
“Bene, innanzitutto abbiamo fatto un album nel 1997, intitolato ‘Revolution Of The Mind” che conteneva due nuovi pezzi, due vecchi brani ri-registrati, ‘Lebanon’ e ‘Terminal Reward’, due canzoni dal vivo, ‘H’ e ‘Voyage of the Disturbed’ e infine i due demo inediti ‘Violation of Your Privacy’ e ‘Access Denied’. Vedi, quando lasciai la band nel 1990, Andy Eftichiou continuò con i Mortal sin e pubblicò ‘Every Dog Has Its Day’ ma poco dopo il gruppo si sciolse. Nel 1996 io e Wayne Campbell, il batterista originale, iniziammo a pensare ad una reunion e magari ad un nuovo album. Ci riformammo quindi con me alla voce, Andy Eftichiou al basso, Paul Carwana alla chitarra e Wayne Campbell alla batteria e Anthony Hoffman alla seconda chitarra. Paul poco dopo lasciò e al suo posto reclutammo White Trash, alias Troy Scerri. Tenemmo qualche concerto ma scrivemmo due soli pezzi nuovi perchè i nuovi chitarristi non erano molto in sintonia con il songwriting tipico dei Mortal Sin. Dopo ‘Revolution of the Mind’ ci sciogliemmo ancora e tornammo sulle scene solo nel 2003. Le turbolenze non finirono e dopo diversi cambi di lineup io e Andy trovammo la formula definitiva con Luke Cook alla batteria, Nathan Shea e Mike Sultana alla chitarra.
QUINDI LA NUOVA FORMAZIONE PUO’ FINALMENTE CONSIDERARSI DEFINITIVA?
“La line-up attuale è la migliore che ci sia mai stata nei Mortal Sin, sembra essere molto stabile e tutti noi abbiamo grandi progetti per i Mortal Sin e per noi stessi. Abbiamo registrato un grande album di cui siamo molto fieri e che ci ha fatto capire quanto possiamo davvero lavorare bene insieme nella stesura dei testi, questo è fondamentale per ogni band! Inoltre siamo tutti grandi amici. Mi piace credere che questa sia la formazione definitiva per i Mortal Sin!”
MI SEMBRATE MOLTO SODDISFATTI DEL NUOVO ALBUM…
“Certamente! Nonostante non avessimo molti soldi per le registrazioni, abbiamo fatto un lavoro eccezionale per il tempo e il denaro che avevamo a disposizione. Per ogni pezzo non abbiamo avuto fretta, ma ci siamo dati molto tempo per analizzare ogni singola canzone per decidere se eravamo soddisfatti del modo in cui suonava, prima di registrarla in studio. I giudizi che stiamo ricevendo per ‘An Absence Of Faith’ sono stati grandiosi e ci aiutano a confermare le ragioni per cui abbiamo voluto registrare questo album, ovvero perché sentiamo di avere ancora qualcosa da offrire”.
COSA AVETE PROVATO ENTRANDO IN UNO STUDIO DI REGISTRAZIONE DOPO MOLTI ANNI?
“Onestamente ci siamo sentiti eccitati, ma anche ansiosi e nervosi. Sapevamo che, se non avessimo fatto un album grandioso, sarebbe stato difficile convincere i fan di essere ancora capaci di fare thrash. Per lo meno sapevamo di avere un grande produttore ad affiancarci, ma aveva una così grande fiducia nei Mortal Sin, che non ci ha mai aiutati con la scrittura dei pezzi, si è impegnato “solo” per farci avere un suono grandioso! Poi, quando abbiamo finito l’album, abbiamo passato molte settimane a riascoltare i pezzi e siamo diventati certi di avere delle ottime canzoni. Abbiamo capito che se queste canzoni ci facevano scuotere la testa su e giù, sarebbe stato lo stesso per chiunque altro”!
OK, PARLIAMO ADESSO DELLA FASE DI COMPOSIZIONE E DI REGISTRAZIONE DEL NUOVO ALBUM. C’È UN COMPOSITORE PRINCIPALE O È STATO UN LAVORO DI SQUADRA?
