Se esiste una band che ha saputo costruire il proprio suono album dopo album, questi sono sicuramente i Marianas Rest: nato nel 2013, il gruppo finlandese è riuscito a crescere in personalità ad ogni uscita, rendendo la propria proposta sempre più profonda e convincente.
“Auer”, pubblicato nel 2023, sembrava destinato ad essere un salto di qualità definitivo ma, con coraggio e determinazione, il sestetto di Kotka ha deciso di non ripetersi, modificando la propria miscela musicale: il risultato, “The Bereaved”, è un disco di doom-death metal dai toni malinconici che rientra alla perfezione nei canoni della tradizione finnica ma che, allo stesso tempo, presenta alcuni caratteri distintivi, a testimonianza di come i Marianas Rest siano ormai qualcosa in più di onesti mestieranti del genere.
Il cantante Jaakko Mäntymaa ci parla della nuova uscita, della sua genesi e di come la band ha vissuto questi ultimi anni.
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SONO PASSATI TRE ANNI TRA “AUER” E IL NUOVO ALBUM “THE BEREAVED”? COSA AVETE FATTO NEL FRATTEMPO? IN CHE MODO SIETE ARRIVATI A SCRIVERE QUESTO QUARTO CAPITOLO DELLA VOSTRA DISCOGRAFIA?
– Grazie a voi per averci ospitati sul vostro sito!
Abbiamo iniziato a scrivere “The Bereaved” poco dopo l’uscita di “Auer”. Credo fosse l’estate del 2023, quando abbiamo registrato i nostri primi demo. Quindi, le canzoni hanno iniziato a prendere forma mentre facevamo concerti e stavamo promuovendo “Auer”.
All’inizio l’idea era di pubblicare un EP più breve tra un disco e l’altro, ma non è andata così. I demo hanno iniziato ad accumularsi e sembrava ovvio che fossero destinati a finire su un disco intero.
Verso la metà del 2024 abbiamo anche dovuto cercare un’altra etichetta per pubblicare le nuove canzoni. Ci è voluto un po’ di tempo, ma ora alla Noble Demon ci sentiamo a casa. I pezzi dell’album sono pronti da circa un anno, quindi è fantastico essere riusciti a registrarli e iniziare a suonarli dal vivo!
CON “AUER” AVETE TROVATO UN SUONO RICONOSCIBILE E PERSONALE, MA “THE BEREAVED” È IN QUALCHE MODO DIVERSO. PENSI CHE POSSA ESSERE UN RISCHIO?
– Sì, ma spero un rischio ben calcolato.
Sentivamo che “Auer” fosse uscito così bene che non aveva senso cercare di ripetere la stessa forma. Era una sorta di punto di arrivo in seguito a uno sviluppo naturale durato quattro album, quindi ci è sembrata una buona idea fare qualcosa di diverso.
“The Bereaved” è più guidato dalla chitarra e forse un po’ più orecchiabile di quello che abbiamo fatto prima. Durante la registrazione e soprattutto subito dopo avevo molti dubbi, come sempre. Ma, ripensandoci ora, sono orgoglioso del risultato. Siamo riusciti ad ampliare i nostri orizzonti musicali senza perdere l’essenza della band.
IN FASE DI RECENSIONE ABBIAMO SOTTOLINEATO COME, QUESTA VOLTA, LE TASTIERE SEMBRINO AVERE UN RUOLO ANCOR PIU’ IMPORTANTE NEL VOSTRO SUONO.
SEI D’ACCORDO? E’ UN ASPETTO CHE AVETE PIANIFICATO?
– Credo che abbiano sempre avuto un ruolo fondamentale. Le canzoni acquistano molta profondità quando Aapo (Koivisto, tastierista, appunto, ndr) riesce a compiere la sua magia.
Di solito questo accade quando la parte principale della scrittura è completata. Noi altri gli lasciamo semplicemente spazio per operare e lui ci riesce.
