ECCOCI QUA, DAVID! I LYZANXIA IN ITALIA NON SONO MOLTO CONOSCIUTI, SEBBENE ABBIANO ALLE SPALLE UN BEL PO’ DI STORIA. CI FAI UN BREVE RIASSUNTO DELLA VOSTRA CARRIERA? “D’accordo! La band è stata fondata da me e da mio fratello Franck nel 1997; le prime registrazioni sono state un four-track demo intitolato ‘Rip My Skin’ ed un full-length autoprodotto, ‘Lullaby’, risalente al ’98; due anni dopo è stata la volta di ‘Eden’, realizzato in collaborazione con il noto producer svedese Fredrik Nordström, così come ‘Mindcrimes’, il nostro terzo lavoro, registrato nel 2002. L’ultimo nato è ovviamente ‘Unsu’, uscito da poco e anch’esso prodotto in Svezia assieme a Fredrik. L’anno scorso ha visto il nostro passaggio dalla label americana Reality Entertainment all’europea Listenable Records, abbiamo una nuovissima sezione ritmica, composta dal batterista Clément Decrock e dal bassista Vins Perdicaro, e attualmente stiamo facendo parecchi concerti per promuovere il nuovo disco. E credo possa essere tutto!”.
INIZIAMO CON LE MOLTE CURIOSITA’ DA TOGLIERSI: COSA STA A SIGNIFICARE LYZANXIA? AD OCCHIO E CROCE, SUGGERIREI QUALCOSA TIPO ‘ANSIA LISERGICA’…
“Sì, bel tentativo, ci sei andato vicino! Lyzanxia in realtà deriva dal nome di un farmaco che serve a curare gravissimi stati depressivi, esaurimenti nervosi o crisi di demenza. Letteralmente si può tradurre come ‘distruttore d’ansia’. Crediamo questo monicker sia perfetto per la nostra musica, in quanto la sua aggressività serve in qualche modo a liberarci da certi pesi, ed inoltre i nostri testi si rifanno più o meno alle malattie mentali e ai comportamenti deviati della gente…”.
“UNSU” E’ PRATICAMENTE IL VOSTRO QUARTO ALBUM. TI VA DI RIPERCORRERE, ATTRAVERSO GLI ALBUM PASSATI, LA VOSTRA MATURAZIONE MUSICALE?
“Dunque, i nostri due precedenti album, ‘Eden’ e ‘Mindcrimes’, li considero ottimi dischi, ma ovviamente reputo ‘Unsu’ la nostra massima espressione stilistica ad oggi: è più maturo, aggressivo, diretto e groovy di tutto quanto abbiamo fatto finora. Lo stile dei lavori passati è inquadrabile come thrash/death pesante ma melodico, basato sul riffing e sul doppio cantato. Se vogliamo parlare di evoluzione, ti potrei descrivere ‘Unsu’ come thrash metal dal nuovo sound, in quanto, come normalmente succede, la nostra esperienza è cresciuta e, pur mantenendo i caratteristici tratti Lyzanxia, abbiamo fornito quel tocco brutale in più che ci mancava. Anche a livello tecnico e di produzione, siamo decisamente cresciuti, non si può negare! Tornando ai dischi vecchi: ‘Eden’ venne originalmente distribuito solo in pochi Paesi, ma il feedback che ne ricevemmo fu grandioso. Lo stesso vale per ‘Mindcrimes’, il quale venne promosso prima in Giappone, Stati Uniti e Francia, ottenendo grossi risultati. Pensa che riuscimmo pure a fare un tour americano completo! In effetti, però, ci rendemmo conto di come in Europa eravamo poco conosciuti, quindi, per l’album successivo, quest’ultimo appunto, decidemmo di cambiare registro. Con la Listenable andiamo sul sicuro: lavorano duro, sono professionali, ti supportano molto e la label è distribuita ovunque. Finalmente tutti scopriranno i Lyzanxia e fino adesso, come speravamo, abbiamo ricevuto commenti più che positivi”.
