MESMERIZE – Metallo inossidabile!

Pubblicato il 26/08/2005 da

A fronte di una critica sempre pronta a parlar bene di loro, i Mesmerize non hanno ancora goduto di quel successo che altre band italiane hanno già assaporato. Eppure, in ambito power, restano uno dei gruppi leader della scena, soprattutto sotto l’aspetto qualitativo. Sentiamo cos’hanno da dirci il singer Folco, una delle migliori voci del panorama nazionale, e il newcomer Luca riguardo alla loro ultima fatica “Stainless”.

SIETE APPENA USCITI CON UN NUOVO ALBUM: FINORA COM’È STATO ACCOLTO?
(Folco) “Direi molto bene soprattutto in patria, ma abbiamo avuto ottimi riscontri anche in Francia, Olanda e Germania. In quest’ultimo paese, però, non sono mancate le critiche, anche se a volte sembrava più una critica all’Italia che a ‘Stainless’. Capisco proteggere il prodotto nazionale, ma tirare in ballo Berlusconi e Mussolini onestamente non mi pare che c’entri molto con la critica musicale!”
 
PARLACI DEL PROCESSO DI LAVORAZIONE DI “STAINLESS”.
(Folco) “Come abbiamo sempre fatto partiamo da riff di chitarra o basso portati in sala da Piero e Tito ( ma adesso anche Luca sicuramente contribuirà sin dall’inizio) e ci lavoriamo tutti insieme fino ad avere una bozza di canzone dopodichè io faccio le linee di voce e un po’ per uno scriviamo i testi. Dopo aver registrato una preproduzione, riascoltiamo i brani sistemando le parti da correggere e gli arrangiamenti finali; quando siamo soddisfatti, e solo allora, registriamo il materiale in maniera definitiva. Uno spunto interessante sarebbe per i futuri lavori cambiare metodologia, magari partendo dalla melodia della voce e costruendo la canzone attorno ad essa: il risultato dovrebbe essere diverso dal nostro solito”.
 
QUANTO VI HA AIUTATO IL FATTO DI AVER REGISTRATO L’ALBUM NEGLI OCTOPUSSY STUDIOS DI PROPRIETÀ DI ANDREA GARAVAGLIA?
(Luca) “Lavorare nel nostro covo è stato il punto di forza della produzione, oggettivamente impeccabile e riuscita in tutte le sue componenti: sicuramente la nostra miglior produzione! Innanzitutto lavorare in un ambiente familiare ci ha reso tranquilli e sicuri delle nostre forze e poi la disponibilità di tempo e di orari flessibili non è cosa da poco per cinque musicisti che svolgono dei lavori impegnativi e purtroppo non possono vivere di sola musica. Andrea ha dedicato molto tempo e sudore per la costruzione di questi studi, con passione ed entusiasmo e ha coinvolto anche alcuni di noi. Dobbiamo anche spendere buone parole per l’amico nonchè tecnico del suono Giovanni Spinotti che è stato formidabile sia dal punto di vista della preparazione tecnica e dell’esperienza che dal punto di vista umano”.
 
CI PUOI DIRE QUALCOSA IN PIÙ SULLA NUOVA LINE UP E SUL MOTIVO DELLO SPLIT CON PAOLO CHIODINI?
(Folco) “E’ molto semplice: Paolo ha sposato una ragazza di Napoli e si è trasferito laggiù, si è creato una famiglia e al momento ha due splendidi bambini: certo se va avanti con questo ritmo il numero aumenterà! Siamo amici da sempre e sempre lo saremo al di la della sua presenza nella band. Luca ha preso il suo posto e sta facendo un ottimo lavoro: a livello compositivo ha contribuito ai soli dell’album e agli arrangiamenti di tutti i pezzi presenti su ‘Stainless’, lasciando un segno decisivo. Infatti il suo background musicale e il suo stile sono molto diversi da quelli di Piero e questo ha dato maggiore profondità al lavoro svolto, si sentono le due diverse mani sia sulle ritmiche che sugli assoli oltre che, ovviamente, sui suoni personali”.
 
A LIVELLO PRETTAMENTE MUSICALE AVETE APPORTATO DELLE NOVITÀ: CE NE VUOI PARLARE?
(Luca) “Si. Grazie al nostro studio e all’immenso lavoro di arrangiamento e pre-produzione siamo finalmente riusciti a toglierci molte soddisfazioni. Siamo riusciti finalmente a caratterizzare ogni singolo pezzo cercando di vestirlo dell’abito che più si addiceva al tema, vuoi del testo, vuoi del riff che lo componevano. Per fare degli esempi pratici ti posso citare ‘Bitter Crop’ e ‘Field Of Heroes’: hanno de suoni molto moderni soprattutto nelle chitarre più cupe e ruggenti che meglio interpretavano una struttura più ‘nuova’ per i Mesmerize; per fare questo è stato necessario armarsi di pazienza, microfoni e provare a registrare diverse soluzioni di suoni. Poi abbiamo lavorato molto con strumenti veri, acustici, quali il violino suonato da un bravissimo Vito Gatto, le chitarre folk suonate per la maggior parte da Piero, sintetizzatori e parti di tastiere, piano acustico, certo dosati ma comunque pensati e scritti in determinate parti per enfatizzare determinate dinamiche. Nulla è stato lasciato al caso tranne qualche piccolo particolare nato per caso ma che non sto qui a svelare. (ride. ndR) Non dimentichiamo anche l’ottimo lavoro fatto da Folco che ha dato prova delle sue capacità, se mai ce n’era bisogno: linee vocali impeccabili, cori, duetti come quello con Vanni dei Wotan su ‘Hot Lead Cold Steel’ e quello con Paola Bianchi su ‘Impossible Infinity'”.
 
