I Lorquin’s Admiral si sono assunti l’onere e l’onore di proseguire la lunga tradizione stoner delle Desert Sessions, in cui musicisti di diversi gruppi collaboravano insieme per produrre canzoni, jam o semplicemente per sperimentare nuove direzioni.
Certo, una volta ci si riuniva presso il Rancho Della Luna, ora ci si spedisce via mail un file zip zeppo di riff e idee, ma il risultato di queste corrispondenze è ancora un disco che ancora riesce a scaldare il cuore degli appassionati del rock desertico.
Dandy Brown e Nick Hannon, che della band sono rispettivamente cantante (in coppia con la moglie Dawn) e bassista hanno accettato di parlarci di questo progetto, e delle innumerevoli esperienze che hanno segnato la loro carriera, perché in fondo ci piace pensare che sia di musica che vivono i gli artisti che più apprezziamo.
CIAO NICK E DANDY, BENVENUTI SU METALITALIA.COM. QUAL E’ L’ORIGINE DEL NOME DELLA BAND, LORQUIN’S ADMIRAL?
– Dandy: Nelle fasi iniziali, quando ci scambiavamo riff e idee per la scaletta, tutti noi abbiamo iniziato a proporre nomi che potessero funzionare per la band. Durante questo periodo ho trovato un sito web che mostrava fotografie e nomi di farfalle della California, e lì ho visto l’immagine della Limenitis Lorquini, più comunemente conosciuta come ‘Lorquin’s Admiral’, appunto.
In quel periodo, avevo preparato una lista con dozzine di proposte, nomi che ritenevo interessanti o semplicemente belli, ma ogni volta che inviavo le mie idee a Nick e Marlon, Lorquin’s Admiral continuava a colpirmi avanzava nella mia classifica. Mentre completavamo il disco e Dawn iniziava a lavorare sull’artwork, è diventato chiaro come il nome e l’immagine di una farfalla potessero descrivere al meglio il suono della band.
C’è una bellezza indescrivibile nella Lorquin’s Admiral, e ho sempre percepito un’aura psichedelica intorno ai lepidotteri, quindi abbiamo optato per questa scelta.
IL GRUPPO È UNA COLLABORAZIONE TRA MEMBRI DI (FRA GLI ALTRI) AFGHAN WHIGS, TAWNING SONS, SONS OF ALPHA CENTAURI E FIZZ FUZZ; IN CHE MODO LE VOSTRE ESPERIENZE PRECEDENTI HANNO CONTRIBUITO A DEFINIRE IL SUONO DELLA BAND?
– Nick: Sia io che Dandy avevamo già lavorato in progetti di questo genere, anzi, una sua iniziativa, l’Orquesta del Desierto, un collettivo dall’approccio simile a quello delle Desert Sessions che riuniva musicisti affermati per dare vita nuove collaborazioni, mi ha ispirato nei primi anni 2000, quando queste proposte non erano ancora comuni nella scena rock.
La differenza tra è Lorquin’s Admiral e Orquesta del Desierto è che quest’ultima era una band formale, che lavorava su canzoni già strutturate, mentre noi partiamo da jam spontanee. In ogni caso, ascoltare il debutto dell’Orquesta del Desierto mi ha mostrato come fosse possibile coinvolgere artisti provenienti da band differenti ma dalla stessa scena, per convincerli a collaborare, suonare e creare qualcosa di nuovo; così nel 2007 ho iniziato a lavorare con i ragazzi dei Karma to Burn e l’anno successivo con gli Yawning Man. Nel caso specifico degli Lorquin’s Admiral, internet ha reso possibile una comunicazione istantanea di idee tra musicisti geograficamente lontani, e così è nato il disco.
DANDY E DAWN SONO I CANTANTI DELLA BAND, MENTRE NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI SONO MARITO E MOGLIE. IN CHE MODO LE DINAMICHE FAMILIARI SI RIFLETTONO ALL’INTERNO DEL GRUPPO?
– Dandy: Ho lavorato a dozzine di album, sia come produttore che come performer, e in studio mi è capitato di osservare ogni tipo di dinamica. A volte succede che sia solo una o due persone a tenere le redini di tutto ciò che accade in studio, e in questo caso osservo una sorta di disconnessione tra i leader e gli altri musicisti che lavorano all’album.
Non sto giudicando le dinamiche che si creano in queste situazioni ma, come osservatore, ho sempre sentito che la ‘dinamica familiare’ di cui parli è ostacolata, e che non tutti si sentono davvero parte del progetto quando una o due persone sono responsabili dell’intera operazione. Non mi è mai piaciuto essere coinvolto in sessioni di questo tipo, perché sembrano sempre perdere un po’ della gioia dell’esperienza.
Le migliori esperienze, almeno per me, sono sempre state quelle in cui tutti si sentivano liberi di contribuire, di esplorare i misteri e le possibilità della musica e, cosa più importante, di essere coinvolti in una sessione in cui le loro idee fossero apprezzate e ascoltate senza pregiudizi, quasi come fossero parte della famiglia. Questo non vuol dire che ogni idea proposta sia la migliore per la canzone o per l’atmosfera complessiva di un album, ma è sacrosanto che tutti possano fare le loro proposte.
