MARE COGNITUM – Apocalisse solare

Pubblicato il 29/05/2021 da

Mare Cognitum è impeto, caos, elementi titanici che si scontrano e danno vita a una lotta della natura dalle dimensioni inconcepibili per una normale mente umana. Evoca scenari da apocalisse l’ultimo nato del polistrumentista Jacob Buczarski, musicista che dall’Oregon guarda al cosmo, ai suoi misteri, ai suoi arcani significati, immaginando cosa potrebbe scatenarsi tra gli astri. Per “Solar Paroxysm” il grande protagonista è il Sole, visto come elemento di distruzione, delle cui manifestazioni la musica è un prezioso messaggero. A sua volta è infatti frenetica, tracimante, priva di quiete. Con questa immane visione davanti agli occhi e il turbine delle note nelle orecchie, abbiamo contattato il suo autore, personaggio che ama esporre le sue idee e la sua visione della musica, in antitesi a un’immagine pubblica piuttosto schiva e riservata.

“SOLAR PAROXYSM” È UN TITOLO MOLTO ADATTO PER UNA MUSICA COME LA TUA, COMPLESSA, VELOCE, PIROTECNICA, MA ANCHE MOLTO EMOZIONALE, FITTA DI ARMONIE E MELODIE EVOCATIVE. QUALCOSA DI AVVINCENTE E PIENO DI ENERGIA, COME POTREBBE ESSERE APPUNTO UN ‘PAROSSISMO SOLARE’. COME SI COLLEGA LA MUSICA CON GLI ASPETTI LIRICI E VISUALI DEL DISCO?
– Come hai accennato nella domanda, quest’ultimo è un album pieno di energia, calore, pura emozione. L’artwork dipinge una caotica attività solare, un cataclisma di epiche proporzioni che illustra la grande visione indotta dalla musica. Volevo catturare questo feeling di monolitica distruzione e creare un’ardente esperienza musicale, piena di aggressione, drammaticità, infine una sorta di speranza nella mancanza di speranza, descritta dal piccolo albero sopravvissuto, nascosto in un angolo in basso della copertina. Questa lotta per la sopravvivenza si incanala a sua volta nella musica.

NEL 2020 HAI REALIZZATO UN DOPPIO ALBUM IN COLLABORAZIONE CON SPECTRAL LORE, DOVE HAI ESPLORATO TUTTI I PIANETI DEL SISTEMA SOLARE ATTRAVERSO I SIGNIFICATI SIMBOLICI AD ESSI ASSOCIATI. COME POSSIAMO COLLEGARE QUEST’ALBUM A “SOLAR PAROXYSM” E QUALI SONO LE DIFFERENZE, NELL’APPROCCIO SONORO, TRA QUESTE DUE USCITE?
– Questi due album sono totalmente diversi l’uno dall’altro. Escludendo le ovvie implicazioni dovute alla natura collaborativa di “Wanderers: Astrology Of The Nine”, il mio approccio alla musica è abbastanza differente da un disco all’altro. In “Wanderers…” ero più orientato alla sperimentazione, ho cercato di utilizzare strati di suono, arrangiamenti, tecniche diverse per creare ‘mondi’ sonori specifici di ogni singolo brano. Ogni traccia è stata scritta pensando al ‘carattere’ del pianeta di cui si stava parlando, la musica doveva essere in analogia con esso. Con “Solar Paroxysm”, al contrario, sono focalizzato sull’esplorare un singolo approccio: riffing aggressivo, diretto e complesso, la chitarra è al centro del discorso e cerco di creare un feeling di forte urgenza. Ogni canzone è stata scritta senza sapere esattamente dove mi avrebbe condotto, o di cosa avrebbe parlato. È avvenuto un processo inverso rispetto a quello di “Wanderers…”.

NEI TUOI ULTIMI DISCHI IL SUONO È DIVENTATO PIÙ FISICO E MENO INTANGIBILE: POSSIAMO RITROVARVI TRACCE DEL BLACK METAL ATMOSFERICO NORDAMERICANO, DI POST-BLACK METAL, MA VI SONO TANTI ELEMENTI DI OLD-SCHOOL BLACK METAL. COME DESCRIVERESTI IL TUO SOUND ATTUALE E LA DIREZIONE PRESA NELLE ULTIME USCITE?
– Non cerco di aderire a un singolo genere quando scrivo, come hai detto tu, fluttuo tra diversi stili. Perché limitarmi? Sono attributi sonori che si mescolano bene, dopo tutto. Può creare un suono drammatico e interessante nel corso dell’album, senza doverti preoccupare di restare in un filone ben contingentato. Viaggiare sui picchi più elevati, come esplorare le depressioni più profonde, questo mi piace fare con la mia musica. Penso di essere un musicista black metal, ma non sono di certo uno di quelli che si fa intrappolare da dogmi black metal tradizionali!