NON HO I TESTI A DISPOSIZIONE: CI VUOI DIRE DI COSA TRATTANO?
(Folco) “Così come le musiche, anche le liriche di ‘Stainless’ sono molto varie, non abbiamo mai amato le opere monolitiche dove, brano dopo brano, cominci a sentire aria di già sentito. Abbiamo sempre prediletto lavori più eterogenei. Infatti il percorso che ti porta attraverso ‘Stainless’ passa da episodi kick ass come ‘The Burn’ (ispirato ad un’ipotetica fine del mondo) a fasi più epiche come ‘Triumph Of The Darksword’ (terzo e ultimo episodio della trilogia di Weis/ Hickman). Episodi più moderni quale ‘Field Of Heroes’ (metafora dei moderni sportivi come gladiatori del nuovo millennio) si alternano a canzoni più seventies come ‘Lure Of The Temptress’ ( dalle liriche oscure ed ermetiche)”.
 
ESSENDO ATTIVI DA PARECCHI ANNI AVETE VISTO CRESCERE LA SCENA ITALIANA PASSO DOPO PASSO: COME È CAMBIATA DAI VOSTRI ESORDI AD OGGI? E VOI COME VI SIETE EVOLUTI?
(Luca) “Io agli esordi non ero ancora membro del gruppo, anche se frequento Andrea e Folco dai tempi dell’università, ma avevo il mio gruppo (i Revolver) e condividevamo parecchie esperienze e anche alcuni concerti. I problemi erano gli stessi anche se i generi erano diversi: fatica a trovare le date, difficoltà di spostamento, logistica e così via. Certo con gli anni si matura e si affrontano le stesse situazioni con un piglio e una grinta diversa ma, ahimè, oggi la situazione la troviamo decisamente peggiorata sia per quanto concerne l’offerta dei locali che la risposta del pubblico. Crediamo ci sia una sorta di stasi, di mode, spero passeggere! Ovunque ti giri c’è la cover band di turno o la tribute band che occupano gran parte del programma settimanale dei locali. Per quanto riguarda l’aspetto più tecnico/musicale e discografico oggi, per fortuna, le possibilità sono aumentate: assistiamo alla nascita quotidiana di molte bands, molte produzioni; è sempre più facile registrare un disco, anche se a mio avviso lo standard qualitativo si è un po’ abbassato. Comunque in Italia ci sono molti gruppi di livello internazionale che producono dei gran dischi ormai da anni e spero che anche il nostro pubblico ci giudichi tra queste: dopo 15 anni, 4 dischi, oltre 200 concerti e un discreto successo di vendite è ora di raccogliere di più ed è in questa direzione che ci stiamo muovendo per il futuro. Abbiamo tanta voglia di proporre la nostra musica allargando i confini dei nostri spostamenti in Italia e in Europa promovendo ‘Stainless’ alla grande.”
 
NON CREDETE CHE DA DIVERSI ANNI A QUESTA PARTE IL POWER METAL SIA ENTRATO IN UNA FASE DI STAGNAZIONE?
(Luca) “Ma sinceramente non è che siamo attenti solamente al power. Noi cinque abbiamo degli ascolti molto vari, escluso Andrea, il più intransigente, ed è per questo che nascono pezzi con sfumature diverse che abbracciano molte correnti metal; ci sono molte idee prima di fare un disco, e anche dopo col senno di poi, ed è difficile metterle appunto in fase di registrazione. Non vorrei essere banale ma credo sinceramente che un po’ tutto il mercato discografico sia in crisi: dopo l’ avvento mp3 non assistiamo più a fenomeni tipo ‘Black Album’ dei Metallica, per citarne uno a me caro e piuttosto recente, che ha venduto milioni e milioni di copie. Sicuramente i gruppi spinti dalle major non muoiono di fame, ma i lustri degli anni 80/90 difficilmente si raggiungono oggi giorno. Tutti si stanno ponendo il problema, e anche noi alcune sere durate le prove riflettiamo su cosa possiamo inventarci per bypassare il problema, chissà cosa succederà”.
 
