MONOLORD – La vita, la morte, l’umanità

Pubblicato il 23/01/2022 da

Giunti al quinto disco, i Monolord sono ormai a tutti gli effetti un progetto riconoscibile e che raccoglie in sé un sound preciso e a loro ascrivibile. Un doom melodico e pesante, trasognante, che negli anni è divenuto qualcosa di sempre più completo e personale. I Monolord oggi possono tranquillamente considerarsi tra i progetti di punta di un certo doomed heavy metal pesante ma ascoltabile, melodico ma non per forza facile, fattone il giusto, fatto di riff pachidermici e tempi marziali. “Your Time To Shine” non smentisce dunque le aspettative sul gruppo, e se, come dicevamo in recensione, necessita di qualche ascolto per farsi davvero capire, non smette di abbandonare i nostri lettori anche a mesi dall’uscita. Ne parliamo con Thomas V. Jäger, cantante, chitarrista e compositore principale della band. 

CIAO THOMAS! COMINCIAMO PARLANDO DI “YOUR TIME TO SHINE”! COME STA ANDANDO? SIETE CONTENTI?
– Si, sta andando molto bene. Siamo davvero orgogliosi di quello che abbiamo creato. Abbiamo provato alcune delle nuove canzoni in Messico la settimana scorsa (l’intervista è stata fatta a novembre 2021 NdR), e anche dal vivo la sensazione è stata ottima.

COSA TI PIACE SOPRATTUTTO DEL NUOVO DISCO?
– Le variazioni, e come le parti più morbide creino una vena malinconica. Il suono è caldo, eppure aggressivo quando serve.

PUBBLICARE UN’OPERA É SPESSO UN SOLLIEVO PER L’ARTISTA, COME SE ORA FOSSE FINALMENTE LIBERO DI LAVORARE A QUALCOS’ALTRO. SIETE GIÀ CON LA MENTE VERSO QUALCOS’ALTRO O ANCORA NEL ‘LOOP’ DI QUESTO ULTIMO ALBUM?
– Ma sai, scrivo canzoni continuamente. Per i Monolord, per me stesso, per qualche progetto… Ci sono un po’ di nuove canzoni per i Monolord in ballo, e alcune sono anche datate, sono lì da un po’, ma non mi ci sto concentrando ancora troppo. Per me, comunque, il processo creativo per il disco è terminato quando l’abbiamo registrato. O magari subito dopo aver terminato la copertina, ma è passato ormai un po’ di tempo, sono certamente più concentrato, artisticamente, su altro da allora.

PARLACI DELLE CANZONI E DEL PROCESSO DIETRO LA CREAZIONE DI “YOUR TIME TO SHINE”. I TESTI SONO CONNESSI IN QUALCHE MODO, C’É UN TEMA?
– Registro le canzoni a casa, prima di tutto, cercando di andare più vicino possibile a quello che ho in testa, in modo da mostrare a Mika e Esben l’idea. Ascoltiamo assieme e discutiamo un paio di volte finché non siamo tutti e tre d’accordo e siamo tutti contenti; sai, sono davvero poche le cose che non abbiamo programmato prima di entrare a registrare, per questo disco. Questa volta abbiamo fatte delle preproduzioni serie, come si deve. I brani… Beh, non sono connessi in termini di testi, e comunque non era quella l’intenzione, eppure riascoltandolo ora mi sembra quasi un concept: su vita, morte, avarizia ed egoismo. C’è una sensazione di malinconia, di tristezza, ma anche sprazzi di speranza in alcune parti dei testi. C’è un po’ più ‘morbidezza’ rispetto a prima, forse. Mi sono ammorbidito anch’io come persona, del resto, forse è per questo.

LA PUBBLICAZIONE DEL DISCO HA SUBITO RITARDI O PROBLEMI LEGATI ALLA PANDEMIA?
– In realtà ci ha dato più tempo. Non abbiamo mai avuto così tanto tempo prima d’ora. Così abbiamo cercato di tirare fuori il meglio da una brutta situazione, e abbiamo lavorato davvero molto su questo disco. Ovviamente, non abbiamo potuto suonare live, ma il disco è venuto fuori ottimo, e quindi ce la facciamo andar bene così.

