LEVIATHAN – Una sola mente, un solo orrore

Pubblicato il 27/03/2016 da

Jef “Wrest” Whitehead ci ha appena consegnato il disco black metal più bello del 2015, il tremendo “Scar Sighted”, uno dei lavori extreme metal in generale più visionari e mostruosi dell’anno, del decennio, forse di sempre. Un abisso di black metal contortissimo, death metal famelico, crust, doom, e stramberie math rock di ogni sorta che ha accresciuto la reputazione del musicista di San Francisco come uno dei più grandi e visionari artisti black metal nordamericani mai esistiti. E’ con un profondo senso di orgoglio, fierezza e riconoscenza che pubblichiamo questa intervista che Jef ci ha concesso, di sicuro la prima mai apparsa in Italia, forse la prima mai apparsa anche in Europa, e di sicuro una delle pochissime interviste mai rilasciate a nome Leviathan nell’intera storia della band, creatura che Wrest ha creato oltre quindici anni fa e con la quale ha sempre vissuto al limite dell’esistenza e dell’umanità, creando album mostruosi, sfigurati nella solitudine e nella disperazione, senza concedersi mai a nessuno.

leviathan - band - 2016

CIAO JEF, ABBIAMO NOTATO CHE NEGLI ULTIMI ANNI TI SEI APERTO MAGGIORMENTE AL PUBBLICO, SEI COMPARSO IN UN DOCUMENTARIO, HAI UN ACCOUNT INSTAGRAM E TI SEI CONCESSO ALLA MACCHINA FOTOGRAFICA PER PROMUOVERE “SCAR SIGHTED”. PER MOLTI QUESTA E’ UNA COSA NORMALE, MA MOLTI FAN DI MUSICA HEAVY NON SONO PROPRIO ABITUATI A VEDERTI “IN GIRO” COSI’ SPESSO, POICHE’ SEI SEMPRE STATO “FAMOSO” PER ESSERE SCHIVO E RECLUSO E PER NON MOSTRARTI MAI IN PUBBLICO. OGGI INVECE CI CONCEDI PERSINO UN’INTERVISTA! PER CASO E’ CAMBIATO QUALCOSA DI COME PERCEPISCI LA TUA IMMAGINE PUBBLICA?
“(ride, ndR) L’unica ‘immagine pubblica’ che mi interessa sono Wobble, Levene, Atkins e Lydon (battuta sulla band post-punk inglese Public Image Ltd., ndR), e l’unico motivo per cui oggi giorno uso i social media è perché sono un nerd musicale. I social media mi aiutano a scovare musica nuova. Per il resto non sono uno molto ‘tecnico’, conosco poco computer e gadget, per cui non è che sto cercando di stabilire una mia qualsivoglia presenza online. Sono un completo dinosauro, un preistorico per queste cose. Pensa, ho sentito il termine ‘trigger warning’ per la prima volta l’altro giorno (ride, ndR)! Per quanto riguarda le interviste, per anni sono stato diffidente e disilluso con questo tipo di ‘promozione’ perché comunicare ad altre persone cosa significa per me la mia musica, e parlare di come io vedo la musica in generale è sia noioso che IMPOSSIBILE per me. Ma, dall’altro lato, di rado ho letto interviste di altri musicisti che mi hanno dato un’idea di loro completa e gratificante, per cui ho evitato anche io, meglio non dare alcuna idea di te stesso che un’idea sbagliata. Secondo me, un tempo almeno, le interviste sono o erano quasi sempre fuorvianti”.

UN’ALTRA NOVITA’ NEL MONDO PIU’ RECENTE DEI LEVIATHAN E’ CHE OGGI, INVECE DI REGISTRARE TUTTO DA SOLO A CASA TUA, HAI DECISO DI FARTI REGISTRARE DA PRODUTTORI PROFESSIONISTI COME BILLY ANDERSON E SANFORD PARKER…
“Poter lavorare con Sanford o Billy è stato alquanto incredibile. Sono innanzitutto musicisti anche loro, hanno una forte integrità e passione per quello che fanno e, soprattutto, quei due hanno prodotto e registrato dischi che mi hanno cambiato la vita. Comunque, continuo sempre anche a fare da solo. Sto attualmente registrando da solo nuova musica e ho lanciato una label con la mia fidanzata STV (Stevie Floyd, nrR) chiamata Devout Records. E’ molto rinvigorente poter nuovamente scrivere e registrare tutto nella comodità e riservatezza delle quattro mura di casa mia”.

CI SPIEGHI IL SIGNIFICATO DEL TITOLO “SCAR SIGHTED”?
“Mmmm, ribadisce il concetto di ‘venerazione’… Ci sono anche altri elementi concettuali dentro però tipo Saturno, o il concetto di ‘tempo’… e poi confusione… e sollievo. In generale in ‘Scar Sighted’, non ci sono ‘risposte’, ci sono solo domande. ‘Scar Sighted’ significa vedere, rendersi conto di dove si è arrivati e guardarsi indietro per capire come si è mai potuti arrivare sin qua. Cercare di dare un senso alla propria esistenza, fare uno studio su se stessi, un processo che poi, a sua volta, genera altre domande ancora. I testi, come sempre nei Leviathan, sono più delle domande che delle affermazioni. Ulteriore conoscenza viene rivelata solo al momento della morte, suppongo…”.

