Autori di un gothic metal sinfonico ben supportato da chitarre sempre presenti ed in primo piano, i milanesi Macbeth sono fra i gruppi più longevi e più di spicco della scena italiana, se si rimane nell’ambito del genere trattato. “Malae Artes”, loro terzo lavoro, è sul mercato da qualche tempo e mostra una band in evoluzione costante e regolare, maturata attraverso l’esperienza e la coerenza, come ben ci spiega il nostro interlocutore, il batterista Fabrizio…
ALLORA, FABRIZIO, DALL’USCITA DI “VANITAS” A QUELLA DEL NUOVO “MALAE ARTES” SONO PASSATI DIVERSI ANNI: ANNI CHE PER VOI COME SONO STATI? COME AVETE TRASCORSO IL PERIODO DI SILENZIO?
“Ciao! Dunque, appena dopo l’uscita di ‘Vanitas’, ci siamo trovati a dover affrontare l’abbandono del chitarrista solista. Abbiamo provato qualche musicista e poi ho pensato ad un mio vecchio amico: Max suonava con me in altri progetti, anni fa. E’ sicuramente il miglior chitarrista con cui abbia mai lavorato. Si è inserito perfettamente e lavora al 100% per la band. Per il resto del tempo, abbiamo composto a 300 all’ora perché siamo stati costretti a buttare del materiale già pronto. Ma, come hai visto, siamo qui con un gran bel disco sul mercato!”.

“In quanto a responsi siamo più che felici e soddisfatti. Non sono molte in Italia le band che con questo genere vanno oltre le 10000 copie ed erano ancora meno quando sono usciti i nostri vecchi lavori. Sicuramente siamo cresciuti e ci siamo evoluti, siamo maturati e ora abbiamo un nostro sound. Non esistono recensioni o giudizi che ci toccano, siamo sempre stati annoverati tra le band più amate o tra quelle più odiate, non abbiamo mai ricevuto giudizi intermedi o critiche insipide…e questo mi fa molto piacere. Sinceramente nessuno di noi si aspettava vendite di questo tipo (ride, ndR)”.
IL NUOVO DISCO SEMBRA L’IDEALE PROSECUZIONE DEL VOSTRO PROGETTO: COME VI SIETE APPROCCIATI ALLA SUA REALIZZAZIONE?
”Si tratta di un’evoluzione naturale, come ti dicevo. Nulla di preconfezionato…sebbene alcuni nomi più popolari compaiano vicino al nostro, in recensioni e pubblicità (e qui fa riferimento a Nightwish, Lacuna Coil ed Evanescence, ndR), abbiamo un sound personale”.
RACCONTACI QUALCOSA DEL PROCESSO DI REGISTRAZIONE…LUOGHI, TEMPI E MODI…
”’Malae Artes’ é stato registrato durante l’estate/autunno dello scorso anno, al Bips Studio qui a Milano. Il lavoro è stato meticoloso e ha sfruttato al massimo le possibilità della produzione. Amiamo fare tutto con le nostre manine sante, quindi tutto quello che sentite sull’album è naturale; niente trigger per la batteria, niente copia incolla per gli altri strumenti, ecc. ecc.. Abbiamo terminato masterizzando l’album a Treviso, presso il New Sin Studio, e ci siamo accodati alle uscite Dragonheart”.
IL VOSTRO GOTHIC METAL E’ DA SEMPRE INCENTRATO PREVALENTEMENTE SULLE CHITARRE: NON AVETE MAI PENSATO DI AMPLIARE (INTENDO AMPLIARE MOLTO) LA COMPONENTE SINFONICA DEL VOSTRO SOUND?
”A dire la verità, penso che l’evoluzione della band andrà in direzione opposta: mi piace il suono corposo delle sette corde…e combinato all’elettronica, ad esempio come in ‘Miss Murderess’, è ancora meglio. Chiaramente staremo a vedere cosa ci andrà di suonare tra qualche tempo, quindi è presto trarre conclusioni o farsi aspettative”.
COME NASCE SOLITAMENTE UN PEZZO DEI MACBETH?
”Partiamo da un’idea…di solito si tratta di un riff o una melodia. Il sottoscritto e Max, con il supporto del tastierista (Karl, ndR), sviluppano l’idea che poi viene arrangiata da tutti in sala prove. Nella fase successiva, scrivo dei testi che poi adatto alla musica con mio fratello Andreas e con Morena (le due voci dei Macbeth, ndR). Ed il gioco è fatto!”.
QUALI SONO I BRANI DI CUI SIETE PARTICOLARMENTE SODDISFATTI? E QUALI QUELLI CHE PENSATE AVRANNO PIU’ SUCCESSO?