OK…OVVIAMENTE IL TITOLO E’ LA PRIMA COSA CHE SALTA ALL’OCCHIO! COSA DIAVOLO VUOL DIRE “UNSU” E CHE RELAZIONE HA CON I TESTI? E, GIA’ CHE CI SIAMO, PARLAMI UN PO’ DELLA COPERTINA…
“’Unsu’, innanzitutto, non è un concept-album. Ma questa parola crediamo sia la perfetta rappresentazione di ciò che contiene l’album, ovvero violenza controllata. Devi sapere che ‘unsu’ è una parola giapponese usata nel karate: letteralmente significa ‘mano di nuvola’ e dà il nome ad uno dei kata superiori (un kata è un combattimento virtuale con più nemici contemporaneamente). Abbiamo scelto questo termine perché io e Franck pratichiamo arti marziali a livello agonistico fin dalla nostra infanzia ed esse fanno parte, proprio come la musica estrema, della nostra vita. Noi consideriamo la musica estrema ed il karate come due discipline complementari, in quanto, nei loro modi diversi, entrambe necessitano di massima precisione e capacità di controllare la violenza. Abbiamo sempre voluto combinare la nostra musica con il karate e ti posso anticipare che, fra un paio di settimane, gireremo il video della title-track di ‘Unsu’, al cui interno comparirà Myriam Szkudlarek, proprio la campionessa mondiale! Per la cover invece: come sempre, abbiamo dato pieni poteri al nostro artista di fiducia, Alain Trehard (www.trehard.com), il quale ha fatto un ottimo lavoro, creando una copertina ed un artwork perfetti per ‘Unsu’. Non so minimamente chi sia la modella che si è prestata per il lavoro, ma so che per l’edizione giapponese la front-cover è differente”.
CONSIDERATA LA VOSTRA VICINANZA ALLE ARTI MARZIALI, COSA NE PENSI DEL TREND D’OGGIGIORNO CHE PREVEDE CALCI VOLANTI E MOSSE DA KUNG-FU DURANTE I CONCERTI? SPETTACOLARE MA PERICOLOSO, DIREI…
“Sì, penso tu abbia ragione. Praticando arti marziali, non posso negare che questa pratica mi piace parecchio, anche se la trovo molto più simile alla capoeira, una spettacolare danza acrobatica brasiliana. Penso ci voglia molto controllo di se stessi nel cimentarsi, considerato che ci si può far male e si può far male agli altri. Comunque mi piace parecchio e la considero pure una sorta di allenamento per una possibile situazione reale!”.
ULTIMA CURIOSITA’: HO NOTATO I DUE IDEOGRAMMI GIAPPONESI NELLA PARTE ALTA DELLA COVER…NON VORRANNO MICA DIRE “UNSU”?
“Ebbene sì! ‘Unsu’ in giapponese! E pensa…siamo appena tornati dal nostro primo tour inglese, di supporto ai Soilwork, e abbiamo scovato un nostro fan che aveva già tatuati gli ideogrammi di ‘Unsu’ sulla schiena! Fantastico!”.
HO LETTO IN DIVERSE RECENSIONI PARLAR DI VOI COME UNA THRASH BAND… SECONDO ME, TENUTO CONTO CHE AVETE UN CERTO APPEAL THRASH, “UNSU” E’ PIU’ ACCOSTABILE AI CAPOLAVORI DEL DEATH MELODICO, QUALI AD ESEMPIO “WHORACLE” DEGLI IN FLAMES O “A PREDATOR’S PORTRAIT” DEI SOILWORK. CHE NE PENSI?
“Be’, grazie per aver paragonato il disco a simili capolavori del loro tempo… Come già detto, ‘Unsu’ è il nostro miglior lavoro e personalmente lo trovo unico nel suo genere, melodico e aggressivo come pochi. Trovo del resto inutile etichettare la band come ‘thrash’ o ‘melodic death’, semplicemente perché non ci poniamo molti limiti nello scrivere musica; ti confermo che ‘thrash metal evoluto’ può essere una definizione che mi piace, giusto perché ci lascia aperte molte porte per il futuro. La nostra base è certamente thrash, perché le nostre composizioni nascono dai riff e il thrash è il genere metallico che più trova fondamento nella chitarra. Oltre a ciò, e di fianco allo sviluppo del doppio cantato fin dai nostri esordi, c’è la voglia di sperimentare nuovi suoni e arrangiamenti, in modo da variare lo stile ed esplorare nuovi sentieri che diano spessore alla musica dei Lyzanxia. L’unica cosa di cui puoi star certo è che noi continueremo a suonare musica altamente aggressiva, con killer riff e grandi melodie…non importa poi cosa ci sia d’altro!”.