PERSONALMENTE CREDO ABBIATE INIZIATO A CREARE UN SUONO ‘VOSTRO’ UN PO’ DI DISCHI FA, E “YOUR TIME TO SHINE” IN QUESTO SENSO SUONA ESATTAMENTE ‘MONOLORD’; PIÚ O MENO LA COSA CHE HO TROVATO NEL DISCO PRECEDENTE. MA QUI C’É QUALCOSA DI DIVERSO. SEMBRA ABBIATE VOLUTO SOMMARE LE VOSTRE ESPERIENZE, MISCHIARE UN PO’ COSA LA VOSTRA MUSICA É DIVENTATA NEGLI ANNI E COSA SARÀ NEI PROSSIMI LAVORI. COSA TI SEMBRA DI QUESTA MIA INTERPRESTAZIONE?
– Essendo il principale songwriter nei Monolord per me è normale seguire una certa evoluzione, richiamare il mio vissuto. Sono totalmente d’accordo con quello che hai detto.

QUALI SONO LE INFLUENZE MUSICALI QUI? HO PERCEPITO DELLE BUONISSIME ARIE ALLA BLACK SABBATH, MA OVVIAMENTE NON SOLO…
– Sai, è sempre molto difficile dire da dove viene fuori la musica. Spesso mi nascono riff e melodie in testa, magari mentre sto cucinando, lavando i piatti, guidando. Non saprei dire da dove viene fuori, quell’ispirazione, ed è ancora più difficile da spiegare quando quella musica che ho scritto la sto ascoltando. Comunque si, “The Weary” è una mio omaggio, una mia versione di una canzone alla Black Sabbath vestita alla Monolord. Il resto invece è andato in maniera naturale.

E CHE MI DICI DELLA MUSICA NUOVA, DI QUELLA CHE ESCE ADESSO? STAI ASCOLTANDO QUALCOSA?
– Ho finalmente trovato della musica classica che mi piace, ed è scritta principalmente da Erik Satie. Sto riascoltando molto i Cathedral, e i miei amici Mammoth Storm. Poi Type O Negative, Entombed e Wovenhand sono gruppi che ogni tanto escono fuori, anche riascoltando la mia stessa musica. Non saprei dire di nuove band. Oh si, ho preso il nuovo degli Sweet Teeth l’altro giorno, ed è splendido.

ALLORA, PRIMA TI HO CHIESTO SE IL COVID AVESSE AVUTO UN IMPATTO SUL DISCO… INVECE ORA TI DOMANDO CHE TIPO DI IMPATTO ABBIA AVUTO SULLA TUA VITA PERSONALE, E QUELLA DEI TUOI COMPAGNI. COME VEDI IL FUTURO, PER TE E LA TUA BAND?
– Sono praticamente un eremita, e quindi la mia vita non è cambiata così tanto. Vivo nel bosco e ho tutto quello che mi serve per sopravvivere a portata di mano (risate, NdR). Spero che l’umanità possa, semplicemente, rallentare un po’, guardarsi intorno, essere conscia della propria realtà, riscoprire le proprie emozioni. Probabilmente dovremo convivere con questa pandemia per un tempo lungo ancora, quindi è impossibile anche solo immaginare cosa comporterà. Al di là di tutto, ne sono davvero nauseato, ormai.

LA MUSICA DAL VIVO SEMBRA CHE STIA PIAN PIANO INIZIANDO DI NUOVO. LA SVEZIA É UN AMBIENTE MOLTO IMPORTANTE PER ROCK E METAL, COME STANNO ANDANDO LE COSE DA QUELLE PARTI? AVETE SUONATO IN GIRO?
– Purtroppo solo i due show il 6 e 7 di ottobre a Città del Messico. I primi due concerti in quasi dure anni, un’emozione enorme!

RIUSCIREMO A VEDERVI IN ITALIA?
– Purtroppo nel tour non è previsto un passaggio in Italia, almeno al momento.

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