LORD BELIAL – Intervista a Tomas Backelin

Pubblicato il 17/07/2002 da

“Angelgrinder”, il nuovo album dei Lord Belial, è uno di quei dischi che, pur non conservando il trademark che aveva a suo tempo reso celebri i suoi artefici, riesce a stanziarsi, grazie ad una lucidità e freschezza di songwriting, semplicemente come uno dei migliori episodi di un’intera e fortunata carriera che affonda le radici nella coppia di tape “Art Of Dying” e “Into The Frozen Shadows”, trasformatisi poi nel debut album “Kiss The Goat” del 1994, e che continua attraverso storici tasselli che portano il nome di “Enter The Moonlight Gate” e “Unholy Crusade”. Dopo alcuni fondamentali cambi di line-up che lo stesso Thomas Backelin (chitarra/voce) ci spiegherà, il quintetto svedese è riuscito nell’intento di produrre l’ennesimo vessillo di antichristian music: sempre più violento, estremo, ‘classico’, ma a suo modo moderno ed al passo con i tempi.
INNANZITUTTO COMPLIMENTI THOMAS, SONO RIMASTO DAVVERO IMPRESSIONATO DAL NUOVO ALBUM. CI TENEVO PARTICOLARMENTE AD INTERVISTARVI PER QUESTA NUOVA RELEASE. INIZIAMO SUBITO CON QUALCHE TUA CONSIDERAZIONE SU “ANGELGRINDER”, A PARTIRE DAL LIEVE CAMBIO STILISTICO E DALL’INGRESSO IN LINE UP DI UN NUOVO ELEMENTO CHE, COME MI PARE DI AVER CAPITO, HA INFLUENZATO NON POCO LA GESTAZIONE DI QUESTO NUOVO ALBUM…
“Penso che con “Angelgrinder” i Lord Belial siano cresciuti davvero moltissimo in quanto a violenza e crudezza e, soprattutto per quanto riguarda la produzione, dobbiamo tutto ad Andy LaRoque per aver compreso alla perfezione quale fosse il sound di cui necessitavamo. Questa nuova release, inoltre, vede la partecipazione di un nuovo chitarrista, Fredrik, che è entrato a far parte della band dopo un temporaneo abbandono di Pepa (Niclas Andersson, chitarra); avendo quindi partecipato alla stesura dei brani di “Angelgrinder”, Fredrik ha dato tutto il suo apporto compositivo, riuscendo inoltre a spostare il sound intricato e sovraccarico di arrangiamenti che avevamo sviluppato nei nostri precedenti album verso le radici stesse della band, facendoci riscoprire il gusto per la violenza più diretta ed istintiva ed un sound fondamentalmente basato sul guitarwork. In seguito, poi, Pepa è tornato a far parte della band così, in questo momento, nei Lord Belial ci sono tre chitarre, cosicché io posso concentrarmi maggiormente sulle ritmiche e sulle partiture acustiche, mentre Fredrik e Pepa si dividono le parti soliste.”

I LORD BELIAL SI DEFINISCONO ANCORA UNA ‘SWEDISH BLACK METAL’ BAND MA, SPECIALMENTE IN QUESTO NUOVO ALBUM, LE INFLUENZE DEATH METAL SONO ASSAI PIÙ VISIBILI CHE IN PASSATO…
“Nella sua primissima incarnazione, Lord Belial era una creatura dedita al più puro black metal, ma fin dagli inizi influenze thrash e death metal sono sempre state incorporate con molta naturalezza; non ci siamo mai obbligati a suonare entro dei ranghi, ed abbiamo sempre desiderato raggiungere un nostro modo di comporre e di sviluppare la nostra musica. Non ci importa sapere se quello che suoniamo è ‘puro’ black metal, o se è per la maggior parte contaminato da riff death metal… Quel che importa è che si tratti del ‘nostro’ materiale, e che sia esattamente quello che cazzo ci piace suonare. Non metto in dubbio che “Angelgrinder” sia vistosamente influenzato dal death metal, ma questo è quello che abbiamo creato. Il materiale del prossimo album sarà molto più legato alle nostre origini, con sempre meno blast-beasts e più parti d’atmosfera, che in questo “Angelgrinder” hanno avuto comunque uno spazio circoscritto.”

