ci abbiamo messo quattro anni a scrivere questi striminziti quaranta minuti, altroché, sono favolosi in ogni loro istante!”.

“FORESTELEVISION” SEMBRA UN LAVORO PIU’ SOLARE E COLORITO RISPETTO ALLE TINTE PIU’ SCURE E MINACCIOSE DI “STRATOPSHERIA CUBENSIS”, NON TROVI?
“A noi piace unire tutta la nostra musica con un filo conduttore comune di ottimismo oscuro. ‘Stratospheria Cubensis’ è un disco fatto di singoli momenti e dunque con saliscendi continui. ‘Forestelevision’ è una singola composizione atta a rappresentare un colossale viaggio con funghi allucinogeni, per cui ha un finale trionfante, ma lungo il suo cammino è costellato di vari momenti assai difficili! (ride, ndR)”.

RANDALL DUNN ANCORA UNA VOLTA IN CABINA DI REGIA, COME MAI DI NUOVO QUESTA SCELTA?
“E’ una vita che lavoriamo con Randall, e ogni volta con lui ci è andata alla grande. Inoltre lui sa guidare benissimo il carrozzone psichedelico degli anni Settanta, chi non vorrebbe salire a bordo con lui ad ogni occasione per un simile viaggio?”.

E INVECE IL CONTRATTO CON LA TRANSLATION LOSS COME E’ SUCCESSO?
“Magia, e tanto culo! (ride, ndR)”.

COME MAI LA VOSTRA ATTIVITA’ LIVE E’ ANCORA MOLTO SPORADICA?
“Ci manca il tempo, facciamo quello che possiamo quando ognuno di noi può. Non è facile. Che palle il tempo…”.

… PERO’ SIETE RIUSCITI AD ARRIVARE IN EUROPA POCO TEMPO FA, COME E’ ANDATA? DELLE VOSTRE DATE ITALIANE CHE CI DICI?
“E’ stato stupendo, cazzo! E la data italiana la migliore di tutte!”.

INVECE IL VOSTRO ALTER-EGO MUSICALE, FUNGAL ABYSS, COME SI STA EVOLVENDO? AVETE NOVITA’ IN ARRIVO SU QUEL FRONTE?
“Stiamo finendo di missare il nuovo album dei Fungal Abyss, e a ottobre suoneremo a un mega raduno di musica psichedelica qua a Seattle, la cosa si preannuncia epica! Difficile dire cosa succederà con la band nel lungo periodo comunque, quella band ha una testa tutta sua ed è spesso imprevedibile!”.

E INVECE PER I LESBIAN COSA C’E’ IN PROGRAMMA PER IL RESTO DELL’ANNO?
“Stiamo lavorando ad un video per ‘Forestelevision’, che ovviamente sarà lungo quanto la canzone, praticamente un film! Inoltre stiamo lavorando al nostro quarto album, che si chiamerà ‘Hallucinogenesis’!”.

AVETE DEI SOGNI NEL CASSETTO COME BAND?
“Sì, poter viaggiare nel cosmo intergalattico. Vorremo anche essere la prima metal band nello spazio!”.

HAI ALTRO DA AGGIUNGERE?
“Sì, cazzo! Siamo orgogliosissimi di questo lavoro e ansiosi di potervelo portate quanto prima in Italia, un posto che amiamo! Speriamo di vederci là nel 2014! Ah, dimenticavo: fanculo la musica di merda!”.

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