MISERY SIGNALS – Rinascita e redenzione

Pubblicato il 22/01/2019 da

I Misery Signals sono una delle poche band ad essere riuscite a introdurre nel metalcore una vena melodica adulta e un sottile impianto progressive senza mai scadere in facilonerie, banalità o esagerazioni stucchevoli. Le collaborazioni con un guru come Devin Townsend e la considerazione che i ragazzi si sono guadagnati ben al di fuori del genere di riferimento ne sono una prova. Subito esplosa con il formidabile debut album “Of Malice and the Magnum Heart”, la formazione nordamericana è stata però protagonista di una carriera ricca di imprevisti e colpi di scena, non ultima il ritorno dell’amato primo frontman Jesse Zaraska, chiamato nel 2014 ad esibirsi nel corso delle date del “Malice X” tour – organizzato per celebrare il decimo anniversario dell’uscita del suddetto debut album – e poi riconciliatosi con i suoi ex compagni a tal punto da portare la band a ricompattarsi nella sua line-up storica, con buona pace di Karl Schubach, cantante che ha registrato le parti vocali di tutti gli altri capitoli della discografia tra il 2006 e il 2013. I nuovi/vecchi Misery Signals – Zaraska, il chitarrista Stuart Ross, il bassista Kyle Johnson e i fratelli Ryan e Branden Morgan, rispettivamente alla chitarra e alla batteria – sono da allora impegnati nella stesura di un nuovo album, ma nel frattempo i fan hanno anche avuto modo di conoscere più a fondo questi musicisti grazie al notevole documentario “Yesterday Was Everything”, opera inizialmente concepita soltanto per documentare il “Malice X” tour e poi diventata un’esperienza catartica per tutte le persone in essa coinvolte, visto il modo in cui è andata a scavare nel passato e nelle origini di questa band. Fra la succitata inaspettata reunion, l’imminente ritorno in Europa con Darkest Hour e Unearth (anche se il tour purtroppo non toccherà l’Italia) e le registrazioni del successore di “Absent Light”, disco autoprodotto e promosso tiepidamente, la carne al fuoco è tanta, quindi ci è sembrato il caso di metterci in contatto con il gruppo per fare il cosiddetto punto della situazione. Ai nostri microfoni, il chitarrista Stu Ross!

BENTORNATI! E’ ORMAI NOTO CHE STIATE LAVORANDO AD UN NUOVO ALBUM. CHE COSA POSSIAMO ASPETTARCI? AVETE GIÀ’ IN MENTE UNA POSSIBILE DATA DI USCITA?
– Grazie per esserti messo in contatto. Lavoriamo su nuovo materiale già da tempo. Stiamo scrivendo e provando idee dalla fine del 2014. Speriamo di entrare in studio lungo un arco di varie sessioni nel corso dell’anno prossimo (l’intervista si è svolta negli ultimi giorni del 2018, ndR). Speriamo di avere il disco fuori verso la fine del 2019 o all’inizio del prossimo anno.

CON JESSE DI NUOVO NELLA BAND, MOLTI FAN POTREBBERO ASPETTARSI UNA SORTA DI CONTINUAZIONE DI “OF MALICE …”, ANCHE SE SONO PASSATI MOLTI ANNI DA QUANDO AVETE COMPOSTO QUEL DISCO. ADESSO SIETE DEI VETERANI E IL VOSTRO GUSTO E APPROCCIO ALLA MUSICA SONO PROBABILMENTE CAMBIATI, ALMENO UN PO’. SENTITE ADDOSSO LA PRESSIONE ORA CHE STATE LAVORANDO A QUESTO ATTESISSIMO NUOVO ALBUM?
– C’è un po’ di pressione che incombe sullo sviluppo del nuovo materiale. Tuttavia, musicalmente i Misery Signals hanno il loro stile. Ryan (chitarra) e io abbiamo sicuramente un sound caratteristico quando i nostri due stili di suonare la chitarra si incontrano. Per Branden (batteria) e Ryan è sicuramente la stessa cosa. Quando scriviamo insieme i nostri modi di suonare si mescolano stranamente bene e definiscono quel tipico suono Misery Signals. Avere Jesse di nuovo all’ovile è davvero eccitante tanto quanto è snervante. È un grande paroliere, performer e cantante. È fuori dal giro da tanto e ha molte cose da scrivere e tanta passione per contribuire alle nuove canzoni.

