MALNÀTT – I demolitori delle apparenze

Pubblicato il 04/02/2013 da

Intervistare i  Malnàtt non è mai cosa semplice o banale perché le risposte della band non sono assolutamente scontate. Merito di Porz, leader storico del gruppo, e del suo modo tutto particolare di rapportarsi con tutto ciò che circonda la band e fa parte del mondo metal. Nonostante il nuovo look della band nasconda i volti degli artisti dietro grosse maschere a forma di teschio, nelle risposte i  Malnàtt di certo non si nascondono dietro frasi fatte o elusive, anzi, sono sin troppo sinceri. Caustici e autocritici, i quattro emiliani a parole, così come nella musica, non sono mai banali. Per questi motivi Metalitalia.com ha voluto fare il punto della situazione con questa band che nel corso degli anni è riuscita a costruirsi una carriera solida e duratura. Abbiamo così chiesto a Porz di svelarci qualche segreto dell’interesSantissimo nuovo album uscito da qualche mese, “Principia Discordia”.

 

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BENTORNATI SULLE NOSTRE PAGINE. VI AVEVAMO INTERVISTATI NEL LONTANO 2005 ALL’INDOMANI DELL’USCITA DEL VOSTRO SECONDO CD E GIÀ IN QUELL’OCCASIONE DISSI CHE ERAVATE MOLTO CAMBIATI RISPETTO AGLI ESORDI. DA ALLORA, CON TUTTI GLI ALBUM PUBBLICATI ED I CAMBI DI LINE UP, SIETE CAMBIATI ANCOR DI PIÙ. VOLETE RACCONTARCI LA VOSTRA EVOLUZIONE?
“Ciao. Il 2005 è lontano solo se sei giovane, lo Spirito del Tempo per noi anziani è un parente di primo grado: è un corvo con gli artigli ben piantati sulla spalla che ti sussurra tutto il giorno ‘memento mori’. A livello di evoluzione musicale non abbiamo fatto alcun passo avanti, al limite ci siamo involuti. Per fortuna si è involuta anche la conoscenza della musica e l’intelligenza stessa degli italiani. Non è una provocazione, è la verità: se nel 2005 ti avessi chiesto di dirmi dieci numeri telefonici a memoria me li avresti saputi dire, oggi a malapena sai il tuo e quello del credito residuo nel cellulare. Correggimi se sbaglio”.

COSA VOLETE COMUNICARE DI PRECISO CON IL NUOVO ALBUM?
“Essere metallari non è molto diverso dall’essere nerd. Ed essere nerd significa aver approfondito alcune conoscenze ignorandone completamente delle altre, come ad esempio saper friggere un uovo o saper sostenere un colloquio di lavoro senza pisciarsi addosso. Siamo dei disadattati e quindi vogliamo comunicare il nostro disagio adolescenziale ed il nostro non saperci integrare nel mondo”.

IN UN TESTO PARAGONATE LA NOSTRA SOCIETÀ A MOLOK E LE DIAGNOSTICATE ORMAI LA MORTE CEREBRALE. E’ STATA LA GLOBALIZZAZIONE, IN SENSO LATO, A DARE IL COLPO DI GRAZIA ALL’UOMO? OPPURE COS’E’ CHE HA RIDOTTO LA GENTE COME LA DESCRIVETE IN “IPER PAGANO”?
“Avendo avuto la fortuna di fare studi antropologici, sociologici e psicologici, notai già diversi anni fa come l’Uomo aveva bisogno del Sacro. Non solo come spiegazione alle grandi domande ma proprio come necessità di avere valori e rituali condivisi. Oggi la globalizzazione del mercato ha aiutato ad avere un valore condiviso a livello planetario: il valore economico del Tutto. Tutto si può comprare, tutto può avere una valutazione. Non solo gli oggetti ma anche il tempo, l’amore, l’onore, gli ideali politici, l’etica. Siamo agli sgoccioli del Kali Yuga, ecco perché l’aria che respiriamo ci sembra pesante come la polvere che esce dalle ciminiere dell’Ilva di Taranto”.

