MACHINEMADE GOD – Giù la maschera!

Pubblicato il 11/11/2007 da
 
Il fenomeno metal-core – è assolutamente vero – sta cominciando ad implodere, come ogni buona ‘moda metallica’ che si voglia far rispettare. Fra un paio d’anni, ci ricorderemo e ci troveremo a parlare soltanto di quei sette-otto gruppi che riusciranno a modificare abbastanza il loro stile per rimanere interessanti, oppure di quelle due-tre band che saranno additate a prime-mover della scena. Ma il resto della flotta? Le restanti sequele di giovani combo dediti al genere? Dove andranno a finire? I tedeschi Machinemade God sono sul filo del rasoio, tra tentativi di innovazione e volontà di mantenersi fedeli al sound del momento. Il vocalist Florian Velten cerca di spiegarci pregi e difetti del suo gruppo, sperando di vivere il futuro in prima linea…

 
FLORIAN, E’ D’OBBLIGO CHIEDERTI INNANZITUTTO DI PRESENTARE I MACHINEMADE GOD A CHI ANCORA NON VI CONOSCE…
“Ciao a tutti, allora! Io sono Flo, frontman dei Machinemade God, nei quali mi occupo delle lead vocals. La band si è formata alla fine del 2003 e da allora le cose si sono succedute piuttosto in fretta: abbiamo scritto i nostri primi pezzi, tenuto il primo concerto (sempre nel 2003), registrato un demo, suonato sempre più ed in posti via via più grandi; poi abbiamo firmato per la prestigiosa Metal Blade Records e pubblicato il debutto ‘The Infinity Complex’, girato l’Europa con gli Evergreen Terrace e portato a termine qualche altro tour minore; infine, eccoci giunti al secondo disco, ‘Masked’. La formazione attuale, oltre a me, è composta da Marc e Sky alle chitarre, David al basso e Sven alla batteria”.

COSA MI PUOI DIRE RIGUARDO ALLA SCELTA DEL VOSTRO NOME? DA DOVE DERIVA IL VOSTRO ‘DIO FATTO DI MACCHINA’?
“Be’, l’idea è nata da Holger, il nostro vecchio chitarrista, fondatore dei Machinemade God. Quando era in procinto di cercare elementi per formare il gruppo, lui aveva già in mente come chiamarlo. Tutto nasce dal deus ex machina, un vecchio artificio teatrale, che deriva dall’antica Grecia, per mezzo del quale un’opera veniva fatta terminare con l’arrivo dall’alto di Dio, il quale giudicava i contendenti, spesso imponendo un finale a sorpresa”.

RESTIAMO ANCORATI UN ATTIMO AL VOSTRO PASSATO: COME GIUDICHI IL RESPONSO OTTENUTO DA “THE INFINITY COMPLEX”? E SEI ANCORA SODDISFATTO DEL VOSTRO ESORDIO?
“Guarda, il feedback è stato tendenzialmente positivo e spesso ci siamo stupiti degli ottimi giudizi avuti dai media e dai fans. Paragonandolo ora a ‘Masked’, si può ben vedere come ‘The Infinity Complex’ fosse diverso. Ovviamente i nostri trade-mark ci sono anche nel debutto e, pur essendo cambiati molto, crediamo ancora parecchio in quel disco e ne siamo grandemente orgogliosi!”.

IN EFFETTI IL NUOVO ALBUM SEMBRA ESSERE UN DECISO PASSO IN AVANTI PER VOI, SOPRATTUTTO GRAZIE ALL’INTRODUZIONE SU LARGA SCALA DELLE CLEAN VOCALS. COME MAI QUESTA SCELTA?
“Sì, è proprio così. Siamo migliorati molto, specialmente sotto l’aspetto tecnico e quello del songwriting. Devo precisare però che le voci pulite sono sempre state presenti nella nostra musica: ‘Bleeding From Within’, ad esempio, contiene del pulito e altri brani del nostro debutto hanno, più che voci clean, delle parti parlate o comunque non urlate. E’ successo che i nuovi pezzi suonavano decisamente meglio con il cantato pulito e questo ha reso vario l’album, alla luce del fatto che noi non volevamo riscrivere ‘The Infinity Complex’; volevamo davvero fare qualcosa di diverso, mostrare ai fan che guardiamo avanti e siamo un gruppo in evoluzione”.