QUALI SONO LE LETTURE, DOCUMENTI, SCIENTIFICI E NON SCIENTIFICI, CHE TI HANNO PORTATO A METTERE IL SOLE AL CENTRO DEL TUO DISCORSO ARTISTICO?
– Questo album è ispirato al nostro imminente destino come pianeta, al cambiamento climatico, che sta accadendo sotto i nostri occhi. Mentre ci precipitiamo verso la morte imminente del nostro pianeta, sembra che stiamo scegliendo di agire da stupidi e lasciare che ciò accada. Al sole non importa di come abbiamo intenzione di reagire, farà come ha sempre fatto, a prescindere dalle nostre scelte, che diventano di giorno in giorno più pericolose. Quindi eccoci qui, a sperimentare il ‘parossismo solare’.

ASCOLTANDO IL GUITARWORK DI “SOLAR PAROXYSM” POSSIAMO APPREZZARE INFLUENZE CLASSIC METAL, PARTICOLARMENTE EVIDENTI NEL TIPO DI MELODIE SUONATE. POSSIAMO DIRE CHE SEI IN EFFETTI INFLUENZATO DAL METAL CLASSICO, OPPURE QUESTE MELODIE TI SONO STATE ISPIRATE DA ALTRE GENERI?
– Direi entrambe le cose. Fuori dal black e dal death metal, sono un fan di ogni tipologia di heavy metal, dai classici come Judas Priest e Black Sabbath, al thrash classico di gruppi come Razor e Demolition Hammer, oppure il death melodico di At The Gates e dei Carcass di “Heartwork”. Capire come suonare questo tipo di materiale è importante per ogni musicista metal. Ma il mio modo di suonare risente anche di influenze non metal, i primi che mi vengono in mente sono Pink Floyd, Dead Kennedys, My Bloody Valentine.

MARE COGNITUM È UNA ONE-MAN BAND. SUONI TUTTI GLI STRUMENTI SUI TUOI ALBUM: QUALI SONO QUELLI CON CUI TI TROVI MEGLIO, QUELLI CHE TI PERMETTONO DI DARE MEGLIO SFOGO ALLA TUA CREATIVITÀ?
– Mi considero un chitarrista, la chitarra è il mio strumento di elezione. È la base di tutte le canzoni.

TORNANDO ALLA TUA COLLABORAZIONE CON SPECTRAL LORE, QUALI SONO LE RAGIONI DI COLLABORAZIONE COSÌ STRETTA? QUAL È IL SENSO DAL TUO PUNTO DI VISTA DI REALIZZARE ALBUM ASSIEME, PERCHÉ QUESTO RAPPORTO È COSÌ SPECIALE E IMPORTANTE PER TE?
– A dire il vero, io di base non sarei un grandissimo fan degli split. Tendono ad essere uscite marginali nel catalogo di una band, con poche eccezioni. Ciò premesso, quando voglio realizzare uno split cerco di farlo con realtà che per me sono importanti, alle quali tengo. Dev’essere qualcuno con cui presumo di poter realizzare qualcosa che abbia più valore di quello che ognuno produrrebbe da solo. Chi non sarebbe d’accordo con questa idea, ascoltando “Wanderers…”? Ci siamo spinti al limite con quel disco, abbiamo scritto alcune delle migliori canzoni dei nostri rispettivi repertori. Il mio approccio agli split è quello di instaurare una stretta collaborazione, per raggiungere un grande risultato. Se dovessi affrontare un’uscita simile come se fosse un lavoro di routine, un riempitivo, otterrei solo un altro inutile split.

COMPORRE E SUONARE DA SOLO: QUALCHE VOLTA PUÒ ESSERE UN LIMITE, OPPURE SEI SEMPRE SODDISFATTO DAL POTER PRODURRE E CONTROLLARE TOTALMENTE OGNI ASPETTO DELLA TUA MUSICA?
– Mare Cognitum è un progetto dove ci tengo ad essere da solo, senza interferenze. In altri contesti, sono ben felice di suonare e lavorare assieme ad altri musicisti, anche se per la maggior parte della mia attività preferisco lavorare in solitaria. Posso lavorare al mio ritmo e non devo rivolgermi a nessuno quando voglio realizzare un determinato progetto. Può essere un modo di procedere molto solitario, la mole di lavoro è spesso molto alta, ma sto raggiungendo grandi traguardi agendo in questo modo, quindi per ora va bene così

