MESHIAAK – La passione prima di tutto

Pubblicato il 28/10/2016 da

Approdati al mercato discografico con un debut di buona fattura come “Alliance Of Thieves”, i Meshiaak sembrano una band con idee chiare e una solidità di fondo che potrebbe permetter loro grandi cose per il futuro. Il gruppo, formato da un’unione di forze tra l’ex 4ARM Danny Camilleri e Dean Wells dei Terramaze, e che vede tra le sue file Jon Dette, uno dei batteristi il cui nome è risuonato molte volte, di recente, per le sue collaborazioni con Testament, Slayer e Anthrax tra gli altri, sembra davvero soddisfatto del proprio lavoro, e ce lo racconta tramite il suo divertito frontman Danny Camilleri in un’intervista esauriente e che non nasconde l’entusiasmo che si cela dietro al progetto. Ecco a voi il resoconto della nostra chiaccherata.

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CIAO RAGAZZI E BENVENUTI SU METALITALIA.COM! CHE NE DITE DI INTRODURRE I MESHIAAK AGLI ASCOLTATORI ITALIANI?
“Ehi Giuseppe, è un piacere parlare con voi! I Meshiaak sono una band di quattro elementi con sede in Australia, formatasi agli inizi del 2014 per volontà di Dean Wells e del sottoscritto”.

COME AVETE COMINCIATO? QUAL E’ STATA L’IDEA CHE VI HA SPINTO A METTERE INSIEME I QUATTRO MUSICISTI?
“Io e Dean volevamo semplicemente lavorare insieme, e da qui la scintilla. In passato abbiamo parlato molte volte di fare qualcosa e fortunatamente ci siamo trovati entrambi liberi all’inizio del 2014. La nostra visione era davvero semplice, volevamo fare della musica emozionante, creare qualcosa che ci facesse sentire come la prima volta che abbiamo ascoltato dischi come ‘Master Of Puppets’ o ‘Rust In Peace’. Volevamo scrivere qualcosa che, come musicisti, ci appartenesse e di cui sentirci orgogliosi. Quindi ci siamo uniti e abbiamo iniziato a lavorare al debut. Mentre componevamo, ci siamo messi a cercare membri per completare la line-up, e dopo non troppo tempo abbiamo dato il benvenuto a Nick Walker al basso e Jon Dette alla batteria”.

POSSIAMO DEFINIRLA UNA SPECIE DI ‘SUPERBAND’? AVEVATE MAI SUONATO ASSIEME PRIMA DEI MESHIAAK?
“(Ride, ndR) il termine ‘superband’ continua a tornare, siamo solo quattro ragazzi che si trovano davvero bene assieme e che amano ciò che fanno e la musica in generale! Nick per un periodo ha effettivamente suonato il basso con Dean nei Terramaze, che è fondamentalmente il motivo che l’ha portato ad essere reclutato nei Meshiaak (ride, ndR), è un gran musicista e una gran bella persona. Il resto di noi comunque non aveva mai suonato assieme prima dei Meshiaak”.

QUALI BAND VI HANNO ISPIRATO SIA COME MUSICISTI CHE COME DIREZIONE PER IL GRUPPO?
“Personalmente sono cresciuto con Metallica, Slayer, Testament, Megadeth: voglio dire, queste band mi hanno letteralmente portato ad essere un musicista, quasi tutti i giorni invece di andare a scuola stavo a casa ad ascoltare metal e suonare la chitarra fino a sera, è davvero tutto quello che ho sempre voluto fare. Mentre gli altri ragazzi saltavano scuola per andare in sala giochi o a fare passeggiate nei centri commerciali o a cercare modi per procurarsi dell’alcool, io stavo con la mia chitarra, fingendo di aprire per i Metallica, o gli Slayer o i Testament. E’ sempre stato il mio sogno”.

COME MAI AVETE SCELTO UN NOME COME MESHIAAK?
“A dire il vero il nome è venuto fuori perchè io e Dean volevamo che tutto avesse un significato importante per noi, volevamo qualcosa che giocasse sulle prospettive che abbiamo per la band, che fosse comune tra noi a livello di intenti. Meshiaak è l’ebraico per Messia, abbiamo un po’ aggiornato lo spelling, ma le radici sono quelle. Insomma, per noi è come un legante per i nostri rapporti e valori personali”.

QUALI SONO LE ISPIRAZIONI PER L’ALBUM? DIREI UN BUON MISTO TRA THRASH AMERICANO E UN PO’ DI THRASH FINE ANNI ’90, PIU’ QUALCHE SPRAZZO DI NWOBHM. CHE NE PENSI?
“In tutta onestà, non c’era l’idea di prendere una precisa strada stilistica o ‘era’, abbiamo semplicemente scritto cosa ci veniva naturale e cosa ci sarebbe piaciuto ascoltare, l’intero disco è un misto della creatività e delle influenze mie e di Dean; volevamo creare qualcosa che avesse passione, energia, aggressività, qualcosa con alti e bassi, qualcosa che da musicisti potesse connetterci e renderci orgogliosi, qualcosa che potesse essere sentito e non solo ascoltato, è stato un vero e proprio viaggio per arrivare ad ottenere queste cose all’interno delle composizioni. Credo che se dovessi darti un nome sulla nostra ispirazione principale, quel nome sarebbe ‘vita’, nel senso che abbiamo davvero messo nero su bianco le cose che erano attorno a noi nel momento in cui scrivevamo. Tutto il processo di scrittura e registrazione è risultato molto terapeutico, per me”.