IL DISCO IN EFFETTI E’ PIU’ VARIO ED ISPIRATO DEL PRECEDENTE; COME HANNO PRESO FORMA LE CANZONI CHE VANNO A COMPORLO? COME E’ ANDATA IN STUDIO DI REGISTRAZIONE?
“Per ‘Masked’ abbiamo svolto un minuzioso lavoro di pre-produzione su ogni brano; volevamo che i pezzi fossero perfetti e questo ci ha portato a riversare molta energia nella cura dei particolari. Alcune tracce, a dire il vero, sono state scritte molto velocemente e abbiamo cambiato pochissimo dalla prima versione concepita; altre, invece, hanno avuto bisogno di parecchie aggiustatine affinché fossimo soddisfatti. Una volta registrata una demo per ogni versione definitiva, siamo andati in studio a mettere giù ‘in bella’ il materiale. Abbiamo lavorato in modo efficiente e mirato, non volevamo assolutamente perdere troppo tempo a riconsiderare i brani in fase di registrazione”.

IN QUESTO PERIODO, SOPRATTUTTO ALL’INTERNO DELLA COSIDDETTA SCENA METAL-CORE, CI SONO PARECCHIE BAND CHE USANO I CORI PULITI E MOLTA MELODIA NEL LORO STILE. NON AVETE PAURA DI CORRERE IL RISCHIO DI VENIR TROPPO FACILMENTE ACCOSTATI A CALIBAN, KILLSWITCH ENGAGE, IN FLAMES ADDIRITTURA?
“Be’, anche se dovesse succedere, ti dico che non mi importerebbe un bel niente. Le band che hai citato sono ottime formazioni che ci piacciono molto ed il fatto di venire paragonati a loro sarebbe più un complimento che un’offesa per noi. Però allo stesso tempo vorrei precisare che non credo i Machinemade God siano identici a loro: se ascoltate attentamente i particolari e i dettagli del nostro songwriting, troverete molte cose personali”.

COME SCRIVETE DI SOLITO UN PEZZO? SI TRATTA DI LAVORO DI GRUPPO OPPURE TUTTO PARTE DA IDEE INDIVIDUALI?
“I brani contenuti in ‘Masked’ sono tutti stati scritti da Sky (Hoff, chitarrista e clean vocalist, ndR); ovviamente si parla della struttura base dei pezzi e dei riff portanti. Poi io mi sono occupato delle lyrics, trovato le linee vocali adatte e, infine, siamo partiti con la fase di arrangiamento e perfezionamento delle tracce, quest’ultimo lavoro compiuto da tutto il gruppo all’unisono”.

E A PROPOSITO DI TESTI, C’E’ QUALCHE SPECIFICO ARGOMENTO CHE TI PIACE TRATTARE IN ESSI?
“Le lyrics di ‘Masked’ sono facilmente deducibili dai titoli dei brani, comunque sono riflessioni personali su comportamenti, stati d’animo ed emozioni dell’essere umano”.

RIESCI A DIRMI UN ASPETTO DELLA VOSTRA MUSICA CHE DOVETE ASSOLUTAMENTE MIGLIORARE ED UN ALTRO DI CUI SIETE PARTICOLARMENTE ORGOGLIOSI?
“Semplice: credo che dovremmo incrementare il numero di breakdown brutali (ancora di più?!, ndR); mentre sono davvero orgoglioso degli arrangiamenti orchestrali piazzati qua e là e della generale maturazione del gruppo”.

COME VEDI IL FUTURO DELLA SCENA METAL-CORE? GLI ULTIMI TRE ANNI HANNO VISTO UN INCREDIBILE PROLIFERARE DI BAND: CREDI CHE, COME AL SOLITO, RESTERANNO SOLO LE MIGLIORI?
“Io credo che la scena in generale e le band in particolare non scompariranno come è successo per i gruppi nu-metal. Probabilmente il fenomeno assumerà dimensioni ridotte, questo sì, e non tutte le formazioni sopravvivranno. Chi vivrà vedrà!”.

E RIGUARDO L’ATTIVITA’ LIVE? AL SUMMER BREEZE SIETE PIACIUTI; AVETE QUALCHE TOUR EUROPEO IN PROGRAMMA?
“Crediamo che suonare dal vivo sia l’aspetto migliore del far parte di una band, soprattutto di una band che suona metal, quindi ci piacerebbe un sacco poterci muovere ovunque. Purtroppo, attualmente, non abbiamo niente in programma e niente di confermato, ma ci stiamo prodigando in questo senso e qualcosa verrà fuori di certo!”.

OK, FLO…QUESTO E’ TUTTO! TI RINGRAZIO MOLTO! A TE LE ULTIME PAROLE…
“Ricambio i ringraziamenti, sia a te che alle persone che hanno letto l’intervista. Speriamo di vederci presto in Italia per qualche nostro concerto!”.

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