Questa è sempre stata la dinamica che esiste tra Dawn e me quando scriviamo e registriamo musica, e portiamo sicuramente questa atmosfera in qualunque disco a cui lavoriamo, sia con questa band che con i Fizz Fuzz.
Sin dall’inizio, mentre iniziavo a ragionare sulla struttura del gruppo che si sarebbe poi chiamato Lorquin’s Admiral, sapevo della necessità di creare un ambiente in cui i contributi di tutti fossero discussi e riconosciuti. Questo, a mio parere, è stato l’elemento fondamentale per stabilire una connessione tra persone che non avevano mai lavorato insieme prima, e che non si erano mai incontrate di persona prima di entrare in studio.
La comunicazione è sempre importante per creare questa dinamica, e in questo siamo stati decisamente bravi.
MENTRE ASCOLTAVAMO L’ALBUM ABBIAMO PERCEPITO UNA FORTE IMPRONTA STONER (E QUESTO È OVVIO, VISTO CHE LA MAGGIOR PARTE DEI MEMBRI DEI LORQUIN’S ADMIRAL HA FAMILIARITÀ CON QUESTO STILE), MA ANCHE L’INFLUENZA DI MOLTO HARD ROCK ANNI ’70. QUALI BAND VI HANNO INFLUENZATO DI PIÙ?
– Nick: Quando inizialmente immaginavo come avrebbe suonato questo album, pensavo che avremmo creato una sorta di ‘Hermano meets Sons Of Alpha Centauri’, pieno di riff veloci e trascinanti. Tuttavia, man mano che le tracce iniziavano a prendere forma, ho visto emergere alcuni tratti di progressive e alternative rock. Infine, Dawn si è messa a cantare, e in quel momento ho percepito delle vibrazioni che sentivo più dai tempi del debutto dei Garbage, un album che ancora amo moltissimo.
Per quanto riguarda le band che mi hanno influenzato di più, sono spesso indeciso tra Faith No More o Helmet, ma oggi propendo per gli Helmet, che sono il gruppo che sta dietro al 90% del riff degli anni ’90, dell’alternative metal e dell’hardcore. So che molte persone parlano di Black Sabbath, Sex Pistols o Pink Floyd, ma tuttavia gli Helmet rimangono la mia ispirazione principale.
SIAMO DECISAMENTE INCURIOSITI DALLA VOSTRA COLLABORAZIONE CON L’ETICHETTA ITALIANA ARGONAUTA RECORDS. CI POTRESTE RACCONTARE COME AVETE DECISO DI AFFIDARVI A LORO?
– Dandy: A essere onesti, una volta terminato l’album, Nick, Marlon e io abbiamo parlato delle etichette che avremmo voluto contattare per pubblicare il disco, ma non sapevamo davvero quale fosse la scelta migliore. Tutti noi abbiamo fatto esperienza con etichette che hanno pubblicato i nostri album precedenti, ma non eravamo sicuri che il disco dei Lorquin’s Admiral sarebbe stato di loro interesse.
È vero, ci sono sicuramente elementi di desert rock, ma anche blues, e persino delle armonie pop, senza che il disco sia comunque ascrivibile all’interno di queste categorie. Ci siamo ritrovati con un album che era una sintesi una sintesi dei generi musicali che amiamo, e questo è un punto a nostro favore perché siamo riusciti a muoverci oltre i confini dei generi che abbiamo sempre suonato; tuttavia, molte etichette discografiche tendono a rimanere fedeli ad uno stile per mantenere un pubblico ben definito.
Per un’etichetta che ha sempre pubblicato doom, stoner o blues rock, diventa quindi difficile accettare senza riserve un album come Lorquin’s Admiral, con una miscela unica di vari tipi di musica e c’è sempre una certa esitazione nel pubblicarlo. Alla fine il disco aveva bisogno di un’etichetta con una visione aperta e la voglia di evolversi, ed è questa l’impressione che abbiamo avuto di Argonauta Records, subito dopo che i loro ragazzi hanno ascoltato il nostro lavoro.
OGNUNO DI VOI È COINVOLTO IN NUMEROSI PROGETTI MUSICALI. TROVATE DIFFICILE RIUSCIRE A GESTIRE LE ESIGENZE DI TUTTE LE BAND IN CUI SUONATE?
– Nick: Può essere difficile quando hai più progetti in corso, ma suonare e fare musica è ciò a cui do la massima priorità quindi non c’è una vera e propria lotta tra i vari gruppi in cui sono coinvolto. Penso che sia una sfida cruciale investire il tempo in ciò che si ama, a volte il vero problema è far coincidere il tempo di tutti!
ABBIAMO APPREZZATO IL VOSTRO ALBUM, E SAREMMO PIUTTOSTO CURIOSI DI VEDERVI ON STAGE. CI SONO SPERANZE PER VEDERVI IN ITALIA, NEI PROSSIMI MESI?
