MENDEED – Glasgow Power Rangers

Pubblicato il 26/03/2007 da

Difficile inquadrare i Mendeed a livello musicale, per il semplice fatto che la formazione impernia il proprio credo musicale sulla fusione di molti generi: niente sperimentalismi sofisticati però, solo una pioggia di velocissimi riff slegapolsi, su percorsi speed metal, battle metal, death o thrash. Il quintetto di Glasgow è una sensazione in madrepatria, dove i magazine specializzati li idolatrano come solo gli inglesi sanno fare: imbattendosi in un marcatissimo accento scozzese pure noi tentiamo di saperne di più, attraverso questa intervista al lancio del nuovo “The Dead Live By Love”.

 
COMINCIAMO DALL’INIZIO: TI VA DI RACCONTARCI BREVEMENTE LA STORIA DEI MENDEED FINO AL 2006?
“Iniziammo sei o sette anni fa ispirandoci ai suoni di Metallica e Pantera, ma senza avere grossi responsi – in verità io stesso penso che i nostri primi pezzi siano spazzatura – ma continuando a lavorare duramente, registrare demo su demo per le etichette e suonando il più possibile. Il primo contratto con la Rising Records è stato fondamentale, ma mai quanto quello con Nuclear Blast: negli anni grazie alla label e soprattutto alle date con God Forbid, Trivium e Napalm Death abbiamo cominciato a farci un nome. Gli ultimi due anni sono stati davvero fortunati, e anche molto molto divertenti!”.

COSA E’ SUCCESSO IN STUDIO NELLE ULTIME REGISTRAZIONI? DA UN DEATH CORE MODERNISSIMO E CONTAMINATO AVETE INCORPORATO ANCORA ALTRE INFLUENZE, VICINE ADDIRITTURA ALLO SPEED METAL!
“E’ quello che ha sempre contraddistinto i Mendeed, vogliamo incorporare quante più influenze possibili nel campo del metal, senza concentrarci necessariamente su un hook, ma puntando sulla struttura della canzone. Il suono che abbiamo ottenuto è molto trasversale e può coinvolgere moltissime persone. In questo modo sarà più difficile inserirci nell’abusato filone metalcore, termine che vuol dire tutto e niente allo stesso tempo…”.

PENSI CHE QUESTO CAMBIAMENTO POSSA MODIFICARE LA VOSTRA IDENTITA’ DI GRUPPO?
“Di sicuro l’identità dei Mendeed si è modificata, si è arricchita a mio parere, e potenzialmente è in grado di conivolgere molte più persone e fasce di pubblico. Power, death, black: sono tutti mischiati e rappresentati degnamente, se qualcuno ha apprezzato il nostro stile in passato non potrà che continuare a seguirci perché la nostra attitudine è la medesima che ci ha contraddistinto in passato”.

NON E’ CHE TUTTE QUESTE INFLUENZE POWER METAL ARRIVANO DALLE MOLTISSIME DATE CHE AVETE FATTO CON I DRAGONFORCE?
“Oh, sicuramente, magari a livello inconscio. Di sicuro adoriamo i Dragonforce dal punto di vista musicale e umano, sono divertentissimi e li riteniamo nostri buoni amici”.

HAI UNA CANZONE PREFERITA TRA QUELLE DI “THE DEAD LIVE BY LOVE”?
“Se dovessi scegliere direi l’opener ‘Burning Fear’, perchè dal vivo è decisamente esplosiva, è una di quelle canzoni semplicemente perfette da suonare su un palco, ed è uscita in questo modo spontaneamente”.

“THIS WAR WILL LAST FOREVER” E’ SOLO DEL 2006, COME MAI E’ GIA’ NEI NEGOZI UN NUOVO ALBUM, A INIZIO 2007?
“E’ stata una nostra scelta precisa, avevamo due settimane libere tra un tour e il successivo e non siamo riusciti a starcene con le mani in mano: non abbiamo trovato di meglio da fare che chiuderci in studio e cominciare a comporre, a buttare giù idee per nuovi pezzi. E’ stato facile successivamente completare quelle bozze e dare alla luce ‘The Dead Live By Love’. Abbiamo sacrificato forse la promozione di ‘This War…’, ma contiamo di recuperare adesso suonando fin dove ci è possibile, in ogni angolo del pianeta”.

SIETE SUPPORTATI ALLA GRANDE DALLA STAMPA INGLESE: COME VIVETE QUESTA SITUAZIONE?
“Siamo fortunati. In effetti è strano, perché la stampa in Inghilterra è davvero influente sui gusti dei kids, e non abbiamo comunque una seria idea di come abbiamo potuto incontrare tutti i loro favori, non possiamo che esserne grati e trarne motivazione per continuare a dare il meglio di noi stessi”.

IN TEMA DI RIVISTE, AVETE PRESO PARTE, PER KERRANG!, ALLA COMPILATION DI TRIBUTO AI METALLICA PER IL VENTENNALE DI “MASTER OF PUPPETS”, CON UNA VERSIONE MOLTO PERSONALE DI “THE THING THAT SHOULD NOT BE”: AVETE AVUTO QUALCHE FEEDBACK DAI METALLICA?
“C’è un passaggio di una intervista a Lars Ulrich dove viene apprezzata la nostra versione del pezzo, e dopo l’onore di aver potuto partecipare al progetto è stata davvero una gioia incommensurabile sentire delle parole di ringraziamento nei nostri confronti direttamente da lui. E’ uno dei traguardi della nostra carriera”.

PER FINIRE, CINQUE ALBUM DA AVERE TARGATI 2006:
“‘Sacrament’ dei Lamb Of God, è davvero spettacolare, un capolavoro assoluto. Poi di sicuro In Flames, di cui tutto il gruppo è grande fan, Dragonforce, Edguy… e come numero cinque metterei i nostri compagni di tour Born From Pain”.

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