MADDER MORTEM – Le terre senza vita di Agnete

Pubblicato il 05/03/2003 da

Il 2002 ha visto i Madder Mortem, gruppo emergente proveniente dalla Norvegia con due album alle spalle, tornare ad affacciarsi sul mercato discografico con il nuovo “Deadlands”, un prodotto veramente interessante in cui atmosfere gotiche, futuristiche, moderne e decadenti si fondono alla perfezione, andando a creare qualcosa di particolarmente originale ed innovativo. In occasione della data italiana di Milano in supporto agli Opeth abbiamo avuto l’occasione di salire sul loro tour bus, e di scambiare una piacevole chiaccherata con la frontman Agnete Kirkevaag, che ha risposto in modo rilassato a tutte le nostre domande sul disco e sul tour (sebbene con qualche risata di troppo per quello che si addice ad un gruppo come il suo), dimostrandosi una persona disponibile e dalle argomentazioni sempre pronte.

COMINCIAMO A PARLARE DEL NUOVO ALBUM, MA PRIMA DI PARLARE DELLA MUSICA VORREI SAPERE IL SIGNIFICATO DELLA COPERTINA DEL DISCO; IO CI TROVO UNA PERFETTA RELAZIONE CON LA MUSICA PRESENTE NEL VOSTRO ALBUM, SIETE D’ACCORDO?
“Dunque, direi che prima di tutto la copertina ritrae un’interpretazione cristiana della mia musica; e l’immagine che abbiamo scelto penso che ritragga perfettamente l’idea di ‘Deadlands’, che per noi ha il significato di uno stato mentale trasportato in un terreno fisico. Non voglio addentrarmi in questo stato mentale perché la cosa richiederebbe troppo tempo, ma ad ogni modo la riflessione di questo stato nella realtà è la rappresentazione di un mondo senza speranza, dove tutto ormai sembra perso; tutto quello che abbiamo fatto è stato cercare di immaginare un posto del genere e darne una trasposizione visiva. Assomiglia ad un deserto roccioso…”.

A ME RICORDA PIU’ UNA CITTA’ ABBANDONATA IN UNO SCENARIO POST-APOCALITTICO DEL FUTURO…
“Sì, c’è anche la rappresentazione di questa città in rovina, dove tutto è morto e rimangono solo strani macchinari futuristici, con tutte le persone che sembrano vagare intorno ad essa senza speranza; tutte queste persone non interagiscono tra loro, e ognuna di loro si trova da sola in mezzo a questa folla, senza sapere cosa fare”.

COSA PUOI DIRMI SUI TESTI?
“Ovviamente non sono molto allegri (ride, ndr)!”.

EHEH, POSSO IMMAGINARLO DALLA MUSICA!
“Comunque, parlando seriamente, si tratta quasi sempre di cose personali; ci sono molte metafore e altre figure retoriche, che fanno capire tutto questo. Molti sono stati scritti da me, e più in generale parlano di sentimenti, emozioni di vario tipo e rapporti tra persone…”.

C’E’ PER CASO UN CONCEPT O QUALCOSA DEL GENERE?
“C’è sempre questa idea delle ‘terre morte’ e dello stato mentale collegato ad esse, ed ogni canzone rappresenta una differente angolazione per vedere questo stato e un modo diverso per parlare della stessa storia”.

COME DESCRIVI LA MUSICA DI “DEADLANDS”?
“Mmm… è pesante, scorre come un flusso unitario, molto melodica; penso che abbia anche forti connotati emotivi e introspettivi, e spero che chi la ascolti possa trovarla anche dinamica…”.

COSA AVEVI L’INTENZIONE DI CREARE MUSICALMENTE CON LA FORMAZIONE DELLA BAND? QUALCOSA DI DIVERSO O VOLEVI SOLO FARE CIO’ CHE PIU’ TI PIACEVA?
“Mah, direi che io e gli altri avevamo solo voglia di fare ciò che ci piaceva, senza preoccuparci di fare qualcosa di particolare, non volevamo porci in questo modo!”.