– Dandy: Anche noi siamo curiosi suonare dal vivo questo disco. Non posso dire con certezza se faremo o no concerti a breve, perché i nostri musicisti vivono a migliaia di chilometri di distanza (ho lo stesso problema con gli Hermano ed i Fizz Fuzz, in fondo).
Se tutti noi vivessimo almeno nella stessa regione, sono certo che i Lorquin’s Admiral si sarebbero già esibiti dal vivo molte volte tuttavia, organizzare una performance live per il gruppo richiede parecchia pianificazione, tenendo conto che non abbiamo mai organizzato realmente prove con tutti i membri della band nella stessa stanza. Adoriamo l’Italia e tutti i nostri amici italiani, e ci piacerebbe davvero fare uno show lì. Magari Argonauta ha qualche fondo extra per comprare voli, affittare l’attrezzatura ed una sala prove!
POTRESTE RACCONTARCI IL MODO CON CUI NASCONO LE CANZONI DELLA BAND? SI PARTE DA SESSIONI DI IMPROVVISAZIONI DOVE OGNUNO PORTA LE PROPRIE IDEE IN STUDIO O QUALCHE MUSICISTA ASSUME IL RUOLO DI COMPOSITORE PRINCIPALE?
– Nick: La maggior parte delle tracce nasce come un brodo primordiale di riff o accordi che ho assemblato.
Marlon, il chitarrista con cui suono da più di venticinque anni (praticamente da quando avevamo entrambi quindici anni) è un esperto nel processare, limare e riassemblare, ed è capace di orchestrare i pezzi, trasformando idee in canzoni dalla forma tangibile.
Da lì, iniziamo a definire il ritmo per inviare un demo a Dandy e Dawn. Riassumendo, gli ingredienti di base e la costruzione sono normalmente forniti da me e Marlon in un processo simile a quello che già seguiamo con i Sons Of Alpha Centauri.
A PARTE LE BAND CHE HANNO INFLUENZATO IL SUONO DEI LORQUIN’S ADMIRAL, QUALE MUSICA ASCOLTATE, DI SOLITO?
– Dandy: Non esiste una risposta univoca a questa domanda, ognuno di noi ha gusti musicali piuttosto eclettici, e forse questa è una delle migliori qualità del nostro gruppo, l’apertura verso tutti i generi musicali. Credo che questa attitudine si percepisca bene ascoltando il disco.
RECENTEMENTE ABBIAMO ASSISTITO A NUMEROSE REUNION E QUALCHE REVIVAL NOSTALGICO. VI SIETE FATTI UN’OPINIONE, IN MERITO?
– Nick: Alcune reunion funzionano bene, altre no. Certo, la formazione originale non è sempre la formazione con cui conosciamo maggiormente una band, e spesso l’ultima line-up non è la migliore.
Il modo migliore in cui ho visto band riunirsi è semplicemente quello di ripartire da dove tutto era stato interrotto, senza un obiettivo specifico come “riuniremo questa formazione e suoneremo per intero questo album”: semplicemente si rimettono insieme, tornano sul palco, e possono (se funziona) pubblicare un nuovo disco. La miglior reunion di cui sono stato testimone è stata quella dei Faith No More, nel 2009, un tour di gran classe.
ABBIAMO NOTATO CHE LA VOSTRA PRESENZA SUL WEB È PIUTTOSTO LIMITATA (NESSUN ACCOUNT FACEBOOK O INSTAGRAM, NESSUN SITO UFFICIALE). COME AVETE DECISO DI PROMUOVERE IL DISCO?
– Dandy: Abbiamo ragionato sul fatto che monitorare più di una pagina Bandcamp avrebbe diluito l’interazione con le persone che apprezzano il disco.
Siamo già presenti con i social media e pagine web per tutti gli altri nostri progetti, quindi estendere l’impegno anche a questo progetto sarebbe stato eccessivo.
In ogni caso, nutriamo una grande fiducia nel team di Grand Sounds e nell’abilità di Argonauta, e siamo estremamente grati a tutta la stampa, i blogger e i podcaster che hanno mostrato interesse per l’album. È davvero sorprendente quanto lontano si sia spinta la diffusione di “Lorquin’s Admiral’s” grazie a queste fonti, e siamo grati a tutte le persone che ci hanno supportato.
IN METALITALIA.COM ADORIAMO LE CLASSIFICHE: QUALI SONO GLI SHOW CHE NON DIMENTICHERETE MAI?
– Nick: Sicuramente, aprire il primo DesertFest nel 2012 sul main stage come Sons of Alpha Centauri è stata un’esperienza fantastica, e la presenza dei nostri amici Karma to Burn ha reso tutto ancora più speciale.
Dopo tre anni di concerti londinesi come Desertscene, quando Reece e Jake hanno presentato per la prima volta il progetto, aprire con Sons of Alpha Centauri è sembrata la scelta giusta per tutti noi. Da allora, fra l’altro, siamo coinvolti nell’organizzazione del festival e ne siamo molto orgogliosi.

