MOTHERCARE – Back From The Underground

Pubblicato il 29/07/2011 da

Il ritorno dei Mothercare è stato accolto con entusiasmo dai loro fan e probabilmente la band, dopo sei anni di silenzio, ha ritrovato lo slancio giusto per proseguire il loro cammino con la costanza che contraddistingue i forti. Il loro sound è una colata lavica di thrash e hardcore, arricchito da una vena sofferente e negativa, loro amano definirsi “pain-core” e forse questo è uno dei pochi casi in cui una definizione così particolare ha un senso. Abbiamo intercettato i ragazzi della band, abbiamo parlato con loro sia della loro lunga pausa, sia del loro cambio di line-up che del loro sound… A voi il resconto della chiaccherata.

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM. PRIMA DI TUTTO COMPLIMENTI PER IL VOSTRO ULTIMO ALBUM, IL VOSTRO RITORNO E’ DAVVERO GRADITO!
“Grazie mille… il nostro ritorno è stato gradito anche per noi (ride, ndR)!”.

VISTO CHE E’ LA PRIMA INTERVISTA PER IL NOSTRO PORTALE, CHE NE DITE DI PRESENTARVI AI NOSTRI LETTORI CHE ANCORA NON VI CONOSCONO?
“Certo! Il progetto Mothercare nasce nel 1994 con l’intento di unire alla violenza tipica del sound thrash una finalità catartica che nella band si intuisce sotto forma di ‘disagio’ a livello di testi e a livello di sonorità utilizzate. La vena malata è ciò che, bene o male, ci contraddistingue nel vastissimo panorama di gruppi che suonano il nostro genere. L’occasione per questa intervista è l’uscita del nostro terzo album ‘The Concreteness of Failure’, che è disponibile da pochi giorni sotto l’egida di Kreative Klan”.

SONO PASSATI BEN CINQUE ANNI DA “TRAUMATURGIC”, LA VOSTRA PRECEDENTE RELEASE. E’ STATA UNA SCELTA FORZATA OPPURE UNA SCELTA VOSTRA? E CHE COSA E’ SUCCESSO IN TUTTO QUESTO TEMPO?
“Sì, gli eventi ci hanno costretto ad effettuare un lifting alla band dovuto ad un cambio di lineup. Abbiamo dovuto affrontare un passo importante come quello di trovare un nuovo cantante avendo in cantiere solo un paio di brani pronti. Questo ha portato a doverli adattare alle peculiarità di Simone, il nostro nuovo singer, e dover affrontare la stesura dei rimanenti brani con tutt’altri presupposti. I tempi, quando devi affrontare una rivoluzione di questa portata, volendo fare le cose come si deve, si allungano inevitabilmente”.

PERSONALMENTE NON AMO “ETICHETTARE” LA MUSICA, MA E’ OVVIO CHE IN CERTI CASI QUESTO PROCESSO E’ NECESSARIO, SPECIALMENTE QUANDO SI DEVE CERCARE DI FAR CAPIRE A QUALCUNO COME SUONA UN DISCO. FINO A QUALCHE ANNO FA VI DESCRIVEVATE COME BAND “PAIN CORE”. VI RICONOSCETE ANCORA IN QUESTA DEFINIZIONE?
“Assolutamente sì… Ovviamente se dici pain-core ad una persona che ti chiede che genere suoni non può farsi un’idea del genere musicale ma, comunque, può già intuire il quale sia il motore che muove la scelta stilistica. La sofferenza è affrontata nei testi adesso come anni fa, e da quel punto di vista nulla è cambiato. Sul versante musicale il genere è thrash-hardcore, ma è comunque plasmato a seconda delle esigenze della band. Ci sono, quindi, molte armonizzazioni in terza e quinta tonalità che creano quella ‘sofferenza acustica’ necessaria a sostenere il tenore dei testi”.

QUALI SONO LE RADICI MUSICALI DEI MOTHERCARE? QUALI SONO LE VOSTRE BAND PREFERITE E DA QUALI DI QUESTE PRENDE ISPIRAZIONE IL VOSTRO SOUND?
“Le nostre radici affondano nel thrash degli anni ’90 e nel grindcore. Indubbiamente una delle band che ci ha influenzato di più sono stati i Napalm Death di ‘Inside The Torn Apart’ ma non mancano sicuramente le influenze di Neurosis, Meshuggah, Slipknot, The Haunted e molti altri”.

DI CHE COSA PARLANO I TESTI DI “THE CONCRETENESS OF FAILURE”? E IN GENERALE CHI SI OCCUPA DI SCRIVERE I TESTI DELLA BAND?
“Dei testi si occupa Mirko, chitarrista e membro fondatore della band. La principale fonte di ispirazione per il disco è stata la crisi economica che ha colpito il tessuto sociale negli ultimi due  o tre anni, quindi nei testi si snodano cause ed effetti legati a questa contingenza. Si parla di facile profitto, di guerra per motivi economici, di come l’egoismo personale sia spesso rapportabile ai macrosistemi, molto più di quello che si pensi. La ‘Concretezza del Fallimento’ sta proprio in questo, nel fatto che i problemi della società sarebbero risolvibili in un mondo normale, ma nel nostro con ogni probabilità saranno le cause di un inevitabile annichilimento”.