INTESA IN SENSO LATO, SI POTREBBE DIRE CHE NELLA MUSICA DA VOI SUONATA CI SIANO ELEMENTI BLACK METAL. COS’ALTRO C’È NELLA VOSTRA PROPOSTA MUSICALE?
“Se dobbiamo scriverlo significa che non abbiamo suonato molto bene. Ciò è grave”.

ORA CANTATE IN ITALIANO, COME MAI NON AVETE MANTENUTO LA FORMA DIALETTALE PER DISTINGUERVI ULTERIORMENTE? OGGI QUASI TUTTI I GRUPPI ITALIANI CHE FANNO BLACK METAL CANTANO IN ITALIANO…
“Se oggi quasi tutte le band che fanno black cantano in italiano è perché noi (e una manica di altri babbei) abbiamo aperto la strada a questa lingua tredici anni fa. Non siamo noi a cantare come gli altri, sono gli altri a cantare come noi. Hai fatto bene a usare il termine ‘distinguere’ parlando di dialetto: un tempo volevamo distinguerci ed emergere, mentre oggi che siamo persone eleganti e distinte non abbiamo più bisogno del dialetto, che è una lingua morta e dimenticata”.

QUANTO VI INTERESSANO SINCERAMENTE I RESPONSI DEI MEDIA E QUALE GIUDIZIO DATE LORO IN TUTTI QUESTI ANNI IN CUI HANNO GIUDICATO IL VOSTRO OPERATO?
“Sinceramente? Ok, ci provo. Siamo ingordi lettori di recensioni che parlano di noi. Nella maggior parte dei casi capiamo che chi recensisce un nostro lavoro non lo ha ascoltato abbastanza oppure non ha gli strumenti mentali o la cultura per capirlo. Ci esaltano davvero tanto i commenti e i voti dati a cazzo di cane: è capitato spesso di avere dei voti altissimi da gente che è già nostra fan e avere voti bassi da gente che pensa che noi siamo una band demenziale che ridicolizza la Scena. Come se esistesse una Scena…”.

QUALI SONO I GRUPPI EXTREME METAL CHE HANNO INFLUENZATO LA VOSTRA FORMAZIONE MUSICALE?
“Nel 1999 le band estreme che influenzarono la nascita del gruppo furono sicuramente Inchiuvatu, Stormlord e Die Apokalyptischen Reiter. Negli ultimi anni sicuramente ci sentiamo vicini a Enslaved, i Primordial e Satyricon. Al momento ci piace ascoltare gli ultimi album di Ihsahn. In futuro ci piacerebbe capire come unire i Meshuggah con gli Ahab, ma i tempi sono acerbi”.

SEMPRE PIÙ, SPECIALMENTE NEL NOSTRO PAESE, IL METAL ESTREMO VIENE DIPINTO DALLA POLITICA DAI GRUPPI EMERGENTI. VOI VEDETE DEI PUNTI IN COMUNE TRA IL METAL E LA POLITICA? SE SÌ, IN CHE MODO?
“La Politica è ovunque. Facciamo politica quotidianamente: tutti abbiamo un’opinione su come sarebbe meglio gestire la polis e già il solo farsi un’idea del mondo che ci circonda e guardarlo attraverso gli occhiali da sole della nostra Etica significa ‘fare politica’. C’è però una differenza tra l’avere coscienza di ciò che ci circonda e decorare il proprio booklet con delle croci uncinate o scrivere testi che citano a caso frasi di Nietzsche, Evola o qualche altro frustrato invalido”.

C’È UN LIBRO IN CUI SI PUÒ RITROVARE LA FILOSOFIA DI UNA BAND COME I MALNÀTT?
“Sì, ‘Principia Discordia’ di Robert Anton Wilson. Si trova facilmente anche in download gratuito in pdf”.