Credo che, da questo punto di vista, il processo questa volta sia stato più o meno lo stesso degli album precedenti.
ABBIAMO ANCHE EVIDENZIATO COME QUESTA SIA STATA LA TUA MIGLIORE PERFORMANCE FINORA, CON UN OTTIMO BILANCIAMENTO TRA GROWL, VOCI PULITE E PERSINO SUSSURRI.
COME HAI LAVORATO PER OTTENERE QUESTO RISULTATO?
– Sono contento di sentirlo, grazie!
Ho dovuto esercitarmi e acquisire un po’ più di sicurezza anch’io. Fin dall’inizio abbiamo sentito che molte canzoni necessitavano di maggiore diversità vocale e questo significava anche più voci pulite. Non ero l’unico a cantare, però. Nico (Mänttäri, chitarra, ndr), Niko (Lindman, basso, ndr) e il nostro fantastico ospite Okko Solanterä (Horizon Ignited, I Am The Night, Slaughterror, ndr) hanno fatto tutti un lavoro brillante.
L’obiettivo principale era trovare la giusta atmosfera in ogni brano. I growl richiedevano più emozione e disperazione e la sensazione generale che volevamo trasmettere era questa certa fragilità. Non è stato facile e ha messo a dura prova le nostre sicurezze, ma andava fatto.
CHI SONO LE PERSONE IN LUTTO, DA CUI IL TITOLO DEL DISCO?
– Lo siamo tutti. Ciascuno di noi perso qualcuno o qualcosa di importante. Detto questo, ognuno affronta la perdita a modo suo.
Realizzare questo album è stato un modo per affrontare i nostri sentimenti: imparare a lasciar andare è un’abilità importante.
DI COSA PARLANO I TESTI? C’È UN TEMA RICORRENTE CHE COLLEGA LE CANZONI?
– L’album parla di una perdita personale e di diversi aspetti che la riguardano. Di recente abbiamo avuto la nostra dose di lutto, sapete, abbiamo ormai raggiunto quell’età in cui matrimoni e feste di laurea si trasformano in funerali. E quindi volevamo racchiudere in un album tutte le emozioni che ne derivano.
Non è tutto dolore, però. Rinunciare a qualcosa può essere un sollievo e ricordare qualcuno può portare molta gioia. Quindi c’è una vasta gamma di emozioni che si possono provare. Abbiamo cercato di catturarne il più possibile.
OKKO SOLANTERA, DI CUI CI HAI GIA’ PARLATO, È OSPITE IN “DIAMONDS IN THE ROUGH”. COME È NATA QUESTA COLLABORAZIONE? QUAL È STATO IL SUO CONTRIBUTO ALLA CANZONE?
– Sono stato ospite della band di Okko, gli Horizon Ignited, per il loro precedente album intitolato “Tides”, è un album fantastico, ascoltatelo! Abbiamo fatto concerti insieme e tutti noi ammiriamo molto questi ragazzi, anche se molti di loro vivono a Kouvola, non molto vicino.
Okko ed io eravamo un po’ ubriachi quando abbiamo deciso che avremmo potuto fare qualcosa ancora insieme, questa volta nel nuovo album della nostra band. Ma non eravamo così ubriachi da dimenticarcelo il giorno dopo.
Lui ha scritto molti dei suoi testi, per entrare nel vivo delle canzoni, e li ha davvero centrati in pieno in studio. Quindi eccoci qui. E la collaborazione si è estesa oltre Okko, visto che il chitarrista degli Horizons, Johannes, ha realizzato il video musicale per “Diamonds In The Rough”, che trovo stupendo. Vediamo cosa ci inventeremo per il prossimo album.
“THE COLOUR OF YOU” E’ UN BRANO CHE SI DISCOSTA LEGGERMENTE DAL MOOD DELL’ALBUM? PERCHÉ L’AVETE SCELTA COME SINGOLO?