BEH, SE POI SALTA FUORI QUALCOSA DI PERSONALE E’ ANCORA PIU’ SODDISFACENTE QUELLO CHE FATE, GIUSTO?
“Certo, questo è ovvio! Comunque a me piace moltissimo suonare per la gente, parlare con quelle persone che hanno i miei stessi gusti musicali, ma quando compongo musica lo faccio soprattutto per me stessa”.

QUALI SONO LE BAND CHE VI HANNO INFLUENZATO NELLA COMPOSIZIONE DEL VOSTRO PRIMO MATERIALE E CHE MAGARI VI INFLUENZANO ANCORA OGGI?
“Dunque… direi i Metallica per il suono delle chitarre, i Faith No More, i Sepultura…”.

EHM… SPERO I VECCHI SEPULTURA!
“Certo, i vecchi Sepultura… ‘Arise’, giusto un disco a caso (ride, ndr)! Poi i Black Sabbath, per la loro pesantezza ed il loro lato groovy e poi anche altro… ma generalmente tutti i tipi di musica”.

VISTO CHE VI TROVO UNA BAND ORIGINALE ED INTERESSANTE IN UNA SCENA IN CUI OGGI L’UNICO OBIETTIVO DI MOLTE BAND E’ IL RICICLAGGIO DI SONORITA’ PRESE IN PRESTO AD ALTRI GRUPPI PIU’ FAMOSI, CHE RUOLO CREDI CHE ABBIANO L’INNOVAZIONE E LA PERSONALITA’ NELLA CREAZIONE DELLA MUSICA?
“La personalità ha sicuramente un ruolo fondamentale. Per esempio, quando noi lavoriamo, lasciamo un grande spazio all’intuizione, ed è da qui che spesso nasce qualcosa di personale e diverso dal solito; il processo di creazione ci viene spontaneo, e non c’è niente di meccanico che rimandi ad uno schema precostituito e fissato in precedenza. Un ruolo importante in questo è anche giocato dalla combinazione di diverse personalità; comunque l’innovazione non dev’essere qualcosa di forzato, ma come ho già detto deve venire naturale e spontanea nel processo di creazione, perché se ci si prefissa di fare qualcosa di innovativo non è poi facile riuscire a fare veramente ciò che si vuole quando si compone. E’ anche importante essere onesti con se stessi quando si fa musica; tu hai la tua propria personalità ed il tuo background musicale, e solo miscelando questo con altre personalità otterrai qualcosa di originale e di diverso da quello che trovi in giro”.

PARLIAMO DEL CONCERTO DI STASERA; COSA NE PENSI DEGLI OPETH?
“Li adoro. Li adoro veramente. Sono una grande fan degli Opeth e li ascolto da parecchio tempo”.

CHE RELAZIONE C’E’ TRA DI VOI? INTENDO DAL PUNTO DI VISTA UMANO…
“Be’, ci stiamo trovando molto bene in questo tour! Non li avevo mai conosciuti prima, ed ho scoperto che si tratta di persone veramente simpatiche. Abbiamo anche importanti caratteristiche in comune come la stessa lingua, lo stesso tipo di umorismo, ci piace ascoltare lo stesso genere di musica… sì, ci troviamo veramente bene con loro. E poi… sai, per quanto mi riguarda sono una delle band che chiamo principalmente in causa quando faccio la doccia (Agnete comincia a canticchiare una canzone degi Opeth facendo finta di essere sotto la doccia tra l’ilarità generale, ndr). Sì, mi diverto proprio a cantare le loro canzoni sotto la doccia (altre risate, ndr)!”.