CHE TIPO DI CAMBIAMENTI HA SUBITO LA COMPOSIZIONE DEI NUOVI BRANI, DOPO L’ABBANDONO DI PEPA?
“Alcune canzoni di “Angelgrinder” sono state composte quando Pepa era ancora nella band; fino ad allora tutti i nostri album erano stati composti collettivamente, mentre invece per la prima volta veniva a mancare un membro fondamentale della band. Una volta contattato Fredrik ed iniziato a lavorare con lui, abbiamo completato il resto dell’album in poco tempo, riuscendo a tirar fuori dei brani nuovissimi che a mio avviso aggiungono nuove prospettive alla proposta della band.”

LA PRIMA COSA CHE HO NOTATO, ASCOLTANDO “ANGELGRINDER”,
È CHE IL VOSTRO TRADEMARK MELODICO SIA VENUTO MENO, COSÌ COME PER L’USO DEL FLAUTO E DELLE FEMALE VOCALS, CHE INVECE IN “UNHOLY CRUSADE” ERANO DEGLI AUTENTICI PUNTI DI FORZA… DA UNA PARTE AVETE AGGIUNTO MAGGIORE AGGRESSIVITÀ ALLA PROPOSTA, MA DALL’ALTRA AVETE PERSO IN PARTE IL VOSTRO MARCHIO DI FABBRICA… COSA NE PENSI, THOMAS?

“In parte ti do ragione; “Angelgrinder” è sicuramente molto più aggressivo e violento delle precedenti release dei Lord Belial e, essendo l’album molto più orientato verso linee di chitarre veloci ed estreme, non abbiamo sentito il bisogno, né tantomeno trovato l’occasione, di inserire delle linee di flauto o delle vocals femminili che non avrebbero avuto alcun senso nell’economia del disco. Solo in una canzone,
“Unrelenting Scorge Of War”, abbiamo utilizzato una partitura di flauto, e penso sia stato sufficiente per questa specifica situazione. Nel nostro nuovo mini cd, che conterrà tra l’altro la traccia censurata “Purify Sweden”, ci saranno ben due nuove tracce che registreremo prossimamente, in cui faranno bella presenza delle voci femminili e delle linee di flauto; inoltre saranno molto più melodiche del materiale presente su “Angelgrinder”, ed al tempo stesso meno complesse di quanto fatto ad esempio su “Unholy Crusade”. “

TORNANDO INVECE ALLA NUOVA LINE-UP CHE VEDE ADDIRITTURA TRE CHITARRE… COME PENSATE DI ORGANIZZARVI DAL VIVO, SPECIE PER LA RIPRODUZIONE DEI VECCHI BRANI? E, IN SECONDO LUOGO, NON AVETE PAURA DI RISULTARE ECCESSIVAMENTE ‘RUMOROSI’ USANDO TUTTI E TRE DELLE CHITARRE A SETTE CORDE?
“Bella domanda… La scelta di suonare metal estremo con delle sette corde, al posto delle classiche chitarre con accordatura ribassata, è una scelta che pochi sentono di abbracciare, per via di una maggiore difficoltà nell’esecuzione tecnica e nella necessità di suonare con maggiore precisione e pulizia per evitare che le frequenze di chitarra e basso si sovrappongano. Fin dal 1998 abbiamo iniziato ad utilizzare le sette corde, perché ci sentivamo in grado di riprodurre il nostro materiale fedelmente anche dal vivo; con l’aggiunta di un terzo chitarrista, ovviamente, le cose si complicano, ma Fredrik è un eccellente musicista, e fin’ora sta dando solo conferme positive della nostra ‘scelta’ di allargare la line-up. Sottolineo la parola ‘scelta’ perché, come ti ho detto già in precedenza, ad un certo punto ci siamo ritrovati con Pepa che voleva tornare a suonare con la band, dopo qualche tempo di assenza, ma non avevamo alcuna intenzione di allontanare Fredrik; ci siamo trovati così ad allargare la formazione senza troppo pensarci… Una line up con tre chitarristi non è un problema per noi, non vedo perché dovrebbe esserlo per gli altri.”

RIGUARDO LA RE-RELEASE DEL CLASSICO “SATAN DIVINE”… PER QUALE MOTIVO AVETE SCELTO PROPRIO QUESTA TRACCIA, E PERCHÉ AVETE DECISO DI INCLUDERLA NELLA TRACKLIST E NON, COME SAREBBE STATO PIÙ LEGITTIMO ASPETTARSI, COME TRACCIA AGGIUNTIVA?
“Non era nostra intenzione ri-registrare un brano a caso della discografia dei Lord Belial, ma volevamo proprio ridare una nuova veste a “Satan Divine”, un brano a cui siamo affezionatissimi, e che accompagna i live show della band praticamente da sempre. Abbiamo riarrangiato alcune parti, abbiamo aggiunto un nuovo assolo di chitarra; fondamentalmente abbiamo fornito una versione suonata con maggiore esperienza e una produzione più dignitosa di quella presente sul nostro debutto ‘Kiss The Goat’.”

