MEMORY GARDEN – The power of doom

Pubblicato il 26/08/2013 da

L’ultimo disco dei doomster svedesi Memory Garden è giunto dopo cinque anni dal loro precedente lavoro. E’ quindi l’occasione adatta per scambiare quattro chiacchiere con Simon Johansson, lead guitarist della band, che ci racconta le vicissitudini che hanno portato i Memory Garden a pubblicare solo tre dischi in tredici anni e ci confessa una certa allergia alla definizione dei generi musicali, confermandoci come la musica della band sia in un naturale bilico tra doom e power metal.

memory garden - band - 2012

INIZIAMO PARLANDO DEL TITOLO DEL NUOVO CD: “DOOMAIN”. UN NOME CHE LA DICE LUNGA… COME NASCE IL TUTTO?
“Il nome del disco è qualcosa di cui abbiamo parlato per un po’. La canzone ‘Doomain’ è stata una delle prime scritte per questo disco, ma non avevamo deciso di usarla come title-track, se non verso la fine della lavorazione. Più ne parlavamo, più ci piaceva come titolo per il disco. Cattura molto bene quello che facciamo ed è un titolo corto e diretto. Se, invece, parliamo dell’album e di come ha avuto origine, direi che è qulcosa che abbiamo creato insieme nella nostra sala prove. Abbiamo suonato ed improvvisato molto sulle canzoni questa volta ed il disco è nato in gran parte durante le prvoe. Alcune canzoni sono state scritte a casa da alcuni di noi e poi portate in sala per gli aggiustamenti finali”.

LA VOSTRA MUSICA È DEFINIBILE TRADITIONAL DOOM, MA HA MOLTE PARTI POWER, SE NON ADDIRITTURA EPIC, MA – DIVERSAMENTE DA MOLTE ALTRE BAND – SEMBRA CHE VOI TENIATE STACCATI QUESTI ELEMENTI, COME IN “LATENT LUNACY”, CON STROFE DECISAMENTE DOOM ED UN REFRAIN MOLTO PIÙ VELOCE. COME AMALGAMATE QUESTI ELEMENTI NELLA VOSTRA MUSICA ?
“Non è qualcosa che pianifichiamo dall’inizio. Ci piacciono le canzoni con molti elementi. Non vorremmo mai che risultassero noiose o monotone, per noi è molto importante che succeda sempre qualcosa, mescolando stili ed emozioni differenti. E’ qualcosa che abbiamo sempre fatto e ci viene completamente naturale, mentre componiamo”.

“DAUGHTERS OF THE SEA”, SIA NEL MOOD CHE NEL TITOLO, RICORDA IN QUALCHE MODO I BLACK SABBATH DELL’ERA RONNIE JAMES DIO, MENTRE “BARREN LANDS” HA ALCUNE PARTI IN GROWL ED È MOLTO LENTA E PESANTE. CAMBIATE STILE VOLONTARIAMENTE O È SEMPLICEMENTE QUALCOSA CHE SUCCEEDE ? IL GROWL È SOLO UNA SPECIE DI ESPERIMENTO O PENSATE CHE POTRESTE UTILIZZARLO COME LINEA VOCALE PRINICIPALE NELLE VOSTRE CANZONI ?
“E’ qualcosa che accade abbastanza spesso. Come dicevo non lo pianifichiamo in nessun modo ma riteniamo importante che le canzoni restino interessanti. Amiamo scrivere canzoni che crescono ogni volt ache le ascolti, che ti fanno scoprire qualche nuovo dettaglio ogni volta. Per come la vedo, un album fatto in questo modo sarà molto più longevo di uno di cui ti puoi fare un’idea precisa fin dal primo ascolto. Non ci spaventa mischiare diversi stili; fintanto che una canzone ci piace, non ci interessa se è doom, power o qualunque altro stile. Per quanto riguarda il growl, direi che è solo un esperimento, comunque nulla che useremmo come linea principale. Siamo una band con linee vocali melodiche e continueremo ad esserlo”.

AVETE FATTO COVER BLACK SABBATH, MERCYFUL FATE E QUEENSRŸCHE. QUALI SONO LE INFLUENZE CHE HANNO AVUTO QUESTE BAND ?
“Quelle cover furono registrate alla fine degli anni 90 e sono band che abbiamo ascoltato molto. Le abbiamo fatte, perchè ci è stato chiesto se volevamo partecipare ad alcuni tribute album, cosa che, naturalmente, abbiamo fatto di buon grado, dato che amiamo la musica di queste band. Ora sia noi che la Metal Blade volevamo offrire delle bonus track su ‘Doomain’ e sapevamo che molte persone non avevano mai sentito queste cover e, quindi; ci è sembrato un bel modo per far le ascoltare”.

TEMPO FA C’ERA SOLO IL DOOM, ORA IL GENERE È DIVISO IN MOLTE SOTTOCATEGORIE (SLUDGE, DRONE, STONER, TRADITIONAL, ETC.). COSA NE PENSI DI QUESTI STILI ASCOLTI ALTRE BAND DOOM ?
“E’ bello che lo stile si evolva, ma in realtà non ascoltiamo molte band doom. Amo I Candlemass, ovviamente, e sono sempre stati una grande fonte d’ispirazione per noi. Mi piacciono molto anche i Katatonia, ma non sono sicuro se possano essere definiti doom. Quello che è veramente interessante è che sempre più persone seguano il doom e che il genere stia crescendo”.