IN “SCAR SIGHTED” CI SONO PER LA PRIMA VOLTA NELLA TUA CARRIERA MUSICALE DELLE CHIARE E OVVIE INFLUENZE PURAMENTE DEATH METAL….
“Sì, hai fatto centro. Adoro il death metal da morire, ma ti sbagli su una cosa: in tutti i passati lavori dei Leviathan ci sono influenze death, solo che sono meno ovvie. L’unica differenza in ‘Scar Sighted’ sta nel fatto che queste influenze ora si notano di più perché ho tentato per la prima volta voci gutturali e più basse più in linea con le vocals death metal, o, per lo meno, questa è la prima volta che permetto a qualcuno di sentirle (ride, ndR). Sono un grandissimo fan di Reifert (Autopsy), Pillard (Incantation, Disma), Martin van Drunen (Asphyx), Perun (Cianide), MkM (Antaeus, Aosoth)… e molte altre band come Ulcerate, Krisiun Immolation, Death Strike, e molte altre!”.

QUALI SONO LE INFLUENZE PRIMARIE CONFLUITE A CREARE “SCAR SIGHTED”?
“La mia vita, e quello che è stata sin ora… Stevie, Grail (loro figlia, ndR), lavorare con il signor Anderson, e tutta la musica ‘mostruosa’ con cui sono ossessionato tutti i giorni sin dall’alba dei tempi”.

TECNICAMENTE PARLANDO, COME NASCE UN DISCO DEI LEVIATHAN?
“Si inizia sempre dalla batteria, mio primo amore e mio strumento preferito, e poi si ‘rovina’ il tutto da lì. Sono passati molti anni da quando ho avuto accesso ad uno spazio personale in cui poter suonare indisturbato, per cui oggi giorno scrivo e registro molta più musica che in passato”.

COME VEDI “SCAR SIGHTED” SE PARAGONATO A TUTTI I TUOI DISCHI PRECEDENTI? PENSI SIA SOLO UN ALTRO CAPITOLO O CHE RAPPRESENTI IN QUALCHE MODO UN EPISODIO A SE’ PER QUALCHE MOTIVO?
“Lo vedo come un qualcosa che mi ha indirizzato su strade nuove e diverse che ora vorrei percorrere con i Leviathan. Inoltre accenna nuovamente a dove sono già stato in passato con i Leviathan. La mia mente ora è pienamente focalizzata sull’ancora non nato successore di ‘Scar Sighted’. ‘Scar Sighted’ è già passato…”.

SE POTESSI TORNARE INDIETRO NEL TEMPO CAMBIERESTI QUALCOSA DI “SCAR SIGHTED”?
“Qualunque cosa chiunque crei ‘poteva sempre essere meglio’, certamente. Ma io evito di fare questi ragionamenti con la mia musica. Una volta che il disco è missato, lo devo liberare. Lasciarlo andare libero per la sua strada per sempre, penso”.

SI SENTONO ANCHE INFLUENZE CRUST IN “SCAR SIGHTED”, ALCUNE PARTI DI BATTERIA SEMBRANO QUASI D-BEAT…
“Il cosidetto ‘D-Beat’, è stato fatto e rifatto mille volte da tante persone diverse negli anni. E’ uno stile che ha significati diversi a seconda del musicista che lo suona e lo interpreta. Nel mio caso si tratta dello ‘skank’ beat, una ritmica della batteria che discende da un certo black metal polacco, non proprio il D-Beat inglese di stampo punk a cui penso ti riferisca tu e che per me ha sempre significato Discharge, G.B.H., eccetera”.

DIRESTI CHE “SCAR SIGHTED” E’ STATO UN DISCO FACILE O DIFFICILE DA COMPORRE E REALIZZARE? IN GENERALE, PER TE E’ FACILE O DIFFICILE CREARE LA TUA MUSICA? TI DEMORALIZZI O DEMOTIVI SPESSO?
“Io sono contento al massimo della la mia musica. ‘Scar Sighted’ è stato un parto lungo devo dire, con questo devo ammettere che ci ho messo tanto a finirlo. Poi è subentrato Billy, e ha avuto molta pazienza con me, e ha contribuito con un sacco di idee preziosissime per aiutarmi ad arrivare dove volevo con il disco. Però su questo lavoro ero molto più focalizzato e concentrato che sul precedente. Come sempre in questi casi però, molto materiale è nato ed è stato scritto nel momento stesso in cui si registrava”.

