MITHRAS – Vibrazioni Cosmiche

Pubblicato il 17/04/2012 da

I death metaller albionici Mithras sono di recente tornati sul mercato con un EP di cinque tracce dopo una pausa forzata durata alcuni anni. L’abbandono del cantante/bassista Rayner Coss aveva gettato delle ombre sul futuro della formazione, ma il batterista/chitarrista Leon Macey è riuscito comunque a mantenerla in vita nei momenti più cruciali, fino all’insperata reunion con Coss avvenuta lo scorso anno. Con un entusiasmo rinnovato e – almeno giudicando dalla tracce inedite di “Time Never Lasts” – un’ispirazione ai massimi livelli, i Mithras si preparano ora a confezionare il loro quarto full-length, che, a detta di Macey, dovrebbe vedere la luce entro la fine di quest’anno. I vecchi fan della band, così come chi adora Immolation e Morbid Angel, sono pregati di drizzare le orecchie…

“TIME NEVER LASTS” CONTIENE DUE OTTIME NUOVE COMPOSIZIONI. POSSIAMO VEDERLE COME UN’ANTEPRIMA DI CIÒ CHE AVETE IN SERBO PER IL PROSSIMO FUTURO?
“Sono contento che i brani ti piacciano. I primi due pezzi di ‘Time Never Lasts’ sono in effetti della versioni demo di brani che verranno inseriti nel prossimo album. Non abbiamo ancora un’idea precisa di quando le registrazioni per quest’ultimo verranno portate a termine, ma speriamo di riuscire a pubblicarlo entro la fine del 2012”.

TUTTO, DALLA PRODUZIONE AL SONGWRITING, PARE MIGLIORATO RISPETTO AL PASSATO. COME AVETE LAVORATO ALLE COMPOSIZIONI QUESTA VOLTA?
“Quando ho iniziato a lavorare a questi pezzi, Rayner non era ancora rientrato nella band, quindi ho fatto tutto da solo. Le parti di basso e di voce sono stati sostituite con quelle di Rayner soltanto successivamente. Al momento stiamo tuttavia lavorando come una squadra, come era stato per i nostri vecchi album. Anche la produzione dà un’idea di come suonerà il prossimo album: più brutale e diretto di ‘Shadows…’. Stiamo sperimentando con i suoni, in modo da offrire un prodotto più curato rispetto al precedente album”.

TROVO LA COMPONENTE MELODICA DEL VOSTRO SOUND SEMPRE PIÙ PARTICOLARE: AVETE UN FEELING “COSMICO” CHE NON SI RISCONTRA IN MOLTE ALTRE BAND. COME CREATE QUESTO TIPO DI SOLUZIONI?
“Amo creare con la chitarra dei suoni che normalmente verrebbero prodotti da una tastiera: uso parecchi effetti e questi finiscono spesso per divenire la base della nostra componente melodica. Non è poi un lavoro così complesso, come invece tanta gente immagina: cerco sempre di non concepire troppi strati di suoni, perchè mi piace l’idea che ogni cosa che registriamo possa essere riproposta dal vivo senza grossi problemi. Non credo di poterti dare un’influenza specifica per quanto concerne le nostre melodie, ma di certo anch’io le definirei ‘cosmiche’!”.

LAVORI ALLA MUSICA DEI MITHRAS TUTTI I GIORNI?
“I giorni in cui suonavo la chitarra o la batteria dalla mattina alla sera sono ormai passati, ora credo di suonare un paio di volte alla settimana al massimo. Tuttavia, penso a idee per arrangiamenti e melodie in ogni momento, per non parlare dei testi, per i quali annoto continuamente spunti sul mio telefono o al computer. In quel senso, posso dire di lavorare alla musica ogni giorno”.

DURANTE IL PROCESSO DI SONGWRITING SIETE SOLITI CERCARE DI BILANCIARE CONSCIAMENTE I VARI ASPETTI DELLA VOSTRA MUSICA? VI CAPITA MAI DI PENSARE “QUESTO BRANO È TROPPO BRUTALE O TROPPO MELODICO”?
“No, non capita mai: il processo è molto spontaneo e organico e solitamente riusciamo a trovare un buon compromesso tra melodia e brutalità senza nemmeno farci caso. Abbiamo un nostro stile e scriviamo semplicemente musica che possa risultare interessante a noi in primis”.