“OF MALICE AND THE MAGNUM HEART” È UN DISCO MOLTO PASSIONALE E SENTITO. STA INVECCHIANDO MOLTO BENE E PENSO CHE SARÀ SEMPRE CONSIDERATO IL VOSTRO MOMENTO MIGLIORE DA GRAN PARTE DEL VOSTRO PUBBLICO. COME CI SI SENTE A SAPERE DI AVER CREATO QUALCOSA A CUI DELLE PERSONE SONO COSÌ FORTEMENTE ATTACCATE?
– La band pensa da sempre che “Of Malice…” sia un album speciale. È stato il primo materiale che abbiamo scritto collettivamente con quella line-up. Il primo album per il quale abbiamo avuto un budget. Il primo album che abbiamo potuto registrare in un vero studio sotto la guida di Devin Townsend. È bello sapere che la gente abbia una tale considerazione di quel disco. Ne siamo molto fieri ancora oggi.

PER LA MAGGIOR PARTE DEGLI ARTISTI, L’ORIGINALITÀ È PRIMA PRECEDUTA DA UNA FASE DI APPRENDIMENTO E, SPESSO, DI EMULAZIONE DELLE PROPRIE INFLUENZE E PUNTI DI RIFERIMENTO. COM’È STATO PER TE? COME DESCRIVERESTI LA TUA CRESCITA COME ARTISTA E IL RAGGIUNGIMENTO DI UNO STILE PROPRIO?
– Quando mi sono unito ai Misery Signals nel 2003 è stata una seria sfida per me stare al passo con la preparazione musicale dei fratelli Morgan. Questa situazione mi ha sicuramente fatto crescere come chitarrista. Negli anni a venire penso che tutti siamo diventati dei musicisti e dei compositori più preparati misurandoci gli uni con gli altri e sviluppando le nostre idee insieme.

PENSI CHE L’ORIGINALITÀ SIA UN FATTORE SOPRAVVALUTATO NEL METAL DI OGGI? UNA BAND PUÒ ESSERE DAVVERO INTERESSANTE SENZA ESSERE TROPPO ORIGINALE? SE LA TUA RISPOSTA È SÌ, ALLORA SECONDO TE QUAL È L’INGREDIENTE OBBLIGATORIO CHE UNA BAND DEVE POSSEDERE, OLTRE ALL’ORIGINALITÀ, PER DISTINGUERSI DAVVERO TRA LA MASSA?
– Naturalmente, l’originalità può essere importante quando stai cercando di emergere, tuttavia alcune delle idee più semplici e codificate sono in grado di creare canzoni memorabili. È tutto soggettivo e personale per l’ascoltatore. Penso che si possa comunicare molto sia cercando di essere altamente originali, sia scrivendo una canzone pop con tre accordi.

QUALI SONO STATE LE PRINCIPALI SFIDE A LIVELLO DI COMPOSIZIONE E DI PRODUZIONE CHE AVETE DOVUTO AFFRONTARE ALL’INIZIO E COME SONO CAMBIATE NEL TEMPO?
– Abbiamo sempre cercato di bilanciare delle progressioni melodiche con dei riff pesanti. Dato che siamo cresciuti personalmente e collettivamente come compositori, trovare quell’equilibrio può essere una sfida. Alla fine dei conti scriviamo ciò che vorremmo suonare. Oggigiorno uno dei principali ostacoli che dobbiamo affrontare per produrre qualcosa è la distanza geografica che separa tutti noi. Attualmente viviamo in quattro diverse città del Nord America. Per fortuna, i moderni software di registrazione e Internet rendono le cose molto più semplici di quanto non fossero quindici anni fa.

