MONOLORD – Danza al suono dell’Apocalisse

Pubblicato il 11/12/2017 da

Tra le sue buone cose, il 2017 ha visto anche il terzo album degli svedesi Monolord; la terza prova, si sa, è sempre una sorta di prova del nove della bontà di un progetto, una specie di summa di vizi e virtù che possono descrivere le strade percorse e da cui poter fare supposizioni e pensieri – più che altro per celia, si capisce – sul futuro di una band. Mai come in questo caso gli autori di “Rust” possono dirsi soddisfatti della propria uscita, e noi con loro: il disco, Hot Album sulle nostre pagine, è infatti un prodotto maturo, che descrive egregiamente il discorso portato avanti sinora e lascia chiaramente intravedere le idee che il combo ha per la propria creatura. Ne abbiamo parlato con Esben Willems, l’uomo dietro alle pelli della band.

COME DESCRIVERSTI LA VOSTRA CARRIERA SIN QUI?
– Abbiamo fondato la band come un side project, e molto presto è diventato un progetto a tempo pieno. Da allora è stato un viaggio intenso. Siamo appena tornati da un tour, e per me è sempre la parte in cui mi ricordo quanto fortunati siamo a fare questo lavoro. Abbiamo fan grandiosi che ci supportano e continuano a venire ai nostri show, spesso più volte nello stesso tour, è qualcosa che ti fa sentire estremamente grato. Siamo ancora in continua evoluzione, ci godiamo il viaggio finché dura.

POSSIAMO DIRE CHE “RUST” SEGNA UN PUNTO IN CUI I MONOLORD CI FANNO SENTIRE IL LORO VERO ‘IO’, CHI SONO VERAMENTE?
– In realtà cerchiamo sempre di buttare fuori il meglio di ciò che sentiamo dentro, quindi direi che tutti i nostri dischi mostrano chi siamo davvero in quel momento. Quando lavoriamo alle nostre canzoni lo facciamo finché tutti e tre non siamo soddisfatti con tutto; questo delle volte può significare che discutiamo animosamente e che a volte dobbiamo sacrificare qualche pezzo scritto personalmente per il bene del gruppo, il che può essere frustrante, ma significa anche che tutto quello che esce è qualcosa che tutti e tre siamo pronti a difendere totalmente.

ASCOLTANDO IL DISCO LA SENSAZIONE E’ CHE VI SIATE ISPIRATI MENO AL VOSTRO PASSATO, PIU’ INTENTI MAGARI AD ESPRIMERE ANCORA DI PIU’ VOI STESSI, DI CREARE UN SUONO CHE FOSSE VOSTRO E DI NESSUN’ALTRO. COSA NE PENSI?
– Abbiamo sempre fatto musica che sentiamo solo nostra dal giorno uno, e questo non è cambiato. Da sempre abbiamo cercato di produrre quello che crediamo essere il Monolord sound, ma è una cosa molto volubile e soggetta a mutamenti. Almeno speriamo che sia così. Come tutti, siamo un prodotto delle nostre referenze, ma non limitati solo a quello.

INOLTRE, L’ALBUM FA QUALCHE ESCURSIONE SU TERRENI DA VOI NON ESPLORATI IN PRECEDENZA, MAGARI QUALCOSA CHE DEFINIRA’, INVECE, IL VOSTRO SUONO FUTURO. COME VE LO IMMAGINATE IL VOSTRO PROSSIMO DISCO?
– Il nostro processo di scrittura è un processo in continuo movimento, non decidiamo un suono specifico per ogni album. Lasciamo che siano i brani a cui stiamo lavorando a decidere dove portarci, cercando di mantenere le nostre menti più aperte possibile durante il percorso. Non vedo l’ora di vedere dove il prossimo album ci porterà.

A PROPOSITO, STATE SCRIVENDO QUALCOSA DI NUOVO O SIETE TOTALMENTE IMPEGNATI NELLA PROMOZIONE DI “RUST”?
– Siamo sempre a lavoro su roba nuova, questa è una cosa che non si ferma mai tra una registrazione e l’altra. Abbiamo sempre voglia di suonare. Bisogna togliersi questa voglia.

SIETE SODDISFATTI DAI RESPONSI?
– Molto! Abbiamo i fan più spettacolari che si possano avere, che hanno accolto “Rust” a braccia aperte. Pubblicare nuovo materiale è sempre un’ordalia per i nostri nervi, ogni volta. Ma, poi, avere reazioni entusiastiche quanto proponiamo i brani nuovi live è pura benzina per l’anima. E’ una sensazione che non diminuisce mai nel tempo.

A PROPOSITO, COME STANNO ANDANDO LE DATE LIVE?
– Abbiamo da poco finito un tour di tre settimane per l’Europa, facendo un tour da co-headliner con i Conan, e l’accoglienza è stata enorme. Riguardando le foto di questo tour ho la pelle d’oca.

SONO USCITI DAVVERO BEGLI ALBUM NEL 2017, CHE COSA TI E’ PIACIUTO?
– Vero, ci sono state molte uscite fantastiche, ma uno che mi ha davvero impressionato è “Mirror Reaper” dei Bell Witch. Allo stesso modo monumentale, bellissimo e sinistro, un capolavoro per me.

E COME COLLOCHERESTI “RUST” TRA LE USCITE DEL 2017?
– Non lo farei.

COSA TI ISPIRA MAGGIORMENTE, COME INDIVIDUO E COME MUSICISTA?
– Ci vorrebbe una vita per risponderti, ma condensando direi che tutto ci ispira. La musica che ascoltiamo, quello che leggiamo, il mondo attorno a noi, i nostri affetti, le persone che non ci piacciono. Tutto.

QUALI SONO I VOSTRI PROSSIMI PIANI?
– Stiamo pianificando l’attività live per il 2018, presto potremo fare qualche annuncio. Inoltre, continuiamo a lavorare su nuovo materiale, godendoci un buon caffè e cercando di dormire tra una cosa e l’altra.

COME DEFINIRESTI LA VOSTRA MUSICA A QUALCUNO CHE NON HA MAI ASCOLTATO DEL ROCK?
– Come una danza al suono dell’apocalisse.

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