CI VOLETE SPIEGARE IL VOSTRO NUOVO LOOK? RAPPRESENTA QUALCOSA DI PARTICOLARE?
“Il black metal nacque come provocazione, esattamente come il punk. Poi si arricchì di numerose forme e ‘abiti’ ma se esistesse uno Statuto del black metal il termine ‘provocazione’ comparirebbe nel primo articolo. Questo dovrebbe bastare a spiegare perché persone che suonano ‘metallo nero’ si vestono di bianco. Stesso discorso vale per le maschere enormi che ci rendono buffi come dei Teletubbies: in questo ambiente c’è troppa gente che si trucca da clown, ma che pretende di essere presa sul serio. Non c’è niente di serio nella vita. Esattamente come non c’è niente di buffo”.

COSA VI DISGUSTA DI PIÙ DELLA SOCIETÀ DEI GIORNI NOSTRI, SOPRATTUTTO IN QUESTO ULTIMO PERIODO? 
“Ci disgusta Berlusconi, chi lo vota, chi si fa mantenere da lui e chi lo difende. Ci disgustano anche i partiti che usano simboli religiosi per accaparrarsi voti, sia in Italia che all’estero: dai derivati della Democrazia Cristiana fino ad arrivare ai Fratelli Musulmani ci fanno cagare tutti. Ci disgusta la Lega Nord, il suo statuto, il suo simbolo e chiunque l’abbia mai votata in passato, presente e futuro. Ci disgusta Alba Dorata, ma troviamo che l’accostamento nero+oro sia davvero chic”.

PUÒ IN QUALCHE MODO L’AMBIENTE CHE VI CIRCONDA INFLUENZARE I TESTI O LA MUSICA DELLA BAND OPPURE VI ISPIRATE SOLTANTO ALLE VOSTRE SENSAZIONI PIÙ INTERIORI?
“Credo fermamente che non esista un’Interiorità e che non esista quello che comunemente chiamiamo Pensiero. Credo che noi umani siamo solo degli hard disk vuoti che possono passarsi informazioni senza capirle. Abbiamo il virus della Coscienza, concetto già chiaro ai tempi in cui scrissero il libro della Genesi, ma è un’anomalia: noi non siamo strutturalmente creati per generare pensieri, possiamo solo trasmetterli. Possiamo usare spermatozoi e ovaie per riprodurre macchine simili a noi ma a livello di eredità riusciamo solo a dare informazioni come il numero di arti, la posizione degli occhi o il colore dei capelli, ma non riusciamo a trasmettere la Conoscenza. Tutto questo per dire che per forza musica e testi DEVONO essere influenzati dall’ambiente circostante, perché dentro di noi non c’è assolutamente niente”.

IL VOSTRO STILE BLACK METAL MI RICORDA UN PO’ QUELLO DI ALCUNI GRUPPI BLACK METAL SINFONICI NORVEGESI DI UN DECENNIO FA. SENTITE DI AVERE DEI PUNTI IN COMUNE CON QUEL FILONE OPPURE CREDETE CHE LA VOSTRA PROPOSTA SI AVVICINI DI PIÙ A QUELLO CHE VIENE DEFINITO GENERICAMENTE ‘PAGAN METAL’?
“Il chitarrista Bigat è un anziano molto nostalgico, oltre alle band citate in una precedente risposta lui è molto legato anche a gruppi come Emperor e Dissection. Purtroppo non ha quell’esigenza che sento io di decostruire e distruggere il suono, lui crede ancora che la melodia lo porterà ad avere orde di bambine fanatiche delle sue canzoni”.

GRAZIE E CONGRATULAZIONI ANCORA PER LA VOSTRA NUOVA RELEASE. UN ULTIMO SALUTO AI NOSTRI LETTORI…
“Grazie a Metalitalia.com che spreca tutto questo spazio per farci parlare e grazie a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di arrivare a questo punto dell’intervista”.

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