– Volevamo che il primo brano scelto come singolo avesse qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo. E non volevamo che fosse troppo ‘facile’, se capisci cosa intendo: “The Colour of You” ci è sembrata una scelta opportunamente audace.
SIETE PASSATI DA UN’ETICHETTA AFFERMATA COME LA NAPALM RECORDS A UNA PIÙ GIOVANE, LA NOBLE DEMON. QUALI SONO LE MOTIVAZIONI DI QUESTA SCELTA? COSA AVETE GUADAGNATO IN QUESTA TRANSIZIONE?
– Il periodo trascorso alla Napalm ci ha fatto bene sotto ogni punto di vista. Proviamo solo affetto per loro, ma a volte le cose devono semplicemente cambiare.
Siamo ancora una band relativamente piccola che cerca di migliorare e crescere passo dopo passo. Patrick della Noble Demon ci ha convinto che questo è il posto giusto per farlo.
La Noble ha un ottimo roster per quanto riguarda il doom metal più malinconico e proprio questo aspetto ci ha dato il segnale giusto. Finora tutto è andato liscio e stiamo apprezzando molto questa nuova collaborazione.
LA VOSTRA FORMAZIONE È SEMPRE STATA PIUTTOSTO STABILE NEL CORSO DEGLI ANNI. COME SIETE RIUSCITI A MANTENERE QUESTO EQUILIBRIO? PENSI CHE POTREBBE ESSERE IL SEGRETO DELLA VOSTRA CONTINUA CRESCITA?
– Sì, abbiamo avuto un solo cambiamento, quando Hade (Vainio, ndr) ha dovuto lasciare il suo ruolo di bassista e Niko è subentrato.
Gran parte del merito è stato della fortuna. L’alchimia è scattata e ognuno di noi ora ha le proprie responsabilità nella band. Non abbiamo un leader, ognuno contribuisce alle canzoni e a tutti gli altri aspetti, quindi ciascuno può sentirsi come se questa fosse la sua band. Non vale per tutti i gruppi, ma per noi funziona.
LA VOSTRA MUSICA È SPESSO PIENA DI MALINCONIA. PENSI CHE SIA UN RIFLESSO DELLA VOSTRA PERSONALITÀ?
– In parte, sì. È facile diventare malinconici qui, con tutto questo buio e il freddo. E non è sbagliato apprezzarlo. Ma questa è solo una parte di ciò che siamo, l’altra è raccontare barzellette da papà.
LA FINLANDIA HA UNA LUNGA TRADIZIONE DI GRUPPI CHE SUONANO IL VOSTRO STILE MUSICALE. QUALI PENSI ABBIANO AVUTO PIÙ INFLUENZA SULLA VOSTRA MUSICA?
– Le nostre influenze provengono da una vasta gamma di gruppi e molti di questi non sono affatto metal. Gruppi come Ghost Brigade e Swallow The Sun sono fantastici, eppure, se consideriamo le band doom-death metal, direi che Paradise Lost e My Dying Bride sono le nostre influenze maggiori. Ma lo sono anche Roxette e Alice in Chains. E i Sentenced hanno ovviamente avuto un grande impatto sulla scena metal finlandese, noi compresi.
PROMUOVERETE IL VOSTRO NUOVO DISCO CON UN CONCERTO O UN TOUR?
– Certamente! Prima saremo in tour in Finlandia a gennaio e febbraio, e ad aprile in Europa centrale con i nostri amici Aeonian Sorrow e Wooden Veins.
Potete trovare informazioni sul tour sul nostro sito web (marianasrest.com) o sui nostri social media. Presto pubblicheremo anche altre novità, quindi la lista verrà aggiornata a breve. Comunque, speriamo di incontrarvi da qualche parte lungo il cammino!
Grazie per l’intervista, date una chance a “The Bereaved” e ascoltatelo a tutto volume!