”Era scontato che radio e CD-compilation prediligessero ‘Miss Murderess’, perché è il massimo a livello di orecchiabilità. Entra facilmente nelle teste della gente. Personalmente sono molto legato anche a ‘Lifelong Hope’ ed ‘Henceforth’, ma non disdegno nemmeno ‘Down-Hearted’, il cui testo fa da slogan per l’album”.
C’E’ QUALCOSA, INVECE, CHE, A LAVORO ULTIMATO, GIA’ VORRESTE CAMBIARE?
”Ogni volta che esce un tuo lavoro e lo riascolti, pensi di poterlo migliorare, pensi che non sia mai il massimo delle tue possibilità; in realtà, occorre contestualizzare ed archiviare. Non cambierei nulla di ‘Malae Artes’, perché quelli erano i Macbeth in quel momento. Come in una fotografia”.

“Sarebbe il massimo poter scrivere nella nostra lingua, ma il mercato ce lo impedisce nel modo più assoluto. Alcuni stralci proposti in ‘Vanitas’ sono stati molto apprezzati, ma non è chiaramente possibile proporre dieci pezzi in italiano, soprattutto se lo si fa di punto in bianco. I testi di ‘Malae Artes’ fanno riferimento alla vita quotidiana, sono reali, sono semplici e diretti. Ci troverete di tutto: amore, odio e fatti che potrebbero capitare a chiunque. Chiaramente il booklet vi aiuterà a capire meglio il tutto, anche grazie alla splendida grafica”.
COME MAI LA SCELTA DI COVERIZZARE UN PEZZO DI SARAH BRIGHTMAN?
“E’ un ottimo pezzo e si sposa perfettamente col nostro nuovo sound. Abbiamo deciso di dare un ampio spazio alle nostre due voci che hanno dato il massimo sull’intero album”.
IN QUESTO ULTIMO PAIO D’ANNI, GRUPPI COME EVANESCENCE E LACUNA COIL HANNO DAVVERO SPOPOLATO OVUNQUE. LA VOSTRA BIOGRAFIA PROPONE UN ACCOSTAMENTO UN PO’ AZZARDATO, A MIO AVVISO. CREDO CHE LA SCELTA DI PROSEGUIRE PER LA VOSTRA STRADA SIA DA APPREZZARE. C’E’ STATO UN MOMENTO IN CUI VI SIETE CHIESTI SE NON FOSSE IL CASO DI STERZARE VERSO SONORITA’ PIU’ COMMERCIALI?
”Grazie per ‘l’azzardato’! Solitamente veniamo accostati a nomi che chiaramente ci daranno una mano in fatto di vendite, ma che ci mortificano sul piano artistico. Apprezzo i Lacuna Coil che hanno fatto un sacco di strada suonando ovunque e registrando buoni album. Penso che attualmente rappresentino un valido esempio di band italiana dal successo internazionale meritato. Non mi piace l’accostamento agli Evanescence. Comunque sia, i Macbeth hanno il loro sound e il fatto di venire accostati ad altre band o essere additati come band-clone fa sorridere e basta”.
CI DATE UN GIUDIZIO SPASSIONATO SULLA SITUAZIONE METAL IN ITALIA? VANTAGGI E SVANTAGGI DI SUONARE METAL NEL NOSTRO PAESE…
”Da noi nessuno crede nel music business, quindi il metal rimarrà sempre underground. Gli stessi Macbeth hanno gran parte del seguito all’estero. La scena in sé fa un po’ ridere, nel senso che ci sono un sacco di band che registrano un promo-cd e pensano di essere già delle rock star; non c’è umiltà. Ovviamente il tutto è alimentato dalla stampa, assolutamente poco professionale. Trovo che ci siano webzine più professionali di certe nostre testate dai nomi importanti. Guarda caso, ne avevo tra le mani una qualche minuto fa: c’era una mia intervista sul nuovo album…un delirio. Non c’è una frase di quelle uscite effettivamente dalla mia bocca (andiamo bene!, ndR)! Ma ci siamo abituati, purtroppo”.
SO CHE AVETE PROGRAMMATO UNA SERIE DI DATE IN ITALIA…ALL’ESTERO SI MUOVE QUALCOSA?
”Sì, il nostro management ha pianificato già alcune date per l’Italia…abbiamo appena suonato a Firenze, suoneremo qui a Milano, poi a Roma, Brescia, ecc…questo prima dell’estate. Per l’estero, abbiamo già ricevuto alcune proposte che speriamo di concretizzare a breve. Comunque se visitate il nostro sito ufficiale vi potete tenere aggiornati”.
PERFETTO, GRAZIE DELLA DISPONIBILITA’, FABRIZIO! A TE LE ULTIME PAROLE…
”Grazie a Metalitalia.com per l’intervista e grazie a tutti i fan della band! Comprate ‘Malae Artes’ e venite ai nostri prossimi concerti”.