MOLTI FAN SONO OSSESSIONATI DAL MODO IN CUI CERTE METAL BAND BILANCIANO PASSAGGI HEAVY E MELODICI, URLA E VOCE PULITA. QUESTO È QUALCOSA PER CUI I MISERY SIGNALS SI SONO SEMPRE DISTINTI. COME TROVATE QUESTO EQUILIBRIO? I TESTI VI HANNO MAI GUIDATO IN QUALCHE MODO?
– Generalmente scriviamo musica prima che vengano presentate le idee vocali. A volte un buon motivo vocale può tuttavia dettare lo sviluppo di una canzone. Non abbiamo mai preso consapevolmente la decisione di avere quell’equilibrio tra melodia e pesantezza. Si è sempre trattato del genuino sound della band.

HO SEMPRE TROVATO I MISERY SIGNALS UN VERO ESEMPIO DEL SOTTOGENERE ‘METALCORE’, NEL SENSO CHE AVETE SEMPRE MISCELATO IL FERVORE DELL’HARDCORE CON IL TECNICISMO DEL METAL. DATE LE CONNOTAZIONI NEGATIVE SPESSO ASSOCIATE A QUEL TAG, SIETE PER ACCETTARLO ANCORA? O PENSI CHE QUELLE CONNOTAZIONI NEGATIVE SIANO INGIUSTIFICATE?
– Che ci piaccia o meno il tag, siamo al 100% una band metalcore! Siamo cresciuti in quella scena insieme a molte altre band e molte persone associano il nostro nome a quello stile. Tuttavia, penso che ci sia una grande differenza tra gruppi metalcore come As I Lay Dying, Martyr AD, Dead To Fall e band come Misery Signals, Shai Hulud, Poison The Well, ecc. Penso che sia un genere come un altro, con elementi sonori che differenziano le varie band all’interno del filone.

QUALE ASPETTO DEL FARE MUSICA TI ENTUSIASMA DI PIÙ IN QUESTO MOMENTO?
– Questa è una buona domanda. Per la prima volta dopo tanto tempo mi sento completamente libero di fare ciò che voglio con queste nuove canzoni dei Misery Signals. Siamo in grado di provare qualsiasi cosa questa volta. Nessuna limitazione. Mi sento davvero bene e penso che ci siano le basi per realizzare un album molto interessante.

QUALE ASPETTO DEL FARE MUSICA TI SCORAGGIA DI PIÙ?
– Non mi trovo spesso scoraggiato. Di solito se scrivo qualcosa, la registro e la metto là fuori, sono fiducioso e orgoglioso del lavoro che ho svolto. La mia unica preoccupazione deriva dalla quantità di musica orribile che viene ascoltata dai più giovani di questi tempi!

LA BAND HA PUBBLICATO IL SUO ULTIMO ALBUM, “ABSENT LIGHT”, IN AUTONOMIA E HA FINANZIATO LE REGISTRAZIONI TRAMITE UNA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING. FARETE LO STESSO PER IL NUOVO ALBUM?
– In questo momento non sappiamo quale strada prenderemo. Quando sei una band affermata, ci sono davvero degli aspetti positivi nell’autoproduzione del tuo album. Stiamo anche parlando con alcune etichette davvero interessanti al momento, ma non siamo sicuri su quale strada ci piacerebbe imboccare. Vedendo come solitamente vanno le cose con la band, probabilmente prenderemo una decisione all’ultimo momento.

STATE PER TORNARE IN EUROPA DOPO MOLTI ANNI. COME SPIEGHI QUESTA ASSENZA PROLUNGATA? NON AVETE PENSATO DI PORTARE ALL’ESTERO IL TOUR “MALICE X”?
– Ci sarebbe piaciuto fare una tappa europea del tour “Malice X”, ma c’era un elemento di esclusività che volevamo mantenere con quegli show. Abbiamo suonato in città che hanno sempre espresso tantissimo amore per i Misery Signals. Questo non vuol dire che non ci divertiamo a suonare all’estero, ma le cose non sono mai veramente esplose per noi nel Regno Unito o nel continente. Siamo fiduciosi che dopo un’assenza decennale questi prossimi spettacoli saranno davvero speciali. È passato molto tempo. Incrociamo le dita.