COSA CI POTETE DIRE A RIGUARDO DELL’USCITA DAL GRUPPO DI GUILLERMO? QUALI SONO STATE LE MOTIVAZIONI CHE VI HANNO SPINTO A PRENDERE STRADE DIFFERENTI E IN CHE TIPO DI RAPPORTI SIETE RIMASTI CON LUI?
“Guillermo ha dato tanto allo stile della band ma, come tante belle collaborazioni, a volte si arriva ad un punto in cui le direzioni artistiche che si prendono e la visione della band precludono un percorso comune. Lo split con Guillermo è stato assolutamente tranquillo e privo di tensione, quando ci ha detto di essere intenzionato a mollare non abbiamo potuto fare altro che augurargli buona fortuna per i suoi progetti.  In questi ultimi tempi ha messo diversa carne al fuoco e penso che sentirete presto parlare di qualche suo progetto”.

UNA DOMANDA PER SIMONE: SOSTITUIRE UN VOCALIST COME GUILLIERMO NON DEVE ESSERE STATO SEMPLICE, MA MI SEMBRA CHE TU TI SIA ADATTATO BEN PRESTO AL “MOOD” DELLA BAND… TI ANDREBBE DI PARLARCI DI QUALI DIFFICOLTA’ HAI INCONTRATO (SE NE HAI INCONTRATE) E COME LE HAI SUPERATE?
“Sostituire un personaggio così particolare ed eclettico come Guillermo all’inizio mi sembrava un’impresa impossibile, ma grazie agli altri ragazzi della band e al mio impegno mi sono reso conto che in men che non si dica mi ero già amalgamato benissimo nei Mothercare. Non ho uno stile ‘pazzo’ come quello del buon Gui, infatti alcuni spezzoni di canzone tratti dai vecchi album dove lui cantava sono quelli che mi hanno fatto più dannare e sono entrati nelle mie corde per ultimi, ma con le canzoni del nuovo album il discorso è stato completamente diverso; ‘The Concreteness..’ ha un taglio più potente e diretto e mi sono trovato subito a mio agio grazie anche alle mie esperienze precedenti nell’hardcore e nel thrash metal“.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA KREATIVE KLAN? VI ANDREBBE DI PARLARCI DELLA VOSTRA COLLABORAZIONE CON LORO?
“Kreative Klan non è altro che la creatura multiforme e dalle mille sfaccettature del nostro chitarrista Mirko. Kreative Klan si occupa non solo di edizioni discografiche, è infatti anche uno studio di registrazione (www.kreativeklanstudio.com) e realizza una linea di abbigliamento streetwear con una particolare attenzione per musicisti ed appassionati di musica. Per noi è stata la scelta più naturale del mondo, in quanto la nostra spiccata tendenza all’autoproduzione e a seguire i vari passi dell’edizione in prima persona è stata facilitata non poco dal fatto di avere un nostro membro all’interno della casa discografica per cui pubblichiamo”.

IN PASSATO AVETE COLLABORATO CON ARTISTI IMPORTANTI: BARNEY DEI NAPALM DEATH, MIESZKO TAKARCZYK DEI NASUM. ANCHE IN QUEST’ALBUM C’E’ QUALCHE PARTECIPAZIONE DA SEGNALARE?
“In quest’album abbiamo abbandonato la nostra spiccata tendenza alle multi-partecipazioni, anche perché tra le varie peripezie degli ultimi anni non ce n’è stato proprio il tempo materiale. Se pensi che nel nostro primo album gli ospiti erano addiritura quattro o cinque, tra cui il mitico Barney! In ‘The Concreteness of Failure’ però è presente, con il suo sampler, Stefano Torregrossa degli Aneurysm, altra band Kreative Klan, che ha impreziosito con inserti industriali il ritornello di ‘Ten Easy Lessons’”.

QUALI SONO I VOSTRI OBIETTIVI A BREVE TERMINE? TOUR DI PRESENTAZIONE DELL’ALBUM?
“Stiamo già supportando l’uscita del disco con varie date in giro per l’Italia, è uscito il video di ‘Gateway to Extinction’ che ora sta girando anche su Rock TV e, a proposito di video, ci saranno anche altre novità nei prossimi mesi. Stiamo preparando anche una piccola sorpresina che farà felice i fan della prima ora… attendete fiduciosi”.

E INVECE A LUNGO TERMINE? DOVE VORRESTE VEDERE I MOTHERCARE TRA, DICIAMO, CINQUE ANNI?
“Sognare in grande non costa nulla… diciamo un bel tour mondiale con Albano o Biagio Antonacci (ride, ndR)! Scherzi a parte, i successi repentini sono i primi a svanire, quindi speriamo semplicemente che tutti gli sforzi che abbiamo fatto diano i giusti risultati in termini di pubblico raggiunto e di soddisfazioni personali. Queste sono le cose che ci fanno andare avanti da sedici anni a questa parte e non penso che cambieranno nel prossimo futuro”.

BENE RAGAZZI, ABBIAMO FINITO CON L’INTERVISTA, GRAZIE PER IL TEMPO CHE CI AVETE DEDICATO, CON LO SPAZIO CHE RIMANE POTETE LASCIARE UN ULTIMO MESSAGGIO AI NOSTRI LETTORI.
“Ringraziamo Metalitalia.com per la chiacchierata e invitiamo tutti i lettori a venire a farsi una sana pogata a qualche nostro concerto, per le date consultate il nostro sito www.mothercare.it! HORNS UP!”.

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