“All’inizio, quando iniziammo a scrivere a scrivere, ce ne occupavamo principalmente io, Mick e Andy. Wayne e Joe contribuivano raramente. Quando entrarono a far parte della band anche Luke e Nathan, vollero contribuire al lavoro totalmente e così ebbero l’opportunità di esprimere i loro pensieri anche nei testi che avevamo già scritto. Lanciai loro una sfida dicendo alla band che stavo pensando di scrivere ‘Lebanon Part Two’ e che volevo una canzone in grado di tenerci legati al passato ma anche di mostrare “i nostri nuovi colori” (quanto di nuovo c’era in noi). Molta gente è d’accordo sul fatto che sia un pezzo classico dal punto di vista dell’esecuzione, ma nel quale Nathan, Luke e Mick mostrano i loro veri “colori”. Il processo di composizione coinvolge adesso tutti i membri dei Mortal Sin. Cerchiamo di rimanere aperti a tutto e di far sì che ogni membro possa fare ciò che sa fare meglio. Luke è un vero maestro con la batteria, ha moltissime idee e, quindi, difficilmente lo disturbiamo dandogli dei consigli; così come Mick e Nathan non hanno bisogno di suggerimenti con la chitarra, lasciamo spazio a qualsiasi riff che venga loro in mente. Anche Andy scrive moltissimi riff. Il mio compito è quello di scrivere testi “killer” e talvolta ciò significa che devo chiedere alla band di modificare la struttura dei pezzi in modo che funzionino con le mie idee. Sono veramente fiero di tutti i ragazzi della band per come hanno lavorato a questo album”.

“La canzone di cui sono più orgoglioso è ‘Tears of Redemption’. È una canzone stupenda da suonare dal vivo. La storia tratta un argomento controverso, ma sento di averlo affrontato davvero molto bene. Mi piacciono tanto anche ‘Deadman Walking’, ‘Eye in the Sky’, ‘Before the Bough Breaks’, ‘Broken Promises’… I realtà non c’è una canzone nell’album che proprio non mi piaccia. Ogni pezzo significa qualcosa di speciale per me per diverse ragioni”.
IN PASSATO AVETE SUPPORTATO BAND COME METALLICA E ANTHRAX. COSA TI RICORDI DI QUEI MOMENTI?
“Suonare con i Metallica è stata l’esperienza che ci ha suscitato maggior timore. Era il 1989 quando erano in tour per “…And Justice for All…” e, essendo la prima volta che venivano in Australia, la folla era completamente impazzita a ogni show. La folla era impazzita persino per i Mortal Sin! Anche gli Anthrax erano davvero cool. Pensa che erano ancora in formazione originale. Facemmo cinque date australiane con loro e ci divertimmo un sacco”.
AVETE SUONATO ANCHE AL WACKEN DEL 2006 GIUSTO?
“Certo, fu un grosso colpo per noi, ci costò una fortuna arrivarci ma fu una buona occasione per far vedere ai thrasher europei che i Mortal Sin erano tornati! Noi volevamo suonare in Europa e quello show ci aiutò a tornare sulle scene. Credo che fu determinante anche per il contratto che firmammo con la Armageddon Music (tedesca ndr) perchè videro quanto seguito abbiamo ancora dopo vent’anni!!!”
OK MATT. VENITE DALL’AUSTRALIA, DICCI QUALCOSA SULLA SCENA METAL NEL TUO PAESE.
“Non è eccezionale al momento. Ci sono grandi band provenienti da tutta l’Australia, ma in realtà non ci sono tanti metallari a supportare la scena locale perché ogni settimana nel nostro paese viene una band internazionale. Ciò è positivo per la scena metal in generale, ma non per quella locale, che soffre di questo. Se non avete sentito nulla sui Psychroptic, Destroyer 666, Pathogen, Synthetic Breed, Eyefear, Devolved, Daysend, Transcending Mortality e molte alter band, dovreste fare una ricerca sul metal australiano su Google”.
E C’E’ QUALCHE BAND IN PARTICOLARE CHE TI SENTI DI CONSIGLIARE AI THRASHER ITALIANI?
“C’è un gruppo di nostri amici che si chiama Inslain. Suonano thrash metal in stile Bay Area e lo fanno veramente molto bene. Non sono molto conosciuti ma sanno scrivere grandi pezzi thrash metal!”
GRAZIE MAT, VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA?
“Saremo in Italia il 10 di marzo ma speriamo di fare altri show nel vostro paese. Un concerto a Milano non è male ma noi vorremmo tornare presto e fino ad allora, grazie di tutto il vostro supporto!”