NON VI PESA NON AVER MAI RAGGIUNTO QUEL SUCCESSO CHE È TOCCATO A BANDS QUALI RHAPSODY E VISION DIVINE?
(Folco) “Non deve pesarci,quasi mai il successo è casuale. Se altre bands sono arrivate più in alto di noi è perchè hanno fatto le mosse giuste. Nel dettaglio, le bands che tu citi hanno realizzato lavori di una bellezza e una professionalità tali da non lasciare dubbi sul motivo del loro successo. Altre bands musicalmente al nostro livello evidentemente sono state più brave nelle pubbliche relazioni, ambito in cui noi non siamo mai stati molto bravi. Sarebbe troppo facile attribuire gli eventi al caso, credo sia più maturo e costruttivo andare a ricercarne le cause oggettive, solo così si possono fare progressi. Per questo non sopporto quell’atteggiamento che porta bands non arrivate a criticare gratuitamente nomi più illustri, si percepisce tutta l’invidia e la frustrazione che li avvilisce. Dovremmo ammirare e imparare da chi riesce a fare meglio di noi in ogni ambito della vita”.
 
AL MOMENTO QUALI SONO I VOSTRI PUNTI DI RIFERIMENTO MUSICALI?
(Folco) “Per quanto mi riguarda i Manowar sono gli unici al momento che possono dire di incarnare lo spirito heavy metal. Gli unici ad avere radici profonde che li rende solidi. Gli unici che non sono costretti a organizzare nostalgici tours rivolti al proprio passato. Gli unici, o comunque fra i pochi, che continuano a riempire le arene, che anzi hanno incrementato di molto la propria schiera di fans. L’altro giorno stavo proprio guardando un loro concerto italiano di circa 15 anni fa in un locale molto molto piccolo: se pensi ai festivals che oggi li vedono headliners..”
 
AVETE LA POSSIBILITÀ DI PIANIFICARE UN VERO E PROPRIO TOUR A SUPPORTO DI “STAINLESS”?
(Folco) “Abbiamo appena fatto un sunto dei contatti presi negli ultimi mesi, sono più di duecento! Purtroppo si sa che poi le date che vanno in porto sono solo una percentuale, però le premesse sono molto buone. Oltretutto a ottobre varcheremo i confini con un paio di date in Germania insieme agli Adramelch, cult band degli anni 80 che ha da poco realizzato il nuovo album. Abbiamo poi in programma uno show con i Wotan in cui sicuramente non mancherà il duetto live su ‘Hot Lead Cold Steel’ insieme a Vanni: incroceremo le nostre spade, in segno di reciproca stima (non so quanti coglieranno la citazione).
(Luca) Si, come dice Folco speriamo davvero di concretizzare. In questo ci sta dando una mano la Burn Promotion con Marzia Mailini in prima persona che sta svolgendo un lavoro egregio battendo a tappeto i migliori locali italiani nonchè i festival, anzi vi invito a tal proposito a consultare il sito www.mesmerize.it troverete tutte le informazioni e contatti. E poi il 13 agosto saremo a Chiaromonte (Pz) per il mitico Agglutination e sarà della partita anche Vito Gatto il mitico violinista che collabora con noi (l’intervista si è svolta a fine luglio. ndR).
 
E’ DIFFICILE PER VOI CONCILIARE L’ATTIVITÀ DI MUSICISTI CON LE VOSTRE PROFESSIONI?
(Folco) “Effettivamente questo è un aspetto che non sempre viene considerato, molti pensano che la musica dia da vivere e quindi che i Mesmerize come molti altri colleghi siano musicisti a tempo pieno. Ovviamente non è così neanche a livelli più alti, credimi. Fare musica è per noi una grande passione, ed è con la passione che riusciamo ad andare avanti; riuscendo ad incastrare i tempi per le prove settimanali, suonando nel weekend e tornando a lavorare lunedÏ mattina, il tutto (solo a volte, per fortuna) per quattro soldi e per un pubblico sempre più distratto. Spesso non è facile”.
 
SUONARE DAL VIVO IN ITALIA PER UNA METAL BAND È ANCORA COSÌ DIFFICILE COME QUALCHE ANNO FA?
(Folco) “Mi allaccio al discorso di prima e ti dico che lo è di più! Ci sono molte più bands in giro, meno locali che fanno suonare metal bands e gestori sempre più disonesti che pretendono di far suonare gratis. Oltretutto si è molto affievolito il sacro fuoco metallico nei kids, quella fiamma che 15 anni fa ci faceva agitare la testa sulle note di ‘Hail and Kill’. Oggi i ragazzi sono molto più mosci di una volta e questa apatia si riflette per forza di cose sulla band durante il concerto. Forse è proprio cambiata la natura del metal; oggi non è più sinonimo di ribellione sociale, è stato declassato a semplice genere musicale come tanti altri e quindi andare ad un concerto metallico non è più un segno di fratellanza, non c’è più la comunione di ideali che c’era anni fa”.
 
OK, GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE, CONCLUDETE PURE L’INTERVISTA COME MEGLIO CREDETE!
(Luca) “Ragazzi, che dire? Spero che queste parole non vi abbiano annoiato e vi invito a darci una possibilità di ascolto: siamo sicuri di non deludervi. Abbiamo profuso molta passione in ‘Stainless’ e si sente. Vi aspettiamo numerosi ai nostri concerti. Dicono in giro che spacchiamo e noi ve lo dimostreremo! Sempre inossidabili, Mesmerize rust when you’re dead!”
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