HAI SEMPRE DEDICATO LA TUA MUSICA ALLE STELLE, LO SPAZIO, QUALCOSA DI ESTERNO E DI LONTANO DAL NOSTRO PIANETA. QUALI SONO I BISOGNI PERSONALI CHE SODDISFI QUANDO TI INTERESSI A QUESTI ARGOMENTI E SUONI CON UNO STILE POTENTE E QUASI MISTICO, EVOCANDO SCENARI DIFFICILI DA AFFERRARE PER LA SENSIBILITÀ UMANA?
– La musica è una lente attraverso la quale posso mettere la realtà in prospettiva, o aiutarmi a ad affrontarla, oppure a metterla in pausa. Quando uso il cosmo come un tema per la mia musica, lo adopero come metafora per eventi del mondo reale, oppure mi limito a osservare gli astri e farmi travolgere dalla magnificenza di quello che sto guardando. Gli astri sono richiamati per una serie di ragioni molto ampia, soddisfano il mio desiderio di semplice piacere nell’ammirarli, oppure sono uno strumento per parlare di argomenti molto seri e importanti che mi stanno a cuore. Sono una miniera da cui attingo per svariati utilizzi.

SONO PASSATI DIECI ANNI DAL DEBUT ALBUM DI MARE COGNITUM, “THE SEA WHICH HAS BECOME KNOWN”. COME GIUDICHI ADESSO QUEL DISCO? CHE TIPO DI PENSIERI E ASSOCIAZIONI VI ASSOCI?
– Recentemente ho riascoltato l’album, dopo molto tempo che non lo facevo. Mi ha riportato alla mente tanti ricordi, alcuni positivi, altri meno. Ero una persona molto diversa da quella che sono oggi. Non penso andrei molto d’accordo col me stesso di dieci anni fa (risate, ndR). La musica ha un taglio più amatoriale, non è professionale come può essere adesso. Ma rimane qualcosa di ambizioso, considerando su cosa stavo lavorando e il mio grado di esperienza dell’epoca. Non sapevo esattamente cosa volevo fare, ero abbastanza inconsapevole di quello che sarebbe potuto essere il risultato finale. Apprezzo che ancora oggi, riascoltando quelle tracce, si possa percepirne la purezza, anche se rimane un album un po’ slegato, poco coeso al suo interno. Ha alti e bassi, momenti fantastici, altri molto più ordinari. È rappresentativo di quello che ero all’epoca, il mio primo passo come ‘vero’ musicista.

HAI FONDATO E GESTISCI ATTUALMENTE UNA LABEL CHIAMATA EXTRACONSCIOUS RECORDS. CHE TIPO DI MUSICA FAI USCIRE CON QUESTA ETICHETTA? PERCHÉ HAI DECISO DI FONDARLA?
– Extraconscious Records in origine doveva servire per pubblicare su vinile la mia musica, in cooperazione con la Fallen Empire. Dopo che quella casa discografica ha chiuso i battenti, ho iniziato a realizzare i vinili assieme alla mia attuale casa discografica, la I, Voidhanger, che già si occupava della stampa in CD. Quando ho messo a punto tutti i meccanismi, mi sono accorto di avere sufficienti risorse per curare non solo la mia musica, ma quella di altri artisti. Non avrebbe avuto senso lavorare così tanto per fondare una label, limitandomi a pubblicare solo la mia musica! Ora lavoro con altre etichette europee per consentire un secondo supporto fisico nella pubblicazione degli album. Ad esempio, ho partnership con Amor Fati Productions e Babylon Doom Cult. Pubblico quello che desidero, nella maggior parte dei casi uscite metal che abbandonino lo status quo e mi colpiscano come qualcosa di unico e originale.

AL DI LÀ DI QUELLO CHE SUONI E DI SPECTRAL LORE, QUALI PENSI POSSANO ESSERE LE BAND CHE HANNO UNA VISIONE ARTISTICA SIMILE ALLA TUA, NELLA MUSICA E NELL’APPROCCIO LIRICO?
– Le prime che mi vengono in mente sono Blut Aus Nord, The Great Old Ones, Voidsphere, Vanum. Poi nominerei una larga fetta del catalogo I, Voidhanger, penso a Midnight Odyssey, Esoctrilihum, Haunter, Cosmic Putrefaction… Ci sono molte differenze tra di noi, chiaramente, mentre siamo accomunati da un certo tipo di visione della musica e abbiamo metodi creativi con molte similitudini.

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