AVETE DELLE IDEOLOGIE PERSONALI CHE RITIENI FUNGANO DA BASE PER LA VOSTRA MUSICA?
“Le mie ideologie sono in continua evoluzione, ma di certo mi danno una base per la scrittura dei testi. È probabile che influenzino anche la musica in qualche modo, così come, del resto, fanno alcuni dei miei interessi, tra cui annovero la fisica, l’astronomia e i viaggi nello spazio. Credo che questo risulti ovvio, una volta ascoltato ciò che proponiamo”.

IL LUOGO IN CUI VIVI – O I LUOGHI IN CUI HAI VISSUTO – INFLUENZANO LA TUA MUSICA?
“Se mi parli di luogo geografico in senso stretto, direi di no, però credo che alcune zone o dei posti che amo visitare, come della vecchie miniere abbandonate, delle cave o delle aree desolate chiuse al pubblico mi abbiano dato delle idee per alcuni pezzi. Penso, ad esempio, a ‘Bequeath Thy Visions'”.

ASCOLTI ANCORA NUOVA MUSICA? A VOLTE SENTO DIRE CHE PIÙ UN MUSICISTA COMPONE NUOVA MUSICA, MENO QUEST’ULTIMO È INTERESSATO AD ASCOLTARNE DI ALTRA…
“Ad essere sincero, non sono riuscito ad ascoltare parecchia nuova buona musica negli ultimi anni: ci sono troppe band ed è quasi impossibile scovare qualcosa di davvero rilevante in tutta questa massa. Solitamente lascio che qualcuno mi raccomandi un nuovo gruppo per ascoltarlo; io non ricerco più cose nuova da tempo. Ultimamente ascolto soprattutto musica mainstream, di ogni genere”.

TRA TUTTO IL VOSTRO REPERTORIO, VI È UN BRANO AL QUALE TI SENTI PARTICOLARMENTE LEGATO E CHE RITIENI DAVVERO SPECIALE?
“Credo sia ‘Psyrens’ da ‘Worlds Beyond The Veil’: quel brano venne concepito in una maniera assolutamente rapida e spontanea ed è presto diventato uno dei preferiti del nostro seguito. Lo registrai di notte e improvvisai gli assoli, ma il risultato fu così convincente che decisi di includere proprio quella versione nella tracklist definitiva del disco. Ha un significato davvero speciale per me. Un’altra canzone che merita di essere menzionata è la nuova ‘When The Stars Align’, che verrà inclusa nel prossimo album e che rappresenta la rinnovata collaborazione tra me e Rayner”.

PARLIAMO ALLORA DEL RITORNO DI RAYNER NELLA LINEUP. PRIMA DI TUTTO, CHE COSA CAUSÒ LA SUA FUORIUSCITA? E OGGI COME TI SENTI A RIAVERLO CON TE? HAI MAI TEMUTO PER IL FUTURO DEI MITHRAS?
“Rayner ha lasciato i Mithras sul finire del 2008: era semplicemente stanco della band e dopo 12 anni di collaborazione con me, in vari altri gruppi, aveva bisogno di staccare un attimo. A quel punto, i Mithras non potevano proprio continuare con Rayner come frontman, quindi non c’era molta scelta: o prendere strade diverse o sciogliere il gruppo – cosa che non volevo fare. Inizialmente ero un po’ preoccupato, ma in breve tempo Sam Bean dei The Berzerker si è unito a noi come cantante/bassista e i Mithras si sono concentrati sui concerti per un anno e mezzo. In seguito, abbiamo iniziato ad avere problemi con i batteristi per i live e alla fine ci siamo presi una pausa, anche perchè Sam è tornato in Australia. Stavo quindi pensando di far diventare i Mithras un mio progetto solista, con me alla voce e a tutti gli strumenti, ma dopo circa sei mesi Rayner si è rifatto vivo e ha voluto ascoltare quello a cui stavo lavorando. In men che non si dica, ci siamo ritrovati a collaborare di nuovo, con un Rayner di nuovo motivato. Ora sta andando tutto per il meglio”.

ORA SIETE DI NUOVO UN DUO. SEI SODDISFATTO AL 100% DI QUESTA LINEUP? PENSI DI ALLARGARLA?
“Sono più che soddisfatto: abbiamo registrato come duo ogni nostra singola pubblicazione e continueremo su questa strada. Cercheremo poi dei session per le date live: è sempre difficile, soprattutto a livello di batteristi, ma in qualche modo ce la caveremo. Per ora abbiamo reclutato Tom Hyde dei Sarpanitum come futuro chitarrista e sono piuttosto fiducioso”.

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