MISERY INDEX – In Pasto Ai Lupi

Pubblicato il 30/12/2010 da

Un treno in corsa. Questo sono i Misery Index anno 2010. A dispetto dei cambi di lineup, il gruppo death-grind statunitense si staconfermando sempre più compatto e letale a ogni appuntamento, tanto che manca davvero poco affinchè i nostri inizino a insidiareseriamente il trono presieduto da colossi come i Napalm Death. Certo, suonare questo genere di musica e costruirsi un seguito è oggi benpiù semplice rispetto a venti anni fa, tuttavia la costanza e l’elevata qualità della proposta del quartetto del Maryland non possonoessere sottovalutate. I Misery Index maneggiano il genere con innata padronanza e si meritano assolutamente tutto il successo che stannoriscuotendo di recente. Ne abbiamo parlato con il chitarrista/cantante Mark Kloeppel poco prima che la band calcasse il palcodell’Underworld di Londra il mese scorso.

 

COME STA ANDANDO QUESTO ENNESIMO TOUR EUROPEO?
“Molto bene, a parte alcune date… tra cui quelle italiane! Non so come mai, ma la risposta di pubblico è stata davvero scarsa… diciamo che abbiamo avuto esperienze migliori nel tuo paese. Per il resto tutto bene, abbiamo dei fan molto fedeli in centro e nord Europa. Forse la prossima volta sarà il caso di cambiare un po’ le carte e di andare in tour con qualche nome diverso, però. Da qualche anno a questa parte suoniamo da headliner o in bill 100% death metal e, per forza di cose, il nostro seguito non aumenta più di tanto. Sarebbe utile supportare nuovamente un gruppo più grosso o di genere diverso, come facemmo qualche anno fa con i Fear Factory. Credo che sarebbe una mossa vincente per la popolarità della band!”.

LE COSE VANNO COSÌ ANCHE NEGLI STATI UNITI?
“No, laggiù le cose vanno generalmente meglio per noi! Il death metal e la musica estrema stanno vivendo un buon momento di popolarità e vi è sempre moltissima gente ai concerti, anche se i gruppi sono tutto fuorchè mainstream. Gli ultimi tour che abbiamo effettuato sono andati alla grande e quello statunitense sta rapidamente diventando il nostro mercato principale”.

HO SENTITO CHE AVETE CAMBIATO CHITARRISTA…
“Sì, Sparky ha deciso di lasciare la band. Lo vedevamo sempre più stanco, per non dire disinteressato, ma è stata comunque una sorpresa. Ci ha lasciati pochi giorni prima di un tour negli USA e per qualche tempo siamo stati costretti a esibirci in tre. Al suo posto abbiamo reclutato il mio amico Darin Morris: suona con me e Adam nei Criminal Element ed è un ottimo chitarrista. Ha anche uno studio di registrazione e con lui abbiamo già inciso alcuni demo”.

INFATTI LEGGEVO CHE È ORIGINARIO DELLE VOSTRE PARTI…
“Sì, siamo tutti della East Coast e ora abbiamo base nel Maryland. C’è una bella scena laggiù: noi, i Dying Fetus, i Criminal Element e molti altri. Ci vediamo spesso, organizziamo dei barbecue, registriamo negli stessi studi e ci rubiamo riff l’un l’altro!”.

INIZIALMENTE SI PENSAVA CHE I RAPPORTI FRA MISERY INDEX E DYING FETUS NON FOSSERO BUONI, VISTO CHE JASON E SPARKY FACEVANO PARTE DI QUESTI ULTIMI ANNI FA E IL LORO SPLIT ERA AVVENUTO IN TERMINI POCO CHIARI…

“No, siamo ottimi amici dei Dying Fetus. Jason è cresciuto con John Gallagher… all’epoca lasciò la band solo per concentrarsi sui suoi studi. Come ti dicevo, ci vediamo spesso ed è anche capitato di andare in tour insieme negli USA”.