I TUOI GUSTI MUSICALI SONO CAMBIATI MOLTO NEGLI ANNI?
“Alcune cose dalle quali ero ossessionato in passato ora non fanno più parte di me, mentre altre invece sono ancora lì ad ossessionarmi dopo anni. Il mio interesse primario oggi giorno sono le nuove band che emergono. Ci sono così tante validissime band ‘nasciture’ oggigiorno che stanno facendo musica splendida, ma che sfortunatamente non ottengono gli stessi riconoscimenti di tutte queste noiosissime band ‘post’-questo e ‘post’-quell’altro guidate dalle mode passeggere che ci sono in giro oggi. Vedere queste band che vogliono tutte suonare come i Sigur Rós con i blast beat è una cosa che non smetterà mai di lasciarmi basito. Va be’, è quello che è penso io (ride, ndR)! Io comunque sono alla costante ricerca di nuove band da sentire tutti i giorni”.

MOLTI MUSICISTI MIGLIORANO NEL TEMPO SUONANDO TANTISSIMO, FACENDO TOUR, E SUONANDO IN CONTINUAZIONE CON ALTRI MUSICISTI. TU NON HAI MAI FATTO NULLA DI TUTTO CIO’, E HAI SEMPRE FATTO LE COSE IN SOLITARIA. COME HAI FATTO A MIGLIORARE COME MUSICISTA NEGLI ANNI?
“Non c’è nulla di male nelle drum machine. A volte però fan cagare per certi blast beast (ride, nrR)! Io a dire il vero ammiro un sacco di one man-band. Penso sia la forma più pura di creazione musicale, perché non ci sono mai personalità che si scontrano, litigi, o compromessi di alcun tipo. In alcune rarissime e particolarissime circostanze anche a me piace suonare con altra gente. L’importante è che sia le gente giusta, e che io sappia in anticipo chi sono. I Leviathan però non sono uno di questi casi. Questo progetto è nato attorno alla mia necessità imparare e di ‘liberare’ ciò che ho in testa. Sarebbe impensabile cercare di ottenere questo risultato con il contributo di altri. Ora questa è la mia strada principale, perché come ti ho spiegato prima ho finalmente trovato – dopo anni – un posto dove posso suonare in santa pace, e dunque non mi posso fermare ora. Poi come ti dicevo, tanto materiale viene scritto nel momento stesso in cui lo registro, perché lo sento per la prima volta e spesso mi fa capire dove ho sbagliato e dove posso fare meglio, per cui sono molto concentrato sullo scrivere e creare da solo a casa mia, adesso”.

CHE PIANI HAI PER IL RESTO DELL’ANNO E PER L’ANNO PROSSIMO? COSA POSSONO ASPETTARSI I TUOI FAN PER IL FUTURO?
“Stiamo missando i primi demo dei Devout – nuovo progetto che ho insieme alla mia fidanzata Stevie. Stiamo anche cercando di finalizzare la reissue di ‘Flight of the Pegasus’ dei Dark Castle, nonché la realizzazione di nuovo materiale sempre dei Dark Castle, tutte uscite programmate per la nostra label Devout Records, speriamo nel 2016. Inoltre vorrei pubblicare una collezione di demo dei Leviathan, dei Renfield e dei Lurker of Chalice. E infine ho delle commissioni in cantiere per realizzare l’artwork per una manciata di album in arrivo di cui sono orgoglioso di essere parte”.

CI SARA’ MAI UN NUOVO DISCO DEI LURKER OF CHALICE?
“Se la solitudine e la quiete lo permetteranno… vedremo”.

I GIFTHORSE SONO STATA L’ULTIMA BAND CON CUI HAI SUONATO LIVE ANNI FA, QUANDO VIVEVI A SAN FRANCISCO E I LEVIATHAN NEANCHE ESISTEVANO?
“No, ho suonato live con i Krieg, e qualche anno fa con una band di cui non voglio menzionare il nome che viene da Chicago. Ho fatto il session-drummer per Von Goat e partecipato come ospite a molti dischi (Sunn O))), Nordvargr, TAURUS, il disco solista di Stevie, i Bastard Feast, ecc). Ho suonato poche volte dal vivo dopo i GiftHorse, e ho solo fatto date sporadiche o tour molto brevi. i Devout potrebbero benissimo diventare una live band in futuro, chi lo sa…”.

QUALI SONO LE TUE BAND PREFERITE DEL MOMENTO?
“Un po’ di nuovo (o novità per me, per lo meno) e un po’ di vecchio: Cruciamentum, Beketh Nexehmu, Grav, Grifteskymfning, Reveremorum Ib Malacht (e tutto il catalogo della Ancient Records e della Darker Than Black Records), Plague Phalanx, Abjvration, Necrot, Arktau Eos, A.M.S.G., Ill Omen, Sect Pig, Anatomy of Habit, Atriarch, Wulkanaz, Ride for Revenge, Ritual Necromancy, Adversarial, Pinkish Black, è una lista senza fine….”.

GRAZIE DELL’INTERVISTA JEF, A PRESTO!
“Grazie a voi ragazzi, alla prossima”.

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