LIFE OF AGONY – Rinascere dal dolore

Pubblicato il 15/10/2018 da

Una delle band cardine della scena post-hardcore newyorchese, che con il suo mix di thrash, pulsioni gothic e un approccio senza etichette ha contribuito non poco a portare il metal in ambito mainstream nella prima metà degli anni Novanta. Il segreto è sempre stata l’integrità creativa e umana dei suoi membri, una vera e propria famiglia che ha attraversato conflitti, situazioni personali controverse, un paio di split senza mai arrendersi; come testimoniato dal recente ritorno sulle scene, sia con esibizioni dal vivo che con il relativamente recente e apprezzabilissimo “A Place Where There’s No More Pain”. La calata in Italia per una data dopo ben quattordici anni (il 27 ottobre, maggiori informazioni qui) era l’occasione perfetta per incontrare Joey Z, fondatore e principale compositore della band, che testimonia delle radici NYHC della band con il suo fare scanzonato, sincero e decisamente amichevole.

Foto di Al Bello – Life Of Agony Official Website

CIAO JOEY, PARTIREI CON UNA DOMANDA FACILE. IL VOSTRO NUOVO TOUR SI CHIAMA “RISE OF THE UNDERGROUND”: È UN BILANCIO DELLA VOSTRA CARRIERA O UNA DICHIARAZIONE D’INTENTI?
– Direi che è una combinazione di entrambe le cose. Abbiamo scelto quel nome perché siamo di nuovo parte di un mercato musicale più piccolo, e volevamo anche fare un tour in posti più piccoli, con un contatto diretto coi nostri fan, offrendo loro una selezione di brani che magari non hanno mai sentito. E poi visitare posti dove non siamo mai stati o solo molti anni fa, come l’Italia, incontrando anche fan che magari non erano nemmeno nati quando abbiamo esordito nel 1993. Un ritorno alle origini, insomma!

IN EFFETTI L’ULTIMA VOLTA CHE VI HO VISTI È STATO ALL’HELLFEST UN PAIO D’ANNI FA, MENTRE MANCATE DALL’ITALIA DA QUASI QUINDICI ANNI.
– Già! Suoniamo a parecchi festival, e ovviamente è una figata avere davanti decine di migliaia di spettatori, ma ci piace anche avere una maggiore intimità in un piccolo posto stracolmo, dove puoi toccare i tuoi fan, sentire che brani chiedono, riconnetterti a loro. È più old school, no?

DECISAMENTE. DOPO, ANZI, APPROFITTEREI CHE NON AVETE UN NUOVO ALBUM DA PROMUOVERE PER PARLARE DELLA VOSTRA CARRIERA, FIN DA QUANDO ERAVATE, APPUNTO, UNA BAND DECISAMENTE OLD SCHOOL. MA SE PRIMA VUOI PARLARMI DELLE NOVITÀ IN CASA LIFE OF AGONY…
– Alla grande! Beh,  ti anticipo che abbiamo anche dei progetti per il futuro: stiamo lavorando a un nuovo album e un po’ di brani sono già pronti; siamo accasati nuovamente con la Napalm, ci siamo trovati molto bene con loro, per professionalità e passione. Poi, come saprai abbiamo una nuova batterista, ci siamo separati da Sal Abbruscato.

VOLEVO OVVIAMENTE CHIEDERTI COSA FOSSE SUCCESSO.
– La gente cresce, invecchia, si inizia magari a vedere le cose sotto differenti prospettive; noi tre volevamo contiuare come Life Of Agony, Sal aveva desiderio di dedicarsi maggiormente all’altra sua band, i Pale Horse Named Death e abbiamo pensato che fosse ragionevole andare per strade diverse. Veronica Bellino, la nostra nuova batterista, si è integrata alla grande nella band, sia a livello personale che come batterista, aspetto in cui la trovo eccezionale: ci siamo trovati bene con lei fin dalla prima prova, ha sempre ottime idee, passa con naturalezza dai nuovi brani che stiamo componendo alle nostre vecchie canzoni ed è anche molto a suo agio sul palco. L’ingresso di Veronica è stato decisamente rigenerante e ha dato un’iniezione di passione alla band.

È INIZIATO INSOMMA UN NUOVO CAPITOLO DELLA VOSTRA STORIA… CHE COMPIE ORMAI QUASI TRENT’ANNI; COME DESCRIVERESTI LA VOSTRA CARRIERA FINORA?
– È una sequenza di capitoli differenti, proprio come dici tu, e siamo tutti molto eccitati di questa nuova fase, davvero: era francamente un bel pezzo che nella band non c’era questo entusiasmo. La nostra carriera è stata davvero un giro sulle montagne russe, ma ora siamo presi con la composizione dei brani, siamo carichi per tornare in tour, Mina è di nuovo nella band al 100%, … Sai, Alan e io abbiamo sempre cercato di tenere la band insieme, ma anche noi due abbiamo avuto delle difficoltà a mandare avanti la band a fine anni Novanta, mentre adesso tutto sembra girare per il meglio.

È BELLO SAPERE CHE SIETE TORNATI PER DAVVERO, DOPO UN PAIO DI SPLIT CHE HANNO FATTO DECISAMENTE PREOCCUPARE I VOSTRI FAN.
– Sì, è stato davvero impegnativo ma lo dicevi anche tu: sono quasi trent’anni di carriera e insomma… Wow, è bellissimo essere ancora in giro assieme! Vedremo come ci accoglieranno i fan, anzi: posso farti una domanda io? Com’è la scena in Italia? Sento pareri molto diversi.