COME HAI PRECISATO TU, IL VOSTRO STILE MISCELA MOLTO BENE AGGRESSIONE E MELODIA, TECNICA E SENTIMENTO, ATMOSFERA E PERSONALITA’. QUALE CREDI SIA IL SEGRETO DELLA BAND PER FAR QUESTO COSI’ BENE?
“Grazie mille! La tua ricetta è perfetta, non avrei saputo dire meglio! Il segreto credo stia nella nostra unicità, rappresentata dal fatto che io e Franck siamo fratelli, entrambi suoniamo la chitarra ed entrambi cantiamo: ci completiamo e creiamo un’alchimia veramente particolare. Non penso ci siano molte formazioni con al loro interno fratelli che facciano la stessa cosa ma in modo diverso ed interscambiabile. Per tutta la vita, abbiamo provato e jammato assieme, andiamo d’accordissimo e, sulle cose fondamentali, non litighiamo mai. Tutto ciò è di molto aiuto nel processo creativo e oltretutto siamo sempre stimolati uno dall’altro a migliorarci ancora”.
PARLANDO APPUNTO DELLA VOSTRA DUTTILITA’, SOPRATTUTTO IN SEDE VOCALE CREDO OTTENIATE I MASSIMI RISULTATI: LE VOSTRE LINEE SONO MOLTO PARTICOLARI. COME DECIDETE CHI CANTA COSA?
“Ma grazie di nuovo! Praticamente funziona che ognuno si prepara delle linee vocali per conto proprio, poi le confrontiamo. Non decidiamo a priori chi canta quella parte e chi quell’altra: le proviamo e chi le fa meglio o risulta più efficace, se le aggiudica! Agli albori dei Lyzanxia, eravamo intenzionati ad avere un cantante vero e proprio…non trovammo nessuno che ci piacesse, quindi provammo direttamente noi a dividerci l’onere. Solitamente, mio fratello si occupava del cantato death più profondo e io delle vocals più sul pulito. Migliorando in abilità, però, con il passare degli anni abbiamo iniziato a mischiare le carte in tavola e spesso io canto death e Franck pulito. Per ‘Unsu’, ci siamo ancora più interscambiati ed abbiamo cercato di acuire maggiormente il doppio cantato. Il bello è che in effetti anche noi ora facciamo fatica a riconoscerci, quindi immagina i fan! L’unica cosa da fare è venire a vederci live e scoprire come funziona (ride, ndR)!”.
DIMMI UN ASPETTO DEL VOSTRO SOUND CHE TROVI MOLTO POSITIVO ED UNO CHE RITIENI DOBBIATE MIGLIORARE PER FORZA…
“C’è sempre spazio e tempo per crescere, svilupparsi e migliorare, ma ad oggi credo che ‘Unsu’ sia il massimo che potevamo ottenere da noi stessi. E’ diretto, in-your-face, tosto, pesante. Fredrik Nordström e Patrik J. Sten dei Fredman Studios ci hanno dato un’enorme mano a farci tirare fuori il meglio e ad ottenere il suono perfetto”.

“Sì, è vero, abbiamo sempre lavorato con Fredrik e ovviamente credo sia ideale confrontarsi con lui, in quanto ormai conosce come lavoriamo, quello che vogliamo e cosa vogliamo raggiungere. Attualmente, non sento proprio il bisogno di collaborare con un producer diverso…Fredrik è eccezionale, uno dei migliori del mondo, molto professionale; inoltre, è un buon musicista ed un ragazzo simpaticissimo pure! E’ anche vero che all’interno della scena del metal moderno ci sono ottimi professionisti, almeno alla pari di Fredrik…parlo di Patrik J. Sten, Andy Sneap, Tue Madsen, Colin Richardson… Credo sia prima di tutto questione di feeling e di cosa questi produttori riescano ad aggiungere al tuo stile. Come detto, al momento credo che Fredrik e Patrik siano perfetti per i Lyzanxia ma, siccome non siamo di mentalità ristretta e siamo sempre aperti a sperimentare nuove soluzioni, non è detto che in futuro cambieremo produttore…chi lo sa?”.
RIPRENDIAMO IL DISCORSO DEL RAPPORTO CON TUO FRATELLO: SUONATE ASSIEME IN DUE BAND E CONDIVIDETE OGNI ESPERIENZA. IN CHE RAPPORTI SIETE? LITIGATE QUALCHE VOLTA?