PARLIAMO DI “HEIRS TO THIEVERY”, IL VOSTRO ULTIMO ALBUM. COME LO VEDI A DISTANZA DI QUALCHE MESE DALLA SUA PUBBLICAZIONE?
“Siamo molto contenti di come è stato recepito, soprattutto negli USA. A livello prettamente musicale, lo reputo il nostro miglior lavoro. ‘Traitors’ era venuto bene, quindi era importante dargli un seguito all’altezza, anche perchè non sono un grande fan dei nostri primi due dischi! Credo che con ‘Traitors’ siamo riusciti a trovare il nostro vero sound e ora lo stiamo perfezionando pian piano. Abbiamo trascorso parecchio tempo sulla sua stesura e siamo soddisfatti del songwriting e dei suoni al 99%”.

LA PRODUZIONE È MOLTO NITIDA…
“Sì, credo che a livello di suoni ‘Heirs…’ sia il nostro album più metal. Jason è l’anima grind/hardcore della band, mentre io e Adam quella più prettamente metal… death o thrash, che dir si voglia. Il songwriting continuiamo a spartircelo in maniera equa, ma questa volta per la produzione io ho avuto più voce in capitolo. L’album suona potente e nitido e siamo tutti dell’idea che questa sia stata la soluzione migliore, considerato il materiale che avevamo preparato”.

DOVE PENSI CHE IL SONGWRITING DEI MISERY INDEX STIA ANDANDO A PARARE?
“Credo che la nostra miscela di metal estremo e punk-hardcore si stia sempre più definendo e perfezionando. Riusciamo a includere parecchie idee e soluzioni in una traccia senza risultare dispersivi… siamo ormai dei maestri nel costruire brani di tre minuti che ti spazzano via senza però risultare monotoni! Questa è solo la mia opinione, ma pare che i risultati, sia sotto il profilo della critica che del pubblico, ci stiano dando ragione”.

A LIVELLO LIRICO, CONTINUA INVECE LA VOSTRA BATTAGLIA CONTRO CIÒ CHE DI MARCIO C’È NEGLI STATI UNITI…
“Sì, per noi è importante parlare di cose reali o comunque di argomenti che ci stanno a cuore: ancora una volta, il disco è pieno di riflessioni sulla situazione socio-politica statunitense e mondiale. Jason, inoltre, questa volta ha scritto di sue esperienze personali nel mondo lavorativo e scolastico… e vi sono anche un paio di brani basati su eventi storici. Come sempre, nulla di fantasy, gore o di astratto. Siamo un gruppo con i piedi per terra, che parla della realtà che ci circonda”.

SEI NELLA BAND DA CIRCA CINQUE ANNI: CHE COSA TI STA INSEGNANDO QUESTA ESPERIENZA?
“Non si finisce mai di imparare quando si fa parte di una realtà musicale come questa. Impari a convivere con tre altre persone nelle peggiori situazioni per almeno otto mesi all’anno. Impari a essere paziente… ad ascoltare e a contare sino a dieci prima di parlare! Impari a suonare per te stesso e mai per i fan o, ancor peggio, per la casa discografica. Impari che essere il chitarrista di un gruppo che è quasi sempre in tour può mettere a serio rischio le tue relazioni: tenersi una ragazza è un’impresa!”.

QUALI SONO I PIANI DEI MISERY INDEX PER IL PROSSIMO FUTURO? E I VOSTRI PIANI PERSONALI?

“Per quanto riguarda i Misery Index, senz’altro un anno di tour in tutti i continenti. Poi ci metteremo a scrivere un nuovo album e magari a registrare dei brani per degli split che abbiamo in sospeso. Io, Adam e Darin cercheremo inoltre di dare alle stampe un nuovo album dei Criminal Element, per il quale abbiamo già un accordo con la Relapse per la sua pubblicazione. Mi piacerebbe anche avviare un altro progetto per suonare della musica più melodica, ma non credo che ne avrò il tempo nell’immediato futuro”.

IL 2010 SI È PRATICAMENTE CONCLUSO: HAI ASCOLTATO QUALCOSA DI PARTICOLARMENTE INTERESSANTE QUEST’ANNO?

“Non so quando sono usciti di preciso, quindi potrei sbagliarmi. Comunque, mi sono piaciuti gli ultimi lavori di Wolves In The Throne Room e Fleshgod Apocalypse. È difficile rimanere aggiornati, soprattutto se ti capita di andare in tour con gente come i Grave… quelli ascoltano solo Mercyful Fate e Candlemass dalla mattina alla sera!”.

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