MORTIFICATION – 20 anni nell’ underground

Pubblicato il 08/08/2010 da

Un festeggiamento non si nega a nessuno. Ecco quindi che anche gli australiani Mortification, band che negli anni ’90 si cimentava con successo nella scena death radunando un buon numero di fan anche nel Vecchio Continente, festeggiano i vent’anni di attività pubblicando una super raccolta edita dall’etichetta che li ha resi famosi: la Nuclear Blast. Quando ancora non era il colosso di oggi infatti, l’etichetta tedesca pubblicava i loro dischi diffondendo il verbo del death metal cristiano. E sì, perché i nostri assursero alla notorietà come primo gruppo di death metal di matrice cristiana. La nuova release comprende tanto materiale dal vivo, di culto sicuramente per coloro che sbavano per il gruppo. E proprio a costoro si rivolge questa chiacchierata con Steve Rowe, bassista e cantante del combo, che ci ha raccontato con molta sincerità la storia del gruppo. Ecco il resoconto della nostra conversazione.

PRIMA DI TUTTO, CHE NOVITA’ CI SONO ALL’INTERNO DELLA BAND?
“Quest’anno celebreremo i vent’anni del gruppo. Attualmente sia io che Mick Jelinic siamo impegnati al lavoro con i nostri altri progetti. Io ho una band di heavy edge classic rock chiamata Wonrowe Vision. Una sorta di mistura fra Motorhead, Deep Purple e ZZ Top che incontrano lo stoner rock e il punk anni ’80. E’ una band molto divertente, abbiamo un album in arrivo. In ogni caso gli show per l’anniversario dei Mortification ci terranno impegnati fino all’anno prossimo”.

PARLIAMO ALLORA DI QUESTA NUOVA RELEASE, CHE CELEBRA I VENT’ANNI DELLA BAND. SIETE SODDISFATTI DEL PRODOTTO FINALE?
“Sì, anche se è stato duro lavorare con la Nuclear Blast per questo ‘Twenty Years In The Underground’. Non auguro a nessuno di fare il noioso lavoro di scegliere le canzoni del ventennale da tutti gli album. Qualunque canzone io avessi scelto avrei fatto felici alcuni e scontentato altri. Quindi ho deciso di ri-registrare cinque classici, scelti dai fan, di aggiungere inoltre il concerto integrale ‘Live Planetarium’ del 1993 con la nostra prima formazione e oramai fuori produzione, e di far conoscere le nostre principali performance live nel corso degli anni”.

PER QUESTO NUOVO CD AVETE REGISTRATO CINQUE VOSTRI CLASSICI. PERCHE’ SOLO CINQUE, E PERCHE’ PROPRIO QUESTI?
“Ho dovuto scegliere cinque canzoni degli anni ’90. Una decade che ci ha visto vendere duecentocinquantamila dischi nel mondo. Dovevo scegliere una canzone per ognuno dei nostri primi quattro album. Le descrivo: ‘Impulsation’ da ‘Break The Curse’ del 1990, che era stata ri-registrata sul nostro quarto lavoro ‘Post Momentary Affliction’: è una delle prime canzoni scritte per i Mortification, ha un riff unico nella sua struttura; ‘The Majestic Infiltration Of Order’ dal nostro album del 1991, auto-intitolato: è una canzone che suonavo dal vivo con la mia band degli anni ’80, è un brano molto amato dal pubblico; ‘Nocturnal’, dall’album ‘Scrolls Of The Megilloth’: altra canzone dalle strutture molto singolari a livello di chitarra con un testo molto interessante; ‘Grind Planetarium’ dall’album ‘Post Momentay Affliction’: secondo me questa è la traccia che meglio ci descrive, estratta dal nostro miglior album di sempre; ‘Hammer Of God’ dall’omonimo album del 1999, l’album miracoloso, venuto alla luce dopo la mia battaglia contro il cancro. E’ una delle canzoni preferite del pubblico, divertente da suonare nonché la prima ad essere stata registrata nel mio studio, che prende il nome proprio dalla canzone. E’ un brano speciale per tante ragioni, reca un messaggio molto potente!”.

PERCHE’ MANCA UNO DEI VOSTRI CLASSICI, “SCROLL OF THE MEGILLOTH” DALL’OMONIMO ALBUM?
“La title-track dell’album è una delle preferite dai nostri fan ma non ha molte parti veloci. Ha un bel testo ma è molto monodimensionale musicalmente. E poi per essere onesti è difficile suonare a quarantacinque anni quello che era stato scritto e registrato quando ne avevo ventisette! (ride, ndR)”.

QUINDI TROVIAMO ALCUNE TRACCE LIVE DEL VOSTRO PRIMO CONCERTO DEL 1990. COSA RICORDI DI QUELLA SERATA?
“E’ stata una grande serata. Abbiamo suonato bene anche perché avevamo Cameron Hall dei Lightforce in formazione. Abbiamo suonato anche qualche canzone dei Lightforce dal vivo quella sera. All’epoca eravamo tutti disoccupati quindi abbiamo provato molto, specie a casa di Cameron, annoiando i suoi vicini per tutto il giorno. Eravamo affamati di metal, quindi al nostro primo concerto l’abbiamo dimostrato! L’intero show è disponibile su DVD come disco bonus della riedizione (edita in occasione del ventennale) del nostro primo lavoro, ‘Break The Curse’. Potete acquistarla direttamente sul sito www.roxxproductions.com negli Stati Uniti”.

