MISERY INDEX – Modern Age Partisans

Pubblicato il 05/11/2008 da
 
Non contenti di averci regalato due ottimi esempi di death-grind con “Retaliate” e “Discordia” (senza dimenticare tutti gli EP degli ultimi anni), i Misery Index hanno deciso di darci il definitivo colpo di grazia con il nuovo “Traitors”, album notevolissimo per efficacia del songwriting e cura nei suoni, che ha lanciato una volta per tutte il nome dei quattro statunitensi in cime alle preferenze di tutti gli amanti del genere. Il cantante/bassista Jason Netherton, già nei Dying Fetus all’epoca dei seminali primi album, è calato in Europa per un breve viaggio promozionale e non si è tirato certo indietro davanti alle nostre domande…
 

 
PARLIAMO SUBITO DI “TRAITORS”, IL VOSTRO NUOVO ALBUM… MI PARE SANCISCA UNO SPOSTAMENTO VERSO LIDI PIÙ THRASHY E DIRETTI RISPETTO A “DISCORDIA”…
“L’obiettivo principale per questo nuovo disco è stato quello di ottenere un sound maggiormente corposo, cercando al tempo stesso di progredire sul fronte songwriting. Abbiamo scritto ‘Discordia’ quando la nostra attuale lineup aveva solo pochi mesi di prove alle spalle, mentre ora sono ben tre anni che suoniamo insieme. Dopo centinaia di concerti possiamo dire di conoscerci assai meglio e di avere piena coscienza delle nostre capacità. Abbiamo quindi composto il materiale come una vera squadra e in un’ottima atmosfera… probabilmente è per questo che l’album suona più diretto ed euforico”.
 
UNA DELLE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEL SOUND DEI MISERY INDEX È L’INTENSITÀ. COME FATE A NON PERDERNE MAI UN BRICIOLO, ALBUM DOPO ALBUM?
“Adoriamo questa musica e continuiamo a crescere come musicisti e come compositori. Da una parte è un processo naturale, dall’altra è una scelta precisa… vogliamo comporre musica che riesca sempre a smuovere l’ascoltatore”.
 
OGGI C’È PIÙ PRESSIONE SU DI VOI QUANDO COMPONETE UN DISCO?
“Direi che la pressione c’è sempre stata… per quanto mi riguarda, realizzare un nuovo album non è mai un processo pienamente divertente. C’è sempre tanto stress da affrontare e spesso capitano imprevisti che possono anche rovinare interi giorni di registrazioni. Devi affidarti anche un po’ alla fortuna…”.
 
AVETE RI-REGISTRATO “RULING CLASS CANCELLED”, QUESTA VOLTA ADDIRITTURA CON L’APPORTO DI TOMAS “TOMPA” LINDBERG ALLA VOCE. COME È NATA QUESTA COLLABORAZIONE?
“Tompa è un mio buon amico… qualche anno fa siamo andati in tour con i Disfear e da allora siamo rimasti in contatto. Proprio i Disfear hanno suonato dalle parti di Boston mentre stavamo registrando ‘Traitors’, così è stato facile far venire Tompa in studio e registrare assieme delle linee vocali. Sono venute davvero bene e siamo contentissimi! C’è comunque un altro ospite sull’album: si tratta di Guy dei The Red Chord, che ha registrato delle backing vocals devastanti”.
 
QUESTA VOLTA IL DISCO È STATO PRODOTTO DA KURT BALLOU DEI CONVERGE, COME SPIEGHI QUESTA SCELTA?
“Volevamo ottenere dei suoni organici e crudi… lo studio di Kurt ci è parso il più adatto. Sono particolarmente contento dei suoni di batteria… sembrano usciti da un album death metal dei primi anni ’90, mentre tutto il resto suona chiaro e potente. Trovo che sia un ottimo mix. Kurt ci ha messo sotto pressione, ma il risultato finale ci soddisfa tantissimo… siamo molto contenti”.
 
MI È PIACIUTA MOLTO LA COPERTINA…
“Grazie mille… è opera di Orion Landau della Relapse. Anche a noi piace parecchio: è il frutto di alcuni miei suggerimenti e del suo particolarissimo tocco. Con una sola immagine siamo riusciti a riassumere tutto il contenuto lirico del disco”.
 