COSA PENSI CHE ABBIA LA TUA BAND DA OFFRIRE A TUTTI QUEI RAGAZZI CHE STASERA SONO QUI SOLO PER VEDERE GLI OPETH E NON VI CONOSCONO?
“Mah… spero qualcosa di interessante, eheh! Noi abbiamo un sacco di energia da dare; noi amiamo suonare live, ci piace andare in tour, adoriamo ogni minuto della nostra vita, e speriamo di riuscire a farlo capire ai ragazzi là fuori quando suoneremo stasera! Speriamo di riuscire a fare un bel po’ di casino, in ogni show siamo sempre carichissimi e diamo il meglio di noi stessi; abbiamo canzoni che si dividono tra quelle maggiormente in grado di suscitare emozioni e quelle più groovy. Spero che chi ci venga a vedere si diverta!”.

SPERO CHE POSSIATE FARE UN BUON CONCERTO E CHE IL PUBBLICO VI APPREZZI… IO APPREZZO MOLTO LA VOSTRA MUSICA, MA VI DEVO METTERE IN GUARDIA: QUI IN ITALIA C’E’ MOLTA GENTE CHE NON CREDO SIA IN GRADO DI APPREZZARE UNA MUSICA TUTTO SOMMATO PIUTTOSTO MODERNA COME LA VOSTRA… SOLO NEL NOSTRO PAESE SUCCEDE… IN ALTRI PAESI, COME IN NEGLI STATI UNITI PER FARE UN ESEMPIO, VEDIAMO TRANQUILLAMENTE TOUR DI SUCCESSO TRA GRUPPI DI GENERI MOLTO DIVERSI TRA LORO SENZA CHE NESSUNO SI LAMENTI, MENTRE L’ITALIA E’ UN PAESE FAMOSO PER AVERE UNA MENTALITA’ PARECCHIO CHIUSA SU QUESTE COSE…
“E’ un peccato… comunque noi stasera cercheremo di dare il meglio di noi stessi. Speriamo in bene, Milano è una tappa importante per noi, e poi ci hanno parlato piuttosto bene dei fan italiani… sarà comunque eccitante suonare stasera. Sai, noi abbiamo già suonato a Milano nel tour precedente; abbiamo suonato in un locale chiamato Indian’s Saloon davanti ad una piccola folla ma entusiasta di quello che gli proponevamo!”.

COSA C’E’ NEL FUTURO DEI MADDER MORTEM? AVETE PROGRAMMATO QUALCOSA DOPO QUESTO TOUR? ALTRE DATE, UNA NUOVA SESSIONE DI STUDIO PER REGISTRARE IL SUCCESSORE DI “DEADLANDS” O NON C’E’ ANCORA NULLA DI CERTO?
“Be’, per ora abbiamo in programma qualche festival estivo… uno ricordo che è in Norvegia, ma degli altri purtroppo non ricordo l’ubicazione. Poi cominceremo a scrivere nuovo materiale; se tutto va bene, saremo pronti a tornare in studio in ottobre, e saremo pronti per un nuovo album”.

UN’ULTIMA COSA: IO HO PROMOSSO “DEADLANDS” CON UN OTTIMO GIUDIZIO PERCHE’ LO TROVO UN ALBUM VERAMENTE BUONO, MA PENSO CHE NON CI SIA NIENTE DI PIU’ EFFICACE DELLE PAROLE DELLA BAND INTERESSATA PER CONVINCERE QUALCUNO DELLA BONTA’ DELLA SUA PROPOSTA. COSA HAI DA DIRE A TUTTI QUELLI CHE LEGGONO PER CONVINCERLI DI CIO’, FACENDOGLI MAGARI METTERE IL VOSTRO DISCO NELLA LISTA DEI PROSSIMI ACQUISTI?
“Quello che mi viene più spontaneo dire è che si tratta di un album veramente onesto, fatto da gente che ha veramente a cuore la musica; abbiamo messo il cuore nella sua composizione, facendo il meglio che abbiamo potuto… it’s fucking great! E poi lo ascoltiamo anche noi molto volentieri (ride, ndr)!”.

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