E DEL CONCERTO AL BLACK STUMP FESTIVAL (CHE POSSIAMO ASCOLTARE PER INTERO SU CD) COSA RICORDI? ANCHE QUELLO E’ DISPONIBILE SU DVD, GIUSTO?
“Sì, ‘Live Planetarium’ fra l’altro è ancora disponibile in DVD sul sito www.roweproductions.com. Comunque solo due terzi del concerto sono presenti su quella pubblicazione, completata da interviste e dal clip per ‘Scrolls Of The Megilloth’. Invece su “Twenty Years In The Underground” potete ascoltare l’intera performance”.

NELLA PARTE FINALE DEL SECONDO CD POSSIAMO ASCOLTARVI IN VERSIONE ACUSTICA, IN UN’ESIBIZIONE TENUTA AL FESTIVAL NORVEGESE SEASIDE. FA UN PO’ STRANO SENTIRVI SUONARE IN QUESTA MANIERA, COSA CI DICI IN MERITO?
“Siamo una band underground, di strada, e quindi dobbiamo essere capaci di adattarci. Ad esempio una volta arrivammo nella stazione radio olandese nel 2001, all’epoca del nostro unico tour mondiale, per fare un’intervista. Arrivati lì siamo stati guidati dentro uno studio di registrazione dove c’era un tamburo e una chitarra acustica. Il ragazzo ci disse che saremmo andati in onda live dopo dieci minuti! Dovevamo quindi adattarci molto in fretta. Abbiamo preso un secchio per usarlo come tamburo, io avevo un basso acustico e Lincoln una chitarra acustica. E facemmo lo show suonando addirittura ‘Grind Planetarium’ con le parti di blast beat! Sembrava ci fosse una preparazione mentale perché lo abbiamo fatto divertendoci anche in Svizzera nello stesso tour, ma senza il basso acustico. Arrivammo al Seaside Festival molto presto per sistemarci, e quindi alla fine suonammo due volte. Facemmo un set death/grind sullo stage principale e per intrattenere i ragazzi, che già al giovedì erano lì, suonammo un set acustico nella tenda-palco. La gente gradì molto e andò in visibilio! Questa è la bellezza della diversità musicale”.

VI MANCA L’ATMOSFERA DEATH METAL DEGLI ANNI ’90? PENSI CHE IL TOP DEL GENERE SIA ANCORA FERMO A QUELL’EPOCA?
“Ci sono molte nuove band death metal in giro. Ma a me piacciono quelle vecchie, forse perché io sono vecchio (ride, ndR)! Non ho mai approfondito la scena della Florida, ma amo le band inglesi come Benediction, Bolt Thrower e Napalm Death”.

LA VOSTRA BAND E’ BEN CONOSCIUTA PERCHE’E’ UNA DELLE POCHE BAND CRISTIANE DEL GENERE. VOI NON NE AVETE MAI FATTO MISTERO SEBBENE CI SIANO SICURAMENTE ALTRI MUSICISTI CRISTIANI NEL DEATH METAL. PERCHE’?
“La prima cosa nel cuore di un musicista è la prima cosa di cui lo stesso musicista scrive”.

VUOI RACCONTARCI QUALCHE BRUTTO EPISODIO INNESCATO MAGARI DA QUESTO ASPETTO?
“Abbiamo avuto qualche problema all’epoca del periodo d’oro del black metal, era il 1994. Molte band death virarono verso quel genere. Noi iniziammo a suonare nella scena power con gruppi come Pegazus e Hyperion, anche perché l’album del 1996 ‘EnVision EvAngelene’ aveva molte influenze power metal. Si trattava all’epoca di effettuare un cambio di ambiente per noi. Ricordo che suonammo nel 1994 con gli Hobb’s Angel Of Death. Cominciammo per primi di fronte a un manipolo di naziskin che erano lì con una band black. Il cantante del gruppo ci tirava le bottiglie sul palco, una colpì il nostro chitarrista. Decidemmo di continuare a suonare sebbene costoro fossero di fronte al palco e facessero il saluto nazista, gridando ‘morte ai cristiani’ fra una canzone e l’altra. Quando finimmo il set chiedemmo scusa a Peter Hobb (leader del gruppo Hobb’s Angel Of Death, ndR) e andammo nel backstage. Questi nazisti cercavano spesso la rissa, quindi negli anni ’90 restammo distanti dalla scena degli show estremi. Ho ricevuto qualche email di minaccia satanica a metà anni ’90 ma non ho ricevuto attacchi diretti, a parte quello di cui vi ho appena parlato”.

PENSI CHE I MORTIFICATION ABBIANO AVUTO IL GIUSTO RICONOSCIMENTO DAL PANORAMA METAL, DAI FAN E DAI MEDIA PER QUANTO HANNO FATTO?
“Penso che per essere una band australiana abbiamo avuto ottime opportunità, sicuramente più di qualunque band australiana che suona nell’estremo”.

E DEL NUOVO “THE EVIL ADDICTION DESTROYING MACHINE” CHE CI DICI? STA VENDENDO BENE?
“E’ un album ancora molto fresco, è presto per dire se avrà successo o meno”.

E DEL FUTURO DEL GRUPPO?
“Speriamo di partecipare a qualche festival europeo fra i più grandi, nel 2011”.

GRAZIE PER IL TUO TEMPO…
“Grazie a voi per l’intervista, è stato un piacere condividere i miei pensieri con voi”.

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