QUAL E’ DUNQUE STATO IL PROCESSO DI SCRITTURA?
“La scrittura di ‘Alliance’ è fondamentalmente una comunione di sforzi tra me e Dean. Io avevo un sacco di materiale nel cassetto, riff, canzoni, idee, e quando è arrivato il momento ci siamo messi nello studio di Dean a Melbourne e abbiamo iniziato a provare di tutto, canzoni intere, mezzi brani uniti per ottenere pezzi unici, cambi di arrangiamenti o intere sezioni da scrivere o riscrivere. Abbiamo registrato delle demo di ogni canzone e iniziato a sezionare ogni porzione di musica finché non siamo stati soddisfatti al 100% con il risultato. Come dicevo prima, i Meshiaak sono una mistura molto forte delle menti mia e di Dean”.

LE CANZONI SONO CERTAMENTE HEAVY E AGGRESSIVE, MA NON NASCONDONO DELLE LINEE MELODICHE E DI FACILE PRESA, DETTO IN MANIERA ASSOLUTAMENTE BUONA. E’ UNA VOSTRA SCELTA PRECISA?
“(Ride, ndR) questo è esattamente quello che intendo quando parlo di mischiare e adattare gli stili, Dean viene da un background progressive, e quando mi sono trovato ad avere qualche idea melodica, lui la rielaborava; di fatto io sono più per il lato aggressivo, mi sono sempre trovato bene ad esprimermi nella mia musica e questo è quello che è sempre venuto fuori, dei pezzi violenti ma con una nota catchy. Ma l’unione dei due elementi, la violenza con melodia o momenti prog sono di sicuro qualcosa che deriva da me e Dean insieme”.

A TAL RIGUARDO, UNO DEI MIEI PEZZI PREFERITI E’ “DEATH OF AN ANTHEM”, CHE APPUNTO GIOSTRA TRA MELODIE E PASSAGGI HEAVY, IL TUTTO CON UN TRATTO MOLTO DISTINTIVO. QUALI SONO I TUOI BRANI PREFERITI DELL’ALBUM E PERCHE’?
“Dovendo scegliere direi “It Burns At Both Ends”, “At The Edge Of The World” e “Alliance Of Thieves” o “Death Of An Anthem”, (ride, ndR) dipende dall’umore. “It Burns At Both Ends” mi carica tantissimo, adoro l’atmosfera e l’aggressività che possiede, riesco a trovarci una connessione, rappresenta diversi miei punti di vista sulla correttezza politica nella società odierna. “At The Edge Of The World” è la tipica canzone che avrei sempre voluto scrivere, è uno dei brani che sento più vicini, come anche “Death Of An Anthem”, sono vere e proprie riflessioni di un certo periodo della mia vita. Anche “Alliance Of Thieves” significa molto per me, è la prima canzone che abbiamo scritto come Meshiaak, e in un certo qual modo segna l’inizio di tutto quello che è successo sinora; amo quel brano, è venuto fuori senza sforzi”.

C’E’ UN CONCEPT DIETRO AI BRANI?
“Liricamente l’album ricopre tre anni della mia vita, è veramente vicino al cuore e a quello che posso chiamare ‘casa’, con un sacco di lotte personali e trionfi”.

VEDI I MESHIAAK COME UN SIDE PROJECT O COME UNA BAND VERA E PROPRIA?
“I Meshiaak sono decisamente una band e viene trattata come tale, siamo tutti e quattro convintissimi ed entusiasti per il futuro”.

SIETE TUTTI DEI MUSICISTI PIUTTOSTO IMPEGNATI, CREDI SARA’ FACILE IMBARCARSI IN UN TOUR? AVETE GIA’ DELLE DATE PIANIFICATE?
“Per quanto impegnati, i Meshiaak sono una priorità per ognuno di noi, ci crediamo fortemente e non vediamo l’ora di suonare, quindi la pianificazione per noi è piuttosto facile: diteci quando e dove (ride, ndR)! C’è qualcosa di programmato per il 2017, ma siamo ancora in contrattazione, speriamo di poter annunciare le date presto”.

CON CHI VI PIACEREBBE ANDARE IN TOUR?
“Uno dei miei sogni è un tour coi Metallica. Sono stati la mia più grande ispirazione sin da quando ero bambino, se potessi mai scegliere con chi suonare la mia scelta cadrebbe decisamente su di loro”.

AVETE GIA’ PIANIFICATO UN NUOVO ALBUM? SE SI, STATE GIA’ LAVORANDO SU QUALCOSA?
“Dean  e io stiamo buttando giù qualcosa per il prossimo album, bozze soprattutto, ma siamo già contenti di cosa potrà venir fuori, non vediamo l’ora di scavare nel profondo delle nostre menti e vedere dove possono portarci; il prossimo disco sarà fantastico, questo è certo”.

CHE MUSICA ASCOLTI? C’E’ QUALCHE NUOVA USCITA CHE HA INFLUENZATO L’ALBUM?
“Cerco di non ascoltare troppa musica quando sono in fase compositiva, non so perché ma ho sempre lavorato così. Quando non sto scrivendo, comunque, spazio dagli Iron Maiden agli Skid Row fino ai Casting Crowns o da Jonny Cash ai Metallica. Sono cresciuto amando e apprezzando diversi generi musicali”.

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