“Cavolo, Franck mi segue ovunque! Hai presente quei film dove il fratellino minore fa tutto quello che fa il maggiore? Ecco, noi siamo così (ride, ndR)! No, a parte gli scherzi…il fatto è che fin da bambini abbiamo condiviso molte cose, dalla passione per la musica allo studio dello stesso strumento, dalle prime jam in comune alla creazione dei primi brani nostri. Il nostro rapporto, a livello musicale, è grandioso, in quanto nove volte su dieci siamo d’accordo sul da farsi: abbiamo la stessa visione delle cose, possiamo comunicare molto facilmente e non ci soffermiamo sugli aspetti ridicoli dei problemi. Condividiamo pure un appartamento dove abbiamo un nostro piccolo home-studio. Fuori dall’ambito musicale, come tutti i fratelli di questo mondo, possiamo avere dei conflitti normalissimi: abbiamo caratteri molto diversi e spesso non ci sopportiamo (ride, ndR)!”.
NON POSSO NON CHIEDERTI NIENTE SUI PHAZE I, IL VOSTRO SIDE-PROJECT FUTURISTICO CHE HA RISCOSSO PARECCHIO SUCCESSO: VEDREMO ALLA LUCE UN SECONDO CAPITOLO?
“Fantastico vedere come molta gente abbia davvero apprezzato i Phaze I e ci chieda ardentemente un nuovo album! Phaze I è un progetto estremo molto particolare, che ha visto la luce dopo anni di ‘making of’. Iniziai a comporre l’album sei anni fa, tra un tour e una registrazione dei Lyzanxia: ho sempre voluto scrivere in musica una sorta di scenario sci-fi e renderlo in modo apocalittico e brutale. Quest’idea ha preso forma poco a poco, sebbene non sapevo minimamente se un giorno avrei avuto la possibilità di registrare qualcosa. Mio fratello – ovviamente! – mi ha dato una mano nello sviluppare la storia e usare lui come vocalist è stata una scelta immediata. Io mi sono occupato di tutti gli strumenti tranne la batteria, per la quale ho giustamente chiesto a Dirk Verbeuren (Scarve, Soilwork, ndR), un nostro grande amico ed uno dei batteristi più bravi al mondo, di unirsi al progetto. Appena abbiamo avuto abbastanza tempo libero in contemporanea, abbiamo registrato il disco nel nostro home-studio, per poi farlo masterizzare da Peter In De Betou e farlo pubblicare dalla vostra Scarlet Records nel maggio di quest’anno. Ora il desiderio è quello di comporre ‘Phaze II’, in quanto per il primo capitolo ci siamo divertiti troppo e il responso è stato ottimo. La storia di ‘Phaze I’, d’altronde, si conclude in un modo che lascia aperta una porta per ‘Phaze II’ e spero di riuscire a fare tutto molto presto!”.
TERMINO L’INTERVISTA CHIEDENDOTI SE AVREMO LA POSSIBILITA’ DI VEDERVI IN ITALIA… MAGARI UNO SHOW LYZANXIA-PHAZE I, CHE SAREBBE ECCEZIONALE, ALMENO PER ME…
“Allora, innanzitutto abbiamo un bel programma di show da qui ad inizio 2007: appena terminato il tour britannico di cui ti dicevo sopra, abbiamo alcune date di supporto ai Deathstars qui in Francia; poi altri concerti in Svizzera e Belgio. Ma quello che più importa, è che noi vorremmo tantissimo venire in Italia a suonare e speriamo di farlo nei primi mesi dell’anno prossimo, magari nell’ambito di un tour europeo serio (e guarda caso, in anticipo sul previsto, i Lyzanxia suoneranno proprio in questi giorni un paio di date qui da noi!, ndR). Ti dico subito, però, che vedere suonare le due band assieme è praticamente impossibile, in quanto i brani di entrambe sono molto energici e complessi…ora della fine delle performance, saremmo praticamente morti! Inoltre, i Phaze I per ora non hanno una line-up tale da permetterci di suonare live…dovrei prima trovare altri ragazzi disposti a seguirci in tour”.
BENE, DAVID, IL LUNGO BOTTA-E-RISPOSTA E’ FINITO! GRAZIE MILLE PER LA CONSUETA DISPONIBILITA’! A TE LE ULTIME PAROLE…
“Grazie a Metalitalia.com e a tutti i vostri lettori per l’interesse mostrato nei confronti dei Lyzanxia. Ascoltate ‘Unsu’ e sperate di vederci presto in Italia! Seguite il nostro sito per gli aggiornamenti. Cheers!”.