CANDLEMASS, GRAND MAGUS, COUNT RAVEN E, OVVIAMENTE, MEMORY GARDEN. LA SVEZIA HA PRODOTTO UN NUMERO IMPRESSIONANTE DI OTTIME BAND DOOM. SIETE IN CONTATTO CON ALCUNE DI ESSE ?
“Certo. Ho suonato con Leif Edling dei Candlemass negli Abstrakt Algebra. In effetti è stato il primo album che ho registrato. Conosco tutti i ragazzi dei Candlemass e sono anche molto amico di Messiah (Marcolin, ndR). Abbiamo suonato con loro e con i Grand Magus in Grecia, qualche anno fa. Un grandissimo concerto, devo dire. La Svezia è un paese piccolo e tutti ci conosciamo un po’”.

LA SVEZIA HA DATO I NATALI ANCHE A DAN SWANÖ, CHE HA PRODOTTO E MIXATO “DOOMAIN”. COM’È LAVORARE CON DAN? HA CONTRIBUITO, IN QUALCHE MODO, ALLE CANZONI.
“Dan è fantastico. Lo conosciamo da sempre e abbiamo lavorato co lui in passato: ha fatto il nostro 7 pollici ‘Blessed are the Dead’ nel 1994 e siamo rimasti amici da allora. Tom, il nostro batterista, ha suonato con Dan nei Nighingale, mentre io ho suonato le chitarre dell’ultimo album degli Edge Of Sanity, ‘Crimson II’. E’ molto semplice lavorare con lui Dan ed è sempre garanzia di prodotti di elevate qualità e lo è stato anche questa volta. Non ha contribuito alle canzoni, ha solo fatto il missaggio ed il mastering. Abbiamo registrato l’album da soli, nel nostro studio e, quando abbiamo finite, lo abbiamo mandato a Dan e lui ha fatto il suo lavoro. Ho fatto per conto mio le lead guitar ed alcune parti aggiuntive nel mio studio, il SolnaSound recording. Ho avuto un po’ di aiuto nell’engineering dal mio amico Mike Wead, quando avevo bisogno di concentrarmi sull’ esecuzione. Ma, al di là di questo, abbiamo fatto tutto da soli”.

“DOOMAIN” È LA VOSTRA PRIMA RELEASE IN CINQUE ANNI E OTTO ANNI SONO TRASCORSI TRA “MIRAGE” E “CARNAGE CARNIVAL”. E’ SUCCESSO QUALCOSA O, SEMPICEMENTE, VI PRENDETE IL VOSTRO TEMPO ?
“Ci sono molte ragione per cui ci è volute così tanto tempo tra gli album. Penso che quella principale sia che, dopo ‘Mirage’, abbiamo risolto il contratto con la Metal Blade e non siamo riusciti a trovare un contratto che ci soddisfacesse per molto tempo e dopo l’uscita di ‘Carnage Carnival’ abbiamo deciso di andarcene dalla Vic Records, trovandoci ancora nella stessa situazione. Un’altra ragione è che abbiamo suonato in giro per un po’, dopo l’uscita di ‘Carnage Carnival’ e, durante questo tempo, non abbiamo lavorato a nessuna nuova canzone. Alcuni di noi sono impegnati anche con alter band, facendo dischi e tour. Io steso sono stato in tour per un po’ con gli Wolf e i Bibleblack. Credo che queste siano le ragioni principali per cui è passato così tanto tempo tra gli ultimi due album. Ma l’idea è di avere un nuovo disco più velocemente; non ci vorranno altri 5 anni, questo è certo”.

UNA DOMANDA, FORSE, UN PO’ SCOMODA: PERCHÈ, SECONDO TE, UNA BAND COME I MEMORY GARDEN NON È MAI RIUSCITA A SUPERARE I CONFINE DEI FAN DEL GENERE DOOM ?
“Beh, non sono sicuro. Credo che molti fan doom abbiano qualche problema con le nostre parti più veloci e, forse, non ci vedo come una vera e propria band doom; d’altro canto, chi ascolta power o progressive metal pensa che siamo tropo lenti. Ma per noi non è importante suonare doom o power o comunque la gente voglia definirci; se ci piace quello che facciamo, allora lo facciamo. Personalmente mi piace l’unione di stili e, per me, i Memory Garden sono davvero bravi in questo, unendolo a qualcosa di nostro. Ma, per rispondere alla domanda, penso che questa sia la ragione principale. Anche il fatto che non abbiamo fatto molti tour può aver contribuito”.

GRAZIE. C’È QUALCOSA CHE VORRESTI DIRE AI LETTORI DI METALITALIA ?
“Spero che vorrete ascoltare il nuovo album ‘Doomain’ e che vi piaccia. Stiamo cercando di piaificare qualche show e spero riusciremo ad avere un vero e proprio tour in support al disco. Spero di vedervi tutti e di berci una birra insieme, da qualche parte on the road ! Stay doomed”.

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