QUAL È L’IDEA ALLA BASE DI QUESTO TOUR? E QUALI SONO LE VOSTRE ASPETTATIVE? SARÀ DIFFICILE COPRIRE UNA DISCOGRAFIA COSÌ GRANDE CON SOLO CIRCA 40 MINUTI A SERATA, CONSIDERANDO CHE CONDIVIDERETE IL PALCO CON MOLTE BAND.
– Onestamente, quando abbiamo accettato questa offerta per il tour, pensavamo che le registrazioni del nuovo album sarebbero state completate e che sarebbe stata una grande occasione per premiare noi stessi e i nostri pazienti fan. Allarme spoiler: l’album non sarà completamente registrato quando inizieremo il tour, ma una buona parte di esso dovrebbe comunque essere pronta per allora. Dato che non suoniamo così spesso, 40 minuti possono essere un po’ limitanti per la quantità di canzoni che vorremmo proporre, ma ciò al tempo stesso ci permetterà di scegliere quelle che sentiamo siano le nostre canzoni più importanti e comprimerle in un set intensissimo. Siamo davvero entusiasti di andare di nuovo in tour con i nostri amici nei Darkest Hour, Unearth e Malevolence.

A PROPOSITO DI TOUR, SIETE ORMAI DEI VETERANI SU QUESTO FRONTE. IN CHE MODO IL VOSTRO APPROCCIO AI TOUR È CAMBIATO NEGLI ANNI E COSA C’È DI DIVERSO ORA CHE SIETE PIÙ VECCHI, PIÙ MATURI, ABITUATI A DIVERSI STILI DI VITA, ECC.? COM’È ANDARE IN TOUR OGGI RISPETTO A QUANDO AVETE INIZIATO?
– Ho iniziato a fare tour quando avevo diciotto anni e adesso ne ho trentasei. Molto è cambiato nel corso degli anni. Abbiamo tutti una vita diversa, separata dalla band. Abbiamo mogli, figli, case e lavori che incidono sulla nostra vita in tour. Tutto sommato, direi che siamo solo più responsabili nelle scelte che facciamo quando siamo in tour. Ora che siamo più anziani e molto più maturi potresti non trovarci a bere un’intera bottiglia di whisky dopo il nostro set. Forse.

MI E’ PIACIUTO MOLTO IL DOCUMENTARIO “YESTERDAY WAS EVERYTHING”. È MOLTO PIÙ DI UN DOCUMENTARIO SU UNA BAND IN TOUR, LO VEDO QUASI COME UN FILM SULLA REDENZIONE E IL PERDONO. MI TRASMETTE MOLTO OGNI VOLTA CHE LO GUARDO. TI ASPETTAVI UN RISULTATO SIMILE MENTRE VENIVI FILMATO NEL TOUR “MALICE X”? COME DESCRIVERESTI QUESTA ESPERIENZA?
– Sono contento che ti sia piaciuto il documentario. Inizialmente avevamo pensato che fosse solo un film dedicato esclusivamente al tour. Fondamentalmente, del materiale live per un DVD. Mentre stava filmando, il regista, Matt Mixon si è tuttavia reso conto che c’era molto di più che cinque ragazzi che suonavano vecchie canzoni. Ha fatto un ottimo lavoro nel raccontare la storia dei Misery Signals. Penso che abbiamo una dinamica e una storia davvero uniche. Adoro quello che ha fatto con il film. Il tour in sé è stato molto catartico e il film ne è un’ottima rappresentazione.