DICIAMO CHE SULL’AFFLUENZA AL VOSTRO SHOW NON HO DUBBI, PER IL RESTO LA SCENA METAL DALLE NOSTRE PARTI HA UN PO’ DI LIMITI; DA UNA PARTE È SEMPRE PIÙ DIFFICOLTOSO VEDERE BAND STRANIERE IN LOCALI ALL’ALTEZZA, DALL’ALTRA ABBIAMO UNA SCENA NOSTRANA CON MOLTE BUONE BAND, MA CHE NON RIESCONO, TRANNE POCHI CASI, A USCIRE DAL PIÙ ASSOLUTO UNDERGROUND; E SEMBRANO SPESSO ESSERCI COMPARTIMENTI STAGNI TRA LE VARIE ‘SCENE’.
– Capisco cosa intendi. Abbiamo suonato a Milano, a Roma, a Bologna, e ho sempre visto tanta gente, ma da quello che sento sembra che o uno ascolta stoner o black metal e così via, ci sono molte divisioni tra i sottogeneri del rock e del metal, gente molto settaria. Ma per quanto mi riguarda, beh, basta vedere la musica che suono: contiene parti di rock, metal classico, un pizzico di hardcore, è un insieme di generi.

ASSOLUTAMENTE. CHE CONTA SONO LE EMOZIONI CHE RIESCI A TRASMETTERE, SECONDO ME.
– Esattamente! E penso che il successo che i Life Of Agony hanno avuto negli anni dipenda da questo: trasmettere emozioni. Ritengo si senta che scriviamo di vita reale, riuscendo così ad avere una connessione vera con in nostri fan, capiamo cosa succede nella loro vita e viceversa, siamo cresciuti con la nostra musica e i nostri fan, abbiamo delle famiglie, tutto torna con sincerità nelle nostre cose.

AL TEMPO DELLA VOSTRA FORMAZIONE ERAVATE PARTE DI UNA SCENA NEWYORCHESE NOTEVOLE, E TU SEI STATO ANCHE PARTE DELLA REUNION DEI CARNIVORE NEL 2006. COSA TI PIACE RICORDARE DI QUEI TEMPI E DI QUELLE BAND CON CUI CONDIVIDEVATE I PALCHI?
– Ho ancora molti contatti con la scena locale, anche perché come saprai quando non suono faccio anche il produttore e il tecnico del suono, e la maggior parte delle band sono di New York e dintorni. Sono ancora molto legato ai ragazzi dei Sick Of It All e dei Madball, con cui siamo cresciuti assieme, così come a Kenny Hickey e Johnny Kelly dei Type O Negative, che hanno suonato di supporto al nostro tour in America con la loro nuova band, i Silvertomb; bene o male siamo ancora amici con i ragazzi con cui abbiamo condiviso quegli anni, e personalmente vado spesso a concerti, quando sono a casa. Per quanto riguarda i Carnivore, dopo che Peter se n’è andato, penso che ovviamente siano finiti, perché Lui era i Carnivore. Ma mi capita ancora di riascoltarli, di pensare a cos’è stato suonare con Peter: era un genio, musicalmente parlando, ed era un piacere suonare con lui e al suo fianco su un palco. Dirgli addio è stato tremendo, ricordo che eravamo tutti distrutti, al funerale; e penso a chi, cioè Johnny, Kenny, Sal o Josh (Silver, tastierista dei Type O Negative, ndR) ha suonato molto più di me con lui e non ne avrà più modo, è davvero tristissimo. Posso solo essere grato di averlo conosciuto, e imparare sempre più a godermi la musica che faccio e il contatto coi fan.

È MOLTO BELLO QUELLO CHE DICI. SIA PER L’ETERNO LEGAME CON QUEL MONDO HARDCORE MAI SOPITO A NEW YORK, SIA PER L’IDEA DI GODERSI LA VITA E LE PERSONE INTORNO IL PIÙ POSSIBILE.
– Assolutamente. Come detto sono cresciuto con molti dei ragazzi di queste band, con le loro famiglie, era un periodo meraviglioso… prima non ti ho citato i Cro-Mags, altri grandi amici, o i Biohazard: con Billy (Graziadei, ndR) e il suo nuovo progetto, i Billybio, stiamo cercando anche di suonare assieme, in futuro.  Billy è stato una grande influenza per noi, e abbiamo già condiviso il palco con i suoi Powerflo… e di solito canta anche qualche pezzo con noi, ma forse non dovevo rivelarti una sorpresa, eheheh!

FARÀ LA GIOIA DEI FAN, BENE! IL VOSTRO ULTIMO ALBUM, USCITO ORMAI UN PAIO D’ANNI FA, MISCHIAVA MOLTO BENE LE DIVERSE ATTITUDINI DEI LIFE OF AGONY: C’ERA L’ATMOSFERA CUPA DEGLI ESORDI, IL SOUND PIÙ ALTERNATIVE DI “SOUL SEARCHING SUN”, ALCUNI ELEMENTI NUOVI, NON ULTIMO IL NUOVO APPROCCIO VOCALE DI MINA, OVVIAMENTE. SENZA VOLER ENTRARE NEI DETTAGLI DELLA VITA PRIVATA DI MINA, COME VEDI LA VOSTRA ATTUALE DIREZIONE MUSICALE E IL CAMBIAMENTO ATTRAVERSO CUI SIETE PASSATI?
– Come detto prima, stiamo già scrivendo nuovo materiale e sperando che l’album esca nel 2019, posso anticiparti che, secondo noi, conterrà molti elementi che i nostri fan desiderano dal nostro sound. Ci sono riff, groove, attitudine e Mina ha preso molto più confidenza e sta trasmettendo grande forza alla band, perché  è nuovamente felice, e questa gioia passa anche a noi, ne stiamo guadagnando in intensità. Abbiamo sempre la nostra combinazione di oscurità e luce, per così dire, e sono convinto che gli ascoltatori resteranno positivamente stupiti.

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