PARLIAMO DEI TESTI, ALLORA… SEMBRA PROPRIO CHE NON VI SIATE ALLONTANATI DAI VOSTRI TIPICI ARGOMENTI. LA POLITICA CONTINUA A ESSERE UN ARGOMENTO MOLTO IMPORTANTE PER VOI?
“Sì, i testi riflettono ancora una volta le nostre convinzioni politiche e sono come sempre molto critici e arrabbiati. In ogni caso, per i Misery Index è la musica ciò che conta di più: ci vediamo come quattro ragazzi che suonano death metal… i testi vengono dopo, anche se sono ovviamente importanti. In questo senso, ci sentiamo molto vicini a una band come i Napalm Death”.
 
PER QUANTO TI RIGUARDA, PENSI CHE IL FATTO DI PROVENIRE DAGLI STATI UNITI ABBIA GIOCATO UN RUOLO IMPORTANTE NEL FAR NASCERE QUESTO TUO INTERESSE PER LA POLITICA E PER SIMILI ARGOMENTI?
“Di certo il fatto di trovarsi nella tana del diavolo ha giocato un ruolo non da poco… molte cose qui sono politicizzate, ci si sente spesso sotto pressione ed è quindi facile crearsi una coscienza politica. Poi è davvero importante per me urlare nei pezzi qualcosa che abbia un senso… se devo essere arrabbiato, è giusto che lo sia per eventi e ingiustizie reali”.
 
A BREVE TU E MILIONI DI CITTADINI STATUNITENSI ANDRANNO A VOTARE PER ELEGGERE UN NUOVO PRESIDENTE. QUAL È IL TUO PRONOSTICO?
“Non importa chi vincerà… le cose non cambieranno granchè. Il potere si nutre di potere e, una volta che il nuovo presidente verrà eletto, questo diventerà l’ennesima marionetta nelle mani delle multinazionali che hanno finanziato la sua campagna elettorale. I veri cambiamenti partono dai bassifondi, non dalle sale del potere…”.
 
I MISERY INDEX ESISTONO DA SETTE ANNI: TI CAPITA MAI DI VOLTARTI INDIETRO E DI FARE UN BILANCIO DELLA VOSTRA CARRIERA?
“Sì, ogni tanto capita… credo che sia stata un’avventura piuttosto dura sin qui, piena di alti e bassi. Ultimamente però mi piace pensare che tutti questi sacrifici e questi imprevisti siano stati fondamentali nella creazione di un album come ‘Traitors’, che ora reputo la nostra miglior opera. Penso che l’obiettivo dei Misery Index sia sempre stato quello di comporre questo disco…”.
 
IN QUESTO BREVE TEMPO AVETE SFORNATO UNA GROSSA QUANTITÀ DI EP E DI SPLIT… CHE COSA TROVATE DI TANTO INTERESSANTE IN QUESTO GENERE DI PUBBLICAZIONI?
“Sono divertenti… componiamo musica continuamente ed è piacevole pubblicarla in compagnia di altri amici o per etichette gestite da amici. È un modo per rimanere sempre in contatto con l’underground e per ingannare l’attesa tra un full-length e l’altro”.
 
TU E SPARKY AVETE FATTO PARTE DEI DYING FETUS… SIETE ANCORA IN CONTATTO CON IL LORO LEADER, JOHN GALLAGHER? TI PIACCIONO I LORO ULTIMI ALBUM?
“Personalmente sono ancora in contatto con John… siamo amici da ben prima che i Dying Fetus venissero fondati. Continuiamo a uscire insieme e a supportarci l’un l’altro. I loro ultimi lavori mi piacciono, ma sono maggiormente affezionato ai primi, per ovvi motivi!”.
 
CHE COSA ASCOLTANO I MISERY INDEX IN QUESTO PERIODO? I QUATTRO MEMBRI DELLA BAND HANNO GUSTI IN COMUNE?
“Ascoltiamo un po’ di tutto, ma solitamente ci troviamo d’accordo sui classici del nostro genere e sugli album di Tragedy, Down, Sepultura, Death, Iron Maiden, Baroness e Mastodon!”.
 
PIANI PER IL FUTURO?
“Andare in tour, comporre nuova musica, andare in tour, comporre nuova musica, conoscere nuove persone, andare in tour, bere birra, visitare nazioni dove non siamo mai stati, bere altra birra… non necessariamente in quest’ordine!”.
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