PRIMA HAI ACCENNATO ALLA CANZONE “PURIFY SWEDEN”, CHE AVREBBE INIZIALMENTE DOVUTO FAR PARTE DELLA TRACKLIST DI “ANGEGRINDER” MA, PER QUALCHE ‘EVIDENTE’ PROBLEMA, LA VOSTRA LABEL HA DECISO DI CENSURARLA…
“Non voglio entrare in merito alla scelta della No Fashion di pubblicare l’album senza “Purify Sweden”; sul nostro sito ufficiale è possibile leggere il testo di questa song e, come è facilmente intuibile, si tratta di una presa di posizione nei confronti di quelle religioni come l’islam ed il cristianesimo che infestano la nostra terra, pur non appartenendo alle radici del nostro popolo. Non mi considero un credente ma, mentre riesco a comprendere i pagani perché il paganesimo è qualcosa che appartiene alla cultura ed alle radici di noi svedesi, non comprendo e tantomeno giustifico il cristianesimo e l’islamismo che proliferano in questa zona. In ogni modo, nei prossimi mesi la Metal Fortress pubblicherà questo mini cd che conterrà, oltre a due nuove tracce, anche la cover di “Come To The Sabbath” dei Mercyful Fate.”

QUANTO CREDI SIA IMPORTANTE L’IDEOLOGIA NELLA MUSICA BLACK METAL? E’ POSSIBILE SECONDO TE SEPARARE LA MUSICA DEI LORD BELIAL DALL’IDEOLOGIA?
“L’ideologia è molto importante, se non fondamentale, nel black metal; so che ci sono molte band cristiane nella scena estrema, ed io non posso che pisciare sopra costoro, i loro credi e la loro schifosa musica! Una cosa importante è però non trasformare mai la propria ideologia in una religione… E’ patetico cercare di combattere le altre religioni con una religione…”

COSA CREDI SIA CAMBIATO NELLA SCENA METAL SVEDESE NEGLI ULTIMI ANNI?
“La differenza fondamentale tra black metal svedese di adesso e quello di qualche anno fa risiede soprattutto nelle produzioni. Ci sono state molte ottime produzioni che hanno alzato il livello qualitativo delle uscite e, in secondo luogo, anche le capacità tecniche dei musicisti sono aumentate tremendamente. Sia chiaro, penso che il vecchio sound di band come Bathory o Venom perda terribilmente di fascino con una produzione pulita, mentre il loro sound sporco fa parte della loro attitudine e della loro proposta musicale; al tempo stesso, per una band come i Lord Belial, è necessario possedere una produzione decente che possa esaltare tutte le caratteristiche e le sfumature della nostra musica…”

QUALI PENSI SIANO LE MAGGIORI DIFFERENZE TRA IL BLACK METAL NORVEGESE E QUELLO SVEDESE?
“Non penso ci siano differenze rilevanti… Entrambe le scene sono sinonimo di black metal di altissima qualità. Credo che almeno il 90% delle migliori band estreme vengano proprio dal nord Europa!”

QUANTO RITIENI NECESSARIO PER UN MUSICISTA PORSI OGNI VOLTA DEI NUOVI OBIETTIVI, DELLE NUOVE SFIDE?
“Molto, davvero molto importante. Se non riesci a trovare nuovi stimoli in nuove avventure e sfide con te stesso, finisci per ristagnare nelle tue conoscenze e nei tuoi limiti senza riuscire a trovare una via d’uscita. Per quanto riguarda i Lord Belial, credo che in questi dieci anni di attività siamo riusciti ad evolverci in continuazione senza mai rinnegare le nostre radici, accontentando così noi stessi ed il nostro pubblico.”

CREDI QUINDI DI AVER RAGGIUNTO IL TUO OBIETTIVO/SOGNO COME MUSICISTA?
“Posso dire di aver raggiunto il mio obiettivo perché i Lord Belial sono diventati una realtà che produce regolarmente album, gira il mondo in tour, suona nei grandi festival, incontra una valanga di pazzi metal maniac di tutto il mondo. Tanta gente ama sognare… Noi stiamo vivendo il nostro sogno.”

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