UNO DEI PRINCIPALI PROTAGONISTI DEL FILM È SICURAMENTE JESSE, PER DIVERSI MOTIVI. ORA CHE È TORNATO NELLA BAND, COME PERCEPISCI GLI EVENTI CHE HANNO PORTATO IL GRUPPO A SEPARARSI DA LUI IN QUEI GIORNI AI VOSTRI ESORDI? PROVERESTE A PARLARE UN PO’ DI PIÙ PER SISTEMARE LA SITUAZIONE SE FOSSE POSSIBILE TORNARE INDIETRO NEL TEMPO?
– Le tensioni all’interno della band continuano ad esistere. Per fortuna, prima di tutto, siamo tutti buoni amici e tutti vogliamo far parte di questa band. La nostra continua passione sarà sempre più importante di certi spiacevoli eventi del passato. Questo è tutto ciò che ho da dire su questo argomento.

RECENTEMENTE IL VOSTRO EX CANTANTE KARL SCHUBACH SI È APERTO CIRCA IL SUO TRASCORSO NELLA BAND E SU CIÒ CHE HA PORTATO ALLA SUA DIPARTITA. È STATA UNA DICHIARAZIONE MOLTO SENTITA. COME GUARDI AL PERIODO CHE HA PASSATO NELLA BAND? PER QUALCHE RAGIONE NON È MAI STATO ACCETTATO DA UNA PARTE DELLA VOSTRA FANBASE, TUTTAVIA ERA UN FRONTMAN CAPACE E HA FATTO UN OTTIMO LAVORO, SPECIALMENTE SU UN ALBUM COME “CONTROLLER”.
– Karl è un bravo ragazzo. È un grande cantante e si è impegnato a fondo per la band per un lungo periodo. Apprezzo il candore della sua affermazione che hai menzionato. È una situazione strana: Karl ha cantato su tre LP, mentre Jesse ha registrato un LP e un EP. Karl ha trascorso più anni con la band, ma alcune persone vedono ancora Jesse come ‘IL cantante’ dei Misery Signals. Penso tuttavia che vi siano persone che preferiscono Jesse come altre che preferiscono Karl. Deve essere stata dura per Karl. A conti fatti, è una persona forte e ha molto di cui essere orgoglioso. Personalmente, “Controller” è il mio album preferito dei Misery Signals.

COME VANNO LE COSE NELLA BAND IN QUESTI GIORNI? POTETE TUTTI DIRE DI AVERE IMPARATO QUALCOSA DAGLI EVENTI E DAGLI ERRORI PASSATI? VI VEDETE SPESSO? DOVE AVETE BASE E COM’È LAVORARE INSIEME IN QUESTA FORMAZIONE DOPO MOLTI ANNI?
– La band sta andando davvero bene. Tutti comunichiamo quasi ogni giorno e ci riuniamo ogni pochi mesi per lavorare sulla musica quando i nostri impegni lo consentono. Penso che stiamo vivendo un momento fantastico per fare questo album. Lavorare insieme è davvero facile. A volte è come se non ci fossimo mai fermati.

IMMAGINO CHE VI SENTIATE MOLTO FORTUNATI AD AVER RAGGIUNTO QUESTO LIVELLO DI CONSIDERAZIONE E DI SUCCESSO CON LA BAND, QUALCOSA CHE OVVIAMENTE ERA SOLO UN SOGNO QUANDO AVETE INIZIATO. QUALI SONO I SOGNI CHE VOLETE ANCORA REALIZZARE CON QUESTO TOUR IN PROGRAMMA E IL NUOVO DISCO?
– Siamo davvero fortunati ad avere lo status che abbiamo come Misery Signals. Non ci saremmo mai aspettati di essere una ‘grande band di successo’, e non sono nemmeno sicuro che lo siamo. Ma c’è molto amore per noi in tutto il mondo e lo sentiamo. Ci circonda un’atmosfera davvero positiva. Penso che stiamo ancora inseguendo il sogno e a volte sembra che lo stiamo vivendo. Non vediamo l’ora di pubblicare più musica e di tenere concerti in tutto il mondo. Oh, e siamo tutti d’accordo sul fatto che dobbiamo ancora supportare Deftones e/o Meshuggah in tour a un certo punto per essere davvero ‘arrivati’ (ride, ndR)!

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