LOST HORIZON – Intervista a Cosmic Antagonist

Pubblicato il 27/02/2003 da

Sinceramente non capisco certi musicisti: se la mia band ottenesse un contratto discografico e avessi quindi la possibilità di fare interviste e poter parlare della mia musica a decine di persone di ogni parte del mondo ne sarei incredibilmente entusiasta! Alcune volte, invece, mi capita di avere a che fare con persone come Martin Furangen, in arte Cosmic Antagonist, bassista dei power metaller svedesi Lost Horizon, che sembrano quasi infastiditi dal dover svolgere certe attività promozionali. Non mi era mai capitato di intervistare una persona che avesse tanta difficoltà a  comunicare con altre persone da non riuscire quasi a dire due frasi di senso compiuto uno dopo l’altra. Come avrete potuto capire l’intervista non è stata certo divertente: dal canto mio ho fatto del mio meglio per estrapolare da essa il maggior numero di informazioni possibili ma è stata veramente dura, tanto che, alla fine, il nostro, visibilmente annoiato, ha iniziato a rispondermi con monosillabi, costringendomi in pratica a concludere alla svelta questo strazio.

SIETE SODDISFATTI DEI RISULTATI OTTENUTI CON “AWAKENING THE WORLD”?
“Sì, molto. Abbiamo ricevuto molte recensioni positive e il responso dei fan ai concerti è stato incoraggiante”.

POTRESTI ORA PRESENTARE IL VOSTRO NUOVO ALBUM AI NOSTRI LETTORI?
“Ehm…non so cosa dire…posso parlare per prima cosa delle differenze che intercorrono tra ‘A Light To The Ground Beneath’ e il debut album?”.

CERTO!
“Bene, allora, il debut album era molto veloce ed aggressivo mentre il nuovo è molto più melodico, epico e dinamico. E’ per noi un grosso passo in avanti nella ricerca di uno stile personale. Il songwriting e le registrazioni ci hanno portato via circa otto mesi, molto meno rispetto al passato. Infatti questa volta abbiamo registrato tutto in un unico studio mentre per ‘Awakening The World’ avevamo utilizzato ben sei differenti studi”.

OK, HAI DETTO CHE I NUOVI BRANI SI DIFFERENZIANO PARECCHIO DA QUELLI DEL DEBUT. QUESTO CAMBIAMENTO IN FASE DI SONGWRITING E’ STATO SPONTANEO O LO AVETE DECISO A PRIORI?
“No, è nato tutto in modo naturale. Non so dirti molto perché è Wojtek, il chitarrista, ad essere il principale compositore della band: questa volta ha scritto dei brani più teatrali e in media più lenti perché forse aveva più idee del solito e voleva inserirne il più possibile in ogni canzone. So che ha recuperato anche delle melodie e dei riff scritti circa dieci anni fa”.

GLI ALTRI DELLA BAND NON PARTECIPANO MAI AL SONGWRITING?
“Be’, in un certo senso sì: analizziamo attentamente il materiale che ci sottopone Wojtek e a volte lo modifichiamo per adattarlo meglio al nostro stile”.

COME CREDI CHE SI POSSA DEFINIRE LA VOSTRA MUSICA?
“True metal. Non ci piace essere definiti una power metal band, come invece spesso accade”.

BE’, DOVRAI PUR AMMETTERE CHE NON SIETE POI COSI’ DISTANTI DA QUEL TIPO DI MUSICA…
“No, non sono d’accordo. Noi abbiamo uno stile già abbastanza personale. Inoltre da almeno cinque anni non risentiamo di alcuna influenza esterna e le altre band, soprattutto quelle in giro attualmente, non ci interessano quasi per nulla”.

DAVVERO?
“Sì, l’unica band che ha saputo davvero colpirmi negli ultimi dieci anni sono stati gli Slipknot”.

QUINDI NON APPREZZI NEANCHE UNA DELLE RECENTI BAND DI POWER O CLASSIC METAL?
“No, trovo che la scena power sia piena di incompetenti e di band che si copiano l’un l’altra… forse solo i Rhapsody hanno fatto qualcosa di buono”.

SO CHE C’E’ UN CONCEPT MOLTO PARTICOLARE DIETRO I TESTI E L’ATTITUDINE DELLA BAND. TI VA DI PARLARMENE?
“Fondamentalmente il concept dietro i Lost Horizon è quello di credere sempre e solo in se stessi, di dare il meglio in ogni situazione e di credere fermamente nella nostra espressione artistica. Musica, testi e copertina parlano della nostra filosofia e rifletteranno sempre ciò che siamo: la band è la cosa più importante della nostra vita. Guardo con disprezzo alle band che nei loro dischi parlano di draghi, castelli e spade: tutto ciò non ha senso per me, è troppo impersonale e stereotipato”.

OK, CAMBIAMO ARGOMENTO: AVETE IN PROGRAMMA UN TOUR?
“Faremo un mini tour in Spagna, poi credo che suoneremo un po’ in Svezia e nei festival estivi. Purtroppo la nostra casa discografica non si sta occupando troppo di noi ultimamente, sono sempre impegnati a promuovere un’altra band svedese: gli Opeth”.

BENE, IO MI FERMO QUI, GRAZIE PER L’INTERVISTA, VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA?
“No, va bene così. Grazie a te e ai fan Italiani per il loro supporto”.

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